<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6979927</id><updated>2012-01-17T19:15:21.653-08:00</updated><title type='text'>unabuonaideadellacitta</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://unabuonaideadellacitta.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6979927/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unabuonaideadellacitta.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_l7WrPuZWS_g/SuOekAhOcjI/AAAAAAAAAEI/bu0dq96hBhM/S220/ferrari+2004.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>6</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6979927.post-108491148088640005</id><published>2004-05-18T13:15:00.000-07:00</published><updated>2004-05-18T13:18:00.886-07:00</updated><title type='text'>Una stagione di opposizione. Gli interventi, le ricerche, e gli articoli di Davide Ferrari.</title><content type='html'>Dal 1999, l'anno della vittoria di Guazzaloca al voto del 12 e 13 Giugno 2004. La sinistra all'opposizione in Comune, a Bologna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6979927-108491148088640005?l=unabuonaideadellacitta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6979927/posts/default/108491148088640005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6979927/posts/default/108491148088640005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unabuonaideadellacitta.blogspot.com/2004/05/una-stagione-di-opposizione-gli.html' title='Una stagione di opposizione. Gli interventi, le ricerche, e gli articoli di Davide Ferrari.'/><author><name>Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_l7WrPuZWS_g/SuOekAhOcjI/AAAAAAAAAEI/bu0dq96hBhM/S220/ferrari+2004.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6979927.post-108456720951278395</id><published>2004-05-14T13:27:00.000-07:00</published><updated>2009-06-30T04:43:40.356-07:00</updated><title type='text'>"Senza suoni di fanfare". Presentazione di Giancarla Codrignani , "Cinque anni". Presentazione di Carlo Flamigni</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Giancarla Codrignani&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A pochi giorni dal voto, vale la pena di ripercorrere le tappe, &lt;br /&gt;fra cronaca e storia, che ha percorso l'opposizione consiliare &lt;br /&gt;a Guazzaloca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' utile per ragionare su quanto si è fatto, a partire dalla &lt;br /&gt;scelta di non seguire la corrente, di dire No ad un Sindaco &lt;br /&gt;che appariva "il nuovo", di ripartire, per la sinistra e per la città.&lt;br /&gt;E bene ha fatto Davide Ferrari, il capogruppo di Due Torri/DS, a&lt;br /&gt;mettere on-line le testimonianze di un percorso realmente costruttivo; &lt;br /&gt;ma anche faticoso per chi l'ha condotto senza suoni di fanfare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche i partiti hanno reazioni emotive e la sconfitta, dopo più di&lt;br /&gt;cinquant'anni di vittorie, ha prodotto nel centro-sinistra non pochi&lt;br /&gt;disorientamenti. Si era preparati a governare e nessuno aveva mai messo nel&lt;br /&gt;conto che Bologna passasse alla destra.&lt;br /&gt;I politologi sostengono che chi sa governare sa anche fare opposizione; non&lt;br /&gt;dicono che oggi bisogna essere preparati non solo al sovvertimento delle&lt;br /&gt;regole classiche ad opera delle "modernizzazioni", ma anche alla qualità&lt;br /&gt;delle trasformazioni in atto e agli usi arbitrari delle norme che&lt;br /&gt;privilegiano chi vince e si prende tutto.&lt;br /&gt;Se pensiamo all'informazione, ci rendiamo conto dei danni: anche il&lt;br /&gt;pluralismo si sfarina. Infatti, le cronache dell'Unità, della Repubblica,&lt;br /&gt;del Domani si contrappongono al Resto del Carlino, ma la tendenziosità&lt;br /&gt;della televisione, pubblica e privata, comprime a tal punto le opposizioni&lt;br /&gt;da tenere i cittadini all'oscuro delle loro iniziative.&lt;br /&gt;Bisognava lavorare in proprio. Ma i progressisti non erano avvantaggiati,&lt;br /&gt;privi di mezzi economici e di televisioni. Avrebbero dovuto coinvolgere&lt;br /&gt;direttamente la gente, ma fino alla presentazione del bilancio di &lt;br /&gt;metà mandato (promosso proprio dai gruppi di opposizione in Consiglio, &lt;br /&gt;perché il sindaco non si è sognato di presentarne uno) era corsa &lt;br /&gt;l'illusione che l'avversario fosse "facile": il vecchio Guazzaloca&lt;br /&gt;"democratico" che ha sempre giocato a carte con tutti e che si era fatto&lt;br /&gt;intrappolare da alleati reazionari, certo non avrebbe prodotto danni.&lt;br /&gt;Non avrebbe fatto nulla.Anzi avrebbe garantito una transizione &lt;br /&gt;indolore e consociativa.&lt;br /&gt;Questa illusione non poteva certo aiutare e sostenere l'opposizione &lt;br /&gt;in Consiglio ed i Quartieri retti dal Centro sinistra.&lt;br /&gt;A queste rappresentanze a lungo è toccato così l'onere di una corsa in solitudine.&lt;br /&gt;Ma Guazzaloca non restava immobile, anzi- a suo modo- faceva "molto".&lt;br /&gt;Il "molto"non si riferisce alle operazioni statuarie, da san Petronio &lt;br /&gt;a Ugo Bassi o ai "barattoli" che Sgarbi definisce illecito estetico;o alle &lt;br /&gt;inaugurazioni in proprio di opere varate e finanziate dal&lt;br /&gt;centro-sinistra, ma ai danni, veri e proprii arrecati alla città.&lt;br /&gt;Ricordo: i bimbi statisticamente prevedibili ma lasciati fuori dal&lt;br /&gt;nido (e sono ben 700), le difficoltà delle imprese e le chiusure di&lt;br /&gt;fabbriche senza interessamento del Comune, la rinuncia alla nuova Stazione&lt;br /&gt;ferroviaria, la mano libera lasciata ai costruttori, il traffico&lt;br /&gt;abbandonato a se stesso fatto salvo il raddoppio delle multe, Sirio&lt;br /&gt;colpevolmente inutilizzato fra smog e polveri sottili in crescita, il&lt;br /&gt;disinteresse per le famiglie contraddittorio con l'aumento delle tasse, il&lt;br /&gt;dimenticatoio in cui è caduto il progetto Iperbole del digitale per tutti,&lt;br /&gt;il disimpegno per qualunque politica di integrazione che non siano i Centri&lt;br /&gt;statali di prima accoglienza, l'inefficienza della politica culturale, dei&lt;br /&gt;rapporti con l'Università, con le Fondazioni, con la ricerca, la&lt;br /&gt;disincentivazione del libero associazionismo a cui si sono resi&lt;br /&gt;insostenibili gli affitti di sede,&lt;br /&gt;Il "fare amministrativo", invece, le realizzazioni, erano e sono, &lt;br /&gt;via via, in gran parte delegate alla responsabilità di Galletti, &lt;br /&gt;Monaco, Pannuti, ma anche Preziosa, Garagnani, Raisi.&lt;br /&gt;Sono "grandi opere" che hanno avuto il merito di fare discutere, &lt;br /&gt;si può dire di smuovere l'interesse, talvolta motivatamente scandalizzato, &lt;br /&gt;dei cittadini. &lt;br /&gt;Certamente si tratta di cose rilevanti: l'impegno - ormai&lt;br /&gt;finanziato dal governo - per una metropolitana sull'inutile asse nord/sud,&lt;br /&gt;la Sala Borsa in scala ridotta e architettonicamente violentata rispetto al&lt;br /&gt;progetto di Roberto Grandi, il teatro Manzoni strappato alla&lt;br /&gt;privatizzazione berlusconiana, lo spoil system praticato a beneficio&lt;br /&gt;proprio in tutti i luoghi di potere, le operazioni culturali tipo&lt;br /&gt;requisizione della quadreria del Conservatorio; senza dimenticare il&lt;br /&gt;revival fascistoide con Raisi:/An a rappresentare il Comune a Montesole &lt;br /&gt;in contrasto con le ambigue dichiarazioni di solidarietà con l'Anpi&lt;br /&gt;I cittadini, incominciarono a dare La Sveglia alla società e con girotondi,&lt;br /&gt;comitati, gruppi, associazioni, manifestazioni costruirono il tessuto&lt;br /&gt;"civile" necessario per fare capire ai partiti che la tradizionale cultura&lt;br /&gt;di Bologna, abbandonata a se stessa, stava degenerando. E' la società&lt;br /&gt;civile che ha aperto le vie a una nuova partecipazione a favore del&lt;br /&gt;candidato miracolosamente calato del cielo ("questa" Bologna intorpidita&lt;br /&gt;chi avrebbe mai potuto esprimere?).&lt;br /&gt;Forse i partiti hanno dovuto "svegliarsi"; ma si sono sentiti espropriati&lt;br /&gt;di quel fare politica che erano abituati a gestire da soli. Forse la&lt;br /&gt;società civile ha esplicitato un'eccessiva volontà di autonomia e la&lt;br /&gt;critica maliziosa ha provocato irritazione al ceto politico burocratizzato.&lt;br /&gt;Forse bisogna rendersi conto dell'importanza di ripensare il senso di&lt;br /&gt;deleghe e libertà: il diritto di cittadinanza significa anche diritto di&lt;br /&gt;essere soggetti protagonisti riconosciuti e non oggetti di tutela e di&lt;br /&gt;indirizzo da parte degli apparati. Tuttavia è vero che con una forte (e&lt;br /&gt;scomoda) sinergia fra società civile e partiti crescono le difficoltà, ma è&lt;br /&gt;il solo modo con cui si va avanti.&lt;br /&gt;Il lavoro che Ferrari testimonia dimostra una presenza, tenace, appassionata, &lt;br /&gt;in tutti questi punti e nodi, non semplici e numerosi, ancora aperti, &lt;br /&gt;perennemente da risolvere..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.............................................................................&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Carlo Flamigni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo di capire cosa sta cercando di fare Davide: vuole invitarci tutti a&lt;br /&gt;ricordare, vuole costringerci a tornare con la memoria a quei giorni bui&lt;br /&gt;di cinque anni orsono, i giorni che hanno preceduto e seguito un momento che&lt;br /&gt;definirò ( ma è già un understatement )particolarmente sgradevole, il&lt;br /&gt;giorno della vittoria di Guazzaloca.&lt;br /&gt;Non sono mai riuscito a raccontare quei giorni, a dare la mia versione,&lt;br /&gt;la mia interpretazione personale.&lt;br /&gt;A chi mi vuol bene sembra che i miei ricordi interessino poco, chi mi ama&lt;br /&gt;si affanna subito a farmi capire di avermi perdonato,mi dice che le parole&lt;br /&gt;non servono piu', mi invita a guardare avanti.&lt;br /&gt;Ai miei compagni di partito non piace ascoltarmi, temono - così mi sembra &lt;br /&gt;di capire - che io mi voglia giustificare.&lt;br /&gt;Così quei ricordi li tengo per me ( non temete compagni, non scriverò le &lt;br /&gt;mie memorie ) e qui mi limito a riferire solo alcune delle mie impressioni.&lt;br /&gt;La prima impressione fu quella di essere iscritto a un partito "sbagliato".&lt;br /&gt;C'erano compagni che , incontrandomi, mio dicevano: "Te l'avevo detto ! ",&lt;br /&gt;e ridevano, un riso quasi sempre falso, un po' sguaiato, lo ricordo bene.&lt;br /&gt;C'erano compagni che mi parlavano bene di Guazzaloca, qualche critica sì,&lt;br /&gt;qualche commento divertito sulla sua pigrizia e poi, certo, "era tanto &lt;br /&gt;permaloso!".&lt;br /&gt;Ma, chissa', sembrava proprio che avrebbe potuto essere lui l'uomo della &lt;br /&gt;transizione, e poi - udite, udite - per un pelo non era stato un uomo no=&lt;br /&gt;stro, stupidi noi a non capire....&lt;br /&gt;C'erano compagni che mi fermavano per strada per raccontarmi - e il sorriso&lt;br /&gt;diventava subito odioso - che il nuovo Sindaco giocava a carte con il compa=&lt;br /&gt;gno tal dei tali, era tanto amico del compagno tal altro, forse - e qui la voce&lt;br /&gt;diventava più bassa, quasi un sussurro - sarebbe venuto alla Festa dell'Unità.&lt;br /&gt;Ci fu un eminente membro del partito che mi sgridò - ma c'era nella sua voce,la &lt;br /&gt;condiscendenza che si deve ai dilettanti e agli illusi - perche' avevo attaccato&lt;br /&gt;i "poteri forti" (Ma ero matto a chiamarli cosi'? Non sapevo che per anni la capacita',l'efficacia stessa del nostro governare era dovuta proprio...).&lt;br /&gt;Altri mi fecero capire che ero stato proprio uno sciocco a dare dell'ignorante&lt;br /&gt;al nuovo Sindaco, e queste erano in realta' le persone che sopportavo di meno, &lt;br /&gt;perche' mi rendevo conto che, costretti a scegliere, avrebbero creduto alla&lt;br /&gt;sua versione e non alla mia. Compagni.&lt;br /&gt;Ero sollecitato dunque da molti fatti e da molte persone (mia moglie prima &lt;br /&gt;tra tutte ) a lasciare il mio posto di consigliere, lasciarlo a una persona&lt;br /&gt;piu' degna e meritevole.&lt;br /&gt;Ancora oggi non ho capito perche' non lo feci: forse perche' Mauro Zani mi &lt;br /&gt;disse che al momento non aveva niente di meglio tra le mani, forse perche'&lt;br /&gt;mi sono sempre considerato un soldato, un soldato con un forte senso di responsabilita', che comunque non lascia il suo posto in trincea.&lt;br /&gt;Comunque ando' così, restai.&lt;br /&gt;Le prime riuniooni del Consiglio comunale furono tristi e molto faticose.&lt;br /&gt;Eravamo "L'opposizione" ma non avevamo la sensazione di rappresentare &lt;br /&gt;veramente qualcuno.&lt;br /&gt;Non e' mai facile, io lo so bene, stare all'opposizione.&lt;br /&gt;Diventa difficilissimo starci senza un  ruolo, uno scopo, un obiettivo.&lt;br /&gt;Una bandiera.&lt;br /&gt;Ecco ero, eravamo, soldati senza bandiera.&lt;br /&gt;La mia scelta personale fu quella di non intervenire nelle discussioni&lt;br /&gt;e di votare, comunque e sempre, contro ogni delibera. Una scelta basata sul&lt;br /&gt;desiderio di manifestare tutto il mio "profondo" disprezzo e di lenire&lt;br /&gt;almeno un po' il mio dolore personale.&lt;br /&gt;La causa vera del mio dolore era la consapwevolezza di aver consegnato &lt;br /&gt;la citta' ai mercanti del tempio e di non poter contare, per molti anni, &lt;br /&gt;su qualcuno che dal tempio li potesse cacciare.&lt;br /&gt;Il mio disprezzo nasceva da motivi facili da intuire e sui quali non vo=&lt;br /&gt;glio comunque soffermarmi.&lt;br /&gt;Nei primi tempi, gran parte delle cose che riuscivamo a fare erano affidate &lt;br /&gt;a Carlo Castelli, l'uomo piu' cocciuto che io abbia mai incontrato.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Davide Ferrari si guardava intorno, capiva, prendeva la rincorsa.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non credo che il mio modo di affrontare il problema piacesse agli altri compagni.&lt;br /&gt;In ogni caso Davide, che come capogruppo avrebbe avuto il diritto di contestarmi, non mi prese mai di petto. direi che mi avvicino' con una cautela quasi eccessiva. Poi comincio' a dirmi - ma sembrava quasi pensare a voce alta- &lt;br /&gt;cose che mi ferirono un po' e mi colpirono molto.&lt;br /&gt;Mi disse che, in ogni caso, eravamo li' a rappresentare la meta' meno uno&lt;br /&gt;dei cittadini e che la meta' meno uno dei cittadini aveva il diritto di essere&lt;br /&gt;rappresentata con serieta' dignita' ed efficacia.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mi disse che bisognava tener duro, &lt;/strong&gt;che le cose sarebbero &lt;br /&gt;cambiate, che lo spettro di un possibile consociativismo si sarebbe &lt;br /&gt;dissolto da solo, troppoproterva essendo la maggioranza che governava.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tenemmo duro.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le cose cambiarono, prima nel partito, che ci diede fiducia, poi nella citta',&lt;br /&gt;nella quale molte persone cominciarono a ragionare razionalmente su quanto &lt;br /&gt;era successo, a giudicare con freddezza quanto stava accadendo.&lt;br /&gt;Simbolicamente, qualcuno ci mise in mano una bandiera.&lt;br /&gt;C'era finalmente, con noi, una citta' che si opponeva.&lt;br /&gt;Davide - &lt;strong&gt;cosi'apparentemente fragile e quieto nelle conversazioni, &lt;br /&gt;cosi'gradevolmente duro ed impietoso nelle contestazioni&lt;/strong&gt;- comincio' ad opporsi, con durezza, tenacia, ostinazione.&lt;br /&gt;L'efficacia del gruppo comincio' a crescere, insieme alla sensazione di&lt;br /&gt;"rappresentare", di non essere soli.&lt;br /&gt;E via via che gli interventi di Davide diventavano piu' efficaci le repliche &lt;br /&gt;della maggioranza diventavano piu' stolide.&lt;br /&gt;Non so se abbiate mai ascoltato Davide quando parla di politica.&lt;br /&gt;Parla bene, a braccio, mai un errore, mai un anacoluto.&lt;br /&gt;Ogni tanto, nei momenti giusti, alza la voce ma e' quasi impossibile&lt;br /&gt;capire se si e' incazzato nella testa o si e' incazzato solo nella gola.&lt;br /&gt;Ma e' conseguente, logico, stringente.&lt;br /&gt;Poche chiacchere, molti fatti.&lt;br /&gt;Una retorica ridotta al minimo, da professore, non da uomo politico.&lt;br /&gt;Mi viene in mente un orribile giornaletto della maggioranza che cer=&lt;br /&gt;cava di metterci in ridicolo, riportando frasi prese dai nostri interventi,&lt;br /&gt;soprattutto da interventi di Davide.&lt;br /&gt;Penso che sia ora di rivolgere un sincero ringraziamento ai suoi curatori,&lt;br /&gt;visto che, alla fin fine, c'era molta piu' ammirazione che critica in&lt;br /&gt;quelle citazioni.&lt;br /&gt;Nel dibattito politico si dovrebbe sempre riuscire a mantenere un certo&lt;br /&gt;distacco, a non impegnarsi mai troppo affettivamente, a non odiare mai&lt;br /&gt;"gli altri".&lt;br /&gt;A parte il fatto che mi chiamo personalmente fuori (cioe', non sono in grado&lt;br /&gt;di stare a queste regole) ho scoperto che molti membri della maggioranza&lt;br /&gt;provano, nei confronti di Davide sentimenti molto negativi (che non precisero',&lt;br /&gt;per carita' d'animo).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ne sono lieto per lui&lt;/strong&gt;: qualsiasi psicanalista, infatti, vi potra' dire che si tratta di sentimenti camuffati, che tutto in fondo deriva da un felice connubio tra ammirazione, rispetto e timore reverenziale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6979927-108456720951278395?l=unabuonaideadellacitta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6979927/posts/default/108456720951278395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6979927/posts/default/108456720951278395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unabuonaideadellacitta.blogspot.com/2004/05/senza-suoni-di-fanfare-presentazione.html' title='&quot;Senza suoni di fanfare&quot;. &lt;em&gt;Presentazione di Giancarla Codrignani&lt;/em&gt; , &quot;Cinque anni&quot;. &lt;em&gt;Presentazione di Carlo Flamigni&lt;/em&gt;'/><author><name>Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_l7WrPuZWS_g/SuOekAhOcjI/AAAAAAAAAEI/bu0dq96hBhM/S220/ferrari+2004.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6979927.post-108446350724724170</id><published>2004-05-13T08:51:00.000-07:00</published><updated>2005-06-20T06:00:13.946-07:00</updated><title type='text'>2004, verso Cofferati</title><content type='html'>&lt;strong&gt;I dati sull'intensa attività politica svolta in cinque anni a Palazzo D'Accursio&lt;br /&gt;Ecco il lavoro dell'opposizione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Affrontati molti temi: infrastrutture, nidi, scuola e cultura, handicap, sociale e sport”&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre il voto di primavera si avvicina, i gruppi politici di opposizione hanno tracciato un bilancio di cinque anni di proposte e di contestazioni puntuali alla giunta e al 'Sindaco assente', Giorgio Guazzaloca.&lt;br /&gt;Dati alla mano, siamo di fronte a un'intensa attività consiliare: 843 interpellanze, 831 domande d'attualità, ben 1.056 interventi d'inizio seduta e 142 ordini del giorno approvati; altri 531 ordini del giorno presentati.&lt;br /&gt;Il confronto fatto con i numeri dell’opposizione di centro-destra nel precedente mandato, quello della Giunta Vitali, parla chiaro. Allora l’opposizione di centro-destra fece circa 600 interventi di inizio seduta, 400 domande di attualità e 300 ordini del giorno, cioè molto meno degli oppositori attuali. Ma anche mettendo a confronto l'opposizione di questi anni con la medesima attività dei gruppi di maggioranza di questo mandato, anche in questo caso i numeri parlano di un'attività almeno doppia del centro-sinistra attuale.&lt;br /&gt;"L'attività che abbiamo svolto è stata importante - afferma Davide Ferrari, capogruppo Ds - e il Comune di Bologna è stato vivo solo grazie all'opposizione". I temi affrontati, dalle infrastrutture, ai nidi e alle scuole, alla cultura, all'Handicap, al sociale e allo sport, sono tutti quelli che erano e sono al centro dell'interesse della pubblica opinione cittadina o che presentano maggiori problemi.&lt;br /&gt;Insieme a Ferrari, sono venuti recentemente a incontrare i cronisti a Palazzo d'Accursio, per presentare queste cifre, il vicecapogruppo diessino Claudio Merighi, il capogruppo del Prc, Maurizio Zamboni, il capogruppo dei verdi, Giorgio Celli, il consigliere dei dipietristi, Bruno Carlo Sabbi, e il capogruppo della Margherita, Giuseppe Paruolo.&lt;br /&gt;"C'è' stata un'assenza sistematica del Sindaco - hanno detto Zamboni, Celli e Sabbi - una tale desertificazione non si è mai vista. Il sindaco è anche il primo consigliere comunale e il fatto che abbia ritenuto il venire in aula un perdere tempo, la dice lunga sulla sua concezione della democrazia". "L'opposizione - ha incalzato Paruolo - è stata un'esperienza che ci è servita per imparare a essere umili e più fattivi". Claudio Merighi, infine, ha ribadito: "Noi alle istituzioni ci crediamo. Qualcuno ha voluto infossare il fiume della partecipazione, ma adesso quel fiume sta di nuovo uscendo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ODG pres. (n.appr.)&lt;br /&gt;ANNO 1999 opposizione 40; maggioranza 39&lt;br /&gt;ANNO 2000 opp. 162; maggior. 128&lt;br /&gt;ANNO 2001 opp. 146; maggior. 115&lt;br /&gt;ANNO 2002 opp. 192; maggior. 161&lt;br /&gt;ANNO 2003 opp. 113; maggior. 87&lt;br /&gt;Tot opp. 653; maggior. 531&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TOTALI 1999-2003&lt;br /&gt;MAG OPP TOT&lt;br /&gt;Numero consiglieri 29 18&lt;br /&gt;INTERPELLANZE 379 843 1222&lt;br /&gt;DOMANDE D'ATTUALITÀ* 552 831 1383&lt;br /&gt;INTERV. INIZIO SED. 675 1056 1731&lt;br /&gt;ODG APPROVATI 270 143 412&lt;br /&gt;ODG NON APPROVATI 122 531 653&lt;br /&gt;TOTALE ODG 392 673 1065&lt;br /&gt;TOTALI 1998 3403 5401&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INTERPELLANZE 1999-2003&lt;br /&gt;MAG OPP TOT&lt;br /&gt;1999 54 63 117&lt;br /&gt;2000 117 190 307&lt;br /&gt;2001 73 207 280&lt;br /&gt;2002 66 202 268&lt;br /&gt;2003 69 181 250&lt;br /&gt;379 843 1222&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOMANDE D'ATTUALITA' 1999 - 2003&lt;br /&gt;MAG OPP TOT&lt;br /&gt;1999 37 55 92&lt;br /&gt;2000 150 197 347&lt;br /&gt;2001 127 191 318&lt;br /&gt;2002 120 Ì85 305&lt;br /&gt;2003 118 203 321&lt;br /&gt;552 - 831 1383&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INTERVENTI INIZIO SEDUTA 1999-2003&lt;br /&gt;MAG OPP TOT&lt;br /&gt;1999 32 38 70&lt;br /&gt;2000 117 198 315&lt;br /&gt;2001 159 304 463&lt;br /&gt;2002 157 206 363&lt;br /&gt;" 2003 210 310 520&lt;br /&gt;675 1058 1731&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORDINI DEL GIORNO approvati 1999 - 2003&lt;br /&gt;MAG OPP TOT&lt;br /&gt;1999 23 17 40&lt;br /&gt;2000 55 57 112&lt;br /&gt;2001 70 40 110&lt;br /&gt;2002 59 12 71&lt;br /&gt;2003 63 16 79&lt;br /&gt;270 143 413&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elenco dei Consigli Straordinari richiesti dall'opposizione e Istruttoria pubblica&lt;br /&gt;1) 28/02/2000 RELAZIONE SU TRAM E PROGETTI PER METRO' E TUNNEL COLLINARE&lt;br /&gt;2) 06/11/2000 LA SICUREZZA A BOLOGNA&lt;br /&gt;3) 13/12/2000 INQUINAMENTO DA TRAFFICO E DIFFICILI CONDIZIONI DELLA MOBILITA’&lt;br /&gt;4) 05/03/2001 BOLOGNA 2000CITTA' EUROPEA DELLA CULTURA&lt;br /&gt;5) 09/04/2001 ATTUALITÀ DELLA RESISTENZA&lt;br /&gt;6) 14/06/2001 LIBERE FORME ASSOCIATIVE&lt;br /&gt;7) 22/10/2001 POLITICA DEL COMUNE PER I TEATRI E LA CULTURA&lt;br /&gt;8) 14/01/2002 NUOTO E IMPIANTI SPORTIVI PER GLI SPORT D'ACQUA&lt;br /&gt;9) 27/05/2002 VERIFICA DEL BILANCIO DEL COMUNE (META’ MANDATO)&lt;br /&gt;10) 10/06/2002 TUTELA DEL DIRITTO DI CRITICA DEI CONSIGLIERI COMUNALI&lt;br /&gt;11) 15/07/2002 SALA BORSA (SCALA MOBILE)&lt;br /&gt;12) 21/10/2002 MONDO SCOLASTICO E SERVIZI EDUCATIVI&lt;br /&gt;13) 09/12/2002 RAPPORTO SULL'IMPATTO DI AGENTI INQUINANTI ATMOSFERICI&lt;br /&gt;14) 07/07/2003 STATO DEL SERVIZIO NIDO E SCUOLA D'INFANZIA&lt;br /&gt;15) 20/10/2003 MANIFATTURA TABACCHI - PARCHEGGIO&lt;br /&gt;16) 23/02/2004 Nido e Tempo pieno&lt;br /&gt;17) 2004 un’altra idea per il metro’-tram&lt;br /&gt;2000 Istruttoria pubblica "INDUSTRIA MULTIMEDIALE"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gli altri numeri&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Nel corso del cinque anni le forze politiche dell'opposizione hanno presentato molti ordini del giorno. Di questi ben 143 sono stati approvati. Inoltre, vanno aggiunti i numerosi emendamenti che, per quanto riguarda decine e decine di deliberati, hanno contribuito, in molte occasioni con votazioni differenziate da parte della stessa maggioranza di centro-destra, a migliorare o a cambiare un provvedimento della Giunta Guazzaloca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 27.02.2004, IL DOMANI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;FURBERIE DISGIUNTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le salmerie della furbizia della vecchia politica sono arrivate.&lt;br /&gt;Cercano di confortare la traballante campagna elettorale di Guazzaloca con l'invito al voto disgiunto.&lt;br /&gt;Persino il preistorico Luigi Preti e' sceso in campo, dopo l'ex-aitante Casini.&lt;br /&gt;Cofferati ha gia' risposto da par suo, con la calma serena di chi sapra' garantire a Bologna ben altra guida.&lt;br /&gt;Il voto disgiunto e' una proposta menzognera. Come governerebbe un Sindaco eletto da una massa di voti-centauro, mezzo-umani e mezzo-bestiali?&lt;br /&gt;In queste ore stanno giungendo in tutte le buchette di Bologna dei cartoncini viola-azzurri con il voto sul simbolo dei Ds, peraltro sbagliato senza le Due Torri ai piedi della Quercia, e il nome di Giorgio Guazzaloca.&lt;br /&gt;Ma come? non era colui il Sindaco che dall'alto della sua carica non avrebbe neanche fatto una campagna elettorale facendosi "rincorrere" da uno sfidante forestiero?&lt;br /&gt;Bene, questi tagliandi e le altre massicce pubblicita' su giornali, radio e Tv hanno innanzitutto un significato.&lt;br /&gt;Guazzaloca e' dietro, arranca. sta a lui ricorrere, a pochissimi giorni dal voto.&lt;br /&gt;E' lui lo sfidante.&lt;br /&gt;Cofferati e' gia' al centro della scelta di Bologna.&lt;br /&gt;Guazzaloca deve provare a raschiare il fondo del barile.&lt;br /&gt;Che fosse in difficolta' lo si era gia' capito qualche settimana fa'.&lt;br /&gt;Non tanto e solo dai sondaggi. Dal fatto che la sua squadra, terminata nel ridicolo la retorica delle finte inaugurazioni, dei manifesti di Tram e Metro ancora inesistenti, si era impegnta a fondo a far girare la voce di mitiche rilevazioni che assicuravano al Guazza almeno la partecipazione a un ballottaggio, e si sa-dicevano- "se si va al secondo turno....".&lt;br /&gt;Evidentemente la distanza cresce e dopo la squallida strumentalizzazione del dramma del prof. Biagi si gioca l'ultima carta: la propaganda massiccia del voto disgiunto.&lt;br /&gt;Ma, come nei tarocchi, la carta e' uscita rovesciata e chi l'ha usata deve aspettarsi il peggio.&lt;br /&gt;La corsa e' in salita, e fin qui niente di male, capita, ma il corridore guazzaloca non ha birra, e' senza argomenti.&lt;br /&gt;Nel nervosismo ha tentato ma l'unico risultato sara' quello di essersi appicciccato l'etichetta di chi sta perdendo.&lt;br /&gt;Lo scriviamo senza boria, sappiamo che bisogna convincere fino all'ultimo minuto i cittadini di bologna, anche per raccoglierne, con il voto, le proposte e i desideri.&lt;br /&gt;Ma lo scriviamo anche con una certa fierezza.&lt;br /&gt;Bologna non merita una politica di mezzucci ed inganni.&lt;br /&gt;Guazzaloca e' proprio cosi', e' quello che cercava di accreditarsi come il nuovo Dozza, che cercava di sceditare i giovani dirigenti dell'opposizione dall'alto di un proprio radicamento che, in realta', oltre a poche lobbies, non era reale ma mediatico.&lt;br /&gt;E' lo stesso che oggi dice: votate chi vi pare ma votatemi. che dice "io sono dei vostri" a tutti.&lt;br /&gt;Ma Bologna non e' cosi' e non glielo perdonera' .&lt;br /&gt;E' una citta' molto cambiata ma che vuole serieta' e autorevolezza non lingue biforcute, disgiunte, appunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari&lt;br /&gt;da L'Unita' , 9 Giugno&lt;br /&gt;:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;Per il Tempo pieno, la scuola di base, il nido&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Consiglio comunale straordinario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è svolto ieri, Lunedì 23 Febbraio, il Consiglio comunale straordinario, sui temi del Tempo pieno e della scuola, richiesto dall'opposizione con lo strumento della raccolta delle firme dei consiglieri. Riportiamo la cronaca, tratta in particolare da lanci dell'Agenzia Dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCUOLA BOLOGNA. DS: BASTA ERRORI, INVESTIRE SUL TEMPO PIENO&lt;br /&gt;FERRARI: SCUOLA, RITORNO INDIETRO TUTORAGGIO E ORARI.&lt;br /&gt;NIDO, SERVONO 500 POSTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''IL COMUNE NON OFFRE UN POSTO PUBBLICO IN PIÙ E DIFENDE LA RIFORMA MORATTI, MA LA VOSTRA LINEA SULLA SCUOLA NON REGGE. DOVETE DARE RISPOSTE E METTERE SOLDI IN BILANCIO. E' VENUTO IL TEMPO DELLA SCELTA: DECIDETE SE VOLETE CONSERVARE LA STRADA DELLA QUALITÀ E SCHIERARE BOLOGNA PER IL TEMPO PIENO, DAL&lt;br /&gt;NIDO ALLE MEDIE, 0 SE PREFERITE LA PRIVATIZZAZIONE DELLA&lt;br /&gt;SCUOLA''. DAVIDE FERRARI, CAPOGRUPPO DS A PALAZZO D'ACCURSIO,&lt;br /&gt;APRE IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE SUGLI EFFETTI DELLA&lt;br /&gt;RIFORMA MORATTI CON UN DURO ATTACCO NON SOLO ALLA RIVOLUZIONE CHE SI APPRESTA A INVESTIRE LA SCUOLA, MA ANCHE ALLE SCELTE DI UN&lt;br /&gt;COMUNE CHE SUL TEMPO PIENO E' GUIDATO DA UN SINDACO, GIORGIO&lt;br /&gt;GUAZZALOCA, ''CHE NON PARLA, MA CHE SOPRATTUTTO PARE NON AVER&lt;br /&gt;VOGLIA DI SENTIRE LA VOCE DELLE FAMIGLIE, DEI DOCENTI E DI QUANTI, IN CITTA', DICONO “NO” ALLA RIFORMA. DI QUI L'INVITO DI FERRARI AFFINCHÈ IL COMUNE DIA UN SEGNALE CHIARO DI FRONTE A UNA&lt;br /&gt;RIFORMA ''CHE CREA VERA INCERTEZZA''.&lt;br /&gt;SE SI VUOLE, QUALCOSA SI PUÒ ANCORA FARE: ''SIAMO DAVANTI A UN PERICOLO PER LE FAMIGLIE, PER I RAGAZZI, PER I DOCENTI, MA ANCHE PER I COMUNI. L'ANCI HA GIÀ PARLATO. QUESTO COMUNE NO, MA PUÒ ANCORA CHIEDERE DI TROVARE CON LA REGIONE UNA VOCE COMUNE CONTRO LA RIFORMA'' SOPRATTUTTO ALLA LUCE DELLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE SUGLI ORGANICI DELLA SCUOLA.&lt;br /&gt;FERRARI INVITA LA GIUNTA A CHIEDERE POI UN INCONTRO URGENTE CON LA DIRETTRICE DELL'UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE, LUCREZIA STELLACCI, “PER DIRLE CHE NON VA BENE RAGIONARE TEORIZZANDO CHE SE IN PASSATO NON ERA UN PROBLEMA NON DARE RISPOSTA A TUTTE LE DOMANDE DI TEMPO PIENO NON LO E' NEANCHE ADESSO.&lt;br /&gt;BOLOGNA E' ABITUATA AD UN'ALTISSIMA QUALITÀ DELLA SCUOLA, NON ACCETTERÀ UN ARRETRAMENTO”. ANCHE PER QUESTO, SECONDO I DS,&lt;br /&gt;PALAZZO D'ACCURSIO DOVREBBE METTERE PERSONALE E RISORSE A&lt;br /&gt;DISPOSIZIONE DI QUELLE SCUOLE CHE, IN VIRTÙ DELLA LORO AUTONOMIA,&lt;br /&gt;POSSANO ORGANIZZARSI IN DIFESA DEL TEMPO PIENO.&lt;br /&gt;FERRARI CHIEDE AL COMUNE DI ABBANDONARE LA PRATICA DI CHIEDERE MAESTRI ALLO STATO PER SOSTITUIRE DOCENTI DELL'AMMINISTRAZIONE (“L'ESPERIENZA AL QUARTIERE SAVENA, IN QUESTO SENSO, E' STATA FALLIMENTARE”) E DI PUNTARE SULLA CREAZIONE DI NUOVI NIDI. “NON SI PUÒ PENSARE CHE IN FUTURO BASTERANNO LE USCITE ANTICIPATE DAGLI ASILI” PER ANDARE UN ANNO PRIMA ALLA MATERNA, PER FARE RECUPERARE POSTI CON CUI ABBATTERE LE LISTE D'ATTESA. SECONDO ALCUNI CALCOLI, SECONDO I DS, OCCORRONO ALMENO 500 POSTI IN PIÙ NEI NIDI E ALTRI 200 NELLE MATERNE.&lt;br /&gt;“IL DECRETO MORATTI VUOL DIRE LA FINE DEL TEMPO PIENO - INSISTE FERRARI - VUOL DIRE ANDARE INDIETRO E DI FRONTE A TUTTO QUESTO NON SI PUÒ GIOCARE SUL TUTORAGGIO E SUGLI ORARI. STUPISCONO DUNQUE L'IGNAVIA E IL SILENZIO DI QUESTA GIUNTA”.&lt;br /&gt;SU QUESTI PUNTI, L'OPPOSIZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE HA PRESENTATO DUE DISTINTI DOCUMENTI: UNO SUGLI EFFETTI NEGATIVI&lt;br /&gt;DELLA RIFORMA MORATTI E L'ALTRO CON L'ELENCO DELLE INIZIATIVE DA METTERE IN CAMPO PER DARE RISPOSTA ALLE FAMIGLIE BOLOGNESI SU NIDO E SCUOLA DELL'INFANZIA.&lt;br /&gt;(i due ODG sono pubblicati su www.duetorri.org)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martedi 24 Febbraio, 2004&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;L'INTERVENTO&lt;br /&gt;La scuola fra Moratti e Guazzaloca&lt;br /&gt;Nei prossimi quindici anni 2200 bimbi in più fra i 6 e i 10 anni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Davide Ferrari, Presidente gruppo Ds - L'Ulivo in Consiglio comunale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un pezzo della Moratti ora è legge. La destra al potere licenzia un proprio frutto maturo. La scuola delle prime età viene sovvertita. Si cerca di tornare al maestro unico, via il Tempo pieno, la scuola dell'Infanzia è aggredita dagli anticipi di uscita che si uniscono alle riduzione di orario dovute ai tagli. Da obiettivi di uguaglianza e di qualità si passa a discriminazioni e impoverimenti. Per gli insegnanti: ridotti ad esecutori di sterminati programmi parcellizati di fronte ad orari accorciati. Per i bambini: che perdono il posto di protagonisti, di soggetti, per tornare ad essere oggetti da bombardare di scam-poli di nozioni senza più una considerazione organica, in tempi distesi, della loro personalità e dei loro percorsi di crescita. Per le famiglie: alle quali la destra consegna, dopo tanta retorica, l'appello all'arte di arrangiarsi. È evidente: si vuole che l'educazione,&lt;br /&gt;per chi avrà i soldi per pagarsela, sia affidata ad altri, non alla scuola pubblica, ad altre figure, non ai docenti della scuola. Proprio dalle famiglie vengono, però, le note più positive. Le famiglie non ci stanno. À Bologna più che altrove. Lo hanno detto nelle tante manifestazioni per la scuola pubblica ed il Tempo pieno di questi mesi. Non ci stanno a perdere la qualità e la quantità di scuola che si era raggiunta. Vogliono, anzi, molto di più. Una scuola ricca in una città che è abituata ad una ricca partecipazione a tutti i momenti della vita, dal consumo alla cultura. Per Bologna la partita è davvero grossa. Stupiscono l'ignavia del sindaco Giorgio Guazzaloca ed il sorriso dell'assessore Franco Pannuti. Il Tempo&lt;br /&gt;pieno a Bologna vuoi dire miliardi, usiamo le vecchie lire, almeno 3, di trasferimenti dallo Stato alla città in un "servizio" - anche solo a voler dire così. E la domanda aumenta, a forte ritmo, in città, per la propensione e gli stili di vita delle famiglie. H gioco degli anticipi, dal Nido alla Materna e dalla Materna alle elementari, sembra favorire, dare respiro ai servizi educativi del Comune che Guazzaloca non vuole adeguare al numero delle domande; Un sollievo apparente, tuttavia, se si considerano i vincoli ai passaggi dal Nido alla Materna che la stessa legge, e la circolare che l'ha curiosamente preceduta, prevedono. In realtà si aggravano le necessità di realizzare nuove aule e nuovi edifici per la&lt;br /&gt;scuola di base. Gli studi più aggiornati sono chiarissimi. Nel quindicennio 2003-2018 vi sarà ima dinamica espansiva rilevante dei bambini da 6 a 10 anni residenti nel Comune di Bologna. Nell'ipotesi più bassa aumenteranno di 2200 unità, poco meno del 20% in più rispetto ad oggi. Se si pensa che crescerà molto anche il numero dei ragazzi nella fascia di età della scuola media e moltissimo aumenteranno quelli in età per frequentare la secondaria superiore, almeno oltre il 30% in più, si comprende quale stress peserà sul Comune e sulla Provincia per garantire una risposta adeguata. In questo clima la controriforma Moratti, fatta apposta per gettare nell'incertezza la scuola pubblica, crea una forte aleatorietà ed imprèvedibilità del numero dei bambini che entrano, come matricole, nei vari gradi di scuola. Inoltre la Moratti rende obbligatorio per i Comuni, come per le Scuole, accogliere tutte le domande di iscriversi prima alle elementari. Con quali soldi e con quali muri non si sa. La Moratti è un pericolo non solo per i ragazzi, le mamme ed i babbi, non solo per gli insegnanti, ma anche per i Comuni. L'Anci ha già parlato. A Bologna, in Palazzo d’Accursio, tutto tace. La prima cosa da fare sarebbe agire d'intesa con la Regione, anche alla luce della sentenza della Corte Costituzionale sugli organici. Trovare, nel caos ingenerato da Tremonti e Moratti, una voce comune a salvaguardia delle nostre scuole. Ma Guazzaloca non solo non parla, come ha detto Grillo, di fronte ai veri problemi: proprio non ha neppure voglia di vedere e di sentire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 25.01.2004, IL DOMANI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;Una città senza terrorismo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Bologna la lunga scia degli atti di terrore sembra non finire mai. Abbiamo ricordato, il 2 Agosto, l'orrenda strage della stazione, mentre si teme possa riaprirsi l'infinito balletto giudiziario su alcuni dei presunti responsabili. Abbiamo il vivo ricordo dell'assassinio del Professor Biagi, un uomo innocente, raggiunto da un commando di spieta-ti. In questi giorni, proprio nel periodo nel quale, come ogni anno ricordiamo i carabinieri assassinati dai Fratelli Savi, poliziotti deviati e belve umane, si è snodato, e ancora si allunga, un incredibile filare di minacciose violenze, per fortuna senza conseguenze sanguinose, contro Romano Prodi e la sua casa. E da Bologna si sono inviate per posta lettere di terrore all'Europa intera, a chi ne rappresenta l'istituzione, e quindi l'autonomia e la libertà. Sono lieto chi tutto il Consiglio comunale abbia raccolto l'invito che, con altri consiglieri dell'opposizione, abbiamo rivolto a sottoscrivere e votare un ordine del giorno di solidarietà e di richiesta di vigilanza. Sono convinto che contro ogni terrorismo è necessario fare tante cose e su piani differenti. Certamente è necessaria maggiore prevenzione ed uno sviluppo della capacità di scoprire i colpevoli e assicurarli alla giustizia. Ma è necessario anche riprendere, con coraggio, l'azione morale e culturale per isolare le fonti del terrorismo.&lt;br /&gt;Rivolgo una proposta alla nostra città. Bologna è sede di una grande Università- chi non lo sa?-ed anche di un grande numero di scuole e di istituzioni culturali. Così sono una miriade le*associazio-ni ed i centri di animazione e ricerca culturale, le sedi di spettacolo ed altre ancora. Propongo che,&lt;br /&gt;ognuno con i suoi linguaggi e le sue responsabilità, tutte le realtà culturali ed educative di Bologna decidano di svolgere, anche raccordandosi e costruendo assieme un visibile itinerario, un percorso di apprendimento e dibattito sulle radici del terrorismo, le ideologie della violenza, le logiche che vi possono condurre.&lt;br /&gt;Sono molte le radici, sarà necessario discuterne molto seriamente, ma il vero punto di partenza mi sembra essere il decisionismo che smarrisce ogni limite. «Io, singolo o gruppo, persine Io comunità, io stato - anche questo succede- decido di forzare i tempi e le persone a mio piacimento, a mio volere, senza calcolare il peso di alcuna conseguenza, nemmeno la più grave».&lt;br /&gt;Qui è l'origine. La politica è l'opposto. Giungere alla necessità della politica dopo avere indagato le cultura del terrore, averle affrontate a viso aperto, non solo con le armi della repressione o della retorica, sarà un importante risultato. Lo sarà, sono convinto, per i tanti, uomini e donne, nostri cittadini, che vorranno partecipare alle tappe di riflessione che saranno loro proposte. Penso in particolare ai giovanissimi. Sono fiducioso che proprio nei più giovani stia maturando una forte voglia di vita e di futuro, contro guerre e terrorismi. Ma il nemico, il fascino del dominare, la scorciatoia che promette potere è sempre capace dia attirare, di avere le luci puntate su di sé, di avere "immagine" di "affascinare". Le ragioni della vita vera, della partecipazione, della famiglia, dell'associazione fra le persone restano nell'ombra difficile del quotidiano.&lt;br /&gt;C'è molto da fare per riportarle alla luce, ad essere scelte. Abbiamo, nella storia recente della vita culturale di Bologna due positivi esempi di percorsi coinvolgenti e ampi, su temi di importanza fondativa per la nostra vita civile. Li ricordo: le stagioni delle "Lezioni di pace" che si svolgevano negli anni '80 attorno alla data del 21 marzo, animate da Giovanni Catti e Gloria Chilanti Campos Venuti e, proprio nello scorso anno, la collana di dibattiti sulla Costituzione promossa dalla Associazione "La Bottega dell'elefante" e dal "Granisci". Si può riflettere su questi ed altri esempi e mettersi in movimento, di idee e di fatti. Chiedo un contributo alla Bologna che studia, educa, crea. Sono convinto che verrà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una città senza terrorismo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 17.01.2004, L'UNITA’ ED. BO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6979927-108446350724724170?l=unabuonaideadellacitta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6979927/posts/default/108446350724724170'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6979927/posts/default/108446350724724170'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unabuonaideadellacitta.blogspot.com/2004/05/2004-verso-cofferati.html' title='2004, verso Cofferati'/><author><name>Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_l7WrPuZWS_g/SuOekAhOcjI/AAAAAAAAAEI/bu0dq96hBhM/S220/ferrari+2004.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6979927.post-108446213143684472</id><published>2004-05-13T08:27:00.000-07:00</published><updated>2005-03-22T16:35:05.626-08:00</updated><title type='text'>L'ANNO 2003</title><content type='html'>II Comune sull'orlo di una crisi fiscale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo presentato nei giorni scorsi, alla città ed in Consiglio comunale un vasto documento dell'opposizione sui documenti di Bilancio presentati dalla Giunta Guazzaloca. Anche dall'analisi delle scelte di Bilancio emerge la necessità di una svolta per Bologna. Abbiamo considerato non solo il Bilancio 2004 del Comune di Bologna ma anche i Bilanci del mandato. I punti da noi individuati dovrebbero fare riflettere tutti, anche la maggioranza. Cos'è da mettere in rilievo? Innanzitutto il futuro, e non sembri un paradosso parlando di un Bilancio di un mandato che ormai termina, è alle nostre spalle. C'è il rischio concreto di una vera e propria "crisi fiscale" per il Comune di Bologna, a breve-media prospettiva. Le risorse (la compartecipazione al gettito Irpef) saranno sempre più legate al numero dei cittadini, che è in calo, e comunque è molto calato da quando si è storicamente formato il livello di spesa del Comune, mentre aumentano le domande di servizi per anziani e prima infanzia, per la struttura della popolazione. Sul piano dei "fondamentali", emerge una vera e propria emergenza "acqua e ambiente", lo ha sottolineato lo stesso Presidente di Hera Ing. Aldrovandi nella sessione della commissione bilancio dedicata all'azienda. Ebbene: a fronte di ciò appare del tutto inaccettabile la destinazione di quasi tutti i fondi incamerati con la vendita delle azioni di Hera (160 min) - una grande e irripetibile "una tantum", al finanziamento del Metro progettato dal Comune (140mln), e non ad un mix di interventi, nei quali vi siano investimenti strategici in campo ambientale e il sostegno a politiche per attrarre nuovi cittadini e fare più abitabile Bologna (casa affitto, mobilità integrata, nidi, scuola, cultura). Ecco il rapporto fra il futuro e questi anni di governo del centrodestra, espressi nei conti dei Bilanci. E' sbagliato l'asse portante: fare cassa a tutti i costi per dissipare con "questo" Metro. L'insostenibilità dei conti gestionali del Metro si aggiungerà al mutilo rilevantissimo che si dovrà accendere, ed insieme rappresenteranno, se non si pone un rimedio, una pesante eredità lasciata al prossimo mandato. A sua volta questo impegno si sommerà alla forbice fra domande in campo sociale e risorse fiscali disponibili. C'è poco da stare allegri. E' quindi davvero una notizia importante e positiva per Bologna l'intesa Governo-Regione che stabilisce la necessaria "consensualità" fra le istituzioni, sul progetto del Metro. Abbiamo posto la questione fin dal 2000 e la Giunta ci rispose: "Faremo da soli".&lt;br /&gt;Oggi tutti capiscono che continuando a "fare da soli" i testardi Guazzaloca, Monaco e Galletti ci portano in un buco profondissimo. Bisogna concertare un nuovo progetto che abbia "so-stenibilità" per costi e ricavi, fare infrastnitture che servono e che ci possiamo pagare, non Metro dalle gambe corte, come le bugie. Ma i Bilanci di questi'anni vanno letti anche per scoprire dell'altro. Gli investimenti realizzati sono il 54% di quanto fu annunciato. Questo avviene perché i maggiori Projects financing non si fanno (dal Tunnel, all'Asse 89, ai mega impianti sportivi). La verità è che non sono arrivate le risorse dei privati, delle imprese, che Guazzaloca doveva raccogliere, con questo strumento, in quanto Sindaco espresso della società, dall’economia, e non dai partiti (ricordate il fiume di retorica sui "360 gradi"?). Invece la pressione fiscale, che doveva essere ridotta, è al 4° posto in Italia e si è ulteriormente incrementata. Come ogni anno, mentre Guazzaloca non si degna di partecipare alla discussione del Bilancio, l'Assessore al Bilancio si è&lt;br /&gt;presentato con numerose tabelle, fra le quali quella che ci racconta "La buona storia" di una famiglia, felice di vivere fra sconti tariffari sui nidi e lei diminuita. In realtà lo schema è basato, non su una famiglia "media", ma su un nucleo di scarsa probabilità di esistenza, capace di favorirsi con tutti gli sconti e di evitare tutti gli aumenti, e quindi di risparmiare rispetto al '99. L'abbiamo chiamata "famiglia Galletti". L'opposizione ha contrapposto “l’avventura" di altre due famiglie. Le abbiamo chiamate con gli ironici nomi di "Sorboli" e "Nespoli". I "Sorboli", non trovando posto al Nido per il loro bambino, e i "Nespoli" dovendo mandare ad una scuola dell'Infanzia privata il loro bimbo, pagheranno molto di più di quanto avrebbero fatto nel '99 per avere gli stessi servizi. E' un po' sconveniente, non le pare, Assessore, parlare di sconti a chi poi il posto nei servizi non lo trova? Infine presentiamo proposte per "Stare bene a Bologna", per aumentare cioè quell' abitabilità della città che- come abbiamo visto- è necessario garantire proprio per mantenere in equilibrio i conti per i servizi di tutti. Un contributo utile per il programma per il 2004.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Cura del gruppo consiliare Ds Comune di Bologna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 21.12.2003, L'UNITA’ ED. BO&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PER UN VERO BILANCIO DI MANDATO&lt;br /&gt;Note sul Bilancio 2004 di Galletti e Guazzaloca&lt;br /&gt;A cura dei Gruppi consiliari dell'opposizione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bologna, Palazzo d'Accursio&lt;br /&gt;18 Dicembre 2003&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. IL NOSTRO GIUDIZIO&lt;br /&gt;1.1 PREMESSA&lt;br /&gt;L'Assessore Galletti ha presentato il suo "ultimo" Bilancio.&lt;br /&gt;Il Bilancio per l'ultimo anno di mandato.&lt;br /&gt;Spetta a tutte le realtà che danno vita al Progetto 2004, insieme alle altre forze che sono all'opposizione di Guazzaloca e che vogliono una svolta per Bologna presentare le linee di un progetto alternativo.&lt;br /&gt;E il candidato a Sindaco formulerà un compiuto programma di Governo.&lt;br /&gt;Noi abbiamo un compito differente ,ma che può contribuire a questo percorso.&lt;br /&gt;Presentiamo, unitariamente con tutte le opposizioni in Consiglio comunale, come abbiamo fatto ogni anno, un giudizio di sintesi sui documenti di Bilancio della Giunta di centrodestra, ne mettiamo in rilievo limiti e contraddizioni, rispetto alle enunciazioni iniziali, e avanziamo alcune proposte alternative che vogliono anche indicare un altro percorso, altre priorità per la nostra città.&lt;br /&gt;1.2 UN GIUDIZIO DI SINTESI:&lt;br /&gt;UNA SCELTA ELETTORALISTICA E MUNICIPALISTICA&lt;br /&gt;1.2.1 BILANCIO E SITUAZIONE NAZIONALE&lt;br /&gt;La Legge Finanziaria 2004 è molto negativa.&lt;br /&gt;L'Italia è al limite di una crisi economica e finanziaria, il Pil in continua discesa come la produzione industriale, mentre l’inflazione è in crescita, e si aggrava il fabbisogno di finanziario pubblico, e la risposta che il Governo impone al Parlamento ed al Paese è una manovra che cerca la legittimità a livello internazionale soltanto con la via del taglio delle pensioni e delle condizioni di vita dei cittadini.&lt;br /&gt;Si procede con misure una tantum, con i condoni e con una sanatoria edilizia, che produrrà danni gravi e oneri aggiuntivi per i Comuni.&lt;br /&gt;Mancano gli investimenti per sostenere la ripresa, nei settori strategici della ricerca e della innovazione, la scuola pubblica è considerata un freno ed un'ostacolo da superare, non la grande risorsa del Paese.&lt;br /&gt;Continua la riduzione delle risorse e dell'autonomia delle Regioni,degli Enti Locali, con conseguenze sia per la qualità che la quantità dei servizi.&lt;br /&gt;E’ a rischio la tenuta del sistema sanitario pubblico&lt;br /&gt;e, nel contempo viene tagliato il Fondo Nazionale per l’Assistenza.&lt;br /&gt;Viene confermato il taglio del 3% dei trasferimenti ai Comuni non si riconosce il tasso di inflazione viene nuovamente bloccata la possibilità di ricorrere ad addizionali Irpef (anche quando si tratti di finalizzarle in modo mirato, con la cosidetta "tassa di scopo"), e la trasformazione della Cassa Depositi e Prestiti in Società per Azioni, è assai probabile comporti&lt;br /&gt;un aumento di costi sui prestiti concessi ai Comuni.&lt;br /&gt;Scompare il Fondo Sociale per l’affitto e non c’è traccia di finanziamenti sulla casa, così come non vi è traccia alcuna di finanziamento del Fondo Sociale Nazionale.&lt;br /&gt;Il Comune di Bologna ha partecipato, nella persona dell'assessore al Bilancio, alle iniziative ANCI ma la voce di Bologna, città che per la sua storia e per la realtà dei suoi servizi è chiamata a rappresentare ancora un punto di riferimento a difesa e riqualificazione della spesa sociale e di una visione dello sviluppo urbano basato sull'interesse pubblico e generale, non si è sentita.&lt;br /&gt;Il Sindaco di Bologna non si è impegnato e non si impegna per una diversa politica finanziaria dello stato.&lt;br /&gt;Così vi è poca traccia di questi problemi nei documenti di Bilancio della sua Giunta.&lt;br /&gt;La nostra non è solo un'osservazione politica.&lt;br /&gt;In questo contesto nazionale serviva un Bilancio esplicito e di prospettiva. Non un Bilancio tutto teso a sottovalutare la crisi delle risorse pubbliche disponibili.&lt;br /&gt;1.2.2 BILANCIO E SITUAZIONE LOCALE&lt;br /&gt;D'altra parte davvero colpisce che nel presentare il Bilancio di "un'azienda" così importante come il Comune di Bologna, l'Assessore non sappia dire una parola sulla situazione economico-sociale della città, sulle sue difficoltà, non riprendendo nemmeno gli spunti contenuti a tal proposito nell'accordo con la Camera di Commercio.&lt;br /&gt;Così invece si è espresso Romano Volta, nella recente Assemblea di Confindustria, il 10 XII '03:&lt;br /&gt;"La struttura industriale del nostro territorio sperimenta una perdita di competitivita' non solo congiunturale, ma anche strutturale". Le responsabilita' vanno individuate in fattori esterni- globalizzazione- ma anche in colpe proprie. "Nel nostro territorio- ha detto Volta- si e' affievolita la forza propulsiva dell'economia di mercato, L'attitudine al rischio e ad essa, anche per l'avvicendarsi delle generazioni, si e' andata via via sostituendo la ricerca di garanzie e di rendite di posizione".&lt;br /&gt;Qual'è allora la flessione del sistema Bologna: "la produzione industriale a Bologna nel primo semestre 2003 e' diminuita del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2002. Il totale delle imprese registrate a Bologna per la prima volta e' diminuito dello 0,8% tra il terzo trimestre 2002 e il terzo trimestre del 2003".&lt;br /&gt;Bologna e' oggi inserita in quella metà del paese che non sta al passo, è in quel 47% di realtà italiane che negli ultimi dieci anni hanno avuto una performance negativa per la perdita di quote di mercato internazionale.&lt;br /&gt;Il Bilancio 2004, essendo un "pre-consuntivo" di mandato richiedeva e richiede che venga affrontata non solo la parte corrente del bilancio, ma anche quella che attiene agli investimenti e ai progetti di sviluppo della città e del territorio, mettendo al centro il tema dello sviluppo e della qualità della vita nell’Area Vasta.&lt;br /&gt;La scelta è stata quella opposta: una presentazione dei documenti di Bilancio fortemente mediatica e propagandistica, senza riferimenti nazionali, senza riferimenti ai livelli programmatori sovra-ordinati, in sostanza: un pre-consuntivo elettoralistico.&lt;br /&gt;Inoltre è sempre più evidente che su temi quali le politiche urbanistiche e del territorio, la mobilità, l’uso e la salvaguardia dell’ambiente, gli stessi nuovi assetti istituzionali necessari, temi strategici anche per stimare le possibilità future di Bilancio,era ed è indispensabile aprire un confronto vero con la Regione e la Provincia, con la Conferenza dei Sindaci.&lt;br /&gt;Il Comune di Bologna insiste, viceversa, ed accentua una strategia di isolamento municipalistico, sia nella considerazione dei problemi, che nell'elaborazione delle risposte.&lt;br /&gt;Completando il giudizio dobbiamo quindi affermare che siamo di fronte ad un pre-consuntivo elettoralistico e municipalistico&lt;br /&gt;1.3 INNANZITUTTO:&lt;br /&gt;UNA SCELTA SBAGLIATA,&lt;br /&gt;"QUESTA" METROPOLITANA .&lt;br /&gt;Di fronte ad un Bilancio dove al termine di mandato vanno dimessi i toni trionfalistici è inevitabile per la Giunta cercare di puntare tutto sulle "grandi opere",&lt;br /&gt;Guazzaloca e Galletti mirano ancor di più sulla metropolitana.&lt;br /&gt;Come si sa però, e come abbiamo dimostrato, i conti della metropolitana sono il vero "Convitato di pietra", il pesante lascito che Bologna rischia di ricevere da un Giunta in Scadenza.&lt;br /&gt;(Vedi oltre al punto 2.5)&lt;br /&gt;La quasi totalità del ricavo da Hera si tramuta così nel mutuo da accendere per la quota comunale del finanziamento della Metropolitana (circa 140 mil. su 160 mil.)&lt;br /&gt;Il pagamento del mutuo rappresenterà l'eredità più gravosa per tutti i Bilanci degli anni a venire, mentre è assai dubbia la sostenibilità dei costi di gestione della M.A.B.&lt;br /&gt;1.4 INNANZITUTTO:&lt;br /&gt;UNA "STRAORDINARIA" ENTRATA.&lt;br /&gt;LE NOSTRE PRIORITA'DI SPESA.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda l' entrata straordinaria, rappresentata dalla vendita delle azioni di Hera, bisogna, infine, rimarcare che:&lt;br /&gt;- la buona valorizzazione delle azioni di HERA è dovuta anche all'allargamento al vasto territorio che va "da Bologna al mare", e alla definizione di un piano industriale della nuova impresa.&lt;br /&gt;Sono due punti che l'opposizione ha sempre avanzato, più volte anche oltre e contro l'orientamento della Giunta Guazzaloca.&lt;br /&gt;- Il forte afflusso di denaro da Hera non va assolutamente dissipato. Serve una scelta per il futuro, decisa con tutto il territorio su cui Hera agisce. Noi indichiamo scelte che garantiscano il futuro di Bologna per il rifornimento idrico e la salvaguardia ambientale.&lt;br /&gt;E, con esse, con la priorità quindi della salvaguardia ambientale, indichiamo interventi per l'abitabilità di Bologna: la casa, le scuole, gli asili nido.&lt;br /&gt;1.5 INNANZITUTTO: UNA PRIMA ANALISI CRITICA ED UN COMMENTO.&lt;br /&gt;TRIBUTI, PRIVATIZZAZIONI, PROJECTS FINANCING.&lt;br /&gt;LE RISORSE VENGONO DALLE TASCHE DEI CITTADINI NON DALLA STRAORDINARIA ATTRATTIVITA' DI RISORSE PRIVATE DA PARTE DI UNA GIUNTA "A 360 GRADI".&lt;br /&gt;1.5.1 PRESSIONE TRIBUTARIA, PRESSIONE FINANZIARIA&lt;br /&gt;In primo luogo resta l'alto livello di pressione tributaria (l'incidenza su ogni bolognese delle entrate tributarie del Comune -I.C.Pubbl., Add.En.elettr., Add.Irpef, Comp.al gettito Irpef, altre, tasse spazi pubbl., rifiuti, diritti affiss.) a cui si è aggiunto nell'anno che abbiamo alle spalle un aumento notevole di tutte le tariffe (sport, scuole, cimiteri, trasporti) e alto è il livello della complessiva pressione finanziaria (l'incidenza su ogni bolognese della somma delle entrate tributarie ed extratributarie : i precedenti più i proventi da servizi, da beni, interessi e antic.crediti, utili aziende, canone occ.spazi) .&lt;br /&gt;Ciò non è dovuto solo all'introduzione della compartecipazione del Comune al gettito Irpef, che comunque impegna ad una maggiore autonomia e trasparenza degli impieghi.&lt;br /&gt;(Vedi oltre, punto 2.1)&lt;br /&gt;Da questo punto di vista che l'Assessore di una Giunta di centrodestra, che si era presentata nel '99 come animata dalla volontà di promuovere una detassazione, si presenti ora vantando di non procedere a ulteriori aumenti fiscali e tariffari nel semestre pre-elettorale è davvero risibile.&lt;br /&gt;Pressione finanziaria 2001 951,68&lt;br /&gt;2002 936,44&lt;br /&gt;2003 1.122,67&lt;br /&gt;2004 1.139,78&lt;br /&gt;Pressione tributaria 2001 529,20&lt;br /&gt;2002 748,40&lt;br /&gt;2003 830,20&lt;br /&gt;2004 872,44&lt;br /&gt;1.5.2 PRIVATIZZAZIONI.&lt;br /&gt;sono state accelerate fortemente nell'ultimo periodo non tanto perché, come ha riaffermato Galletti, nella presentazione, ciò fosse un'applicazione coerente del programma, ma, da un lato, perché si è via via accentuata la necessità di far fronte ai vincoli delle Leggi Finanziarie del Governo Berlusconi, e dall'altro perché le privatizzazioni indiscriminate hanno cercato di coprire il fallimento di Guazzaloca nel consolidare rapporti forti col sistema economico della città sul piano degli investimenti per lo sviluppo.&lt;br /&gt;Esternalizzazioni&lt;br /&gt;La domanda è : quali risultati sulla qualità dei servizi?&lt;br /&gt;E' mancata, quasi sempre, a monte, la valorizzazzione del patrimonio(strutture, personale e "marchi"-pensiamo solo all'esempio di Iperbole) che si voleva dismettere e manca la verifica sulla qualità dei servizi esternalizzati, a valle.&lt;br /&gt;Un'altra domanda è: quale natura ha il cosidetto "Sistema di privatizzazioni alla bolognese", del quale ha parlato Galletti, dove si è pronti a cedere di tutto -tendenzialmente ogni tipo di servizio- ma mantenendo la maggioranza azionaria. E' volonta di controllo qualitativo o nuovo consociativismo ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Galletti dice che abbiamo un Comune dimagrito noi diciamo: "abbiamo un Comune avvizzito".&lt;br /&gt;Il rapporto nuovo con il privato doveva evidenziarsi da uno straordinario afflusso di capitali investibili per le grandi opere per la città .&lt;br /&gt;A sua volta il Comune doveva dimostrarsi capace di indicare mete, opere fruttuose da realizzare, al sistema economico bolognese.&lt;br /&gt;Così non è stato.&lt;br /&gt;1.5.3 UNA QUESTIONE ESEMPLARE: IL PROJECT FINANCING&lt;br /&gt;Le promesse del mandato: realizzare in P.F parte delle infrastrutture necessarie per il Sistema economico sociale bolognese:&lt;br /&gt;Tunnel per automobili a sud&lt;br /&gt;Cunicolo tecnologico&lt;br /&gt;Intero completamento asse dell'89&lt;br /&gt;Nuova Piscina olimpionica&lt;br /&gt;Stadio-città del rugby&lt;br /&gt;Cosa si è avviato?&lt;br /&gt;2 nidi&lt;br /&gt;Il parcheggio Manifattura&lt;br /&gt;La sede unica degli uffici decentrati&lt;br /&gt;E nel 2004 il programma dei Projects financing prevede&lt;br /&gt;Con l'arrivo di una novità il ripristino della funivia di S.Luca, e la "incredibile" ricomparsa appunto dello Stadio del Rugby, interventi, mai preannunciati, su altri terreni, sui quali occorrerebbe un chiarimento come la Ristrutturazione dell'ex Maternità per uffici giud.,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.6 LE CRITICITA' FINANZIARIE&lt;br /&gt;Sono da rilevare le sottolineature contenute nei Pareri dei Revisori dei conti: entrate con caratteri di "forte straordinarietà" garantiscono l'equilibrio del bilancio (recupero tributi, contributi dello Stato per spese per servizi giudiziari, IVA servizi esternalizzati) "solo parzialmente sono coperte dalle economie conseguite a seguito delle operazioni svolte sul servizio mutui" e "..dalla razionalizzazione nella gestione dei servizi"(2004)&lt;br /&gt;E già nel 2003: " alcune previsioni….pur avendo natura ordinaria presentano forti elementi di straordinarietà e …pertanto determineranno sugli esercizi futuri interventi sostitutivi", o più tasse o meno spese.&lt;br /&gt;"Ci riferiamo in particolare -proseguivano i Revisori- alle previsioni di entrata inerenti al recupero di tributi arretrati ….e ai dividendi di società…..A quest'ultimo riguardo una riduzione della partecipazione azionaria determinerà, nel futuro, nella ripartizione degli utili, minori importi.. Occorrerà valutare…..ulteriori operazioni che producano permanenti benefici, in termini di minori spese, sugli esercizi futuri" .&lt;br /&gt;Proprio per questi motivi di preoccupazione non andava assolutamente sprecata l'occasione delle entrate irripetibili, derivanti dalla vendita di patrimonio azionario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entrate annuali per utili netti&lt;br /&gt;delle aziende speciali e partecipate e per i dividendi di società&lt;br /&gt;2002 15.225.488 Euro&lt;br /&gt;2003 10.870.346 (erano stati previsti nel Bil.2003: 14.563.000)&lt;br /&gt;2004 6.930.000&lt;br /&gt;Nonostante Hera, l'indebitamento pro-capite riprende quota.&lt;br /&gt;2001 1.020,44&lt;br /&gt;2002 1.063,40&lt;br /&gt;2003 839,36&lt;br /&gt;2004 1.188,66 NEGATIVO&lt;br /&gt;Nonostante Hera e le privatizzazioni, resta la rigidità della spesa corrente&lt;br /&gt;(percentuale rispetto alle entrate della spesa per personale e amm. Mutui)&lt;br /&gt;2001 42,01%&lt;br /&gt;2002 45,27%&lt;br /&gt;2003 46,39%&lt;br /&gt;2004 44,96% NEGATIVO&lt;br /&gt;I Fitti passivi&lt;br /&gt;1995 4.390.000 Euro&lt;br /&gt;1998 4.508.000 Euro&lt;br /&gt;2003 7.399.000 Euro NEGATIVO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Deve suscitare un interesse ed una critica, a consuntivo del mandato, la continua cessione di parti del patrimonio pubblico che ha accompagnato la rinuncia a svolgere una efficace programmazione urbanistica.&lt;br /&gt;Entrate da Alienazioni e permute&lt;br /&gt;1999 11.180.000 Euro&lt;br /&gt;2004 37.160.000 Euro&lt;br /&gt;1.6 I SERVIZI ALLA PERSONA.&lt;br /&gt;Come già i Presidenti dei Quartieri hanno sottolineato, siamo in presenza di budget che non sono in grado di coprire la domanda sociale e di problemi di personale molto seri, con buchi nell'organico di importanti servizi culturali e sociali.&lt;br /&gt;D'altra parte il decadere del Consorzio per i Servizi lascia senza prospettive tutta la politica comunale su questo versante.&lt;br /&gt;Si era puntato a cedere alla USL la gestione senza un raccordo organico con tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti.&lt;br /&gt;In sostanza si voleva una esternalizzazione anche e soprattutto delle responsabilità.&lt;br /&gt;Questo non si può fare e la realtà appare in tutti i suoi aspetti critici: personale carente, famiglie senza risposta per nidi e scuole, assistenza agli anziani che non prende in considerazione il cambiamento delle condizioni di vita delle famiglie.&lt;br /&gt;1.7 CAAB: UNA SCELTA GRAVIDA DI INCERTEZZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla vicenda CAAB occorre innanzitutto rilevare che una politica di risanamento del debito è stata rinviata, dalla Giunta, per tutto il mandato.&lt;br /&gt;Nonostante l'utile ricavato dal Comune dal trasferimento del Mercato.&lt;br /&gt;All'inizio del mandato il Comune ed i vertici di CAAB addirittura hanno ipotizzato il permanere della società con compiti allargati e, ancora nei documenti di questa ultima sessione di Bilancio, la scheda su CAAB pretende di illustrare una situazione positiva ed in sviluppo.&lt;br /&gt;Non si è operato per salvaguardare il Mercato, con una nuova società di gestione.&lt;br /&gt;I membri nominati dal Sindaco hanno votato la ricapitalizzazione nel Consiglio d'amministrazione di CAAB Scpa e si sono poi dimessi all'indomani del voto in Consiglio di una proposta di scambio azionario con la Camera di Commercio, che non garantisce risorse a CAAB ed è ora sospesa fino al termine della procedura giudiziaria.&lt;br /&gt;Abbiamo chiesto una informazione del Sindaco sulle conseguenze per il Bilancio del Comune di Bologna dell'intervento per evitare il fallimento della società, considerando che comunque non potrà limitarsi a cedere capacità edificatoria.&lt;br /&gt;Non abbiamo avuto risposte, non le hanno avute il Consiglio e la città.&lt;br /&gt;La scelta sembra essere quella di guadagnare tempo sul piano finanziario, ipotecando però fin d'ora le possibilità di indirizzi diversi nel prossimo mandato.&lt;br /&gt;Si procede così alla nomina, in periodo pre-elettorale, di una nuova&lt;br /&gt;dirigenza per un triennio, prefigurando, al contempo, un quadro dove il Comune abbia minore ruolo nelle principali infrastrutture, Aeroporto e Fiera, e accresca il proprio carico dei debiti di CAAB.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 TASSE E TARIFFE&lt;br /&gt;2.1 L'ANDAMENTO&lt;br /&gt;Situazione:&lt;br /&gt;Pressione fiscale nel 1999:&lt;br /&gt;204.441.000 Euro per una città di 381.161 abitanti (media per abitante: 536,36)&lt;br /&gt;Pressione fiscale (senza la comp.Irpef) prevista nel 2004:&lt;br /&gt;232.810.000 Euro per una città di 372.935 abitanti /pop.res. nel 2003/ (media per abitante (624,26)&lt;br /&gt;Delta= + 87,9 (+16,39 %)&lt;br /&gt;Contando la compartecipazione IRPEF:&lt;br /&gt;325.937.986 Euro (media per abitante 872,44)&lt;br /&gt;Delta=+336,08 (+ 62,70 %)&lt;br /&gt;//Inflazione 1999-2002= 7,87 per cento//&lt;br /&gt;8 Ottobre 2003, secondo la ricerca di "Legautonomie": Bologna al 4° posto nella classifica dei 103 Comuni capoluogo, per pressione tributaria e tariffaria .&lt;br /&gt;Commento:&lt;br /&gt;Aumento della pressione fiscale e forte aumento della partecipazione fiscale dei cittadini al Comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.2 L'AVVENTURA DI UNA FAMIGLIA.&lt;br /&gt;GALLETTI, MA ANCHE SORBOLI E NESPOLI&lt;br /&gt;La famiglia Galletti, le cui fortune ci ha presentato l'assessore,&lt;br /&gt;( con due figli, di cui uno al nido e l'altro alle elementari, in un alloggio di proprietà di 90 metri quadri e con imp. IRPEF di 27.000 euro)&lt;br /&gt;Spende nel 2004 il 6.9 per cento in meno di quanto spendeva la analoga famiglia Delbono nel 1999, cioè risparmierebbe 703 euro&lt;br /&gt;Ma i suoi vicini di casa, la famiglia Sorboli non trova posto al Nido ( 1 su tre di chi lo desidererebbe)&lt;br /&gt;E spende almeno 2.500 euro in più all'anno.&lt;br /&gt;E la famiglia Nespoli, che ha uno dei due figli invece alla scuola dell'infanzia non trova posto per lui che in una privata (1 su 10 famiglie circa, assai di più di quante non fossero nel 1999)&lt;br /&gt;E quindi non "risparmia" i 340 Euro dei Galletti sul nido e spende al mese circa 125 Euro in più,(1250 circa all'anno) di quanto avrebbe speso se fosse vissuta, nelle medesime condizioni, nel 1999.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.3 I RISULTATI SU CUI "NON" SI PUO' CONTARE&lt;br /&gt;2.3.1 I SERVIZI&lt;br /&gt;Situazione:&lt;br /&gt;Assistenza domiciliare direttamente erogata dal Comune&lt;br /&gt;Dal 1995 al 1999 aumentata del 12,91&lt;br /&gt;Dal 1999 al 2004 aumentata del 15,85&lt;br /&gt;Posti in Strutture residenziali per anziani *&lt;br /&gt;1999 2.096, previsti per il 2002 2.592&lt;br /&gt;2003 2.189, previsti per 1l 2006 2.251&lt;br /&gt;Servizio assistenza anziani. Persone interessate da interventi assistenziali&lt;br /&gt;2000: 2001: 2002:&lt;br /&gt;Case riposo 560 543 488&lt;br /&gt;Case protette 272 277 265&lt;br /&gt;Residenza san. Ass. 70 85 87&lt;br /&gt;Diurno 202 202 237&lt;br /&gt;Domiciliare 1.966 1.971 1971&lt;br /&gt;Tot. 3.070 3.078 3.048 NEGATIVO&lt;br /&gt;Posti nido tempo pieno&lt;br /&gt;1999 1988&lt;br /&gt;2003 2213&lt;br /&gt;2004 2213&lt;br /&gt;+ 225&lt;br /&gt;(progr. 0 posti in più 2003-2004)&lt;br /&gt;Bambini in età 0-2 anni&lt;br /&gt;1999-00 7714&lt;br /&gt;2004-05 8481&lt;br /&gt;+ 767&lt;br /&gt;Deficit(numero "nuovi"bambini-posti T.Pieno)&lt;br /&gt;=-542) NEGATIVO&lt;br /&gt;TABELLA SULL'EVOLUZIONE DELLE LISTE DI ATTESA PER I NIDI&lt;br /&gt;Vedi allegato Liste Nidi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bambini accolti da Scuole Infanzia comunali&lt;br /&gt;1999-00 5114&lt;br /&gt;2004-05 5024 (1)&lt;br /&gt;-94&lt;br /&gt;(1) dei quali 60 con l'aumento dei bambini per sezione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bambini accolti da Scuole infanzia pubbliche&lt;br /&gt;(comunali+statali)&lt;br /&gt;1999-00 5114+557 = 5.671&lt;br /&gt;2004-05 5024+1411 = 6.435&lt;br /&gt;Delta + 764&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bambini in età per la scuola dell'Infanzia&lt;br /&gt;1999-00 7.082&lt;br /&gt;2004-05 8020&lt;br /&gt;Delta + 938&lt;br /&gt;Deficit :&lt;br /&gt;A) Fabbisogno-risp.Comunale:&lt;br /&gt;(2004 delta bambini+deficit comunali 938+94=1.032)&lt;br /&gt;Bambini senza risposta comunale:&lt;br /&gt;nel 2004 2.996&lt;br /&gt;nel 1999 1.968 NEGATIVO&lt;br /&gt;B) Fabbisogno-risp.Pubblica:&lt;br /&gt;(delta bambini-delta pubbliche -938+764=-174)&lt;br /&gt;Bambini senza risposta pubblica&lt;br /&gt;nel 2004 1585&lt;br /&gt;nel 1999 1411 NEGATIVO&lt;br /&gt;Il totale delle opportunità per la prima infanzia 0-2&lt;br /&gt;1995 36,14/°° di copertura dell'utenza potenziale&lt;br /&gt;2004 35,64/°° " " " " " " " NEGATIVO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commento:&lt;br /&gt;L'integrazione fra le risorse pubbliche e quelle private nei servizi, ancor più nella scuola, deve basarsi sulla libertà di scelta.&lt;br /&gt;La libertà di scelta avviene quando si decide dove si vuole mandare il proprio figlio, non quando è obbligatorio mandarlo in strutture dove altrimenti non si vorrebbe andasse.&lt;br /&gt;D'altra parte il dato sulla percentuale di copertura dell'interezza delle opportunità educative, nel decennio indica che si è segnato il passo sul complesso degli interventi, mentre la percentuale di servizi a tempo lungo ed ad alta qualità, sul totale dell'offerta, è calata sensibilmente.&lt;br /&gt;Aule didattiche decentrate&lt;br /&gt;A fronte di una grave crisi dovuta alla Sentenza C.d.St. ed alle decisioni della Giunta&lt;br /&gt;la scelta di bilancio è&lt;br /&gt;2003 162.000 Euro&lt;br /&gt;2005 128.000 Euro NEGATIVO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.4 PUNTI CRITICI DELLA SPESA PER INVESTIMENTI&lt;br /&gt;Uno sguardo d'assieme sul mandato evidenzia a fronte di un aumento fortemente sottolineato dalla Giunta- che va ricondotto in queste cifre:&lt;br /&gt;nel 1999: 73.857.000 Euro, su un bilancio di 428.549.000 (TOTALE USCITE CONSUNTIVO ) il 15,30% e&lt;br /&gt;nel 2003: 122.829.000 Euro (previsti, non ancora a consuntivo), su un bilancio di 482.381.000 (TOTALE USCITE BUDGET 2003) il 25,46%&lt;br /&gt;:: sia i punti più deboli per quanto gli impegni per casa, edilizia scolastica e nidi, cultura, prioritari per noi ma anche alla luce degli obiettivi problemi aperti per la città, in questo mandato e nel futuro,&lt;br /&gt;:: sia che, una analisi attenta, su tutti gli anni del mandato, rileva un fortissimo scostamento fra quanto annunciato e quanto realizzato, dovuto in particolare all'effetto annuncio gonfiato dei Projects Financing, che hanno invece rappresentato - vedi sopra al punto 1.5 - il fallimento sostanziale del coinvolgimento dei privati negli investimenti .&lt;br /&gt;2.4.1 ANDAMENTO DEGLI INVESTIMENTI&lt;br /&gt;I CONSUNTIVI&lt;br /&gt;Prima della entrata da Hera&lt;br /&gt;(dall'ultimo cons.Vitali fino all'ultimo consuntivo noto Guazzaloca)&lt;br /&gt;1998 mln Euro 82.162&lt;br /&gt;1999 mln Euro 73.857&lt;br /&gt;2000 mln Euro 74.584&lt;br /&gt;2001 mln Euro 73.448&lt;br /&gt;2002 mln Euro 76.226 NEGATIVO&lt;br /&gt;2.4.1.2 INVESTIMENTI. I PIANI DELL'ASSESSORE GALLETTI***.&lt;br /&gt;SI FA LA META' DI QUANTO SI PROMETTE.&lt;br /&gt;Anno per anno riportiamo prima le promesse dell'Assessore, poi i risultati a consuntivo o, per il 2003, il Pre-consuntivo.&lt;br /&gt;1999 Lire 189.676.000.000&lt;br /&gt;(Euro 97.959.478)&lt;br /&gt;Cons. 2000 Euro 74.584.000&lt;br /&gt;2000 Lire 182.616.000.000&lt;br /&gt;(Euro 94.313.293)&lt;br /&gt;Cons .2001 Euro 73.448.000&lt;br /&gt;2001 Euro 335.484.000&lt;br /&gt;Cons. Euro 76.226.000&lt;br /&gt;2003: ordinari Euro 136.000.000&lt;br /&gt;+ straordinari Euro 463.000.000&lt;br /&gt;TOT= Euro 599.000.000&lt;br /&gt;Prc 2003: Euro 122.829.000&lt;br /&gt;+P.Fin.+Tram Euro 262.700.000&lt;br /&gt;TOT= Euro 385.529.000&lt;br /&gt;MA QUALE SARA' IL CONSUNTIVO FINALE 2003 ?&lt;br /&gt;Fin d'ora si deve rilevare che, dal 2000 al 2003, la Giunta Guazzaloca ha&lt;br /&gt;promesso investimenti per c/a Euro 1.126.756.771&lt;br /&gt;e ne ha realizzati, forse, molto "forse",c/a Euro 609.787.000,&lt;br /&gt;==solo il 54,11/°°== NEGATIVO&lt;br /&gt;***dati contenuti nelle annuali presentazioni di bilancio dell’Assessore&lt;br /&gt;2.4.2 INVESTIMENTI NEL MANDATO.&lt;br /&gt;TRE VOCI SIGNIFICATIVE IN CALO.&lt;br /&gt;Casa 1999 8.866.000 Euro&lt;br /&gt;2003 5.066.000&lt;br /&gt;-3.800.000 NEGATIVO&lt;br /&gt;Scuole 1999 15.369.000 Euro&lt;br /&gt;2003 10.642.000&lt;br /&gt;-4.727.000 NEGATIVO&lt;br /&gt;Cultura 1999 18.871.000 Euro&lt;br /&gt;2003 10.318.000&lt;br /&gt;-8.553.000 NEGATIVO&lt;br /&gt;2.4.3 INVESTIMENTI NEL MANDATO. IL SOCIALE&lt;br /&gt;La spesa in conto capitale nel settore sociale ,&lt;br /&gt;dall'ultimo consuntivo di Vitali('98) all'ultimo noto di Guazzaloca('02)&lt;br /&gt;Cons 1998 Lire 24.796.932.409 (=Euro&lt;br /&gt;Cons. 1999 Lire 20.983.449.338 (= Euro 10.837.047,18)&lt;br /&gt;Cons 2000 Euro 5.867.282,28&lt;br /&gt;Cons. 2001 Euro 5.272.967,03&lt;br /&gt;Cons.2002 Euro 6.559.506,41 NEGATIVO&lt;br /&gt;La previsione di spesa in investimenti nel settore sociale&lt;br /&gt;2003 Euro 5.643.000****&lt;br /&gt;2004 Euro 5.151.000 (-7.277.000)****&lt;br /&gt;2005 Euro 1.431.000 (- 6.476.000)****&lt;br /&gt;2006 Euro 520.000 NEGATIVO&lt;br /&gt;****Previsioni contenute nella Rel.Prev.Progr 2003-05, quindi appr.lo scorso anno, gli altri dati sono invece&lt;br /&gt;della rel.Prev.Progr.presentata quest'anno per il triennio 2004-06&lt;br /&gt;2.4.4 MANUTENZIONE:&lt;br /&gt;Il ritardo del Global service e le sue conseguenze&lt;br /&gt;((Documento in preparazione))&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.4.5 GLI SLITTAMENTI&lt;br /&gt;((Documento in allegato))&lt;br /&gt;2.5 LA METROPOLITANA TROPPO LEGGERA&lt;br /&gt;Dal documento presentato in Consiglio comunale dal Gruppo Due Torri-Ds (Nov.2003)&lt;br /&gt;Le domande:&lt;br /&gt;a) come può una linea di metropolitana di 6 Km. trasportare 42 milioni di passeggeri all’anno quando sull’intera rete di TPL di 500 Km ne vengono trasportati 90 milioni?&lt;br /&gt;b) com’è possibile che l’agile metrò bolognese di 6 km preveda 42 milioni di passeggeri l’anno e l’altrettanto agile metrò di Brescia di 18 km (cioè 3 volte tanto) solo 31 milioni?&lt;br /&gt;c) come possibile che il costo medio per passeggero trasportato sia 0,70 euro quando nella metropolitana di Londra, la più costosa d’Europa per gli utenti, è di 0,60 euro?&lt;br /&gt;d) dove sono i costi previsti per il Consiglio di Amministrazione della SPA di gestione citata nel "Piano"?&lt;br /&gt;e) è possibile che i 3 dirigenti della gestione siano stipendiati con soli 55.000 Euro all'anno?&lt;br /&gt;f) sono sufficienti 14 profili amministrativi ed 8 commerciali a gestire 42 milioni di passeggeri?&lt;br /&gt;g) dove sono i costi relativi alla sicurezza delle stazioni, così rilevanti nella gestione degli altri metrò?&lt;br /&gt;h) è sufficiente un accantonamento annuo dello 0,5% sugli investimenti per l’ammortamento straordinario?&lt;br /&gt;i) perché l’incasso dai parcheggi Park &amp; Ride produce 3 milioni di passeggeri che nel "piano" diventano 6 milioni?&lt;br /&gt;j) Perché la "bigliettazione" coordinata tra mezzi pubblici "Stimer", prevista con Legge Regionale, viene solo citata ma non utilizzata per calcolare i ricavi?&lt;br /&gt;Nonostante queste domande sulle sovrastime dei passeggeri e sottostime dei costi abbiamo proceduto ad una attenta analisi dei ricavi.&lt;br /&gt;In questo lavoro abbiamo preso per buone le stime sui passeggeri, sul costo del biglietto e degli abbonamenti e abbiamo rifatto i conti così come ci sono stati descritti e come ci hanno detto di averli fatti.&lt;br /&gt;Per chiarire a cosa serve il "piano" vi ricordiamo quanto scritto nell'introduzione a pagina 1 dello studio propostoci dalla Giunta:&lt;br /&gt;"L'oggetto del presente piano economico - finanziario è costituito dal progetto approvato e modificato secondo le prescrizioni sopracitate (Delibera Cipe): Linea 1 della metropolitana di Bologna (tratta Staveco - Michelino) e opere connesse, costituite da due parcheggi di interscambio. Il documento, sviluppato secondo quanto indicato dalla Delibera Cipe del 01 agosto 2003, intende soddisfare i seguenti obiettivi:&lt;br /&gt;- " aggiornare il piano economico - finanziario della Linea 1 della metropolitana, sulla base delle prescrizioni citate al punto 1.1 della Delibera Cipe del1 ° agosto 2003;&lt;br /&gt;- verificare l'equilibrio economico-finanziario dell'investimento e della connessa gestione, in relazione agli introiti previsti dalla fase di esercizio, così come indicato dall’art. 201, comma 2 del Testo Unico degli Enti locali.&lt;br /&gt;In particolare, l'accertamento dell'equilibrio economico finanziario mira a verificare la capacità della gestione di assicurare l'integrale copertura sia dei costi di esercizio sia degli oneri di ammortamento tecnico - finanziario a carico del Comune di Bologna, derivanti dalle ipotesi formulate in merito alla struttura finanziaria adottata per la copertura degli investimenti."&lt;br /&gt;Ed è proprio su questo terreno che si è articolato il nostro studio critico, che non ha ricevuto convincenti risposte.&lt;br /&gt;Sia sulle quantità con le quali si stima la futura utenza, dunque, sia sui costi ed i ricavi dell'impianto e della gestione il progetto di Metrò si rivela debole e di onerosissima sostenibilità.&lt;br /&gt;Nello studio, come abbiamo detto, non ci siamo soffermati sul numero di passeggeri/anno previsti per i 6 km di metropolitana: se Atc con 500 km. e passa di tratta urbana e 51 linee di autobus trasporta in città 90 milioni di passeggeri….. va da sé che il nostro piccolo metro' di 6 km non arriverà mai ne' ai 42 milioni del 2010 ne' ai 58 milioni del 2039.T&lt;br /&gt;antomeno abbiamo criticato la "stitichezza dei costi", vi sembra possibile che i 3 dirigenti del metro' di Bologna siano stipendiati 56.000 euro lordi l'anno.&lt;br /&gt;Come non ci siamo fatti carico di capire da dove arrivi tutto il capitale circolante netto dell'anno 2010. Così come non abbiamo ripetuto che con gli incassi previsti nei parcheggi al massino si arriva a 3 milioni di passeggeri da park &amp; ride e non a 6 milioni.&lt;br /&gt;In questo lavoro abbiamo preso per buone le stime sui passeggeri, sul costo del biglietto e degli abbonamenti e abbiamo rifatto i conti così come ci sono stati descritti.&lt;br /&gt;Il risultato che abbiamo ottenuto è evidente: dai 36.980.000 euro previsti di entrate si scivola a 18.762.083,46 Euro. Ricordiamo che con questi soli "quasi" 19 milioni di Euro nel 2010 si dovrà sostenere la spesa di 11 milioni di mutuo a carico del Comune (pag 17 del Piano) e 11 milioni di costi operativi (pag 18 del Piano) e le imposte sui 6 milioni di "utile" (pag 18 del Piano), in sostanza con 19 milioni di entrate dobbiamo sostenere 25 milioni di uscite: AL PRIMO ANNO UN BUCO DI 6 MILIONI DI EURO.&lt;br /&gt;**Si allegano le tabelle di studio ("Allegato Metro')&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NEGATIVO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.6 2004, SI SPENDERA' DI PIU',&lt;br /&gt;C'E' HERA.&lt;br /&gt;MA DOVE SI SPENDERA' MENO ?&lt;br /&gt;2.6.1 LE NON PRIORITÀ DI GUAZZALOCA&lt;br /&gt;Funzioni nel settore sociale:&lt;br /&gt;prev nel Bil 2003 per il 2004 98.214.739&lt;br /&gt;Nel Bil.2004 95.818.496 NEGATIVO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Funzioni nel campo dello sviluppo economico:&lt;br /&gt;prev nel Bil 2003 per il 2004 5.578.740&lt;br /&gt;Nel Bil.2004 3.657.503 NEGATIVO&lt;br /&gt;Funzioni relative alla cultura ed ai beni culturali:&lt;br /&gt;La crescita è lievissima&lt;br /&gt;La prospettiva incerta&lt;br /&gt;prev nel Bil 2003 per il 2004 28.550.102&lt;br /&gt;Nel Bil.2004 31.189.828&lt;br /&gt;Il Budget della spesa corrente è fermo.&lt;br /&gt;Budget 2003 10.374.000&lt;br /&gt;Budget 2004 10.850.000 NEGATIVO*&lt;br /&gt;*al netto dell'inflazione&lt;br /&gt;Per la cultura si conferma un problema anche alla luce di alcune entrate&lt;br /&gt;Musei e mostre 2003 Euro 448.819&lt;br /&gt;2004 Euro 331.767 NEGATIVO&lt;br /&gt;Funzioni di polizia locale:&lt;br /&gt;prev nel Bil 2003 per il 2004 27.192.825&lt;br /&gt;Nel Bil.2004 26.504.068 NEGATIVO&lt;br /&gt;Tutto si impernia sulle&lt;br /&gt;Funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti:&lt;br /&gt;prev nel Bil 2003 per il 2004 392.171.663&lt;br /&gt;Nel Bil.2004 511.333.839&lt;br /&gt;Il "grosso" della spesa è concentrato nel 2004, e questo consente un calo nelle prospettive triennali del settore da 948.602.303(2003-04-05) a 644.248.373(2004-05-06)&lt;br /&gt;Dovuto però esclusivamente al ritardo di un anno nell'avvio della Linea 1 della Metropolitana.&lt;br /&gt;Si conferma che la quasi totalità del ricavo da Hera si tramuta nel mutuo per la copertura della quota comunale del finanziamento della Metropolitana (Vedi sopra al punto 1.3 ).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.6.2 ALTRE NECESSITA'. UNO SGUARDO ALLE STRUTTURE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rete fognaria in Km *&lt;br /&gt;1999 805, si prevede di 810 entro 2002&lt;br /&gt;2003 è sempre di 805 Km, si prevede 810 entro il 2006 FERMI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rete acquedotto *&lt;br /&gt;1999 739 si prevede 748 entro il 2002&lt;br /&gt;2003 740 si prevede 748 entro il 2006                             FERMI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aree verdi, parchi giardini *&lt;br /&gt;In mq escluso verde scolastico&lt;br /&gt;2002 9.868.730&lt;br /&gt;2003 10.207.456 **                                                           FERMI&lt;br /&gt;**dati uffici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rete gas in Km *&lt;br /&gt;2001 822 si prevede 837 entro il 2004&lt;br /&gt;2003 822 si prevede 837 entro il 2006                            FERMI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raccolta rifiuti in tonnellate *&lt;br /&gt;2001 224.300 si prevede 233.860 entro il 2004&lt;br /&gt;2003 213.700 si prevede 213.700 entro il 2006              RIDUZIONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*Dati tratti dalla Relazione Previsionale Programmatica per il periodo 2000-02( Appr Dic.'99)&lt;br /&gt;e dalla Relazione Previsionale Programmatica per il periodo 2004-06 (Pres.Nov.'03)&lt;br /&gt;Questi dati sono presentati come "puramenti indicativi" ma rappresentano comunque la sintesi&lt;br /&gt;delle strutture presenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 IN UNA PROSPETTIVA DIVERSA&lt;br /&gt;Atti e Ordini del giorno dell'opposizione in Consiglio comunale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.1 I PUNTI DI RIFERIMENTO&lt;br /&gt;Vogliamo segnalare, con atti di indirizzo e proposte concrete una prospettiva diversa per la città.&lt;br /&gt;A partire da quattro punti di riferimento. A partire dalla destinazione, ORA, delle risorse straordinarie disponibili.&lt;br /&gt;1)Una città dove si abita sempre di meno, da cittadini, , nel nuovo sistema fiscale rappresenta un quadro di risorse calanti, la compartecipazione IRPEF sarà legata ai residenti e l'autonomia fiscale sostituisce i trasferimenti, basati largamente sulla spesa storica.&lt;br /&gt;Affrontare i temi della vivibilità: casa, prezzi, degrado urbano e accoglienza, non sono solo necessità di equità e di benessere ma anche strumenti necessari per reggere le sfide di Bilancio del prossimo futuro.&lt;br /&gt;2)Aumenta ed aumenterà di più nel prossimo decennio il numero dei bambini, dei ragazzi, e degli anziani.&lt;br /&gt;In particolare crescerà fortemente la domanda per i servizi per l'infanzia, per l'edilizia scolastica media e superiore, per servizi che allontanino l'isolamento e la non autosufficenza degli anziani.&lt;br /&gt;Mentre la domanda di cultura può essere il volano di uno stile di vita "più ricco" e consapevole e di una economia più forte e diversificata&lt;br /&gt;Si impongono quindi scelte di indirizzo e riconsiderazione complessiva della spesa sociale, educativa, culturale.&lt;br /&gt;3)Il modello economico è ancora forte ma deve riconvertirsi verso nuove produzioni, arricchire ancora la qualità, innalzare su queste basi, ricerca, sviluppo, qualificazione del lavoro, la propria competitività internazionale.&lt;br /&gt;4)Le criticità ambientali da affrontare sono la mobilità, con infrastrutture che permettano trasporto pubblico in sede propria con lunghe percorrenze alternativo al mezzo privato, e la realizzazione di un sistema di trasporto intermodale integrato, forti politiche di controllo per il rispettodelle regole e riduzione del traffico veicolare privato con il ri-orientamento verso altri mezzi di spostamento; l’uso delle risorse energetiche e ambientali, a partire dall’acqua, dove va contrastata una politica di generico ricarico tariffario che prescinda dalla necessità degli interventi infrastrutturali e di manutenzione; l’uso del territorio.&lt;br /&gt;5) Per affrontare i quattro problemi richiamati non sono possibili scelte di governo alla sola dimensione cittadina. Il tema della programmazione metropolitana si ripropone più urgente e si evidenzia la necessità di connettere fortemente le scelte di Bologna a quelle di un vasto territorio, dalla "città al mare"per il quale fungere da punto di riferimento e "porta" ad una economia di scala superiopre ed ad una maggiore qualificazione.&lt;br /&gt;6)Fare migliore, più "grande", socialmente coesa Bologna non è possibile senza il protagonismo dei suoi cittadini.&lt;br /&gt;La partecipazione deve attraversare il percorso di formazione delle scelte e quindi dei Bilanci.&lt;br /&gt;……………………………………………………………………………………………………&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Caab: non solo questione di azioni Serve trasparenza per cambiare&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Davide Ferrari, Capogruppo Ds - L'Ulivo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«I problemi si affrontano con professionalità e non con le polemiche» ha dichiarato il presidente Giancarlo Sangalli sullo scambio azionario fra Comune e Camera di Commercio. Proprio per queste intenzioni l'opposizione ha sollevato e solleverà, nelle persone dei capigruppo, in Consiglio comunale temi concreti e centrali. Sul CAAB: non si sa se, e soprattutto come, lo scambio porterà risorse per chiudere la sua vicenda, mettendo in salvaguardia il mercato. La Giunta di Palazzo d'Accursio ha, comunque, il dovere di presentare una sua valutazione sulle ricadute che il salvataggio, che si affronta dopo quattro anni di ritardi e negazioni, avrà sul Comune e di chiarirlo prima che vi sia il voto sul Bilancio comunale. Mal'accento va posto anche sugli altri oggetti dello scambio. In primo luogo, con la Fiera, sull'Aeroporto.&lt;br /&gt;Il Comune rischia di vedere un indebolimento del proprio ruolo in infrastrutture fondamentali di Bologna. Non si è avuta alcuna considerazione della posizione istituzionale di Regione e Provincia, mentre ci vuole, nell'interesse innanzitutto di Bologna, una svolta verso l'intesa, e non nella via dello scontro continuo, con la programmazione proposta su scala regionale e provinciale. Mi pare che questo punto di vista si stia facendo strada anche negli interventi di autorevoli commentatori.&lt;br /&gt;Bologna torna ad essere una città che conta se lavora insieme ad un territorio molto vasto, diventando così, come si dice, la "porta d'accesso"allo sviluppo di qualità per un'intera area economica e sociale d'Italia e d'Europa. In primo luogo bisogna continuare a connettersi con un territorio grande che va da Bologna al mare, come le scelte, non di oggi, dell'Università, e la nascita di Hera con le società romagnole, già indicano.&lt;br /&gt;Per l'aeroporto la scelta di Forlì sta funzionando e indica la strada giusta. La strada di una forte crescita, sia nelle dimensioni di traffico (che non può avvenire nell'area bolognese, comunque sottoposta a limiti ambientali e geografici) che nelle tecnologie, per ridurre e rendere sostenibili i costi sul piano della vivibilità del territorio. Il presidente di Sab, Alberto Clò, ha presentato in Comune un consuntivo che richiede un valida risposta pubblica per coglierne le potenzialità, con investimenti sulla mobilità, viaria e ferroviaria, verifica dell'impatto urbano, politiche di attrazione e marketing territoriale.&lt;br /&gt;Mi ha colpito l'affermazione del professor Ciò in Commissione:«Sab non è stata coinvolta nell'operazione “scambio”». Ciò ha chiarito di considerare lo scambio di azioni fra CAAB e Sab materia di scelte degli azionisti e non dell'azienda. Ma è ben curiosa una operazione che si presenta come centrale e che viene intrapresa senza e contro Provincia e Regione e senza consultazione con la società di gestione. Nel frattempo, nessuno sa se la linea 2 della Metropolitana (da piazza unità a Aeroporto) con i costi di impianto e gestione che presenta, sarà mai realizzata, ma viene intanto utilizzata, nelle linee del Piano strutturale del Comune, come motivazione di un ulteriore sviluppo edilizio. È già accaduto a Bologna che previsioni di strumenti di mobilità non si siano realizzate e l'espansione di fabbricati lungo le linee previste di nuove infrastrutture invece sì, e considerevolmente. Ciò che era limite ed errore, oggi diventa, in qualche modo, un obiettivo consapevole. Bologna non ha bisogno di questo. Ha necessità dì un grande sistema regionale aeroportuale, che, con altre strutture medie del paese, conquisti quote di mercato e porti a Bologna investimenti e persone e consenta alla nostra economia di espandersi con più facilità verso altri terri-tori, altri scali.&lt;br /&gt;La professionalità politica dovrebbe garantire all'economia sostegno e indirizzi comuni per la crescita e la qualità, nessuna delega, nessuna chiusura municipalistica. La trasparenza nei processi di decisione e sugli obiettivi che si perseguono e il pieno coinvolgimento di tutte le patnership istituzionali sono le condizioni per cambiare, per non fare altri errori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 07.12.2003, IL DOMANI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;L’ intervento&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Urbanistica, il compito da svolgere ora&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari, Capogruppo Ds Consiglio comunale Bologna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discutere e governare l'urbanistica a Bologna non è come in altre città. In primo luogo per la storia dell'Amministrazione comunale che ha determinato, in passato, esperienze di eccellenza. In secondo luogo per il fenomeno peculiare di una vasta partecipazione ed attenzione dei cittadini ai problemi della vivibilità, del degrado, dell'ambiente e della sicurezza. La giunta Guazzaloca aveva un dovere. Fare in questo mandato le linee portanti del nuovo «Piano Strutturale» della città. Un dovere che deriva dalla legge regionale e dall'urgenza di dare un indirizzo e qualificare lo sviluppo di Bologna. Guazzaloca e Monaco hanno scelto un'altra strada. Hanno tentato di riprendere gli argomenti della polemica «anti-piano» che ha segnato gli anni 80: «No al dirigismo, adesione stretta al sociale ecc ecc». Ma, in realtà la Legge regionale 20 dell'Emilia-Romagna già ha presentato un punto di superamento del vecchio dibattito. Al Comune è affidato il compito di definire, al posto del Piano Regolatore Generale, uno strumento di indirizzo, il Piano Strutturale, che disegni -al termine di un vasto processo di partecipazione- le linee per il futuro della città, ed il Piano Operativo, uno strumento agile, di raccordo fra la programmazione generale e gli strumenti concreti di attuazione, pubblici e privati. E' ciò che serve a Bologna. Invece Monaco punta a derubricare il Piano Strutturale in un più generico "piano strategico", contenente, a quanto pare, poco più che la fotografia dell'esistente e i progetti traballanti di infrastrutture del mandato Guazzaloca (la linea 1 della metropolitana, in buona sostanza), mentre la pratica degli accordi specifici, caso per caso, con i privati, su loro proposta, già promossa a unico contenuto della politica urbanistica, si propone, come prospettiva, con fioriture, via più ampie, di interventi, non su aree industriali o degradate, ma ovunque.&lt;br /&gt;Spetta allora al centrosinistra, partiti, centri di ricerca, realtà sociali, all'Ulivo e di Rifondazione, tutta la responsabilità di prendere in mano la partita di una programmazione adeguata per Bologna. Non è un compito facile. Ma è il compito dell'ora, guardando avanti, sapendo di esperienze ed idee anche molto differenti che sono in questo campo di forze ma nella consapevolezza che la sfida deve rivolgersi ad un progetto per domani.&lt;br /&gt;Già negli ultimi anni del mandato precedente si era giunti a definire Bologna una città dove lo spazio di una espansione indistinta è terminato e dove lo sviluppo deve essere innanzitutto sul piano qualitativo e la programmazione della Provincia, con il Ptcp, il piano di coordinamento e raccordo che le è affidato, ha riconfermato ed attualizzato questo punto di partenza. Allora quattro punti mi sembrano ac-quisibili come centrali per una proposta forte e valida, che sappia coinvolgere Bologna. Provo a metterli in fila, raccogliendo le elaborazioni, che soprattutto in quest'ultimo biennio, sono state avanzate autorevolmente da più soggetti, politici, sindacali, di ricerca.&lt;br /&gt;a) Dimensione metropolitana, e ruolo di nuovo centro della qualità dello sviluppo per Bologna, in raccordo con un territorio vasto «dalla città al mare», che già la unisce, nelle funzioni ambientali (con Hera) e universitarie, e deve coordinarla nelle principali funzioni di sviluppo, come quelle aeroportuali e fieristiche, perché Bologna sia la porta di accesso, per una parte decisiva dell' Emilia-Romagna e dell'Italia, all'innovazione, ad una competitività basata sulla coesione e la qualità del vivere;&lt;br /&gt;b) rilanciare, nel quadro dell'oggi, la «strategia del decentramento» urbanistico, via allentatasi e apertamente contrastata dall'amministrazione Guazzaloca, con il risultato di creare nella città di Bologna una situazione che compromette seriamente la qualità urbana;&lt;br /&gt;e) avere per obiettivo «la riconquista di Bologna come città da abitare»: recuperando e qualificando la condizione residenziale, con una adeguata offerta abitativa che permetta la vita di famiglie e persone di reddito medio e basso, e, al contempo, riequilibrare la presenza produttiva, dal solo terziario ad attività produttive sostenibili;&lt;br /&gt;d) una riqualificazione urbana che produca qualità, legata a infrastrutture per la mobilità collegabili in rete, recuperando identità dei luoghi, servizi di comunità, espansione e cura del verde, salvaguardia ed aumento delle superfici permeabili.&lt;br /&gt;Sono certo che molti urbanisti, esperti ed amministratori saprebbero scrivere elenchi molto migliori di questo mio sbrigativo riepilogo. Ma il punto è intendersi sulla direzione. C'è lo spazio di una intesa che renda tutto il centrosinistra protagonista di una nuova stagione di governo e bisogna fare passi in avanti, subito. Vedo due occasioni importanti. La riflessione che saprà fare il tavolo di confronto fra Ulivo e Rifondazione e, in Consiglio comunale, la discussione dei documenti di Bilancio e degli Investimenti. Quelli presentati dalla Giunta non parlano della città, delle sue difficoltà, nello sviluppo e nei servizi, e di come farvi fronte. Le nostre proposte devono invece avere questo respiro. E' doveroso proporre, insieme, unitariamente, già in questa sede, primi elementi sui quali si misuri una «idea della città» moderna e riformatrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 21.11.2003, L’UNITA' ED. BO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bilancio di un Comune avvizzito&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari, A cura del gruppo consiliare Ds Comune di Bologna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’assessore Galletti ha presentato lunedì pomeriggio il suo "ultimo" Bilancio. Il Bilancio per l'ultimo anno di mandato. Presenteremo unitariamente con tutte le opposizioni, come abbiamo fatto ogni anno, proposte alternative mirate e approfondite. È già possibile, però, un primo commento.&lt;br /&gt;In primo luogo resta evidente l'alto livello di pressione fiscale a cui si è aggiunto nell'anno che abbiamo alle spalle un aumento indistinto e notevolissimo di tutte le tariffe (sport, scuole, cimiteri, trasporti). Da questo punto di vista che l'assessore di una Giunta di centrodestra, che si era presentata nel '99 come animata dalla volontà di promuovere una forte detassazione, si presenti ora vantando di non procedere a ulteriori aumenti fiscali e tariffari nel semestre preelettorale è davvero risibile.&lt;br /&gt;Privatizzazioni: sono state accelerate forsennatamente nell'ultimo periodo non perché, come ha affermato anche oggi Galletti, fosse un'applicazione coerente del programma, ma perché le privatizzazioni indiscriminate hanno cercato di coprire il fallimento di Guazzaloca nel consolidare rapporti forti col sistema economico della città. D'altra parte davvero colpisce che nel presentare il Bilancio di «un'azienda» così importante come il Comune di Bologna, l'assessore non sappia dire una parola sulla situazione economico-sociale della città, sulle sue difficoltà, non riprendendo nemmeno gli spunti contenuti a tal proposito nell'accordo con la Camera di Commercio. Galletti dice che abbiamo un Comune dimagrito, io dico: «Abbiamo un Comune avvizzito». Mentre per il Piano investimenti sono del tutto insufficienti gli impegni per edilizia scolastica e nidi, per quanto riguarda i servizi alla persona, come già i presidenti dei Quartieri hanno sottolineato, siamo in presenza di budget che non sono in grado di coprire la domanda sociale e di problemi di personale molto seri, con buchi nell'organico di importanti servizi culturali e sociali. D'altra parte il decadere del Consorzio per i servizi lascia senza prospettive tutta la politica comunale su questo versante. Si era puntato a cedere alla Usi la gestione senza un raccordo organico con tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti. In sostanza si voleva una esternalizzazione anche e soprattutto delle responsabilità. Questo non si può fare e la realtà appare in tutti i suoi aspetti critici: personale carente, famiglie senza risposta per nidi e scuole, assistenza agli anziani che non prende in considerazione il cambiamento delle condizioni di vita delle famiglie.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda le entrate non fiscali bisogna, infine, rimarcare che la buona valorizzazione delle azioni di Hera è dovuta anche all'allargamento al vasto territorio che va da Bologna al mare, e alla definizione di un piano industriale della nuova impresa. Sono due punti che abbiamo non solo richiesto, come Democratici di Sinistra, ma largamente contribuito a realizzare, più volte anche oltre e contro l'orientamento della Giunta Guazzaloca.&lt;br /&gt;Deve suscitare un interesse e una forte critica, nella conclusione del mandato, la continua cessione di parti del patrimonio pubblico che ha accompagnato la rinuncia a svolgere una efficace programmazione urbanistica.&lt;br /&gt;In sintesi: un Bilancio sotto tono dove al termine di mandato alla Giunta non resta che dimettere i toni trionfalistici per puntare tutto su singole questioni. Insomma visto che non c'è molto di cui vantarsi Guazzaloca e Galletti puntano an-cor di più sulla metropolitana. Come si sa però, e come abbiamo dimostrato, i conti della metropolitana sono il vero "convitato di pietra", la grande e pesante eredità che Bologna rischia di ricevere da un Giunta in scadenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 19.11.2003, L'UNITA’ ED. BO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non facciamogli distruggere la scuola&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è svolta, nella serata di mercoledì 5 novembre, alla sala Farnese di Palazzo d'Accursio, una affollatissima audizione, promossa dal gruppo Due Torri-Ds del Comune di Bologna. Il tema: «Per la scuola, per la cultura. Un futuro per le aule didattiche, per i servizi educativi del Comune».&lt;br /&gt;Ha presieduto Sandra Soster, sono intervenuti Luigi Guerra, Paola Sarti, Franco Frabboni, Brunella Puppoli, Rolando Dondarini, Claudio Cattini, Norma Cagnina, Rosanna Facchini, Maria Grazia Contini, Tiziana Musi, Fulvio Ramponi e Giuliana Balboni. Pubblichiamo una sintesi della relazione introduttiva di Davide Ferrari, capogruppo Due Torri-Ds del Comune di Bologna&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;La grande partecipazione, la presenza di numerosi docenti di più facoltà universitarie, di tanti insegnanti e dirigenti scolastici, di operatori culturali e sociali, di molti genitori, dimostra che non è in gioco solo una questione settoriale, riguardante le condizioni di lavoro di una categoria, che vanno per altro pienamente rispettate, e non gettate, con arroganza, nell'incertezza. E' in questione il presente ed il futuro di servizi importanti per la città, per la qualità delle scuole di Bologna e della sua vita culturale.&lt;br /&gt;Le aule didattiche decentrate nei musei, nelle istituzioni culturali, l'intervento per l'integrazione dei diversamente abili, i servizi educativi territoriali (ludoteche, punti lettura, centri di psicomotricità), sono un patrimonio consolidato. Bologna ha fatto scuola. Sono molte le città che dall'esperienza bolognese hanno imparato e sono andate avanti.&lt;br /&gt;Oggi Guazzaloca e Pannuti invece vogliono tornare indietro. Si vuole fare una «riconversione all'incontrano, vent'anni dopo», degli insegnanti, facendoli tornare ad essere personale tendenzialmente in esubero, che interviene senza propria progettualità, «dove serve». Si vuole un «passo del gambero» nell'impegno del Comune per la scuola e la cultura, si propone un'ottica solo burocratica, senza idee e senza alcun senso della responsabilità di dover contribuire alla qualità dell'insegnamento e della scuola per i bambini ed i ragazzi. Le aule didattiche nei luoghi della cultura devono non solo proseguire ma estendersi ad un complesso di interventi, nei luoghi della città:&lt;br /&gt;a) del lavoro e della ricerca;&lt;br /&gt;b) della multiculturalità, della democrazia, del diritto;&lt;br /&gt;c) della viva produzione di cultura. L'obiettivo deve essere quello di rendere leggibile ai ragazzi tutta la città come un libro aperto. E non si devono fermare gli interventi solo alla scuola di base, bisogna pensare ad un circuito di nuove esperienze nella scuola secondaria, di conoscenza dei saperi «caldi» delle attività produttive, come della ricerca e dell'Università, come dell'arte, e di primo orientamento verso il lavoro, pensate e anche realizzate con le scuole ed il loro personale docente.&lt;br /&gt;Per le aule, per l'handicap, per i Servizi educativi territoriali è necessario promuovere, nelle forme più adatte ad ogni diversa realtà, l'autonomia e la progettazione e programmazione didattica. E' un problema aperto per ogni intervento scolastico comunale.&lt;br /&gt;Bisogna garantire l'autonomia del lavoro intellettuale. E' importante riproporre il Collegio docenti delle aule, così come valorizzare la presenza degli insegnanti comunali del settore handicap, negli organi collegiali delle scuole e prevedere forme di raccordo cittadine. Invece di sottrarre lo statuto di docenti a chi lavora per il Comune bisogna sempre più proiettare nell'insieme del mondo dell'insegnamento la loro attività e fondare nella collaborazione fra Comune e scuole autonome della città il futuro degli interventi, per espanderli oggi e assicurarli domani, anche quando il Comune non avrà più il suo personale.&lt;br /&gt;L'assessore Pannuti propone una scuola povera, dove nei nidi e nelle materne si aumenta il numero dei bambini per sezione, dove la scuola superiore è marginalizzata e non curata, dove appunto i servizi per la cultura e l'integrazione sono un surplus da normalizzare. Una politica sorda, che non ascolta e si traveste da pura amministrazione, che insegue le sentenze di tribunale. Noi dobbiamo proporre una scuola ricca, ascoltata da una buona politica che la rispetti e la promuova.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 07.11.2003 ,L’UNITA’ ED. BO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immigrati se la destra non sa scegliere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari - Capogruppo Ds Consiglio comunale Bologna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si affrontano le cose importanti Guazzaloca non regge il passo. Finché parlare di Bologna è rinnovellare la favola di una «bolognesità» di cartapesta l'immagine del sindaco sembra tenere. Quando invece, come su voto e integrazione dei «nuovi cittadini» anche Bologna è di fronte a un problema grande e complesso, il sindaco oscilla fra l'assenza e la superfluità. E' questa la base di quanto è avvenuto in questa settimana, in Consiglio comunale e fuori. L'altro sabato, dopo l'iniziativa di Fini, Guazzaloca annuncia il 'suo accordo: sì al voto agli immigrati. Lunedì, in Consiglio comunale, casca l'Asino. Il centrodestra si divide. Non può presentare alcun documento al proposito e, soprattutto, non può nemmeno votare contro il limpido ordine del giorno dell'opposizione. Un'opposizione che può intervenire agilmente sulle occasioni offerte dall'attualità perché sempre ha proposto il tema, per tutta la durata di questo mandato. Non può far nulla invece la maggioranza attuale, altrimenti smentirebbe il sindaco, e avrebbe la ritirata sbarrata da Fini. Da qui la direttiva sindacale di non permettere alcun voto e la figuraccia di impedire ogni dibattito sull'argomento. Da qui il ruolo davvero inaccettabile assunto dal presidente del Consiglio comunale.&lt;br /&gt;Attenzione però, la colpa non è dei soliti cattivi di professione, di quei consiglieri reazionari che non seguirebbero le astuzie o le aperture del loro Sindaco. No, dietro alla volontà di impedire il dibattito c'è un grande problema di contenuti. Ne abbiamo avuto una immediata riprova nei giorni successivi. Da lunedì è cominciata una piccola controffensiva del centrodestra tendente a dimostrare che nella Bologna di Guazzaloca il problema dei diritti e dei doveri degli immigrati è già stato affrontato e risolto. Si cerca di riesumare l'attualità di un documento nato vecchio come «La carta della convivenza» preparata a suo tempo da Salizzoni, sull'asse ideologico di Guazzaloca. Al centro di quel documento non ci sono i diritti di libertà e le politiche per l'integrazione, c'è la rivendicazione della tradizione a ricevere omaggio da ogni nuovo cittadino prima di riconoscerlo ed accettarlo. Non c'è il senso della libertà, ma la collosità del conservatorismo. Non interessa qui insistere sui caratteri più negativi e populisti di questa Carta. Il punto è che un contenuto di tal genere non regge alla prova dei cambiamenti difficili, certo, ma grandi e concretissimi che Bologna sta vivendo. Passando sul filo della questione del voto vengono al pettine tutti i nodi della matassa, i principali problemi di fondo della città, non solo dell'integrazione dei migranti. In primo luogo la valorizzazione della partecipazione e delle competenze dei cittadini, di tutti i cittadini bolognesi, nel governare la cosa pubblica. Un sindaco che non decide e scivola in una propaganda infinita, rinchiudendosi a Palazzo, porta l'eredità di un avvilimento del diritto a contare di tutti i bolognesi, non solo dei «nuovi». E un terreno sul quali è chiamato alla prova anche il centrosinistra. Ho visto e ascoltato le assemblee nei quartieri con Cofferati. La forza, le persone per superarla ci sono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 19.10.2003, L’UNITA’ ED. BO&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella serata di cinque anni fa con Montalban il comunista generoso di Catalogna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Davide Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È morto Montalban. È morto a Bangkok, in una mezzanotte d'Oriente, durante un viaggio di ritorno. È morto lontano da casa, fuori posto. Ma era un uomo del mondo, non "di" mondo. Apparteneva alla cronaca della Terra, e la sua intelligenza così profonda era talmente traviata dalla curiosità dell'attuale da tenerlo lontano dalla teoria, dalla filosofia politica, dalla ricerca, che pure padroneggiava, per ricondurlo alla letteratura di tutti, da tutti amata. Per noi della Casa dei pensieri era "Manolo". Lo avevamo portato a Bologna a fare una delle sue conferenze pubbliche più grandi e, a suo dire, interessanti. Era il pomeriggio del 9 settembre '98, con Andrea Camilleri e Massimo D'Alema, alla Pesta nazionale dell'Unità a Bologna. Montalban amava Bologna, il PCI e le cose nuove. Una sintesi di questi suoi sentimenti la disegnò sulla parete bianca di un ristorante, fra gli applausi dei compagni. Scrisse PCI+PDS=vittoria, con un grifo barocco a cornice. Mi colpì allora, mi fa riflettere, mutatis mutandis, anche oggi. Voleva dire: «La memoria, gli ideali, più la presenza dell'oggi fanno vincere le battaglie della Sinistra». Se ne andò via dalla Festa a piedi con un enorme sacco di plastica a tracolla, dove aveva messo gli omaggi dei suoi ammiratori, da un piatto di ceramica ad una torta. Camilleri era soddisfattissimo e loquace. Parlava con la sua finissima loquela siciliana, fessurando gli occhi, come Sciascia, ma con un riflesso buono e dolce, com'è lui. Montalban fu più riservato, addirittura un po' stupito che l'accostamento fra politica e romanzo giallo, su cui lui aveva tanto lavorato, venisse accettato a Bologna come una cosa naturale e dal "capo"del partito ospite. Di fronte alla fila interminabile dei lettori "fans", incalzava ogni tanto Camilleri con un "Vamonos!"non per frenare il rapporto con il pubblico, ma per una sorta di pudore, di necessità di tornare all'intimità. E negli stands, a cena divenne caldissimo, disegnando a lungo con il carboncino del quale era maestro. Lo sentimmo altre volte, affranto per la sconfitta a Bologna, preoccupato per i travagli della Sinistra e, sempre, dalla parte della Pace. Un uomo generosissimo. Comunista di Catalogna, era stato un clandestino ed un cospiratore,ma per amare le persone, perché fossero libere, non per sovrapporre loro una ideologia. Era uno scrittore popolare ma tutt'altro che semplice. Era così perché voleva esserlo, lui che aveva raggiunto la fama come poeta assai prima di diventare il narratore celebre in tutto il mondo, sentiva che uno scrittore può fare pensare più di ogni altro, può essere un educatore. In questo c'era una coerenza fra il militante ed il poeta. Danna parte sola sempre, ma parlando di uomini veri e deboli, non di eroi, e parlando del mondo, non di come si vorrebbe che fosse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì 20.10.2003, IL DOMANI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II nuovo protagonismo delle famiglie bolognesi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Davide Ferrari - Capogruppo Due Torri-Ds al Comune di Bologna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è qualcosa di nuovo, anzi d'antico, anche nel modo e soprattutto nelle motivazioni delle manifestazioni di opposizione di queste ultime giornate bolognesi. Il nuovo è che sono protagonisti i genitori. Esprimono con assoluta chiarezza una opinione. Non accettano che le scuole, dove i loro figli passano una grande parte del tempo e dove loro sono disposti a partecipare, siano considerate pressoché nulla dal potere politico. "Nulla" dalla Moratti, che decreta chiusura di Tempo pieno e prolungato, che disprezza visibilmente la scuola di tutti. Parla bene, la Ministra, solo di quelle che assomigliano alla "sua ", a quella che lei ha frequentato in gioventù ed i suoi genitori hanno profumatamente pagato. "Nulla "dal Comune di Bologna, che chiude le proprie scuole dell'Infanzia, pressoché in un intero quartiere, il Savena, e addirittura si stupisce se, dopo che non si è chiesto il parere di nessuno, qualcuno protesta. Non è bastato sapere, agli incontentabili genitori, che in ogni modo, qualche insegnante dallo Stato sarebbe comunque arrivato. Nessuno sa bene perché proprio a sostituire sezioni comunali anziché aprirne di nuove, pubbliche. Nuovo, ho scritto, ma anche antico. Non solo per indulgere al ricordo del verso pascoliano. "Antico" è la volontà di dire la propria, sempre. "Antico" è la volontà di rappresentare la realtà, consapevole di sé e dignitosa, di tante famiglie concrete. Famiglie spesso con nonni e bambini contemporaneamente a carico, orari di lavoro diversi e inconciliabili dei coniugi, precarietà dell'impiego, fatica del caro vita ma anche un alto livello di cultura diffusa che non si vuole perdere. È antico questo protagonismo perché per molti anni è andato sbiadendosi fino a scomparire. Quando si parlava di centralità della famiglia si intendeva, in quest'ultimo decennio, centralità di un modello, astratto, ideologico di "famiglia". Quella "Famiglia" che serviva a coprire i tagli alla spesa sociale, anzi a nobilitarli. Si parlava di "famiglia" per condannarle "famiglie "a tacere. Anche a sinistra, diciamo la verità, si inseguiva o si parlava d'altro, escluse lodevoli eccezioni. Oggi torna di scena la vera vita familiare che vuole raccontarsi, che sente di poter contare. Sono le mamme ed i babbi che hanno bussato lunedì alla piccola muraglia sciocca di plexiglass che un sindaco sempre assente come Guazzaloca ha fatto erigere a difesa dei suoi "appartamenti", D'Accursio. Con i cittadini - orgoglio imperiale, orecchie lillipuziane. Sono le mamme ed i babbi che abbiamo conosciuto nei mesi scorsi impegnati per dire a tutti, anche alla sinistra, che, ad esempio, una scuola come le Manzolini non si comprende proprio perché debba spostarsi quando si lavora per recuperare il prestigioso contenitore, il Convento San Mattia in via S. Isaia, che le ospita da innumerevoli decenni. Quando un palazzo ritorna bello allora è fatto ancora di più per una scuola. "Cosa c'è di più importante di una scuola? Che siano altri a spostarsi!! Anche se ricoprono incarichi prestigiosi di superiore intendenza". Questo hanno detto i genitori, con sapere, carte, idee alternative assai più credibili delle indecifrabili verbosità dell'amministrazione. Perché torna la famiglia, quella vera? Perché torna la politica delle cose importanti. E torna perché non piace a molti come le cose vanno avanti. Chi ha investito sul futuro mettendo al mondo un bimbo non ha da sentire solo la necessità di "appartarsi" per dedicarsi a lui. Ha la responsabilità di alzare lo sguardo. Di guardare più avanti. E lo sa benissimo. A Bologna, in questo autunno dell'anno 2003.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 03.10.2003, IL DOMANI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il 1999 è ormai lontanissimo. Con la città, con Sergio Cofferati&lt;br /&gt;La sfida che ci attende&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Davide Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai ci siamo. Le elezioni comunali sono quasi alle porte. Alle Consigliere ed ai Consiglieri di un Gruppo di opposizione spetta il compito, avviandosi alla fine del mandato, di sintetizzare i punti critici che sono risultati più evidenti nel modo di governare e nelle volontà.negli obiettivi, del Sindacò Guazzaloca e della sua Giunta.&lt;br /&gt;Ma una opposizione che non ha mai trascurato di fondare le proprie battaglie su un'analisi di merito dei problemi, deve accompagnare il proprio rendiconto con elementi di programma da presentare ai cittadini, alla coalizione e al candidato Sindaco, Sergio Cofferati.&lt;br /&gt;Che cosa abbiamo imparato, dunque, in questi anni? In primo luogo che la Partecipazione non è una anticaglia, una valore del passato. No, i cittadini bolognesi hanno trovato nuove forme di partecipazione lontane forse dai Partiti, talvolta, ma non sempre, da una visione generale, ma non meno insistita, appassionata. Lo dice l'esperienza dei cento comitati, per l'ambiente, contro il degrado, lo dicono la maggiore consapevolezza e presenza anche direttamente sul piano della politica di associazioni, di grande esperienza o recentissime, quali quelle che animeranno la convenzione del centro sinistra.&lt;br /&gt;In sostanza la lista civica di Guazzaloca ha voluto dire: "Noi rappresentiamo direttamente i cittadini, quindi lasciate fare al manovratore".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al contrario bisogna fare grandi passi in avanti per governare davvero con la città. Bisogna fare funzionare un accordo metropolitano per una Bologna più grande e molto, molto meno burocratica, per dare uguali diritti ai cittadini della vasta area bolognese e quindi maggiore forza alla città. Bisogna realizzare un ridisegno dei Quartieri, per renderli più omogenei e capaci di governare, e quindi di dare risposte concrete ai cittadini, alimentando così la partecipazione, che ha bisogno di poter contare. Il forte ruolo avuto in questo mandato dai Presidenti di Quartiere dell'Ulivo ha dimostrato le grandi potenzialità di una vera riforma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le medesime esperienze, notissime, in Brasile sono nate dallo studio del governo di Bologna e dell'Emilia Romagna.&lt;br /&gt;Ritengo, personalmente, che non sia un bene aumentare, oltre ad un certo limite, un rapporto diretto fra entrate fiscali e destinazione delle spese (le cosiddette tasse di scopo).&lt;br /&gt;Ma è senz'altro possibile, anzi necessario, collegare ad un vasto itinerario di partecipazione dei cittadini, le decisioni sulla spesa delle grandi quote di risorse, a cominciare da quelle per i servizi, stabilendo così un ordine condiviso delle priorità su cui investire ed anche le forme di collaborazione fra pubblico, associazioni, privato sociale, famiglie.&lt;br /&gt;Da questo punto di vista la scuola, le politiche educative per a prima infanzia, la protezione sociale degli anziani non sono solo terreni importanti per l'eguaglianza delle opportunità e la-qualità della vita, ma "luoghi della democrazia", terreni dove si deve poter misurare visibilmente il carattere, la caratura del governo dell'Ulivo e delle forze della solidarietà. I nuovi cittadini di Bologna, che provengono da altri paesi, che si sono stabilmente impegnati nel lavoro e nella cultura, nel volontariato e nell'associazionismo di questa città devono vedere riconosciuta la parità dei diritti e dei doveri, dalla rappresentanza in Consiglio espressa democraticamente; ad una serena integrazione nelle forme generali di istruzione, culto e vita sociale. Bologna ha le risorse per essere un grande volano dell'economia dell'Italia, oggi condannata alla Recessione più da Tremonti che da Bin Laden.&lt;br /&gt;Lo sviluppo delle grandi in-frastrutture già esistenti (Fiera e Aeroporto), un sistema di mobilità imperniato sul ferro e la risoluzione, con la bretella a nord, del nodo drammatico della tangenziale devono diventare un obiettivo non solo di Bologna ma di una alleanza di un territorio più vasto, dalla città alla Romagna. dove crescere insieme anche nel sistema universitario, nella cultura, nella socialità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Presidente Errani ha già delineato una prospettiva politica di grande interesse per fare di Bologna realmente la "porta di accesso" a una crescita di qualità dell'intera regione, un punto di forza dell'Italia e dell'Europa.&lt;br /&gt;La Qualità dello sviluppo è la base concreta di una scelta per l'Ambiente, ma non basta. Ci vogliono scelte chiare, dalle grandi alle piccole cose, dalla regolazione del traffico con Sirio, al controllo di tutte le emissioni, a coraggiosi investimenti su tecnologie d'avanguardia.&lt;br /&gt;La Bologna di Guazzaloca e muta di fronte al drammatico degrado dell'ambiente. La Bologna che vogliamo parlerà chiaro e chiederà il consenso per scelte innovative ed eco-sostenibili. Abbiamo compreso che per il Sindaco, per Monaco e Galletti il Piano strutturale che la città deve fare per legge al più presto, sarà soltanto la sommatoria delle richieste di edificare qua e là, senza ordine e senza un disegno pubblico. Il rischio è quello di svalorizzare lo stesso mercato edilizio oltre che proseguire nei danni al verde e all'ambiente. Al contrario recuperare le grandi aree dismesse deve servire davvero a riqualificare la città, ad impiantarvi distretti dell'informazione, della tecnologia, della comunicazione, così come bene comprendono le elaborazioni più forti delle stesse associazioni imprenditoriali e come ha chiesto con grande chiarezza, il movimento sindacale.&lt;br /&gt;Bologna, città dell'industria innovativa, dunque, strettamente connessa alle enormi potenzialità europee della nostra città come sede della Cultura e degli Studi. Bologna 2000 ha mostrato la via e ha cambiato l'immagine della nostra città. Lo testimonia anche la positiva performance del turismo che ne è seguita. Ma questa Giunta non ha saputo che liberarsi di Iperbole, tornare all'ingorgo ed ai semafori nel traffico, svalutando la modernità e la tecnologia.&lt;br /&gt;È semplice dirlo, non sarà facile farlo: bisogna operare in direzione esattamente contraria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 12.09.2003, IL DOMANI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Chi non pensa ai Cittadini&lt;br /&gt;Dove vanno i soldi della vendita di Hera.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari, capogruppo Ds al Comune di Bologna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guazzaloca, o meglio il più tonico assessore Galletti, ha cominciato lunedì in Consiglio comunale a presentare, con il consuntivo dei lavori pubblici, le prime indicazioni su come verranno spesi i soldi incassati con la vendita delle azioni di Hera.&lt;br /&gt;Attenzione. Questi denari entrano nelle casse del Comune una volta per tutte. Sono giustificate quindi solo spese destinate a investimenti di evidente significato.&lt;br /&gt;Nulla è stato detto, invece, sul grande progetto per l'ambiente e l'acqua che i sindaci dei Comuni metropolitani hanno indicato come obiettivo prioritario di tutti, alla faccia del ruolo di; "capitale" che Bologna dovrebbe svolgere e dei problemi di subsidenza e di approvvigionamento, nostri come e più di quanto non siano di altri.&lt;br /&gt;Su questo e sugli interventi per migliorare subito la vita in città, l'opposizione ha da tempo detto la sua. Serve un forte, straordinario aumento dell'offerta di servizi, a cominciare da asili nido belli e di qualità. Bisogna occuparsi seriamente di tutte le scuole. I cittadini non sopportano più che i luoghi dove crescono i nostri ragazzi siano infinitamente più brutti delle case dove le nostre famiglie abitano.&lt;br /&gt;Poi viene il capitolo delle strade e dei marciapiedi. Un marciapiede rotto obbliga un anziano a non uscire più di casa per la paura di reiterare una caduta. Una buca nella strada aumenta il rischio, già altissimo, di incidenti e rallenta un traffico ormai di per sé insostenibile. Mentre i Quartieri, già sollecitano, giustamente, di avere voce in capitolo sulla scaletta delle priorità delle cose da mettere a posto.&lt;br /&gt;Ma il consuntivo di Galletti preoccupa anche sul versante delle entrate. L'assessore insiste, rivendica, una continua cessione di pezzi di territorio bolognese, fatta passare per scelta strategica di valorizzazione di ciò che era inattivo, "manomortesco".&lt;br /&gt;Con molta chiarezza già l'istituto nazionale di urbanistica, poi la lucida analisi di Campos Venuti, poi i «Celestini», avevano messo in rilievo, viceversa, i rischi di questa "strategia". Si continua a svendere pezzo dopo pezzo, mentre si pensa di aggirare l'obbligo di scrivere un Piano Strutturale (il nuovo strumento che la legge sostituisce al Prg) con un «piano strategico» che in realtà non vuole essere che la somma degli scambi fra i singoli interventi edificatori, considerati comunque positivi, e le compensazioni per l'interesse pubblico.&lt;br /&gt;Si toglie così al Governo locale molto del proprio potere di indirizzo in campo urbanistico. L'urbanistica è, invece, «una cosa che si mangia». Una cosa concretissima- voglio dire -. Aiuta a creare famiglie, sostiene uno sviluppo diffuso e più forte, facilita movimenti rapidi con minore inquinamento.&lt;br /&gt;Azzardo una sintesi: il problema non è dire che Guazzaloca e compagnia sbagliano tutto, sempre e comunque.&lt;br /&gt;Il problema è che ai cittadini, alle persone non sono proprio capaci di pensare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 10.09.2003, L'UNITA’ ED. BO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;A PROPOSITO DELLA CONSULTA DELLE COMUNITA' RELIGIOSE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Apriamo un dialogo con le diverse Chiese&lt;br /&gt;Nuove comunità portano nuovi problemi nelle rappresentanze di fede&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le polemiche, anche dure, quando riguardano questioni importanti, possono fare bene. Certamente è una questione importante la necessità per le città, per le istituzioni locali, di dialogare, oltre che con altre realtà della vita sociale, anche con le Chiese, per affrontare problemi rilevanti quali: l'integrazione di chi proviene da altri Paesi e qui lavora e produce, la formazione professionale e civica, l'inserimento scolastico, la sicurezza e il sistema carcerario, il sostegno alle famiglie e il dignitoso commiato ai defunti. Non stupisce quindi che possa suscitare polemiche. Ma bisogna fare passi in avanti.&lt;br /&gt;In quasi tutte le principali città d'Europa, ma anche a Roma, a Frosinone persino, si è affrontato questo problema con strumenti anche diversi ma che hanno più o meno le medesime caratteristiche: sono state istituite 'consulte' per mantenere un filo di dialogo e informazione ininterrotti.&lt;br /&gt;Perché non farlo anche a Bologna? Le amministrazioni, sia di centrodestra che di centrosinistra, sono e saranno di fronte a questo problema. Uno strumento come la consulta non è proposto come il luogo per svolgere il rilevantissimo insieme dei rapporti del Comune con la Chiesa Cattolica. Non lo è a Roma come nelle altre città dove opera. Ciò vale, per altro, anche per altre espressioni di fede. A Bologna vi sono confessioni attive da almeno duemiladuecento anni nel nostro paese, come quella ebraica, da settecento anni come quella Valdese, da un secolo e mezzo come le altre principali denominazioni protestanti. Anch'esse hanno responsabilità e rilevanza specifiche e particolarissime, che non si possono livellare in organismi multilaterali.&lt;br /&gt;Ciò detto, nell'oggi la città è cambiata e sta cambiando. Nuove comunità, che crescono non solo per migrazione ma anche per mutamento interno, portano nuovi problemi, nuove rappresentanze, nel sociale e nelle esperienze di fede, che coinvolgono migliaia e migliaia di famiglie. Già da tempo, come le leggi prescrivono, gli enti locali hanno, con le altre principali Chiese, le storiche e quelle diventate più presenti in questi ultimi anni, svariati e inevitabili rapporti, su tutti i terreni pratici che ho indicato. Si vuole che vengano interrotti? Non scherziamo. Saremo allora tutti d'accordo, auspico, almeno sul fatto che bisognerà trovare, in ogni modo, strumenti via più agili e non solo bilaterali per rendere più aperto e reciprocamente responsabilizzante il dialogo operativo fra la città e queste Chiese nell'occuparsi della vita concreta dei cittadini. E' una necessità oggettiva, e per questo motivo non ho depositato in Comune alcuna proposta definita nei particolari, nessun «prendere o lasciare». Il problema è di fronte a tutti e va risolto assieme. Cari amici critici: non si scappa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari, capogruppo Ds in consiglio comunale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 05.09.2003, IL RESTO DEL CARLINO BO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'INTERVENTO&lt;br /&gt;Quel dialogo civile fra religioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Davide Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avvenire boccia la proposta che ho avanzato di istituire, a Bologna come a Roma, come in altre città d'Italia, come nelle principali città d'Europa una Consulta per favorire i rapporti fra il Comune e le organizzazioni di fede presenti nella città. Me ne dispiace. Rispondo alle critiche. Una non mi pare nemmeno rivolta alla proposta che ho presentato. Infatti concordo con Avvenire. Sarebbe paternalistico, io dico inaccettabile, che una amministrazione pubblica pretendesse di definire il "minimo comun denominatore" culturale fra fedi diverse. La proposta, infatti, parla di tutt'altro. Dalle nascite e l'accoglienza della vita, dal matrimonio e&lt;br /&gt;l'educazione dei figli, fino al saluto a chi ci lascia, è evidente che per moltissimi cittadini il rapporto fra il loro privato ed il pubblico, i diritti ed i doveri da conoscere ed esercitare, ed i servizi da predisporre ed utilizzare, passa attraverso una mediazione ecclesiale, culturale, ma spesso anche sociale, organica. Questa mediazione per migliaia di cittadini bolognesi e per molti nuovi cittadini non è quella cattolica. Non sono fra quelli che rie "gioiscono". La complessità è anche problema, non solo ricchezza. Ma, certamente, bisogna saperla vedere ed occuparsene. È un dovere per qualsiasi amministrazione pubblica,&lt;br /&gt;di qualsiasi orientamento. Per alcune fedi, presenti storicamente, i problemi aperti sono molti ma l'autorevolezza è forte e la continuità del dialogo con le Istituzioni un patrimonio saldo, anche se sempre da difendere e rendere vivo, effettivo. Per altre, anche rilevanti per numero di fedeli, questo patrimonio è ancora un esile filo d'erba. E ciò nuoce a tutta la comunità cittadina.&lt;br /&gt;Aggiungo che il problema è così grande che permarrà intero e irrinviabile, qualunque sia l'esito di una singola proposta, l'accoglienza che essa riceve. Si dovrà discutere degli strumenti più adeguati per occuparsene ma chiederò, continuerò sempre a chiedere che l'amministrazione se ne occupi. Governare senza dialogo, conoscenza del nuovo e del differente è ormai impossibile, non è solo uno sbaglio.&lt;br /&gt;A Rambaldi e Giuliani dico solo che, purtroppo, i loro toni, così duri da apparire perfino un poco autoironici, dimostrano una scarsa dimestichezza con la problematica. Sarò lieto di parlarne con loro. Non ho formalizzato la proposta, con nessun ordine del giorno, proprio perché non può essere cosa dipartiti, di schieramenti. Non solo è di più è altro. È questione che riguarda il rispetto del Comune per le persone che lo abitano, tutte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovedì 14.08.2003, IL DOMANI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il capogruppo Ferrari:&lt;br /&gt;«Potrebbe trovare soluzioni ai problemi di integrazione delle diverse fedi per scuola, carceri, matrimoni, servizi funerari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ds, una «consulta» per le diverse religioni in città&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrea Bonzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una consulta delle religioni per regolare i rapporti tra le comunità religiose presenti a Bologna. Un organo che possa favorire il confronto reciproco e trovare soluzioni a problemi d'integrazione legati alle diverse fedi. A chiedere al Comune di Bologna l'istituzione di questo organismo è Davide Ferrari, capogruppo felsineo dei Ds, che l'ha illustrata ieri a Palazzo D'Accursio. La consulta delle religioni, già sperimentata «con successo» dal Comune di Roma, «potrebbe agire in molti settori - spiega Ferrari -dalla scuola alle carceri, dai riti matrimoniali ai servizi funerari. È una proposta importante che mi auguro che possa avere un seguito. Anche perché ritengo che a Bologna i non cattolici siano almeno il 25% della popolazione».&lt;br /&gt;L'esponente della Quercia pensa a una doppia fase per arrivare alla costituzione della Consulta: «In un primo momento si dovrebbe costituire un tavolo interreligioso, che fissi modi e tempi per coinvolgere il ventaglio più ampio di soggetti. Più tardi, poi, dopo un investimento adeguato dell'amministrazione comunale, si arriverebbe alla creazione della consulta. Dell'iniziativa potrebbero fare parte anche le scuole e l'Università». L'organismo infatti potrebbe dedicare attenzione anche alla materia degli studi religiosi. Dal 1999, quando si è&lt;br /&gt;insediata la giunta Guazzaloca, secondo Ferrari «Bologna ha vissuto una situazione di apnea sul tema dei diritti, con strappi dolorosi sul tema delle donne, per esempio. E aedo che molte polemiche passate, come quella sui libri di testo e quella sull'esposizione del crocifisso in aula, si sarebbero potere evitare, riuscendo a conoscersi e capirsi davvero».&lt;br /&gt;Come fare per individuare i soggetti con cui discutere? «La legge consente di individuare una precisa platea di soggetti - spiega Ferrari -. Ci sono patti, atti bilaterali o anche semplici convenzioni degli enti locali che riconoscono una serie di religioni». Ma non è esclusa la nomina di un esperto del tessuto religioso bolognese che lavori per il Comune e che sappia come e a chi dare voce.&lt;br /&gt;Tra buddisti, induisti, ebrei e avventisti, per citare solo alcune delle comunità più note, Ferrari immagina si possa arrivare a individuare una novantina di soggetti interessati. Il primo terreno su cui intervenire sono i servizi funerari: «Ce ne occupiamo poco e male e questo è disgustoso, perché bisogna assicurare a tutti una celebrazione adeguata e dignitosa delle spoglie dei propri cari, indipendentemente dalla religione professata. Per esempio, la sala Pantheon della Certosa è inadeguata, così com'è. E bisogna provvedere».&lt;br /&gt;Sembra difficile pensare che nel tempo che rimane da oggi alla fine del mandato, l'amministrazione Guazzaloca abbia il tempo (e forse anche la volontà politica) di adottare questo innovativo strumento. Ed ecco allora che la richiesta rimbalza sul tavolo del candidato sindaco del centrosinistra per le elezioni del 2004: «In questa fase - dice Ferrari - Sergio Cofferati sta ascoltando tutte le proposte che arrivano; a settembre sarò lieto di presentargli questa idea».&lt;br /&gt;Apprezzamento per il progetto di una consulta interconfessionale è giunto dal responsabile politiche sull'immigrazione della Cisl di Bologna, Fabrizio Ungarelli: «Avere un interlocutore che accomuni le diverse realtà religiose bolognesi è importante».&lt;br /&gt;La Cisl - ricorda Ungarelli - nel luglio dell'anno scorso ha presentato alla Provincia, insieme al Forum metropolitano e al Provveditorato agli studi di Bologna, un progetto per una «Consulta interetnica» che rappresenti tutte le culture bolognesi. Il progetto era inserito nei capitoli sociali dell'Agenda 21, ma non è riuscito a decollare. «Noi confidiamo nella nuova legge sull'immigrazione che la Regione dovrebbe varare in autunno - conclude Ungarelli - e che dovrebbe stimolare la costituzione delle consulte».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martedì 05.08.2003, L'UNITA’ ED. BO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2 Agosto&lt;br /&gt;Non inseguiremo chi vuole lo scontro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II 2 Agosto è più importante di ogni polemica, di ogni provocazione. Il 2 agosto ricorda un fatto tragico di proporzioni gigantesche. Certamente le guerre, il terrorismo, che abbiamo conosciuto in questi anni, dal 1980 a oggi, ci hanno posto di fronte a tante tragedie, qualcuna anche forse maggiore, ma per il nostro Paese, per la nostra città, bisogna sempre ricordare che l'entità di quel s fatto è stata senza eguali: per il numero dei morti, l'efferatezza, l'oscurità ma nel contempo anche la leggibilità della matrice e del disegno che erano dietro a questo crimine.&lt;br /&gt;Ricordare preliminarmente i caratteri del 2 Agosto oggi ha un preciso senso politico.&lt;br /&gt;Bisogna riportare alla concretezza di quella vicenda storica il valore della nostra attesa e della nostra partecipazione alle prossime manifestazioni di commemorazione. Non c'è polemica che possa essere più rilevante della gravita del fatto in sé. Ricordare, commemorare il 2 Agosto, i morti, e chiedere giustizia, perché il terrorismo non si ripeta e venga isolato, ha un tale valore che credo conduca immediatamente a rendere nebbia qualunque polemica di parte. Noi abbiamo nei giorni scorsi dovuto rispondere a fatti gravi, e a fatti piccoli, ma meschini e insidiosi.&lt;br /&gt;Si è addirittura voluto dar vita ad una piccola guerra dei manifesti. E' stato davvero un grande male. Ma oggi bisogna esprimere delle parole chiare e serene.&lt;br /&gt;Chiare: la volontà inesausta di ricercare la giustizia e di combattere il terrorismo.&lt;br /&gt;Serene: attenzione, nulla deve c'entrare il 2 Agosto con il confronto fra i partiti e con lo scontro politico.&lt;br /&gt;Ripetiamo: nulla, nulla deve c'entrare.&lt;br /&gt;Non c'è modo migliore di affermare il valore del 2 Agosto di una forte unità di intenti che va richiesta, questa sì, alla città e ai suoi massimi rappresentanti contro il terrorismo, a fianco delle famiglie e di chi le rappresenta: l'Associazione dei familiari.&lt;br /&gt;Inseguire uno scontro politico attorno al 2 Agosto non ci vedrà mai d'accordo. Lo sappia chi ha cercato di provocarlo, chi ha voluto, come purtroppo capita ogni anno, ormai da molti anni, non perdere l'occasione di spendere molte parole di troppo.&lt;br /&gt;Noi non lo inseguiremo su questo terreno. Noi vogliamo attendere il 2 Agosto e partecipare il 2 Agosto come rappresentanti delle istituzioni, e come cittadini, sapendo che il nostro popolo, non solo una sua componente, vuole giustizia e vuole affermare solidarietà.&lt;br /&gt;Questa è da sempre la nostra condotta e -lo diciamo con la massima fermezza- ancora lo sarà in questo 2 Agosto 2003.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 26.07.2003, L'UNITA’ ED. BO&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Uno statuto per la libertà della cultura.&lt;br /&gt;Una proposta contro l'arroganza&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari, Capogruppo Ds in Consiglio comunale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna trarre una lezione dai casi Cacucci e Moretti. Bisogna comprendere e far comprendere dalla città il bassissimo livello al quale, anche per pura protervia di parte, Bologna viene oggi governata. Ma non basta. È in gioco un principio importante della vita democratica: l'autonomia delle Istituzioni culturali, la libertà della cultura. Il Comune di Bologna cominciò a riconoscerne il valore con Renato Zangheri, quando l'allora sindaco parlò di "autogoverno degli intellettuali" negli strumenti di intervento del Comune di Bologna nella cultura. Negli anni 90 si è compiuto il grande passo con la fondazione Teatro comunale e le Istituzioni Cineteca e Gara Anche i dirigenti dei Musei civici e degli Istituti bibliotecari comunali hanno una protezione dall'ingerenza del potere politico nella normativa, sia pure più debole. Non è così per le restanti parti della galassia dei soggetti attuatoli delle politiche culturali del Comune, Associazioni e operatori. E le scuole, gli istituti della cultura diffusa, hanno una recente autonomia spesso dimenticata sia dallo Stato che dal Comune, il caso Manzolini ne è stato esempio evidente. Ma anche chi l'autonomia ce l'ha la vede minacciata ed erosa. Il governo della Giunta Guazzaloca ha dimostrato che una cattiva politica può cercare di riprendersi spazi censori e compiere ingerenze davvero gravi. Gli episodi più noti non sono gli unici. Tutto il programma delle attività culturali sotto il diretto controllo del Sindaco si sta piegando verso la proposizione di certi personaggi e la scomparsa di altri, mentre pesano i forzati abbandoni di Pasquali e Riccomini. Un assessore dalle capacità ignote, Marina Deserti, spalleggiata da quella istituzione dell'arroganza del potere che è l'assessore onorevole Raisi, pretende di dire la pro-&lt;br /&gt;pria non sugli indirizzi generali e le risorse- che sarebbe giustissimo- ma sul vivo delle politiche culturali. Non si può, non si deve accettare. Per questo il centrosinistra può e deve avanzare una proposta chiara, che sia una risposta alla Giunta, ma, per domani, una assunzione di responsabilità sul modo con il quale si vuole governare Bologna. Propongo che si rediga e si porti al voto, in Consiglio, uno "Statuto delle autonomie della cultura e dell'educazione'' che metta in codice e chiarisca gli impegni al rispetto delle funzioni sia delle principali Istituzioni, sia di musei e Biblioteche, sia degli Istituti scolastici ed educativi, fino, con caratteri diversi delle associazioni e financo della deontologia professionale dei singoli operatori. Il Comune non si condannerà all'impotenza rispettando questo "statuto2 ma anzi avrà un obbligo a fare meglio ciò che deve fare, indirizzare, finanziare e far finanziare, promuovere lo sviluppo e controllare gli esiti di tutti i luoghi della cultura con i quali lavora. Uno "Statuto" regolamenterà gli interventi che oggi sono stati frammentati fra più Assessori ed il Sindaco in una ricerca di visibilità davvero mediocre. Anche i Quartieri potranno avere maggiore chiarezza sui propri compiti ed ambiti e il difficile rapporto pubblico privato potrà avvenire trovando nel Comune un riferimento unitario e sempre corente, non discriminatorio. La cultura delle regole è la base per il ripristino della libertà. Sì il ripristino. Fra maldestre ma reali censure e insinuanti costrizioni all'autocensura, la nostra libertà di bolognesi non è più quella "di prima". È ora di accorgersene, con la protesta e la proposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 12.07.2003, L'UNITA’ ED. BO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;L'INTERVENTO&lt;br /&gt;II degrado di Atc? Colpa del traffico&lt;br /&gt;Le denunce dei cittadini vanno messe in luce, non devono essere occultate&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Davide Ferrari, Capogruppo Due Torri-Ds&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che succede sugli autobus di Bologna? È proprio vero che non arrivano mai, che è tutta una lamentela, che non funziona nulla!? Per la sinistra il trasporto pubblico è un valore. Il perché è chiaro. Non si tratta certo di un rimasuglio collettivista («Meglio andare in molti su un unico mezzo uguale per tutti», ecc, ecc). Ormai quasi tutti capiscono che senza l'alternativa di un trasporto pubblico vincente la stessa libertà di usare la propria auto è una falsa libertà. E la libertà di finire nell'ingorgo, di respirare miasmi insopportabili e di contribuire a crearne altri. Quindi gli autobus, i filobus, la rete ATC sono un prezioso valore per la città. Detto questo bisogna chiarire. La paura di accodarsi alla canea dei nemici del mezzo pubblico ha spesso impedito alla sinistra, a Bologna, di sottoporre ad una analisi critica le condizioni del servizio, le sue prospettive. Invece i segni di un degrado in corso sono diventati così forti che i cittadini, e con loro i giornali più vivaci come Il Domani, cominciano a segnalarli autonomamente. Abbiamo raccolto, come consiglieri comunali, negli ultimi anni tante segnalazioni di disservizi che abbiamo riportato in numerose interpellanze. Sui ritardi, soprattutto nelle linee di "lunga percorrenza", dalla periferia al centro, sugli accodamenti, talvolta persino sugli errori di percorso, sui rapporti fra il personale e gli utenti. D'altra parte una azienda che aumenta il prezzo del biglietto e partecipa alle spese pazze del Comune per farsi propaganda merita attenzione.&lt;br /&gt;Cosa è venuto fuori. Provo a ricapitolare.&lt;br /&gt;1) L'Azienda è ancora forte, ha un personale tecnico di prim'ordine, ha una cultura del servizio e del rapporto con il cittadino consolidata, ha delle idee sul traffico a Bologna che, se andrebbero espresse con molto, molto più coraggio dai vertici aziendali sono invece, per quanto riguarda il patrimonio professionale dei quadri intermedi e dei lavoratori, un riferimento essenziale per la città. Se queste idee i vertici non le riprendono, se l'attuale amministrazione comunale non le apprezza, le dovrà apprezzare ed utilizzare il prossimo sindaco, facendone un perno per una politica del tutto diversa del traffico.&lt;br /&gt;2) I mali della mancata regolazione del traffico sono tali però da incidere sul servizio concreto che viene offerto. L'azienda in una recente udienza della commissione trasporti del Comune ha ammesso: «Non sappiamo quanto può durare una corsa fra la periferia ed il centro, ci affidiamo alle medie statistiche, ma il traffico caotico impedisce una valutazione certa». Finalmente si comincia a dirlo. Con questo traffico non si può programmare il servizio. Così anche alternativa ATC viene danneggiata e perde credibilità.&lt;br /&gt;3) Si sta costruendo l'Agenzia per ì trasporti, dopo la divisione fra chi programma e chi, l'Azienda appunto, dovrà partecipare ad un nuovo regime di concorrenza per aggiudicarsi la gestione del servizio. Lo spirito della Legge Bersani che è all'origine anche di questo processo era quello di guardare di più agli interessi degli utenti. Per avere in mente davvero questo obiettivo bisogna dotare ATC di una politica industriale, fare alleanze con altre aziende, come si è fatto per Hera, e insieme bisogna puntare sul valore del rapporto con la città, su quel valore aggiunto che è il sapere che ATC ha al suo interno. Se si pensa solo a risparmiare sul personale e ad operazioni di marketing spicciolo non si va molto avanti. In questo quadro, per stare ai temi di questo articolo, serve una politica di forte investimento sul personale. C'è stato un grande ricambio. Gli autisti, e non solo loro, sono forze diverse da quelle di un tempo. Potrebbe essere una ricchezza - se si puntasse sulla formazione. Se così non si fa il servizio scade. Quello che i cittadini denunciano, anche verso comportamenti del personale va ascoltato e non occultato. Va invece opposta la strategia della formazione e della creazione di condizioni di lavoro meno stressanti alla strategia del dileggio dei lavoratori, dello "sparare nel mucchio", n centrodestra invece è bravissimo nell'attaccarsi ai singoli casi, con spirito inquisitorio verso i lavoratori, mentre si difendono sempre e comunque i presunti squillanti risultati aziendali.&lt;br /&gt;4) Attenzione Assessore Pellizzer, lei continua a citare i dati di aumento dei passeggeri, ma è tipico della domanda dei servizi pubblici seguire questo andamento: dapprima, di fronte all'aggravarsi di un problema e di un Bisogno, in questo caso per la crisi del traffico in città, si cerca di più l'offerta pubblica. Poi, proprio la mancata eliminazione dei fattori di crisi che hanno incentivato la domanda e l'accalcarsi degli utenti, la loro crescita numerica e il diversificarsi e l'aumentare dei bisogni, determina la crisi di qualità del servizio. È una curva che possiamo vedere simile in altri settori molto diversi, come i servizi educativi. Ci vuole una svolta. Continuiamo a dirlo. È inutile attendere il metrò. Nella migliore delle ipotesi, lo dice proprio chi lo ha progettato, il metrò che si prepara non toglierà dalla strada nemmeno un mézzo privato fra quanti girano oggi. Non è qui la sede per approfondire sul metrò, ma questo è certo: il traffico attuale, quello che abbiamo adesso, è già insostenibile e il metrò vuole rispondere al futuro aumento delle auto, non sarà in grado di ridurre il loro traffico. Quindi basta con le chiacchiere. Subito, con Sirio, una regolazione del traffico seria, che non premi i furbi e non incentivi l'illegalità, a cominciare dal rispetto delle corsie e degli orari di trasporto merci. Le denunce dei cittadini non sono quindi il combustibile per una guerra fra le vittime del più grave fallimento di Guazzaloca. Non vanno occultate ma messe in luce, promovendo dialogo e consapevolezza. Oggi per parlare alla città asfissiata e rallentata, domani per vincere con una alternativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai quasi tutti capiscono che senza l'alternativa di un trasporto pubblico vincente la stessa libertà di usare l'auto è una falsa libertà&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 27.04.2003, IL DOMANI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;PUNTI DI VISTA&lt;br /&gt;Nidi, fermiamo il «piano di Erode»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Assessore Pannuti, per fare fronte all'emergenza Nidi nel Comune di Bologna, vuole attivare 169 posti in più negli asili, entro settembre 2003. Ricordiamogli che quest'anno k domande senza risposta sono state 500. Tramontate, pare, le speranze nella controriforma Moratti e nel trasferimento forzato dal Nido alle Materne e dalle Materne alle Elementari di vaste «porzioni» di bambini, la maggior parte di questi posti si otterrebbero aumentando il numero dei bambini per sezione, fin dai lattanti. Non basta: il Comune punta a ridurre il monte ore annuo per k attività collegiali del personale educativo. In sintesi: la Giunta mostra stupore per la crescita, in corso e destinata ad aumentare, della propensione dei genitori a mettere i figli all'asilo nido, chiama a gran voce il privato a cavare le castagne dal fuoco ma l'unica cosa che fa concretamente è indebolite il servizio pubblico, stipando i bimbi e Attaccando la formazione continua degli operatori.&lt;br /&gt;Abbiamo, senza troppa ironia, definito queste proposte «il piano di Erode». Guazzaloca ha creduto di poter vivere di rendita, confinando la spesa sociale nei suoi limiti Storici, senza investimenti rilevanti ma soprattutto senza comprendere cosa stava emergendo fin dalla metà degli anni '90, senza indirizzare risorse verso vere innovazioni.&lt;br /&gt;Abbiamo denunciato subito, già dal bilancio presentato dall'assessore Galletti nel 1999, l'assurdità di una politica che tendeva a nascondere l'aumento della pressione fiscale del Comune, mediante l'addizionale Irpef, con piccoli sconti sul tariffe dei Nidi, senza una analisi della domanda di servizio e senza prevedere investimenti per dare risposte. Le mutazioni del lavoro (più precarietà, piena occupazione femminile, aumento carichi di orario nel pubblico impiego), e l'esplodere del fenomeno dell'assottigliarsi del numero dei componenti del nucleo familiare, hanno determinato una forte e crescente necessità di servizi di cura e di mensa, a sostegno della vita di tutte le generazioni componenti le famiglie. Fra questi servizi il Nido era ed è evidentemente una assoluta priorità. I cittadini non comprendono, giustamente, quale investimento sia più importante del garantire il Nido a famiglie che, al di là dei calcoli dell’Isee, hanno comunque un forte bisogno e nessuna possibilità di organizzare risposte alternative convincenti. Guazzaloca, Galletti e Pannuti hanno pensato di poter «giocare» con le tariffe dei nidi coperti dalla fortissima spesa «storica» operata dalle giunte di sinistra. Oggi raccolgono il fallimento della loro insipienza. Un fallimento raccontato dagli stessi dati fomiti dal piano del Comune che fotografa il quadro dell'aumento della domanda di servizio e della risposta data tra il 1998/1999 e il 2002/2003.&lt;br /&gt;Se la popolazione in età è aumentata da 7.573 a 8.266 bambini (+739) i posti nido gestiti dal Comune sono saliti soltanto da 2.118 a 2.315 (+197). Inoltre si è passati da 2.249 domande cinque anni fa a 3.122 per l'anno in corso. Le cifre non sono un'opinione. Invece sono un'opinione sbagliata le sempre più stanche parole fatte dire a un distratto Guazzaloca, ad ogni presentazione annuale del rapporto Prometeia, sul presunto aumento della copertura della domanda e dei posti In realtà il «vero tasso di copertura», quello che deve calcolarsi su quanti chiedono il nido, è sceso a precipizio dal 94,18% di cinque anni fa al 76,46% di oggi. Cosa si deve e si può fare, di buono, oggi, per le famiglie ed i bambini bolognesi ? In primo luogo servono soldi. Le risorse ci sono, il Comune ha una delle più alte pressioni fiscali fra k grandi città. Bisognerà rinunciare ad altre spese e fare dei bambini una priorità. Cosa che oggi non è. Occorre un forte reinvestimento sul Nido, come perno di una politica che realizzi un ventaglio di possibilità integrative. Ci sono delle scelte di qualità e bisogna pretendere.&lt;br /&gt;1. Nuovi nidi «a pieno orario» pubblici per 150 posti. La promessa di realizzarli in tre anni non si può intendere come un rinvio a dopo le elezioni del 2004. Bisogna partire subito. Non ci si può nascondere dietro alla mancanza di spazio mentre ancora oggi si sfrattano scuole per tramutarne gli spazi in uffici.&lt;br /&gt;2) Nuovi centri educativi qualificati, in collaborazione con aziende, a cominciare da' quelle pubbliche, aperti anche all'utenza territoriale e/o impegno di aziende per nuovi v nidi territoriali a riserva di posto per i dipendenti degli Enti coinvolti: Galletti chiacchiera da anni, pericolosamente, di «nidi aziendali», ma siamo rimasti fermi. Con questi servizi e i project financing annunciati si deve puntare a raddoppiare l'aumento dell’offerta pubblica non a sostituirla.&lt;br /&gt;3)Incremento dei servizi alternativi, domiciliari e di Nido convenzionato qualificato, facendo subito, con la Regione, una procedura di accreditamento standard che sia di garanzia per le famiglie. In presenza di un piano serio sarebbe affrontabile l'emergenza, anche nell'immediato, aprendo un confronto con i Quartieri, le famiglie e le organizzazioni sindacali su soluzioni ponte per il prossimo anno.&lt;br /&gt;Attenzione, però: l'infanzia non si ferma al Nido.&lt;br /&gt;Sono 386 i bambini senza posto nelle Scuole Materne, ed il Comune ha impiegabilmente chiesto una sola sezione statale in più, senza peraltro ottenerla. Mancano classi a tempo pieno, alle elementari, per centinaia di richiedenti. L'assessore Pannuti firma k sue lettere con un gentile augurio di eubiosia, buona vita! Con un assessore e un sindaco così ci vorrebbe innanzitutto un augurio di buona fortuna!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A cura del gruppo consiliare Ds&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martedì 22.04.2003, L'UNITA’ ED. BO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l'opinione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infobox-Gocce&lt;br /&gt;Ma un'alternativa ci sarebbe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari, capogruppo Ds in Comune&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A leggere le reiterate dichiarazioni della giunta, l'Infobox, con le grandi "gocce" progettate dall'architetto Cucinella per piazza Re Enzo, deve garantire l'informazione ai cittadini sui progetti in preparazione (tram, metro) e quindi la trasparenza nella loro esecuzione. Vorrei, anche in questi giorni di aspra e motivata polemica, provare a fare alcune riflessioni, prendendo per buone, solo per un attimo, le parole di Sindaco e vicesindaco.&lt;br /&gt;Il Ministero, è noto, ha temporaneamento sospeso il nulla osta della soprintendenza. Mi permetto di rivolgere una domanda alla Giunta.&lt;br /&gt;Perché avete scelto proprio un luogo, nel cuore del centro storico, per uria così ardita operazione informativa ? E davvero la sede più naturale?&lt;br /&gt;Palazzo d'Accursio sarà presto svuotato da molti dipendenti comunali che lavoreranno nella nuova sede unica degli uffici, al mercato ortofrutticolo, Weiermeir, direttore della Galleria d'Arte Moderna, insiste per spostare il Museo Morandi nella nuova sede della Galleria, al Forno del Pane. Che sarà, nei vostri programmi, di Palazzo d'Accursio che doveva diventare sempre più il Palazzo di città, adibito precisamente alle mostre e all'accesso ai documenti, all'interazione fra informazione e partecipazione? Perché non avete pensato di utilizzare il Palazzo Comunale per i compiti di "dimostrazione" della vostra progettualità, in particolare per forme di accessibilità agli schemi progettuali con monitor, disponibilità di una banca dati, tecnologie interattive?&lt;br /&gt;Se il motivo dell'Infobox consiste nel dovere di una piena informazione, sarebbe stato naturale pensare a Palazzo d'Accursio. Ma vi ha fatto velo l'ansia di "farvi vedere", di ricevere visite, rese obbligatorie dall'inevitabile passaggio nel crocicchio della Torinese.&lt;br /&gt;Non mi fermo qui. Devo al dialogo con due amici architetti, Piero Dall'Ocra e Andrea Cavarocchi una riflessione ulteriore. Mi hanno entrambi chiesto, in tempi diversi, perché l'opposizione non orienta la sua iniziativa di interdizione verso il progetto Infobox in modo da proporre alternative. Non al disegno, certo affascinante di Cucinella, ma in termini di scopi, costi, dislocazione dell'opera.&lt;br /&gt;Ci chiedono però, questi architetti, di non metterci dalla parte della pura conservazione del patrimonio architettonico esistente, di non condannare mai il nuovo.&lt;br /&gt;Hanno ragione, certamente. Ma qual è il vero «nuovo centro» cui alludono anche le pur deboli opere progettate da Guazzaloca?&lt;br /&gt;Non è il complesso di piazze e vie dalle Due Torri a S. Petronio, che deve essere rispettato e vissuto, non forzato a compiti che non può assolvere.&lt;br /&gt;E piuttosto la stazione questo «nuovo centro»: il centro della rete infrastrutturale ma anche il nuovo centro degli scambi di relazione, della vita della città più grande. Guazzaloca ha patteggiato l'abbandono del progetto di una nuova stazione europea di bellezza, valori ambientali e vivibilità davvero moderni, per un piatto di lenticchie: qualche aiuto delle ferrovie al Metrò. Eppure il nodo stazione vedrà crescere sempre più la sua centralità.&lt;br /&gt;Dove si potrebbe collocare meglio una struttura espositiva, più sobria, mantenuta eventualmente nella sua ampiezza "a giorno", ma resa meno costosa e più funzionale dall'utilizzo dei grandi spazi già esistenti nell'area della Stazione?&lt;br /&gt;Potrebbe essere una presenza integrabile con la mostra documentale da mettere in Palazzo d'Accursio, e destinata più all'immagine, alla prima presa di contatto visivo con le opere da fare conoscere. In conclusione, se il fine non è la propaganda ci si può far venire in mente molte idee. Se il fine non fosse stato spendere quattro miliardi di vecchie lire per catturare l'attenzione, si sarebbe capito il dovere di una vera trasparenza, magari indicendo un concorso di idee.&lt;br /&gt;Non si spacci per creatività e partecipazione l'affanno nell'acquisto del consenso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 12.04.2003, L'UNITA’ ED. BO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'INTERVENTO&lt;br /&gt;200 giovani per vincere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Davide Ferrari, Presidente gruppo Due Torri, Comune di Bologna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guazzaloca non piace. Non piace ai cittadini che sono stati intervistati per effettuare il sondaggio promosso dai Ds, datato dicembre 2002, e riferito dal Domani: Non credo che in questi ultimi mesi gli entusiasmi dei bolognesi si siano riaccesi, fra consulenze e assenze, fra subal-ternità alla Destra su Pace e Resistenza e esternalizzazioni al buio di intere fette del Comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggendo bene il sondaggio parrebbe che Guazzaloca se la passi meglio nel giudizio dei più giovani (18-24 anni) e degli anziani (più di 65). Ricordo che, sempre, nei sondaggi, sono le fasce degli intervistati più lontane dall'informazione quotidiana a essere più bene-volmente caute nei confronti dell’autorità o del personaggio da giudicare. E comprensibile.&lt;br /&gt;Proviamo però a prendere per buoni questi risultati. Proviamo ad affrontare il problema della proposta elettorale che l'opposizione deve rivolgere a giovanissimi e anziani per vincere nel 2004.&lt;br /&gt;Comincio dai "vecchietti". Per parlare senza retorica e ipocrisia a questi cittadini dobbiamo cambiare noi. Deve cambiare l'asse della proposta. Passare dalla baruffa continua con la Destra a parole semplici su sicurezza, salute, orari delle famiglie. Bisogna tornare a parlare di persone, della vita quotidiana.&lt;br /&gt;Racconto un esempio. Il gruppo Due torri ha fatto e presentato un piccolo film sulle buche nei marciapiedi. Non per amore di pura polemica con quel sindaco che dice di non occuparsi della Pace perché pensa alla buona amministrazione. No. Lo abbiamo fatto perché la situazione è davvero grave. Per gli anziani, come per le madri e i padri con bimbi piccoli e per i portatori di handicap, un marciapiede impraticabile significa avere meno diritti: al tempo, alla mobilità, a vedere e parlare con altre persone. Sono numerosissime le telefonate che stiamo ricevendo, le segnalazioni e l'incoraggiamento ad andare avanti. A chiamare sono per lo più donne anziane, spesso sole, alle soglie della perdita dell'autosufficienza eppure anche nonne o addirittura bisnonne, con bene in mente i problemi dei piccoli. Persone che compendiano il carico e le responsabilità difficili delle famiglie di oggi. Bisogna andare avanti. Se i Partiti ormai non hanno più la caratteristica "di massa" sufficiente per condurre campagne di lunga lena bisogna che coinvolgano sindacati e associazioni. Insomma il politicismo non basta, anzi è un ostacolo. Anche per il 2004. I giovani, invece, diciamo la verità, proprio non riusciamo a capirli. Per vènt'anni, dall'80, li abbiamo visti lasciarci, andare verso il mercato, verso la Destra, spesso e volentieri. Verso ciò che sembrava il nuovo. E quando c'eravamo convinti ad inseguirli un po’, ecco i new global, Genova, poi le grandissime manifestazioni per la Pace. Tornano a "Sinistra ", pare. Tutto a posto, dunque? E allora perché il sondaggio dice che guardano più degli altri verso la nube del sindaco sfuggente? In realtà ciò che comincia ad apparire è una generazione che ha bisogno di valori, ci crede, sbugiarda chi dici Toro che bisogna pensare a far soldi e basta. Punto. Un orientamento politico ed elettorale è ancora tutto da costruire e ci vorrà tempo, esperienze e comportamenti chiari dell'Ulivo e della Sinistra. Ma qui e ora, a Bologna, possiamo fare qualcosa.&lt;br /&gt;La Sinistra Giovanile ha lavorato ad un vasto e interessante documento con molte idee per il programma elettorale. Ho proposto ai giovani Democratici di Sinistra di dare vita, con le altre componenti dell'opposizione e con tanti altri ragazzi, aduna "task force" per il 2004. Penso ad un "gruppone", almeno 200 giovani, ognuno consapevole non solo dei propri ideali ma anche di una proposta che nasce dal vissuto di ogni giorno, dal sito studiare, dal suo lavorare. 200 proposte raccontate in ogni strada, in ogni luogo dei giovani bolognesi da 200 ragazzi, 200 testimoni di un’altra campagna elettorale, diversa e convergente con quella che farà l'Ulivo, possono essere una grande forza. I nostri giovani hanno qualche mese di tempo, se vogliano, se il partito e la coalizione li sosterrà in tutto e per tutto, per riunire le forze, tirare fuori il meglio delle idee, imparare ad esprimerle con semplicità e poi andare "fuori "per una lunga campagna elettorale. La Festa dell'Unità potrebbe essere il luogo per mettersi insieme, per creare il "gruppo". Dopo il voto, questi giovani, sono sicuro, non smetterebbero. Vorrebbero spingere per rinnovare il governo democratico di Bologna, per realizzare davvero cose nuove. Per chi vuole avere spazi, scuole belle almeno come le proprie case, un lavoro che duri. Tutto ciò di cui Bologna ha più bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 06.04.2003, IL DOMANI&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'intervento&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il grande bluff del «Civismo» guazzalochiano&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dirà che ormai certe «grida» non spaventano più nessuno. Si dirà che l'insistenza molesta con la quale il rondò delle dichiarazioni dei consiglieri guazzalochiani contro i Sanvitaliani, gli «Al Cruselleschi», i Sanruffillesi, i Canossiani di via Nosadella, eccetera, eccetera eccetera non fa più notizia, ma la polemica che, praticamente ogni giorno, consiglieri e assessori della lista del sindaco fanno contro i comitati è davvero grave.&lt;br /&gt;In primo luogo perché deve inquietare la violenza reiterata dei modi. Si tratta certamente di una manifestazione di intolleranza verso il dissenso e di scarsissimo rispetto verso la partecipazione dei cittadini alla determinazione del governo comunale.&lt;br /&gt;Ma qual è la causa di tanta acrimonia? La questione sta tutta nella pretesa che, un dì, la lista «civica» di Guazzaloca riteneva di poter avere di rappresentare un «fatto civico», di essere, lei e lei sola, una politica fuori dalla politica. Sono passati quasi quattro anni dal '99. Il carattere civico della lista di Guazzaloca è ormai del tutto tramontato. L'immagine del sindaco, come indipendente dal centrodestra è morta da un pezzo.&lt;br /&gt;La mia è una pura constatazione. Guazzaloca sarà per forza costretto dalle cose, dai fatti, a ripresentare la sua figura, a fine mandato, come quella di un qualunque sindaco del centrodestra. Infatti, proprio come il più classico dei rappresentanti di quella coalizione non ha capito la necessità di regolare il traffico, di opporsi cioè al privatismo dei comportamenti, che è un danno per le possibilità di vivere bene dei privati, cioè dei cittadini.&lt;br /&gt;Proprio come il più classico dei rappresentanti di quella coalizione non ha capito che per la sicurezza si combatte non con gli assessori sceriffi o mettendo la testa sotto la sabbia e prendendosela con chi protesta ma, giorno dopo giorno, governando con i Quartieri, tutte le situazioni di crisi, stimolando e indirizzando il lavoro delle forze dell'ordine.&lt;br /&gt;Sono questi i terreni sui quali, prima del '99, in questo mandato, certamente anche dopo il 2004, si è avuta una fioritura di iniziative civiche con le quali è e sarà necessario fare i conti.&lt;br /&gt;Reagire «buttandola in politica», gridando alla strumentalizzazione non serve a niente.&lt;br /&gt;L'ideologia del civismo e della non politica guazzalochiana è ormai del tutto impresentabile.&lt;br /&gt;Non gli servirà a molto aizzare una polemica così dura, aspra e irricevibile contro quelle centinaia di persone che ogni giorno si battono per una Bologna migliore.&lt;br /&gt;I comitati sono formati da persone di ogni componente sociale di Bologna, e dimostrano, con la loro stessa esistenza, che la questione della partecipazione è del tutto aperta e che La Tua Bologna non solo non l'ha risolta ma anzi, ne ha allargato le dimensioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martedì 11 02 2003, L'UNITA' ED. BO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;Sulla Fondazione Flavia Franzoni ha ragione.&lt;br /&gt;La Giunta usa in modo errato l'esempio di Reggio&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;«Un piano per rilanciare la scuola pubblica»&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un piano per il rilancio del servizio scolastico pubblico. È la proposta di Davide Ferrari, capogruppo della Quercia in Consiglio colturale a Bologna, alternativa alla creazione di una Fondazione che gestisca i nidi e le scuole materne in città, come ipotizzato, tra conferme e mezze smentite, dall'assessore alle Politiche sociali, Franco Pannuti. A due giorni dall'intervento di Flavia Franzoni, moglie del presidente della Commissione europea, Romano Prodi, Ferrari ritorna sulla questione, precisando le idee per una scuola comunale diversa.&lt;br /&gt;Ferrari, come giudica la contrarietà di Franzoni all'affidamento a terzi di un settore cosi delicato come quello scolastico?&lt;br /&gt;«Ho apprezzato molto le sue parole, poiché ha posto la questione negli esatti termini, cioè rifiutando l'opzione ideologica a favore del privato, e partendo dall'analisi dei temi in cui la sussidiarietà può davvero essere utile, facendo crescere esperienze di solidarietà e volontariato. Ma il tentativo della Giunta Guazzaloca, divisa fra liberisti assoluti e chi ha come unica preoccupazione le cifre del bilancio, è ben altro, e mira alla destrutturazione di ciò che non solo è un servizio, ma anche un diritto per i bambini da 0 a 6 anni. La qualità dei servizi è già calata».&lt;br /&gt;Insomma, il vostro "no" all'ipotesi di privatizzazione è netto.&lt;br /&gt;«Ci siamo opposti fermamente due anni fa al progetto di Pannuti di chiudere un terzo delle scuole pubbliche per reinvestire i soldi risparmiati negli istituti privati. Allora raccogliemmo, insieme ai sindacati e alle famiglie, oltre 10 mila firme, costringendo l'amministrazione a fare marcia indietro. Nella Fondazione vediamo lo stesso intento, quello di liberarsi della presenza pubblica come di un peso. L'assessore gioca sull'equivoco, ma il piano di esternalizzazione massiccia della&lt;br /&gt;scuola c'è e va combattuto».&lt;br /&gt;Ma quale alternativa propone l'opposizione di Palazzo d'Accursio?&lt;br /&gt;«Dopo il convegno nazionale sulla scuola organizzato dall'Ulivo lo scorso 11 gennaio, abbiamo più idee per un rilancio dei servizi educativi. Per prima cosa bisogna dare piena autonomia alle direzioni pedagogiche, creando un'Istituzione che sia garante della missione pubblica e della sua qualità. L'autonomia è un diritto, per legge, per tutte le scuole. Deve esserlo anche per le scuole dell' Infanzia del Comune di Bologna. Quando ci si siede attorno a un tavolo con l'amministrazione, sono rappresentate le scuole statali, cattoliche e private. E quelle comunali chi le rappresenta? Nessuno. Invece io credo che sull'autonomia di nidi e materne sia necessario investire. Rafforzando le direzioni pedagogiche e culturali, rendendo protagonisti gli insegnanti. Reggio Emilia può essere un&lt;br /&gt;buon esempio».&lt;br /&gt;Il modello per il quale la Giunta accusa l'opposizione di usare «due pesi e due misure»?&lt;br /&gt;«Anche qui si gioca sull'equivoco. A Reggio si sta realizzando una Istituzione per Nidi e materne e la stessa società "Reggio Children" si occupa di formazione, e di diffondere uno standard qualitativo da applicare ai servizi scolastici. E' una struttura di marketing territoriale, non c'entra niente con una Fondazione di gestione. Anche qui servirebbe un "bollino" di qualità garantito, per le scuole di un Comune che non abdica certamente alle sue responsabilità, ma anzi contribuisce a fissare e controlla le caratteristiche delle offerte educative».&lt;br /&gt;Allora i Ds non escludono a priori ipotesi di collaborazione con soggetti&lt;br /&gt;privati&lt;br /&gt;«Ma solo in appoggio al servizio pubblico, per integrarlo. Non per sostituirlo, che è l'obiettivo del centrodestra. Ci vogliono innanzitutto più nidi e scuole dell'Infanzia adeguate, non con un maggiore numero di bambini per sezione. Ci vogliono centri educativi assistiti in grandi luoghi di lavoro, a cominciare da quelle pubbliche Come gli Ospedali, l'Università, la Regione, lo stesso Comune di Bologna dove si possano affidare con sicurezza i bambini, dei lavoratori, ma non solo. Con un orario più elastico dei nidi a tempo pieno, in modo da tarare le iniziative sulle specifiche esigenze dei genitori. Ci vogliono centri di domicilio: un gruppo di famiglie che si rivolge a un'operatrice che ha cura di bambini a casa propria, o in luoghi protetti preparati da uno o più condomini Ma queste soluzioni hanno senso se non si smantella un servizio pubblico, di educazione e non di assistenza, e che funziona».&lt;br /&gt;Anche per ovviare al drammatico problema delle liste d'attesa&lt;br /&gt;«L'opposizione veglierà affinché la promessa della Giunta di 150 nuovi posti, scritta nell'accordo con Cgil Cisl e Uil, venga davvero rispettata. Con nuovi nidi, subito, non dopo il 2005. E le nostre proposte vogliono garantire che termini questa intollerabile situazione che vede fuori da ogni servizio oltre 500 famiglie con i loro bambini».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro no è netto sulla privatizzazione L'assessore Pannuti gioca sull'equivoco ma il progetto esiste&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martedì 21.01.2003, L'UNITA’ ED. BO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;Statistiche e prezzi veri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Davide Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La polemica fra Eurispese Istat, sulla quantità di inflazione prodottasi dopo l'Euro, ha allontanato l'attenzione dal vero problema. C'è, nell'Italia di oggi, un fenomeno di vero e proprio impoverimento e indebitamento delle famiglie, che ha cause diverse. In questa situazione i prezzi che le famiglie avvertano aumentare maggiormente sono proprio quelli del consumo quotidiano, che è una quota-parte della spesa più grande per i meno abbienti, rispetto a quanto incida mediamente su tutta la popolazione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"In sostanza: la gente vede aumentare, giorno dopo giorno, proprio quei generi che compongono la spesa quotidiana. Non è accettabile che questo problema venga negato, ed anzi si colpevolizzino i consumatori, rei di non riuscire a discernere fra i diversi generi proposti, incapaci di scegliere bene e quindi di orientare da se medesimi il mercato dell'offerta. A volte mi sembra che, sul tema dell'aumento dei prezzi, qualcuno voglia passare dalla frase: "il cliente ha sempre ragione" a quella inversa: "il cliente ha sempre torto". D'altra parte colpevolizzare la struttura del commercio al dettaglio serve a poco. Tutti sappiamo che la distribuzione in Italia ha caratteristiche particolari, si frastaglia in una pluralità di esercizi che non ha eguali in nessun altro paese. Questo fenomeno ha le stesse origini storiche di quello, assai più vasto, che vede l'Italia essere l'unico paese con un numero altissimo di Comuni che, anche se di media entità, hanno tutte le caratteristiche di "città". Allora bisogna prendere iniziativa. Il governo Berlusconi manda segnali contraddittori e ogni giorno un ministro smentisce l'altro. Avanzo alcune proposte su "cose" che possono essere fatte anche a partire da qui, dalla dimensione locale.&lt;br /&gt;Nell'assenza colpevole del Governo gli Enti Locali possono dare un contributo a migliorare la situazione. Abbiamo a Bologna una solidissima pratica di rapporti fra il governo locale, dal Comune, afta Provincia, alla Regione, e le associazioni&lt;br /&gt;dei produttori e dei dettaglianti. Bene, facciamo fare a questa collaborazione un salto di qualità. Bisogna lanciare una campagna per difendere i consumatoti e sostenere i consumi. Dovrebbe essere, come ben si comprende un obiettivo condiviso dalle associazioni del commercio. Bisogna incentivare la presenza del doppio prezzo (euro e lire), su ogni cartellina. Si diffondano liste dei prezzi 2001 dei principali prodotti in lire per poter fare un confronto sugli andamenti dell'inflazione. Si lanci una campagna per sostenere acquisti consapevoli e combattere la paura nei consumatori. Se sarebbe ipocrita voler sostenere i consumi cori la pubblicità, se uniti ad altri provvedimenti direttamente contro il carovita può essere positiva una informazione pubblica che orienti, dia strumenti ai consumatori e insieme ne taciti le preoccupazioni. Abbiamo un precedente: la campagna per far riprendere gli acquisti di carne dopo la crisi detta mucca pazza. L'obiezione che era necessario fare queste cose subito, al momento del passaggio di monéta, è giusta ma non è un'obiezione. Il governo non ha vigilato, non si è fatto nulla, bisogna battersi perché l'errore non prosegua. Attenzione il rischio è che, dopo la lievitazione dei prezzi si verifichi un'onda più lunga di crisi dell'economia, di depressione. A subirne la conseguenza saremo così tutti, a cominciare dai rami bassi del commercio, laddove una variazione al ribasso dei consumi può determinare immediate crisi di impresa con la chiusura di molti esercizi. Non possiamo non andare ai periodi più difficili della nostra vita economica, quando all’inflazione senza controllo, con forti e crescenti differenze fra prezzi alla produzione è prezzi al dettaglio, si sono determinati i fenomeni della cosiddetta stagflazione (stagnazione più inflazione). L'associazionismo degli esercenti è chiamato ad un ruolo importante ed insostituibile di sostegno alla qualità della distribuzione, di coordinamento dell'offerta, di promozione della trasparenza. Non vedo alternative che non siano la rivolta dei consumatori, e la guerra fra poveri.&lt;br /&gt;Ma attenzione potremo evitarlo solo se si metteranno in campo strumenti come questi, solo se il, cittadino sentirà di essere protetto. Ed evitare la demagogia dei "Vigili Urbani ovunque"del Ministro Marzano.&lt;br /&gt;Ricordo ancora infausti episodi dei primi anni '70, con le Polizie municipali lanciate alla inutile rincorsa, giorno per giorno, dei cartellini sui banconi di alimentari. Non sono queste, le politiche di un paese moderno. Ciò non toglie che vadano effettuati controlli selettivi maggiori. Ma, ripeto l'unica strada è quella della collaborazione fra quattro soggetti: enti locali, produttori, distributori, consumatori. Sì, anche le associazioni dei consumatori, che devono , essere considerate un interlocutore costante da parte degli enti locali. Vedo qui un ritardo del Comune di Bologna. In tre anni di mandato ho visto le associazioni dei consumatori poco o nulla consultate e invece considerate una controparte. Infine un particolare di estrema gravita.&lt;br /&gt;Si è molto parlato degli alimentari e dell'ortofrutta. Ma nelle famiglie è avvertito moltissimo il peso anche di generi specifici come quelli dell'istruzione. Ebbene a Bologna è proprio questa la voce che registra una tale impennata che persino la fredda Istat lo ha rilevato con preoccupazione (+5%). Il gruppo Due Torri-Ds, all'inizio dell'anno scolastico ha lanciato, anche su queste colonne precise proposte per contenere il caro libri: sostegno all'automercato di scambio e innalzamento dei sussidi Nessuna risposta. I prezzi sembrano un problema da lasciare ai cittadini. In compenso il Comune di Bologna si è fatto protagonista della politica di aumento generalizzato delle tariffe. Cresce la Tarsu (+ 4.9%), e cresce la refezione scolastica (+4.5 %), mentre Atc alza il bigliétto e il passaggio ad Hera annuncia aumenti per i servizi cimiteriali (+5%). Tutto corre a circa il doppio del tasso annuo "ufficiale" d'inflazione. Attenzione signor sindaco, ed anche attenzione noi tutti, a Bologna si fa più fatica ad arrivare alla fine del mese. Non si possono prendere sotto gamba i problemi dei prezzi contando sulla ricchezza diffusa della nostra città. Anche qui bisogna ascoltare e vivere una città che sta cambiando”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovedì 16.01.2003, IL DOMANI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;Ma Bologna sta pensando a privatizzare la gestione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari, Capogruppo Ds Comune di Bologna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Benozzo,&lt;br /&gt;la tua lettera testimonia la continuità del tuo impegno serio e appassionato per la scuola nella tua città e in Emilia. Devo sinceramente dirti, però, che le tue considerazioni partono da presupposti non fondati che conducono poi a conclusioni politiche che non condivido.&lt;br /&gt;1. La posizione dei DS all'opposizione e dei DS al governo, nelle città dell'Emilia Romagna, sul tema delle scuole per l'infanzia, oggi, mi pare possa essere senza troppi sforzi la medesima: SI ad istituzioni autonome che diano maggior valore alla libertà delle scuole comunali, NO alla trasformazione delle scuole comunali in un settore del mondo delle offerte private di servizi. Il privato sociale e/o l'associazionismo genitoriale sono già coinvolti, da anni, e possono esserlo ancora di più in fondazioni, società o progetti integrati per la diffusione del "marchio di qualità" delle "città per l'infanzia", per la formazione professionale e genitoriale, nonché in progetti di nuove Istituzioni, tramite project financing o altre forme.&lt;br /&gt;Certamente nessuno può porre limiti alla fantasia e all'inventiva dei nostri amministratori che devono far quadrare i conti fra l'esigenza di mantenere le scuole, aumentare qualità e posti, combattere con le norme assurde e taglieggiatrici delle finanziarie di Tremonti.&lt;br /&gt;2. Le intenzioni dell'assessore Pannuti, a Bologna, sono ben diverse. Egli ritiene che ci siano troppe scuole pubbliche per l'infanzia e che questo deprima il mercato.&lt;br /&gt;Ha così cercato di chiuderne un terzo, ma una opposizione molto determinata glielo ha impedito raccogliendo 10.000 firme per la salvezza delle scuole comunali. Poi ha iniziato a studiare le forme di una vera e propria privatizzazione della gestione, sì proprio così: dell'hard core del sistema.&lt;br /&gt;Dobbiamo dire NO senza alcuna ambiguità a questa proposta. Essa farebbe scomparire, di fatto, l'offerta pubblica a Bologna, prefigurerebbe un futuro incerto addirittura nella medesima capacità di avere a Bologna, come c'è oggi, la piena copertura del diritto alla scuola da tre a sei anni.&lt;br /&gt;Non giovano i sofismi. Bisogna essere chiari: i nidi e le scuole costano 100 miliardi, nella nostra città. Al Comune tornano indietro, per rette e refezione, risorse inferiori ad un quinto della spesa. Nessun privato potrebbe "compartecipare" a tenere in piedi un Ente con un tale carico gestionale, senza proporre, quantomeno, la sua progressiva riduzione.&lt;br /&gt;Come vedi c'è abbastanza materia sia per dire NO a Guazzaloca e Pannuti, sia per dire SI, con i cittadini, gli operatori, gli insegnanti, il mondo della cooperazione e delle imprese, le fondazioni bancarie, a un progetto alternativo che si faccia forte della bellezza e credibilità delle nostre scuole, che non le consideri un albero da ridurre a legna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 12.01.2003, L’UNITA EDIZIONE DI BOLOGNA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6979927-108446213143684472?l=unabuonaideadellacitta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6979927/posts/default/108446213143684472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6979927/posts/default/108446213143684472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unabuonaideadellacitta.blogspot.com/2004/05/lanno-2003.html' title='L&apos;ANNO 2003'/><author><name>Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_l7WrPuZWS_g/SuOekAhOcjI/AAAAAAAAAEI/bu0dq96hBhM/S220/ferrari+2004.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6979927.post-108446196762663105</id><published>2004-05-13T08:25:00.000-07:00</published><updated>2004-05-14T13:21:17.126-07:00</updated><title type='text'>L'ANNO 2002</title><content type='html'>L'INTERVENTO&lt;br /&gt;L'astro di “re Giorgio” è in fase calante&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Davide Ferrari, Capogruppo Due Torri-Ds in consiglio Comunale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre in Consiglio comunale la maggioranza approva il Bilancio, ringrazia gli Assessori e brinda alle festività, gli anziani di S. Donato corrono dietro, diciamo così, a Guazzaloca per avere Vigili e risposte. Anche questa è Bologna, oggi. La Giunta ha presentato un Bilancio largamente minato alla base dall’incertezza sulle conseguenze gravi della Finanziaria e circa il gettito che darà la quotazione in borsa di Hera-Seabo. Galletti ha cercato di deviare l'attenzione: dalle spese sociali insufficienti e dalla raffica di aumenti tariffarialle "grandi opere". Ma i bolognesi non possono aspettare il 2014, anno in cui si promette ci sarà il Metrò, (e quale poi?), per avere l'aria un po' più pulita e il traffico un po' meno intasato. E le altre grandi opere che avrebbero dovuto realizzare i privati, in ossequio alle brillanti idee di Guazzaloca, sono tutte state eliminate persino dal testo del Bilancio, dopo che dal '99 ad oggi, di anno in anno venivano rinviate. Dovevano pagare tutto, i privati: il tunnel per auto dal Molino Parisio a Casalecchio, un'altra piscina olimpionica, il cunicolo tecnologico e l'anello intero dell'asse dell'89. Abbiamo esaminato, come opposizione, tutti gli investimenti che la Giunta ha rinviato in questi anni e che ulteriormente rinvia. Solo dal 2002 al 2004 e oltre rappresentano una massa enorme, oltre. 1000 miliardi di promesse "slittate". Non noi ma i giornalisti hanno giustamente, letto i dati, rinominato il "piano degli investimenti" in "piano degli slittamenti". Non si poteva quindi sperare che le "grandi opere" distraessero a lungo. Ed ecco quindi il "ritorno" della sicurezza, della viabilità, dei problemi degli anziani e soprattutto della scuola e dell'Infanzia. A queste voci abbiamo dedicato, noi, tutta l'opposizione unita, l'Ulivo e Rifondazione, 30 proposte. Le abbiamo messe per iscritto e presentate. Non solo al Consiglio ma alla città. In Consiglio la maggioranza ha detto trenta volte no. Persino all'ordine del giorno che recepiva gli impegni contenuti nell'intesa con le OO.SS, che evidentemente vogliono onorare con molta calma. Noi, sempre uniti, abbiamo invece distinto il voto secondo il merito delle questioni, dando anche dei sì, quando motivati. Da oggi le nostre proposte correranno nella città. Come è stato per le dieci che presentammo, via Internet e nei Quartieri dopo il Bilancio dello scorso anno. Allora raccogliemmo oltre 21.000adesìoni. Vedremo ora. La campagna è cominciata bene. Già numerosissime sono le sollecitazioni sulle nostre proposte sull'edilizia scolastica. È la vera priorità, servono duecento miliardi, Galletti ne ha messi 20 in tre anni e già li fa slittare. Ma una considerazione sulla chiusura della Giunta e della maggioranza, che hanno detto solo dei "no", va fatta. Non è un segno di forza. L'astro di quello che si faceva chiamare "Re Giorgio" è in calo. Lo sanno e si rinserrano a Palazzo. Vogliono una lunghissima campagna elettorale: 500 giorni, fatti di opuscoli inviati a casa, di mausolei per far vedere quello che non c'è, di rissoso nervosismo in consiglio, e di visite ardimentose del Sindaco ai centri anziani. Noi non condividiamo questa politica. Non ci sottrarremo mai nei momenti di scontro, ma vorremmo anche che gli interessi di Bologna trovassero lo spazio per emergere, che la politica non scadesse a insulto, che l'amministrazione non si rinchiudesse nella propaganda. Pare che non sia possibile fare ciò con le ormai invecchiatissime "Liste civiche" del Sindaco, (ricordate? Sembravano la grande novità e sono già così antiche, così lontane dai cittadini). Lo faremo allora, con più gusto, con i cittadini, l'associazionismo, e chi come imprese e lavoratori ha dimostrato di avere idee. Bologna non merita che la politica la accompagni al declino. Vuole e avrà qualcosa di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 22.12.2002, IL DOMANI&lt;br /&gt;:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA PROPOSTA&lt;br /&gt;Opposizione unita assieme alla città&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Davide Ferrari, Capogruppo Ds in Consiglio Comunale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giorgio Celli ha proposto, sulle colonne de "Il Domani", una assemblea dei Consiglieri eletti in Comune e nei Quartieri di Bologna nelle liste dell'Ulivo e di Rifondazione. Condivido la proposta. Lo scopo è chiaro: unire l'opposizione, mentre si avvicina poco a poco la stagione del nuovo confronto elettorale. Anche il metodo mi sembra buono. Non bastano infatti incontri al "vertice''. È opportuno sollecitare il contributo di tutti gli eletti dell'opposizione. Nella città, le assemblee del "Progetto 2004" sono iniziate. Si è partiti, è un grande bene, e si vuole coinvolgere ancora di più e meglio comitati, movimenti, e forze sociali. Il lavoro in Consiglio comunale non è all'anno zero. Sia su traffico e ambiente che sull'Urbanistica, le due materie più difficili, abbiamo fatto passi in avanti e prodotto atti e documenti unitari. Bisogna andare più avanti, è vero. Su questi e su altri terreni. Nelle politiche per lo sviluppo: superando l'ideologia che sostiene che il pubblico deve fare sempre di meno, e magari a favore di ciò che già c'è,&lt;br /&gt;senza tentare il nuovo, senza costruire le condizioni di un nuovo sviluppo, di qualità, su produzioni attuali, con una maggiore valorizzazione del lavoro e dello studio dei giovani. Il conservatorismo ha inciso molto, anche nella geometria locale dei rapporti fra poteri pubblici ed economia. Sostenere un nuovo sviluppo vuoi dire occuparsi delle persone, dall'infanzia alla casa, per liberare tempo, per fondare famiglie, per accogliere forze lavoro valide e innovative, non solo ai rami bassi della produzione. Non a caso infanzia e casa sono i due temi più critici che sono evidenziati dalle proposte delle organizzazioni sindacali. Bisogna cambiare. A Bologna, contro la destra, si vincerà sul cambiamento, contro chi si è impantanato nel provincialismo. Vogliamo una città vivibile, abitabile, partecipabile, non una città di viaggiatori e ospiti, di "passanti" senza diritti All'Ulivo spetta fare il primo passo. Per la forza e la varietà dei contributi che può esprimere. Un Ulivo che, in Consiglio, si unisce e parla una voce sola, come sempre più frequentemente   vogliamo fare, proprio quando riesce a confrontarsi e a lavorare con tutta l'opposizione. Ma anche Rifondazione deve mettersi in movimento. Un impegno comune, un confronto ravvicinato con Rifondazione è del tutto possibile. Possiamo evitare così il rischio di trovarci ancora divisi nel 2004 oppure di sancire alleanze poco convincenti, poco cementate nella condivisione dei programmi. Credo aiuterebbe molto coinvolgere le forze politiche non rappresentate in Consiglio. Certamente aiuterebbe lanciare, tutti assieme, una vasta campagna di verifica del nostro lavoro e di ascolto di proposte con tanti incontri con i lavoratori, i sindacati, le associazioni di impresa e di commercio, i movimenti per la democrazia e di diritti, le organizzazioni delle donne, il mondo della scuola, dell'Università, della cultura. Saremo più uniti in Consiglio, oggi, nel confronto elettorale, domani, se avremo con noi la forza delle idee della società. Bisogna non farsi travolgere dal lavoro quotidiano di interdizione della Giunta Guazzaloca. Certo, bisogna sapere che tali e tante sono le "malefatte" di questo “governo dei pochi”, il Bilancio appena presentato lo dimostra, fra sogni di gloria e spese pazze, fra tariffe aumentate e liste di attesa nei nidi ecc ecc. Tutto mentre l'aria è sempre più irrespirabile e la libertà di muoversi senza ingorghi interminabili una vana speranza. Ma, appunto, contro il prevalere delle cerchie ristrette, dei "pochi", cosi tipico dell'era Guazzaloca, l'opposizione cresce di autorevolezza quando ha con sé i "molti", i cittadini, le loro idee. Per questo è utile cominciare con una assemblea unitaria, senza escludere nessuno, e verificare passo a passo, progetto per progetto i punti che accomunano. Il Consiglio comunale non è più, per effetti di legge e per insipienza della attuale maggioranza, una palestra politica e decisionale di grande efficacia. Può essere però, dai banchi dell'opposizione, il solerte avvocato della città: La città che vuole, oggi, combattere il declino che Guazzaloca accompagna e accelera e, per il prossimo futuro, fare udire la voce della sua grande intelligenza, delle sue idee. Risalterà allora ancor più l'assenza del Sindaco. Non è infatti, la sua, la ritrosia di chi sfugge il teatrino della politica o l'apparenza, ma la latitanza di chi nonna, sempre più spesso, niente da dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 24.11.2002, IL DOMANI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Unire la 'Sinistra delle persone' per vincere a Bologna. Grande Ulivo, larga alleanza partiti e movimenti. Apriamo il cantiere delle idee"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervista a Davide Ferrari,&lt;br /&gt;pubblicata da "il domani", sabato 27 luglio 2002.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si conclude l'anno politico, qual'è il suo giudizio di sintesi?&lt;br /&gt;Bisogna mettere in primo piano due fatti:&lt;br /&gt;II primo ha una grande valenza nazionale ma è stato vissuto a Bologna con una&lt;br /&gt;forza peculiare, che non è stata ancora valutata.&lt;br /&gt;Parlo dei grandi movimenti per i diritti.&lt;br /&gt;Questi movimenti si sono intrecciati, inevitabilmente, con un risveglio forte della critica anche a come Bologna è governata.&lt;br /&gt;Una critica esigente e motivata che ha richiesto una svolta anche all'opposizione.&lt;br /&gt;Il secondo fatto?&lt;br /&gt;Riguarda il campo del centrodestra, il Sindaco, la sua posizione politica.&lt;br /&gt;Mi pare chiaro che, salendo la temperatura del confronto e approfondendosi la crisi del proprio consenso, Guazzaloca sia stato indotto- da un lato- a rendere evidente la propria appartenenza allo schieramento che lo ha eletto (pensiamo all'intervento che ha svolto al Congresso di An ma anche con alla ritirata sui finanziamenti al TPO).&lt;br /&gt;Quindi in sintesi?&lt;br /&gt;Siamo in una situazione nuova, di più acuti contrasti e di urgenza nuova della&lt;br /&gt;politica.&lt;br /&gt;Più lotte, quindi?&lt;br /&gt;Proprio l'acuirsi dei problemi richiede risposte alte e consapevoli. Non si&lt;br /&gt;conducono battaglie senza un progetto, non si fonda un progetto se non con lo&lt;br /&gt;stimolo di un conflitto a cui partecipare fino in fondo.&lt;br /&gt;Quale progetto, allora?&lt;br /&gt;Tutti capiscono che dobbiamo allargare le alleanze politiche e sociali del&lt;br /&gt;centrosinistra.&lt;br /&gt;In primo luogo bisogna pensare a mantenere saldo il rapporto con quella grande maggioranza di lavoratori di età diverse, molti i giovani, e di cittadini che hanno manifestato in ogni occasione in questo anno di fuoco la propria volontà di avere e di esercitare diritti.&lt;br /&gt;Sono convinto che molte delle componenti sociali più dinamiche delle nuove&lt;br /&gt;generazioni di Bologna, quelle che ritroveremo parte dirigente, nel lavoro e nelle&lt;br /&gt;professioni, domani, sono oggi tra i protagonisti di quelle manifestazioni.&lt;br /&gt;C'è-anche in questi giovani- una forza unitaria che può rimettere in carreggiata le cose, sospingere l'opposizione a ritrovare un'unità vera e forte, di prospettiva e di azioni.&lt;br /&gt;Non si tratta, soprattutto a Bologna, di fare propaganda. Bisogna, all'opposizione, porre il tema di un'alternativa.&lt;br /&gt;Il centrodestra non ha cura della qualità dello sviluppo e della valorizzazione delle persone.&lt;br /&gt;Ma senza innovazione si deprimono proprio quei distretti economici e sociali,&lt;br /&gt;come quelli emiliani e bolognesi, fatti di imprese medie e di un artigianato diffuso, che vincono sulla competitività.&lt;br /&gt;Certamente non basta loro risparmiare sulla forza lavoro per competere.&lt;br /&gt;Sta a noi dimostrare che è possibile una politica diversa, la proposta di uno&lt;br /&gt;sviluppo e di un lavoro adeguato e alla qualità e al sapere che già appartengono alle persone che vivono nella nostra realtà.&lt;br /&gt;A loro, se lavoratori, non basta un lavoro 'purché sia', e, se imprenditori, non basta pensare di determinare le dimensioni della propria impresa con le proprie sole capacità e terminarla con la propria età di vita lavorativa.&lt;br /&gt;La sfida è già qualitativamente più alta.&lt;br /&gt;La Giunta e la Maggioranza che governano Bologna dichiaravano di volere una&lt;br /&gt;nuova alleanza per lo sviluppo basata sulla rappresentanza diretta delle forze&lt;br /&gt;produttive.&lt;br /&gt;Ma questa alleanza dei cosiddetti poteri forti, in realtà a Bologna, non ha chiuso il suo cerchio.&lt;br /&gt;Tutta la città, anche i suoi punti di eccellenza, richiedeva e richiede scelte&lt;br /&gt;lungimiranti per lo sviluppo.&lt;br /&gt;E allora c'è ancora spazio per una politica più grande e perciò stesso più rispettosa della città e dei cittadini.&lt;br /&gt;Ma non ha pesato anche la volontà di Guazzaloca di ricercare il pragmatismo "di&lt;br /&gt;servire la città senza dirigerla" come ha dichiarato all'inizio del mandato?&lt;br /&gt;No. Il problema è che ha mostrato i suoi limiti l'asse sul quale Guazzaloca si è&lt;br /&gt;finora retto. "Saremo continuisti -affermava- sui servizi e invece saremo innovativi sulle infrastrutture".&lt;br /&gt;Ebbene, sulle infrastrutture: oggi nessuno, oltre la Giunta, giura più sulle capacità salvifiche del piccolo metrò progettato.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda i servizi, sono proprio i cambiamenti della città portano ad&lt;br /&gt;aumentare le richieste di protezione, di coesione.&lt;br /&gt;Ma i servizi costano e la Finanziaria di Berlusconi e Tremonti impone&lt;br /&gt;esternalizzazioni obbligate e più ancora il degrado dei servizi, che sono poi anche imprese, lavoro, professionalità, ricchezza, creano valore e Guazzaloca non ha fatto nulla contro questa politica.&lt;br /&gt;Quale l'alternativa?&lt;br /&gt;Bologna o punta sul futuro, sui giovani, sulle produzioni avanzate, sulla cultura, o decade inesorabilmente.&lt;br /&gt;Bologna ha bisogno di una nuova stagione di libertà, nella vita familiare e&lt;br /&gt;quotidiana, nel lavoro, garantite proprio dalla rete di sicurezza di servizi, rinnovati ed allargati.&lt;br /&gt;Il governo pubblico di una grande città ha oggi più responsabilità.&lt;br /&gt;Per continuare a mantenere lo standard dei servizi non basterà decidere che cosa esternalizzare e che cosa conservare.&lt;br /&gt;No. Bisognerà chiamare la città a investire socialmente di più sui servizi tenendo, in ogni grande comparto, una quota di gestione pubblica di alta qualità, come misura e verifica dell' efficacia dell'intero sistema, e chiamando i privati a una forte collaborazione integrativa, dichiaratamente integrativa, non sostitutiva e concorrenziale con il pubblico.&lt;br /&gt;Ci sono, nei servizi, mercati nuovi da creare, non spoglie da spartire.&lt;br /&gt;Anche per fondare mercati sociali nuovi, per creare nuovi servizi, i "non forti", che in realtà sono a Bologna ceti vasti, ricchi di capacità e formazione, possono saldare alleanze diverse da quelle che sono date per scontate dal 28 di giugno del 1999.&lt;br /&gt;Si è riacceso anche il dibattito a Bologna nell'Ulivo e sull'Ulivo, cosa ne pensa?&lt;br /&gt;Si è risvegliata Bologna, non possiamo ricominciare le dispute interne al sistema dato delle forze politiche.&lt;br /&gt;Se si vuole partire dall'elaborazione di un progetto non ha davvero nessuna&lt;br /&gt;importanza riaprire la questione di chi conduce il gioco, fra DS e Margherita.&lt;br /&gt;E' chiaro che nessuno basta a se stesso.&lt;br /&gt;Non si può contrapporre la rinascita dell'Ulivo all'allargamento dell'alleanza a&lt;br /&gt;Rifondazione e altre forze.&lt;br /&gt;Allora, se riunire il nucleo del vecchio Ulivo non porta da nessuna parte è però&lt;br /&gt;necessario arrivare per gradi ad una alleanza che abbia una vera contaminazione delle culture al suo interno e luoghi condivisi di azione, non solo i partiti attuali.&lt;br /&gt;In sostanza la" federazione dei riformisti" da un lato e un centrosinistra a due&lt;br /&gt;gambe, i moderati e gli antagonisti, dall'altro, mi sembrano entrambi progetti senza ossigeno.&lt;br /&gt;Ci vuole una nuova alleanza, non più accordicchi e desistenze.&lt;br /&gt;Su un programma più coraggioso di quello della stagione dell'Ulivo ma con il&lt;br /&gt;metodo costituente che gli fu proprio.&lt;br /&gt;Qualcuno lo chiama il grande Ulivo, Cofferati, anche lei?&lt;br /&gt;Non ci arriveremo in un giorno.&lt;br /&gt;Oggi sono ancora larghe le distanze, non solo con i movimenti e Rifondazione,&lt;br /&gt;soprattutto con la "sinistra delle persone", con le parti più attive e giovani della&lt;br /&gt;nostra società, ma bisogna arrivarci.&lt;br /&gt;Aprire il più possibile il cantiere per vincere a Bologna, non rinchiudendosi in&lt;br /&gt;tavoli e gruppi dei soli partiti, può essere una tappa di grande significato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due Torri per Bologna&lt;br /&gt;COMUNE DI BOLOGNA&lt;br /&gt;Gruppi Consiliari&lt;br /&gt;Due Torri per l'Ulivo, Margherita per l'Ulivo,&lt;br /&gt;Rifondazione Comunista, Verdi, Indipendente di Sinistra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una città migliore di chi la governa&lt;br /&gt;UN BILANCIO DI METÀ MANDATO SULLA GIUNTA GUAZZALOCA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONTRIBUTO PER IL CONSIGLIO COMUNALE DEL 25 FEBBRAIO 2002&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro dossier è un primo contributo, offerto al Consiglio comunale ma anche e soprattutto alle forze politiche e sociali, alle associazioni e comitati, ai cittadini della società civile.&lt;br /&gt;Con loro vogliamo giungere non solo a redigere un testo pii definito ma anche ad avere una più ampia opinione su Bologna e i suoi bisogni per realizzare una tappa della costruzione del programma per il 2004.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sintesi interpretativa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Sindaco Guazzaloca ha scelto di non presentare un rapporto di verifica sull'operato della sua Giunta alla metà del mandato.&lt;br /&gt;L'opposizione ha scelto di suscitare, per propria iniziativa, un dibattito in Consiglio e nella città. Ancora una volta si chiariscono i tratti di una opposizione al servizio della nostra comunità, che vuole difendere la realtà e l'immagine di Bologna.&lt;br /&gt;E' necessario infatti distinguere nettamente il valore e la ricchezza della vita della società bolognese dalla capacità di questa maggioranza di amministrare il Comune.&lt;br /&gt;La distinzione fra valore della società e ruolo della politica era il fulcro del programma elettorale di Giorgio Guazzaloca, teso a contestare la funzione del pluridecennale governo delle sinistre e del centrosinistra nel determinare i risultati raggiunti da Bologna.&lt;br /&gt;Oggi questa distinzione viene significativamente dimenticata.&lt;br /&gt;Al contrario la rivendicazione del carattere "civico" dell'amministrazione intende consegnare alla politica ogni dato di forza del sociale, senza più il limite della esplicita parzialità dei partiti.&lt;br /&gt;E' questo il centro di una insistente iniziativa quotidiana di propaganda ed è questo l'uso fatto dal Sindaco di pubblicazioni come il recente dossier di Prometeia.&lt;br /&gt;Noi partiamo, invece, da qui.&lt;br /&gt;Dalla necessaria distinzione fra società e ruolo della politica, fra lo stato della città e il ruolo del governo Guazzaloca.&lt;br /&gt;Per valorizzare le potenzialità di Bologna e verifìcare l'impatto dell'amministrazione per limitarle o rafforzarle.&lt;br /&gt;Bologna rimane città di grande vitalità ma serve proporre obiettivi, una idea di città, che faccia da riferimento al suo sviluppo.&lt;br /&gt;Una idea che orienti un urbanistica di qualità che torni a occuparsi della bellezza e dell'armonia della città.&lt;br /&gt;Un idea di città che privilegi la realizzazione di un'ambiente dove vivere meglio, sostenibile.&lt;br /&gt;Obiettivi di forte qualificazione: il contrario del ritorno al passato, di una bolognesità superficiale che nasconde la mancanza di una interpretazione concreta delle potenzialità e dei problemi della città.&lt;br /&gt;Il sostegno al benessere è tornato invece ad essere concepito soltanto come il portato degli investimenti infrastrutturali.&lt;br /&gt;La loro importanza è certamente rilevante, ma dal Sindaco e dalla giunta vengono concepiti prevalentemente come Opere pubbliche di forte impatto, portataci di un valore in se che si esplica interamente nelle energie finanziare e edificatrici che mobilitano nella loro realizzazione, e non viene misurato, come oltre scriviamo, con il metro dei costi e dei benefici.&lt;br /&gt;Una idea di città è necessaria anche per fare crescere davvero Bologna, in meglio, per quanto riguarda le capacità del sistema produttivo.&lt;br /&gt;La città è ancora forte, ma la cronaca ci ha consegnato crisi preoccupanti e chiusure (Casaralta e BredaMenarini Bus) sulle quali è stato assente l'impegno del Comune.&lt;br /&gt;Sia nel salvaguardare il patrimonio tecnologico e professionale delle produzioni storiche sia nel reindirizzare a nuovi impianti moderni le aree, nella volontà di evitare con le chiusure speculazioni sui terreni.&lt;br /&gt;L'Emilia-Romagna è la terza Regione in Italia per valore delle esportazioni.&lt;br /&gt;Bologna nel 2000 è stata la Provincia più dinamica.&lt;br /&gt;Ma le imprese bolognesi importano ed esportano principalmente verso l'Unione Europea e gli Usa.&lt;br /&gt;Quindi, per conseguenza del rallentamento dell'economia mondiale, già dalla fine del 2000 si sono registrati segnali di rallentamento.&lt;br /&gt;Dopo l'11 Settembre si è avuto un rallentamento più marcato.&lt;br /&gt;La forza del mercato interno e le capacità imprenditoriali della nostra città e Provincia sono rilevanti.&lt;br /&gt;Ma la nostra economia non può rinchiudersi.&lt;br /&gt;Per superare le ciclicità ha bisogno di investimenti nella rete di qualità, nell'organizzazione di sistema del territorio a sostegno delle imprese.&lt;br /&gt;Bisognerebbe fare molto di più per fare scegliere Bologna, non subire la delocalizzazione.&lt;br /&gt;Servono strumenti di analisi e di intervento migliori.&lt;br /&gt;Serve un ruolo degli Enti pubblici.&lt;br /&gt;Invece il Comune ha fatto rilevanti passi indietro su questo terreno. Guazzaloca e la sua Giunta hanno abbandonato l'ottica dell'area vasta, del sistema territoriale e disertato il patto per il lavoro e lo sviluppo.&lt;br /&gt;Dall'ottica del sostegno alla qualità dello sviluppo si è passati ad un generico richiamo alla centralità ed all'autonomia delle capacità delle imprese, cui non fa seguito alcuna politica capace di attrarre risorse ed idee.&lt;br /&gt;Se altri enti Enti pubblici si pongono con più forza l'obiettivo di strumenti di programmazione (la Provincia con il PTCP) e di intervento per il marketing territoriale (la CCIA con l'Agenzia per la promozione del territorio e l'attrazione di iniziative imprenditoriali nell'area metropolitana) è assente il pensiero e l'indirizzo del Comune di Bologna.&lt;br /&gt;D'altra parte Bologna è apparsa incerta e trainata anche nei principali processi di innovazione da altri soggetti, come la Provincia, i comuni metropolitani e le aziende contermini, per quanto riguarda l'accordo Seabo-perimetro romagnolo.&lt;br /&gt;In sostanza: è mancata in Guazzaloca e nella sua Giunta una visione delle forze realmente produttive dell'Economia.&lt;br /&gt;Bologna rimane città di cultura.&lt;br /&gt;Ma la grande occasione di Bologna 2000, l'eredità maggiore delle giunte precedenti, non è stata colta.&lt;br /&gt;E' stata evidente la sottovalutazione delle potenzialità dei grandi progetti, come Sala Borsa, ridotta ad un terzo nelle dimensioni dei servizi multimediali e ceduta nella parte di maggiore socializzazione ad un intervento di privati prevalentemente commerciale, e l'incertezza e l'inconcludenza nel portare a termine l'eredità stabile di Bologna 2000, le realizzazioni riguardanti altri principali contenitori culturali.&lt;br /&gt;E così per il complesso di Santa Costina e per il Palazzo Sanguinetti, per i quali si rischia di retrocedere dall'incertezza delle destinazioni definitive, già gravissima, fino all'incertezza sul completamento dei lavori di ristrutturazione.&lt;br /&gt;Più generalmente si è assistito ad una riduzione della cultura a propaganda, ad un recupero dell'immagine di Bologna come città del passato e della provincia, rinunciando a mantenere ruolo e qualità di capitale europea II passaggio della cultura da centralità a minorità nella gerarchia delle priorità del Comune è passata anche dalla frammentazione degli interventi in più centri di governo, ad iniziare dal Gabinetto del Sindaco, con lo svuotamento della politica culturale dell'assessorato preposto, con la sistematica riduzione degli interventi di direzione e finanziamento della ricerca museale, artistica e culturale. In questo quadro appare ferma la realizzazione di una politica di intesa globale con l'Ateneo e incerto il quadro di sostegno alla nuova importantissima realtà del turismo qualificato, eredità del ruolo assunto da Bologna nella seconda metà degli anni '90 e soprattutto con Bologna 2000. Proprio le qualità del lavoro e della cultura di Bologna fanno risaltare le insufficienze, gli errori dell'amministrazione Guazzaloca ed i danni che produce alla città.&lt;br /&gt;Due i punti di intersezione dei deficit progettuali e di iniziativa del Comune nella politica per la qualità dello sviluppo e nella politica per le culture della città:&lt;br /&gt;-	l'immigrazione, considerata come un problema di avara accoglienza "possibile", non come risorsa da integrare.&lt;br /&gt;-	l'arresto sostanziale delle politiche per Bologna digitale, dallo sviluppo della rete civica, al progetto per ora abbandonato di Distretto multimediale.&lt;br /&gt;E punto massimo di evidenza di tale deficit è l'arresto dell'innovazione istituzionale.&lt;br /&gt;Il mandato è iniziato all'insegna dell'irrisione e dell'abbandono della realizzazione della Città Metropolitana, considerata dal Sindaco e dalle "liste civiche", il simbolo dell'inconcludenza e del politicismo delle amministrazioni del Centrosinistra.&lt;br /&gt;Ma la Città Metropolitana è una realtà, è nei fatti, in come lavorano, vivono, abitano i cittadini.&lt;br /&gt;Negare rappresentanza istituzionale a questa realtà è un errore grave che svuota i diritti reali di tutti i cittadini della "grande Bologna" di determinare i servizi, i ritmi, i tempi, lo sviluppo della loro città.&lt;br /&gt;E immiserisce chi è cittadino del Comune in una dimensione provinciale.&lt;br /&gt;L'attacco ai Quartieri ha assunto recentemente caratteri più espliciti, ma è stato perseguito dal '99, per come la Giunta poteva, con i disegni striscianti di sostituirne le funzioni di governo decentrato dei servizi e di orchestrazione della partecipazione a tutte le grandi scelte.&lt;br /&gt;Il modello di controriforma dei Quartieri e della struttura dell'amministrazione di Guazzaloca, quali che siano i tempi e le possibilità di portarlo a compimento, appare basato su pochi dirigenti fidati, esterni al percorso qualificante di formazione nell'agire amministrativo del comune di Bologna, e su rapporti diretti fra pubblico e interessi dei privati.&lt;br /&gt;Questi rapporti vengono intesi come sostitutivi della dialettica istituzionale città-cittadini, la parzialità degli interessi viene considerata sempre positiva e più propositiva dell'interesse generale, che si considera ideologico e che si rinuncia a leggere ed interpretare.&lt;br /&gt;Questo orientamento non solo cozza contro una tradizione consolidata ma contrasta la necessità, crescente, di delegare poteri e federare volontà: il segno della modernità di ogni istituzione.&lt;br /&gt;Questo orientamento di fondo ha già prodotto un indebolimento della qualità amministrativa della macchina Comunale, oberata da un crescendo impressionante di contratti di consulenza esterna.&lt;br /&gt;Un indebolimento progressivo che ha già causato danni evidenti nell'affievolire o nel tradire la funzione "tecnica", oggettiva, del ruolo del Comune, arbitro super partes, investendo la direzione politica di scelte non di indirizzo ma di selezione degli interlocutori sociali, talvolta con caratteri fortemente discriminatori.&lt;br /&gt;Così è stato nei "casi" della Casa delle donne, della politica di penalizzazione delle Associazioni, di aggiramento delle regole in campo sportivo, del progetto per il recupero della Montagnola, del grave atto di permuta fra aree e Teatro Manzoni, nel campo delle politiche teatrali.&lt;br /&gt;Un altro fattore che è divenuto via via tipico del modo di governare del mandato Guazzaloca è l'utilizzo costante ma privo di un leggibile ordine di priorità di altre risorse pubbliche: gli investimenti delle Fondazioni bancarie.&lt;br /&gt;Espressione dell'economia e della capacità di risparmio dei cittadini, soggetto ineludibile di sviluppo per la città, le Fondazioni appaiono chiamate a contribuire del continuo a progetti piegati alla volontà politica, non dettati dai reali bisogni sociali, dispersi in più campi, in ultima analisi protagoniste di "spalla".&lt;br /&gt;Le Fondazioni appaiono ora relegate ad un ruolo di sostegno, senza verificabilità dell'utilità sociale primaria degli interventi.&lt;br /&gt;La negazione dell'autonomia della società civile, la non volontà di leggerne mutamenti e di accompagnarne la crescita è il fenomeno più grave che definisce il Governo Guazzaloca.&lt;br /&gt;L'attualità ci ha consegnato un nuovo fermento politico e civile nella città.&lt;br /&gt;Nasce su grandi tematiche di democrazia e giustizia.&lt;br /&gt;Vede però la partecipazione di tanti alla vita presente ed al futuro della città.&lt;br /&gt;Segnala i rischi di arretramento che la città subisce e chiede un forte contrasto, una svolta.&lt;br /&gt;Sono giudizi chiari e fondati. La segnalazione, oltre che dei caratteri negativi di orientamento generale dell' azione amministrativa, anche della grande ed evidente difficoltà della Giunta proprio sulle priorità che Giorgio Guazzaloca aveva indicato all'inizio del proprio mandato, Non si può nascondere il fallimento sulle materie di governo quotidiano: il traffico, sempre più disordinato, e una mobilità difficile con la salute dei cittadini costantemente esposta ad eccessi di sostanze inquinanti, la sicurezza, un capitolo su cui nulla di significativo è stato fatto, come dimostrano i dati di un ulteriore peggioramento della situazione bolognese.&lt;br /&gt;Suscita interrogativi anche ciò che si pensava di maggiore impatto comunicativo e propagandistico: l'insieme del le "grandi infrastrutture", delle quali si coglie l'alcatorietà, la confusione, il costo.&lt;br /&gt;Sono questi i fondamenti dei forti segnali di scontentezza che giungono anche da parte di chi ha votato Guazzaloca, segno di una delusione nei confronti di un'amministrazione che tanto aveva promesso e così poco ha saputo o voluto mantenere.&lt;br /&gt;Ma la crescita di un parere discorde in molti e di una volontà di opposizione in larghi settori dell'opinione pubblica è appunto il frutto delle risorse di intelligenza sociale di Bologna, della sua voglia di qualità che appare in risveglio. Si cerca di fare di Bologna una città non più padrona del proprio destino.&lt;br /&gt;Ma Bologna può esprimere la volontà di una società migliore, più forte, di chi la governa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guazzaloca: dal programma ai fatti. UNO SGUARDO DI INSIEME&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono passati oltre due anni e mezzo dall'insediamento del Sindaco Guazzaloca a Bologna ed è quindi possibile tracciare un primo provvisorio bilancio di metà mandato dell'azione amministrativa della nuova Giunta, basandosi direttamente su un raffronto con le dichiarazioni programmatiche svolte dal Sindaco, nel proprio programma elettorale e soprattutto nella dichiarazione inaugurale del mandato, il 21,7,'99.&lt;br /&gt;Certo, due anni e mezzo non sono un'eternità e non possiamo pretendere miracoli da nessuno, ma nemmeno ci possiamo accontentare delle fantasiose campagne pubblicitarie che regolarmente evitano di partire da una analisi seria della realtà.&lt;br /&gt;Noi pensiamo che abbia un senso valutare le azioni di una Giunta a metà mandato in modo molto concreto: nel farlo, cercheremo di guardare soprattutto a cosa è cambiato in pratica per i cittadini, le famiglie, le imprese.&lt;br /&gt;E' necessario riferirsi a quelli che erano i principali cavalli di battaglia di Guazzaloca in campagna elettorale e nel suo programma, e cioè le infrastrutture, il traffico, la sicurezza e le politiche familiari, per poi considerare gli altri temi importanti per la città.&lt;br /&gt;Cominciamo dal capitolo grandi opere infrastrutturali. Forse la distrazione può giocare brutti scherzi, ma in giro per la città non sembrano esserci grandi cantieri aperti dalla Giunta Guazzaloca.&lt;br /&gt;Si prosegue con disinvolti annunci ,con l'inaugurazione di opere decise dalle Giunte precedenti (es. parcheggio VIII Agosto, sottopasso FS Ravone) dai 2000 miliardi annunciati dal Sindaco questa Estate ai dimezzati 1000 rivendicati da Galletti pochi giorni orsono, ma di progetti definiti se ne sono visti pochi, di cantieri proprio nessuno.&lt;br /&gt;Guazzaloca ha insistito fin dall'inizio sulle grandi opere, ma è con il Piano degli investimenti del bilancio per il 2002 che si è preteso di segnare un punto di svolta, di affermare una netto primato delle grandi opere.&lt;br /&gt;E' invece del tutto probabile che dei circa 640 mld di investimenti programmata nel 2002 se ne faranno in realtà 130-150.&lt;br /&gt;Ma era necessario per la Giunta indicare questa priorità.&lt;br /&gt;Sono venuti infatti al pettine, in quell'occasione, nodi differenti ma collegati.&lt;br /&gt;Da un lato la crisi nelle politiche per la sicurezza e più ancora del traffico e per affrontare l'inquinamento dell'aria, con l'accrescersi sia di una diffusa opposizione "al di qua della politica"- come l'esperienza dei Comitati civici, sia del manifestarsi di contraddizioni e contrarietà anche in vasti ceti sociali che Sindaco e Giunta hanno intenzione di rappresentare, ad esempio il mondo del piccolo commercio.&lt;br /&gt;D'altro lato la non volontà di segnare con l'innovazione la politica sociale e insieme le difficoltà crescenti nel "tenere" una coalizione divisa su come trattare le parti sociali della città che ha portato alla scelta di un nuovo inasprimento fiscale, di cui scriviamo oltre.&lt;br /&gt;Il consenso si è affievolito.&lt;br /&gt;Non a caso, a differenza degli anni precedenti e di una consolidata prassi, si è registrata l'impossibilità di andare oltre un verbale di concertazione con le organizzazioni sindacali confederali.&lt;br /&gt;Tutto ciò ha indotto ad esasperare più che accelerare la centralità delle "grandi opere" nel bilancio e nel programma della Giunta.&lt;br /&gt;Ribadiamo: tale centralità era nel programma elettorale di Guazzaloca.&lt;br /&gt;Ma accompagnata da una discutibile visione tesa a ricollegarsi alla Bologna riformista degli anni '60 e'70.&lt;br /&gt;Ma in quella stagione una idea di Bologna estesa a Nord e presidiata  ambientalmente nel sud collinare.&lt;br /&gt;Una visione forse datata ma strategica.&lt;br /&gt;Abbiamo assistito via ad un appannamento di qualunque carattere strategico nel disegno delle opere.&lt;br /&gt;Non a caso primo risultato del tentativo di realizzarli è la rinuncia ad una nuova Stazione, ponte tra la Bologna storica e quella della produzione e dei grandi servizi.&lt;br /&gt;E', davvero grave: si permette la valorizzazione delle aree ferroviarie ma non si condizionano più le Ferrovie ad investire per una nuova stazione adeguata. In cambio di un così grande favore le Ferrovie si impegnano a finanziare il metrò. Per Bologna è una perdita secca.&lt;br /&gt;In evidenza sono rimasti, non i progetti e tantomeno la strategia, ma i tempi e le ragioni politiche dell'insistenza nei lavori pubblici.&lt;br /&gt;Il progetto del metrò permette di leggere tutti i rischi di questa scelta.&lt;br /&gt;L'asse portante del piano infrastrutturale della Giunta è senza dubbio la metropolitana, su cui si vogliono riversare tutti i proventi delle future eventuali privatizzazioni.&lt;br /&gt;Già con la presentazione del Masterplan delle infrastrutture per la mobilità erano evidenti le contraddizioni dello schema della Giunta.&lt;br /&gt;Tre modalità infrastrutturali: metropolitana, Tunnel collinare e tram su gomma difficilmente integrabile ed ognuno in dubbio per efficacia.&lt;br /&gt;Un'ottica rinchiusa nei confini municipali, del tutto inadeguata a interpretare le grandi esigenze di mobilità.&lt;br /&gt;Le continue mutazioni nel progetto di metrò hanno permesso di giungere, in questi giorni, alla approvazione ministeriale di una tratta della prima linea, dalla Fiera alla Stazione.&lt;br /&gt;La metropolitana è stata preferita per immagine e rifiuto di un trasporto di superficie in sede propria giudicato penalizzante per le automobili private ma la sua reale capacità di risolvere definitivamente i problemi di mobilità si avrebbe solo con una rete estesa, che viene però abbandonata dall'inizio per i costi insostenibili, dell'ordine di 100 miliardi al chilometro.&lt;br /&gt;Non si rinuncia però ad una metropolitana ridotta la cui sola prima parte costerà al Comune circa 150 miliardi.&lt;br /&gt;Il secondo tratto impiegherebbe altri 500 miliardi, con 200 miliardi di investimento comunale.&lt;br /&gt;In totale 350 miliardi per 8 chilometri di percorso.&lt;br /&gt;( N.B. Scriviamo queste cifre, in Lire e non negli aggiornati Euro, avvertendo per primi dell'aleatorietà della loro misura esatta.&lt;br /&gt;Le cifre delle infrastrutture guazzalochiane hanno la medesima incertezza dei loro tracciati e dei numeri dei passeggeri che trasporteranno.&lt;br /&gt;Ci considereremo già paghi se il Consiglio comunale sulla verifica di metà mandato servirà a mettere in chiaro e a definire i numeri.)&lt;br /&gt;Ragionamento simile può valere per il tram, riguardo al quale Guazzaloca può vantare un ritardo di un paio di anni. Il nuovo progetto voluto da questa Giunta prevede solo una parte del tracciato in sede protetta, e per di più proprio nelle zone periferiche, mentre il tram sarà costretto a viaggiare in mezzo al traffico proprio nelle strade normalmente intasate; si corre quindi il forte rischio di realizzare non un tram vero e proprio, ma solo un filobus un po' più avanzato, con la non piccola differenza che ogni km di percorso verrà a costare la bellezza di 23 mld. Anche qui la domanda è d'obbligo: siamo proprio convinti che sia stata scelta la tecnologia più adatta per creare un collegamento rapido sull'asse est-ovest, che è - è bene ricordarlo - l'asse più critico della mobilità bolognese? Ed è sensato pensare che in una città come Bologna, che non è certo grande come Parigi o Londra, possano coesistere tanti sistemi di trasporto pubblico (treno, metrò, tram e autobus) diversi? E quali saranno i costi di manutenzione.&lt;br /&gt;Come se non bastasse, si riscontrano ritardi su quasi tutte le grandi partite infrastrutturali e urbanistiche che potenzialmente potrebbero cambiare il volto della nostra città. Si pensi ai ritardi accumulati in tema di Servizio Ferroviario Metropolitano, segno evidente che le connessioni con il territorio provinciale interessano molto poco a Guazzaloca, il quale preferisce abbracciare una visione della città chiusa in se stessa. Si pensi ai ritardi che la Giunta sta accumulando in tema di aree militari, proprio ora che può contare sull'appoggio, evidentemente poco efficace, di Berselli come sottosegretario alla Difesa con delega al patrimonio. Si pensi, infine, ai ritardi del tutto inspiegabili in tema di parcheggi: a tutt'oggi gli unici parcheggi nuovi di cui la città dispone sono stati progettati e realizzati dalle giunte precedenti, come il parcheggio di Piazza VIII Agosto, contro il quale l'allora opposizione di centrodestra si scagliò con forza, e il parcheggio Staveco (che è rimasto tale e quale a tre anni fa, senza che nessuno si sia preoccupato di ampliarlo). Non parliamo poi del tunnel sotto la collina, che, pur essendo ormai oggetto di ironia anche all'interno della stessa maggioranza, continua inspiegabilmente a comparire nei documenti ufficiali del Comune.&lt;br /&gt;Il Comune di Bologna presenta un debito complessivo di poco superiore ai 700 miliardi e la metropolitana realizzerebbe un incremento del 50% del debito.&lt;br /&gt;Sul tema del debito occorre avere particolare attenzione.&lt;br /&gt;Non è solo il metrò a comportare azzardate crescite dell'indebitamento.&lt;br /&gt;Se consideriamo le principali le grandi opere pubbliche che si profilano all'orizzonte, c'è davvero da aver paura per le tasche dei bolognesi. Guazzaloca è già partito col piede sbagliato decidendo di spendere 24 miliardi per un auditorium al posto dell'ex cinema Manzoni di cui ha improvvisamente scoperto l'esigenza in corso d'opera: si era partiti con l'idea di un teatro, del costo di pochi miliardi, e si è finiti col spenderne 24; a proposito, che fine ha fatto questo famoso auditorium? Ma guardiamo alle grandi opere del prossimo futuro, e prendiamo la sede unica del Comune prevista nella zona dell'ex mercato ortofrutticolo: al di là del progetto calato dall'alto senza alcun coinvolgimento del quartiere e dei cittadini, e peraltro regalato al Comune da una fondazione bancaria - col non piccolo effetto collaterale di aver evitato un bando pubblico per assegnare la preparazione del progetto - lo schema scelto è quello di caricare tutto quel che si può (costruzione, arredi e manutenzione, servizi) su una generosa mega-concessione per 300 miliardi che i cittadini bolognesi saranno obbligati a pagare nell'arco di 30 anni. Se, come pare, lo stesso schema sarà seguito per altre opere (come una nuova piscina in zona Spiraglio), rischiamo di vincolare il Comune (ossia i cittadini) ad un groviglio di spese ultra-decennali che peseranno come macigni sulla capacità futura di investire dove davvero servirebbe.&lt;br /&gt;Se davvero ciò che viene promesso sarà effettivamente "realizzato" si consegnerà un indebitamento gravissimo per lustri e lustri del Comune di Bologna.&lt;br /&gt;E' questo il filo rosso che unisce i principali progetti di "grandi opere".&lt;br /&gt;L'approssimazione progettuale e la fretta nell'approntare tradiscono una volontà di concludere il mandato all'insegna di "qualcosa" più che un vera ansia di fare il bene della città.&lt;br /&gt;Non è il nostro un processo politico alle intenzioni: richiamiamo invece la Città, la sua classe dirigente, la medesima Giunta ad una riflessione serio sull'eredità di queste scelte che si proietterà ben al di là del mandato del Sindaco Guazzaloca.&lt;br /&gt;Anche sugli investimenti la Giunta pensa utilizzando solo il tempo presente.&lt;br /&gt;Non pensare al futuro condiziona e impegna il futuro, di tutti i cittadini di Bologna.&lt;br /&gt;Ma qual è il disegno della città che sta dietro la propaganda, l'approssimazione progettuale e l'azzardo finanziario? Non si vede un disegno vero e credibile.&lt;br /&gt;Quel che invece si percepisce anche troppo bene è una certa foga edificatoria, secondo l'intenzione più volte enunciata dall'assessore Monaco di voler riempire i "buchi vuoti" che ci sono nella città, ossia costruire nelle zone interne a Bologna e finora lasciate libere dai palazzi. Un ragionamento che ancora una volta evita di inquadrare il problema urbanistico nell'unica chiave possibile per non aggravare ancora di più i già ingenti problemi di mobilità, ossia quello di una pianificazione metropolitana che coinvolga anche i comuni della provincia. E che, se da un lato soddisfa compiutamente molti costruttori (che non a caso non mancano di sostenere la Giunta con un entusiasmo che è davvero eccessivo per non essere sospetto), dall'altro rischia di consegnare definitivamente al cemento zone che sarebbe prezioso recuperare, per dare più servizi, più verde, più vivibilità sia al centro della città che alle zone periferiche.&lt;br /&gt;Per avere un'idea dei rischi che abbiamo di fronte, basta pensare alla zona intorno a Porta Castiglione: da un lato sull'area Staveco che, ritardi a parte, potrebbe costituire un polmone importante vicino al centro sia dal punto di vista dell'ambiente che dei servizi, la Giunta già ipotizza un nuovo quartiere residenziale; dall'altro i Giardini Margherita, il parco pubblico più caro ai bolognesi, viene violentato: non solo la Giunta si è mostrata incapace di trovare soluzioni alternative per la cabina elettrica vicino alla scuola, ma toglie il prato e le panchine per sostituirle con cavi elettrici e colate di cemento, con buona pace per il verde e per l'ambiente.&lt;br /&gt;Sul fronte del traffico la situazione non è certo migliore. Dopo tante promesse la Giunta Guazzaloca ha dimostrato di non essere in grado di ridurre in maniera significativa i permessi di accesso al centro storico e neppure di coprire le numerose buche che continuano a rendere difficile la circolazione soprattutto per biciclette e motorini. Sul tema buche è degno di nota il fatto che siano stati ridotti i finanziamenti per la manutenzione ordinaria delle strade, mentre è singolare, al limite del ridicolo, che Guazzaloca vada dicendo di aver ridotto le buche per strada da 1000 a 100 - come se il nostro primo cittadino si fosse preso la briga di contare le buche ad una ad una - o che in una intervista al settimanale Panorama rimproveri a Massimo Cacciari di non avere asfaltato a Venezia tante buche quanto ha fatto lui a Bologna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tabella 1 - Numero di permessi di accesso al centro storico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1999	2000	2001&lt;br /&gt;66.673	66.626	66.453&lt;br /&gt;Fonte: Settore Traffico e Trasporti, Comune di Bologna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tabella 2 - Spese per manutenzione ordinaria (dati in milioni di lire)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1995	1996	1997	1998	1999	2000&lt;br /&gt;26.046	45.765	46.992	44.407	37.436	36.519&lt;br /&gt;Fonte: Comune di Bologna, Consuntivo 2000 (p. 68)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la cosa peggiore in assoluto in tema di traffico è che la Giunta, oltre a non realizzare le opere infrastrutturali di cui la città ha bisogno, si ostina a mostrare una totale indifferenza nei confronti della salute dei propri cittadini. Alla fine, soprattutto grazie all'azione svolta dai comitati anti-smog, Guazzaloca si è deciso a sperimentare la chiusura di una zona ristrettissima del centro storico, ma probabilmente è il caso che su questo punto Guazzaloca si metta d'accordo con se stesso una buona volta.&lt;br /&gt;Fino a ieri il Sindaco diceva che bisognava rendere più scorrevole la circolazione delle auto invece di imporre insopportabili divieti, e che comunque era necessario realizzare un sistema di parcheggi prima di chiudere il centro al traffico; il centro destra in Consiglio Comunale giunse a proporre ed approvare un ordine del giorno in cui sostanzialmente si approvava la riapertura del centro storico al traffico; ci ricordiamo poi tutti il giudizio espresso da Guazzaloca sulle domeniche senz'auto, bollate arrogantemente come "iniziativa estemporanea" e soprattutto la sprezzante risposta alle richieste dei comitati anti-smog: "piuttosto vado in galera!".&lt;br /&gt;Ora, dopo che la sua politica ha prodotto un visibile aumento del caos e del traffico nel centro storico e nella prima periferia, il Primo Cittadino è stato folgorato sulla via della chiusura del centro storico, salvo poi realizzarla in modo del tutto approssimativo e limitandola ai fine settimana, senza una preventiva concertazione con gli operatori economici del centro, e ovviamente senza aver fatto un parcheggio in più.&lt;br /&gt;E poi: non sarebbe più semplice usare la tecnologia di Sirio piuttosto che i fittoni (dissuasori) mobili? Sicuramente sì, ma si continua ad affermare di non volere usare uno strumento punitivo nei confronti degli automobilisti fino a quando non saranno conclusi i parcheggi intorno al centro storico.&lt;br /&gt;In realtà, sia detto tra parentesi, l'atteggiamento della nuova amministrazione nei confronti degli automobilisti appare tutt'altro che comprensivo, se guardiamo ai dati delle multe: nel 2000 i vigili e gli ausiliari del traffico hanno multato i bolognesi per ben 22 miliardi contro una media di 13-14 miliardi all'anno dal 1995 al 1998, per un totale di 100.000 contravvenzioni in più nel 2000 rispetto al 1998, come dire che quando il Comune ha bisogno di soldi fa un po' più di multe giusto per incassare di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tabella 3a - Importo dei verbali emessi per contravvenzioni (milioni di lire)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1995	1996	1997	1998	1999	2000&lt;br /&gt;18.385	17.514	17.336	18.567	28.149	26.682&lt;br /&gt;Fonte: Comune di Bologna, Consuntivo 2000 (p. 103)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tabella 3b - Numero dei verbali emessi per contravvenzioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1995	1996	1997	1998	1999	2000&lt;br /&gt;256.262	246.217	224.946	246.484	366.557	347.032&lt;br /&gt;Fonte: Comune di Bologna, Consuntivo 2000 (p. 103)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tabella 3c - Incasso effettivo contravvenzioni, al netto d'entrate per multe pregresse (milioni di lire)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1995	1996	1997	1998	1999	2000&lt;br /&gt;13.461	12.484	12.381	12.806	16.646	22.007&lt;br /&gt;Fonte: Comune di Bologna, Consuntivo 2000 (p. 103)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo la domanda resta: se la Giunta veramente non vuole punire gli automobilisti che entrano in centro senza avere il permesso perché continua a dispiegare decine di vigili urbani per impedire ai cittadini l'accesso al centro storico? Perché Guazzaloca insiste nel volere usare solo i vigili per controllare il traffico, quando potrebbe usare Sirio e impiegare così i vigili in modo più intelligente e produttivo, anche e soprattutto per tutelare la sicurezza dei cittadini? Perché dunque non accendere Sirio una volta per tutte, che, tra parentesi, ha dei costi di gestione anche se non viene messo in funzione?&lt;br /&gt;Sirio è uno strumento, non altro, e per questo sarebbe ragionevole e civile discutere su come utilizzarlo, non sul se. Oltretutto sono tante le possibilità offerte da un sistema di controllo automatico centralizzato, che non sono invece praticabili se ad effettuare il controllo sono i vigili: ad esempio le prime volte può inviare un avviso invece che una multa, in modo da privilegiare in prima istanza l'informazione; se un operatore commerciale ha più veicoli autorizzati perché utilizza a seconda dei casi un camioncino, una vettura o un mezzo più pesante, il sistema automatico è in grado di verificare che solo uno di questi veicoli entri in centro in un dato giorno; oppure possono essere consentiti accessi ad orari specifici; e così via.&lt;br /&gt;Ma ogni idea si scontra contro un muro che non si lascia scalfire. È possibile che in una città civile come Bologna, per tutelare la propria salute i cittadini debbano ricorrere ad un giudice, come hanno fatto i comitati anti-smog, con i quali Guazzaloca si è negato ad ogni interlocuzione, ha cercato di sfuggire ogni doveroso confronto.&lt;br /&gt;E veniamo al capitolo sicurezza. Il Sindaco ha annunciato con orgoglio di aver reso Bologna una città più sicura. Ebbene, se andiamo a vedere i dati dell'Istat e del Ministero dell'Interno scopriamo che la verità è tutt'altra. Nel 2000 sono aumentati in maniera notevole moltissimi tipi di reati tra cui borseggi, le lesioni dolose e le rapine, ovvero reati che toccano da vicino tutti i cittadini e soprattutto i più indifesi. E il tutto proprio mentre nel resto d'Italia tutti i reati, dal primo all'ultimo, sono calati vistosamente. I primi dati del 2001 confermano queste tendenze. Le recenti classifiche del Sole24Ore e di Italia Oggi certificano Bologna come città altamente insicura. Già questo sarebbe più che sufficiente per esprimere un giudizio fortemente negativo nei confronti della politica della Giunta Guazzaloca in materia di sicurezza.&lt;br /&gt;Tabella 4 - Andamento dei reati denunciati nella Provincia di Bologna dal 1998 al 2000&lt;br /&gt;Tipo di reato denunciato	1998	1999	2000	Variazione 1999-2000	Variazione % 1999-2000&lt;br /&gt;Lesioni dolose	697	978	1.089	+ 111	+ 11,3%&lt;br /&gt;Borseggi	8.028	7.754	9.436	+ 1.682	+ 21,7%&lt;br /&gt;Scippi	813	641	483	-158	- 24,6%&lt;br /&gt;Furti in negozi	2.951	2.950	2.994	+ 44	+ 1,5%&lt;br /&gt;Furti in casa	6.002	5.341	4.708	-633	-11,9%&lt;br /&gt;Furti in auto	5.285	5.356	4.016	- 1.340	- 25,0%&lt;br /&gt;Rapine	849	779	837	+ 58	+ 7,4%&lt;br /&gt;Fonte: Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con il Ministero dell'Interno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma anche la percezione dei cittadini conferma il fallimento. E il primo a riconoscerlo è proprio un collaboratore del Sindaco, l'ex-rettore Fabio Roversi Monaco, il quale in una intervista ha affermato con grande franchezza che Bologna sta diventando sempre "più sporca" e "più sciatta". Guazzaloca rivendica con orgoglio il merito di aver sconfitto il degrado almeno in Piazza Verdi, quando in realtà gli spacciatori si sono semplicemente spostati. Provate a fare un salto in via S.Vitale o in Via Petroni; provate a fare due passi nell'ex Ghetto Ebraico oppure andate davanti a Feltrinelli, proprio sotto le due torri. E poi: qualcuno può onestamente pensare che la Stazione sia un posto frequentabile? E se in alcuni momenti della giornata è pensabile portare i propri figli a fare una passeggiata in Montagnola, è solo grazie all'impegno volontario di cittadini. Per non parlare poi della periferia, che continua ad essere colpevolmente trascurata e abbandonata a se stessa, a causa della esplicita volontà del Sindaco di privilegiare il centro storico, come se quartieri come Navile o Borgo Panigale fossero in un altro comune.&lt;br /&gt;Dopo avere inaugurato il mandato con l'istituzione dell'Assessorato alla Sicurezza e l'incarico a Giovanni Prezioza, all'insegna dell'azzardo e dell'interventismo, oggi la ritirata è totale. L'Assessore è Gianni Monduzzi e Guazzaloca, da un po' di tempo a questa parte, ha cominciato nervosamente ad affermare che i problemi di ordine pubblico sono di competenza della Questura e non del Comune. Si scopre l'acqua calda.Fin troppo. La passività e l'impotenza prendono il posto della assurda propaganda di un Assessorato come strumento di direzione o sostituzione delle forze dell'ordine. Ma nonostante tutti gli sforzi di Guazzaloca per spegnere i riflettori sull'inutile assessorato il problema sicurezza continua ad essere sentito dai bolognesi, come dimostrano inequivocabilmente le statistiche della Procura.&lt;br /&gt;L'unico strumento concreto a disposizione del Comune e cioè il vigile di quartiere, è finito rapidamente in soffitta insieme a tutto il progetto di riorganizzazione del corpo dei vigili urbani. Mentre cerca di tamponare con promesse incerte di future assunzioni di nuovi vigili, la Giunta Guazzaloca invece del vigile di quartiere preferisce usare i vigili per controllare l'accesso al centro storico, con tanti saluti soprattutto alla periferia che avrebbe veramente bisogno di una figura come quella del vigile di quartiere.&lt;br /&gt;Incomprensibile e inaccettabile è poi il rifiuto di universalizzare l'assicurazione dei cittadini anziani contro le conseguenze dei reati che più li colpiscono e li intimidiscono, già sperimentata a livello di Quartiere.&lt;br /&gt;Sul fronte tasse e politiche familiari, l'attività della Giunta Guazzaloca può essere efficacemente riassunta in uno slogan molto semplice: "Più tasse per tutti". Dopo tante promesse di sostegno alla famiglia, invece di impegnarsi seriamente nella tanto sbandierata operazione di riduzione degli sprechi e di valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale (che ha dato risultati molto miseri se è vero, come è vero, che i fitti passivi sono aumentati grazie alla efficiente gestione imposta dall'assessore Galletti), Guazzaloca ha deciso di tartassare le famiglie bolognesi con l'addizionale Irpef, che ha aumentato non una, ma addirittura due volte. E così, nel 2000 ogni famiglia ha pagato in media circa 120.000 lire in più di tasse, per un totale di 22 miliardi in più incassati dal Comune. Nel 2002, poi, le famiglie bolognesi pagheranno al Comune altri 22 miliardi, per un totale di 44 mld di nuove tasse. Come poi il Comune abbia speso questi miliardi in più rimane un mistero, dal momento che non c'è stato nessun incremento significativo nella qualità o nella quantità dei servizi comunali; ma forse bisognerebbe andare a vedere le numerose e profumate consulenze di cui la Giunta Guazzaloca spesso si avvale, come abbiamo scritto, facendo di tutto per non valorizzare le competenze degli uffici comunali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tabella 5 - Pressione tributaria per abitante (in Euro)&lt;br /&gt;1996	1997	1998	1999	2000&lt;br /&gt;511	530	553	538	566&lt;br /&gt;Fonte: Comune di Bologna, Settore Pianificazione e Controllo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONSULENZE ESTERNE ATTIVATE&lt;br /&gt;2000	2001	variazione&lt;br /&gt;Euro 7.500.000	Euro 8.400.000	+900.000&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pressione fiscale a Bologna è dunque aumentata, proprio mentre nel 1999 aveva cominciato a calare: oggi, grazie a Guazzaloca, Bologna è diventata il comune più esoso d'Italia; le aliquote lei sono rimaste quelle che erano e allo stesso modo sono rimaste lettera morta le promesse di riduzione delle tariffe dei rifiuti e dell'acqua potabile, che anzi sono aumentate in maniera costante. Da ultima, è arrivata l'odiosa stangata sui morti, grazie alla quale i bolognesi dovranno pagare ben mezzo milione di lire per la sepoltura di un defunto (mentre negli altri comuni italiani le tariffe sono assai inferiori).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tabella 6a - Tariffe dell'acqua dal 1999 al 2001&lt;br /&gt;	1999	2000	2001&lt;br /&gt;Consumo 1 ° fascia	1535	1545	1595&lt;br /&gt;Consumo 2° fascia	2325	2338	2389&lt;br /&gt;Consumo 3° fascia	3662	3677	3727&lt;br /&gt;(l°fascia: da 0 a 27 me; 2°fascia: da 27 a 54 me; 3°fascia: da 54 me in su) - Fonte: Seabo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tabella 6b – Tass smaltimento rifiuti dal 1999 a 2000 (in lire al mq)&lt;br /&gt;1999	2000	2001&lt;br /&gt;3369	3369	3453&lt;br /&gt;Fonte: Comune di Bologna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E tutto ciò, ovviamente, va ad incidere profondamente sulla carne viva delle famiglie bolognesi, ed in particolare di quelle più numerose e di quelle giovani, che non riuscendo a rimanere a Bologna sono sempre più costrette ad andare a vivere in provincia, come confermano i dati demografici.&lt;br /&gt;Altro che cinque tazzine di caffè al giorno a cui rinunciare, come ha affermato con foga degna di miglior causa il presidente di un'associazione imprenditoriale bolognese.&lt;br /&gt;Ma c'è di più.&lt;br /&gt;Va sottoposta a verifica critica anche la situazione del "grosso" dell'intervento comunale: la condizione e l'assetto dei servizi e delle reti.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la quantità dei servizi, un fisco esoso, insieme alla eredità finanziaria ricevuta dalla vendita delle Farmacie comunali, ha permesso di coprire molte delle necessità correnti e di evitare conflittualità sindacali e sociali.&lt;br /&gt;In particolare per quanto riguarda la popolazione anziana e gli impegni per l'assistenza domiciliare.&lt;br /&gt;Ma l'aumento della pressione fiscale non era un atto dovuto.&lt;br /&gt;E' stato il frutto soprattutto della incapacità nel promuovere innovazione e programmazione della spesa sociale.&lt;br /&gt;Così non sono state fatti finanziamenti propri sui capitoli più innovativi, assistenza sociale e minori, lasciati ai fondi delle leggi del Centrosinistra.&lt;br /&gt;Ora che la prima Legge finanziaria del governo Berlusconi disegna scenari di taglio ai servizi Bologna appare impreparata a difendere il suo sistema sociale.&lt;br /&gt;Il terreno dove questo è immediatamente evidente è quello dei servizi educativi per l'infanzia e della scuola.&lt;br /&gt;Nei Nidi non si è voluto comprendere l'aumentato fabbisogno dovuto alla ripresa delle nascite ma non solo.&lt;br /&gt;Nella Scuola per l'Infanzia si è puntato sull'aumento del numero dei bambini per sezione e su nuove scuole statali che oggi appaiono in forse per le scelte privatistiche del Governo.&lt;br /&gt;La Giunta è stata costretta da una forte opposizione a abbandonare il progetto di chiusura di circa un terzo delle Istituzioni comunali di Scuola dell'Infanzia, previsto a vantaggio ed incremento delle scuole private, ma l'unica innovazione realizzata è stata il cosidetto buono-scuola: un modesto sostegno dato a chi sceglie le scuole private e negato a chi sceglie le scuole pubbliche.&lt;br /&gt;Un buono-scuola che non ha trovato nemmeno chi fosse interessato ad usufruirne, tanto è vero che sono stati più volte alzati i tetti di reddito delle famiglie che vi possono accedere fino a fargli perdere del tutto il carattere di sostegno alla difficoltà economica.&lt;br /&gt;Si è indicata la situazione dei servizi all'infanzia come in costante miglioramento.&lt;br /&gt;Ancora recentemente il rapporto di Prometeia parla di costante incremento di posti e di grado di copertura in crescita.&lt;br /&gt;Purtroppo non è così. Vengono sommati servizi diversi che non possono rispondere alle stesse domande (Nidi a tempo normale, a tempo parziale e assegni di cura) (Scuole dell'Infanzia pubbliche, private convenzionate e altre scuole), non si tiene conto delle difficoltà dello Stato nel coprire il fabbisogno di posti nella Scuola dell'Infanzia.&lt;br /&gt;Con queste cause, dissipate le nebbie propagandistiche, si spiegano gli aumenti delle liste di attesa al Nido e si evidenzia il calo del tasso di copertura nella Scuola dell'Infanzia dal 105,1 dell'anno 98-99 al 102,6 dell'anno in corso.&lt;br /&gt;Crescita demografica, incremento costante della domanda per la flessibilità degli orari di lavoro, liste di attesa al Nido cospicue ed in crescita, impossibilità di aumentare posti alle scuole dell'Infanzia per la mancata programmazione: si de linea una vera e propria emergenza infanzia.&lt;br /&gt;Temiamo che non potrà non essere aggravata dalla crisi che emerge nelle scuole di base, con la difficoltà a formare classi di Tempo pieno, pur a fronte di un forte aumento di richieste, per i tagli drastici agli organici operati dal Governo.&lt;br /&gt;Guazzaloca e la sua Giunta non contrastano tali scelte governative e non hanno preparato nulla, ne servizi alternativi ne programmazione di un numero adeguato di maggiori posti comunali nei servizi, per sostenere il sistema educativo.&lt;br /&gt;E' qui, se non si corre ai ripari, la prima e più forte crisi dello "stato sociale" bolognese".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Asili nido. Grado di copertura&lt;br /&gt;(in perc. sull'utenza pot.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anno ed.	98-99	99-00	00-01	01-02	02-03*&lt;br /&gt;T. norm.	25,9	25,7	25,2	25,5	25,2&lt;br /&gt;+Part Time	27,9	27,8	27,6	27,7	27,3&lt;br /&gt;(* previsioni dell'Amm.Com. riportate da ricerca Prometeia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scuole dell'Infanzia&lt;br /&gt;Delta fra gli anni educativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1° riga=Popolazione in età, 2° riga=offerta di posti Com+Stat+Convenzionate, 3° riga=offerta di posti pubblico Com+Stat, 4° riga=offerta di posti Comunali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anno Ed.	99-00/ 98-99	00-01/ 99-00	01-02/ 00-01	02-03/ 01-02&lt;br /&gt;Aum.pop.in età	+ 305	+159	+195	+126&lt;br /&gt;Posti c+s+priv.conv.	+ 255	+224	+32	-1*&lt;br /&gt;Posti c+s	+ 177	+166	+47	*&lt;br /&gt;Posti solo com.	+ 96	+60	-7	-49&lt;br /&gt;(* nell'anno 02-03 l'unica previsione che il Comune può fare riguarda il dato sulle sue scuole. Le sezioni statali sono in forse per la Legge Finanziaria. Abbiamo comunque considerato la previsione degli Uffici Com.di 48 posti in più nelle convenzionate)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cultura e rapporti con l'università*&lt;br /&gt;(Spesa in migliaia di euro)&lt;br /&gt;1998	1999	2000	Bdg2001	Bdg 2002&lt;br /&gt;13.043	16.143	14.651	8.832	7.797&lt;br /&gt;(* vedi il riferimento nel nostro testo al paragrafo "Una sintesi interpretativa")&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sull'immigrazione l'unica cosa che è stata fatta è organizzare tre convegni, per poi chiudere TISI (Istituto Servizi Immigrazione) e non fare assolutamente nulla. Qualcuno è in grado di dire che cosa ha intenzione di fare il Comune per gli immigrati? La questione dell'immigrazione è stata ed è un banco di prova difficile per tutti, anche per le passate amministrazioni, ma non c'è dubbio che il Comune debba accrescere il suo impegno per creare percorsi di integrazione dei cittadini immigrati, non certo diminuirlo o annullarlo. Se non c'è una politica seria che sostenga gli immigrati desiderosi di integrarsi pacificamente nella nostra città, è chiaro che essi finiscono per rappresentare una categoria debole esposta alle infiltrazioni della delinquenza organizzata ed in particolare delle organizzazioni che controllano lo spaccio della droga nella nostra città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tema di sussidiarietà l'unico provvedimento rilevante è stato quello di innalzare i canoni di affitto per le associazioni bolognesi. E questo dopo che il regolamento sulle libere forme associative era stato approvato nel 1996 all'unanimità dal Consiglio Comunale; così molte associazioni, che rappresentano una straordinaria ricchezza per la città, rischiano di scomparire, mentre la Giunta, alla faccia dell'autonomia della società civile, sta programmando di distribuire il denaro a pochi, e magari amici.&lt;br /&gt;Ed un analogo approccio viene seguito nel settore sportivo, ed in particolare nella gestione delle piscine comunali. Nascondendosi dietro la motivazione (buona) di aprire spazi anche ad enti di promozione sportiva diversi da quelli tradizionalmente più rappresentati, l'assessore Foschini ha scelto di cancellare ogni forma di discussione e concertazione interna al mondo sportivo (male) ed ha promosso criteri che più che favorire l'ingresso di nuovi soggetti sembrano studiati apposta per penalizzare gli enti non graditi alla Giunta.&lt;br /&gt;L'esito: piscine con corsie sovraffollate a fianco di corsie deserte. Chi finisce per essere penalizzato sono i cittadini che vedono calare la propria possibilità di fare sport.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dov'è l'incisiva azione del Comune di Bologna per migliorare il nostro sistema sanitario locale, che, a quanto dicono molti esponenti di centrodestra, è in coma irreversibile? Se così fosse, e così non è, perché il Comune di Bologna non fa sentire la sua voce? Perché non stanzia neppure una lira per migliorare i servizi sanitari e per ridurre i tempi di attesa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sui temi economici, di cui abbiamo già scritto occorre far rilevare come l'attuale Amministrazione Comunale non solo non ha fatto nulla di concreto per rafforzare il sistema imprenditoriale locale e anzi è riuscito addirittura ad allungare i tempi per le autorizzazioni edilizie, alla faccia dello snellimento burocratico promesso e sbandierato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tabella 7° - Tempo medio per il rilascio di concessione edilizia dal 1998 al 2000&lt;br /&gt;	1998	1999	2000&lt;br /&gt;Giorni	48	36	40&lt;br /&gt;Fonte: Comune di Bologna, Consuntivo 2000 (p. 100)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tabella 7b - Tempo medio per il rilascio di autorizzazione edilizia dal 1998 al 2000&lt;br /&gt;	1998	1999	2000&lt;br /&gt;Giorni	24	22	25&lt;br /&gt;Fonte: Comune di Bologna, Consuntivo 2000 (p. 100)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tempi che, sia per le autorizzazioni sia per le concessioni, peggiorano ulteriormente nel 2001.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, l'impressione generale è Guazzaloca interpreti le parti della città che più risentono di una perdita dinamismo: la città che si è seduta e non vuole che altri si sollevino. Bologna ha invece bisogno di un'amministrazione che le permetta di pensare nuovamente al meglio e di guardare con fiducia al futuro. Guazzaloca e la sua maggioranza fanno di tutto per far chiudere la città in se stessa, come dimostra anche tutto il fatuo dibattito sulla bolognesità. Non bastano le operazioni simboliche e di immagine, il nostro essere bolognesi non si esaurisce dove vorrebbe farci credere il Sindaco. Essere bolognesi significa tolleranza e apertura nei confronti del diverso che voglia integrarsi pacificamente, significa cordialità, significa amore per la libertà e rifiuto di ogni tipo di fascismo, significa senso civico, tutte cose che questa amministrazione non rappresenta se pensiamo all'arroganza con la quale il Sindaco tratta spesso gruppi di cittadini e associazioni rifiutandosi di riceverli, se pensiamo al tentativo posto in essere dal centro destra per eliminare dallo statuto comunale il riferimento alla Resistenza e l'aggettivo fascista dalla lapide che commemora la strage di Bologna, se pensiamo ai messaggi lanciati dalla Giunta sul traffico riassumibili in un "ciascuno faccia quello che gli pare".&lt;br /&gt;Non è questa la Bologna in grado di riconquistare il primato come città italiana dalla più alta qualità della vita. Non è questa la Bologna che è in grado di vincere le sfide che ci aspettano. Non è questa la Bologna che vogliamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione: l'alternanza è un valore, ma la Giunta ha consumato in fretta "l'abbrivio" del ricambio di governo.&lt;br /&gt;A tutt'oggi non si vede nell'esperienza di governo che già è alla metà del suo tempo la realizzazione di un avvicendamento che sia stato capace davvero di rappresentare l'investimento per il bene comune delle capacità intellettuali ed operative di altri ceti, di altri soggetti rispetto al consolidato espresso nel passato dal Centrosinistra.&lt;br /&gt;Guazzaloca appare sempre meno capace di essere il testimone di settori sociali vasti, dei cittadini.&lt;br /&gt;Sempre di più, oltre ogni retorica, il governo di Guazzaloca si restringe all'espressione del Centrodestra, per come a Bologna può esprimersi.&lt;br /&gt;No, Guazzaloca non è un protagonista civico.&lt;br /&gt;Sì, Guazzaloca è una vicenda della politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guazzaloca: dal programma ai fatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCHEDE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo preso il Programma di mandato del Sindaco Giorgio Guazzaloca (odg votato nella seduta consiliare del 21-7-1999), oppure il suo programma elettorale ed altri documenti a sua firma, e siamo andati a rileggerci le promesse che aveva fatto ai bolognesi prima o all'inizio del suo governo. Per ogni promessa, abbiamo elencato i risultati raggiunti, ossia le iniziative intraprese e completate (o in avanzato stadio di realizzazione) dalla Giunta Guazzaloca. Non sono ovviamente incluse le opere che Guazzaloca ha soltanto inaugurato, o quelle ancora troppo lontane da una concreta fattibilità: ad esempio il parcheggio di Piazza Vili Agosto non può essere ascritto a merito di Guazzaloca, il quale si è limitato ad inaugurarlo; e sul tema infrastrutture, il tram non può essere considerato un'iniziativa in avanzato stadio di realizzazione, dal momento che ancora non è stato pubblicato il bando; e così via...&lt;br /&gt;SICUREZZA&lt;br /&gt;LE PROMESSE	I RISULTATI&lt;br /&gt;"Non sarà possibile garantire una migliore vivibilità della città senza dare una risposta pronta e decisa all'esigenza di sicurezza, di ordine pubblico e di tranquillità che i cittadini richiedono con forza." (p. 2)	Nel 2000, a Bologna, aumentano 8 tipi di reati su 12, fra cui borseggi, furti e rapine, proprio mentre nel resto d'Italia la criminalità cala.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FAMIGLIA – TASSE, TARIFFE, CASA&lt;br /&gt;LE PROMESSE	I RISULTATI&lt;br /&gt;"Per sostenere e promuovere la famiglia pensiamo subito ad alcuni interventi concreti come l'adeguamento della tassazione locale (Ici, rifiuti)..." (p. 3)	L'aliquota media Ici è rimasta invariata; è aumentata di 30.000 la detrazione per l'abitazione principale e l'aliquota per gli immobili locati a canoni concertati è stata ridotta al 3,5%o (minori entrate per circa un miliardo); in compenso l'addizionale Irpef è stata portata da 0% allo 0,4%, costringendo così ogni famiglia bolognese a pagare una media di 240.000 lire in più all'anno (per un totale di 44 mld di maggiori entrate); la tassa di smaltimento rifiuti è aumentata del 2,5%.&lt;br /&gt;"Per sostenere e promuovere la famiglia pensiamo subito ad alcuni interventi concreti come l'adeguamento delle tariffe urbane (nidi, trasporti, refezioni)..." (p.&lt;br /&gt;3)	Le tariffe di trasporti e refezioni sono rimaste invariate; quelle dei nidi sono diminuite del 15%.&lt;br /&gt;"Per sostenere e promuovere la famiglia pensiamo subito ad alcuni interventi concreti come il credito agevolato alle famiglie di nuova formazione..." (p. 3)	ZERO&lt;br /&gt;"Per sostenere e promuovere la famiglia pensiamo subito ad alcuni interventi concreti come provvidenze per favorire l'accesso delle giovani coppie alla proprietà e all'affitto della casa, destinando prioritariamente a questo scopo l'uso del patrimonio abitativo pubblico..." (p. 3)	ZERO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;POLITICHE SOCIALI - INFANZIA, ANZIANI, IMMIGRATI&lt;br /&gt;LE PROMESSE	I RISULTATI&lt;br /&gt;"...vanno sviluppate forme nuove di strutture per l'infanzia, nelle quali l'apporto delle famiglie e del volontariato diventi elemento centrale nella stessa gestione." (p.3)	ZERO&lt;br /&gt;"Di tutto rilievo mi sembra lo sviluppo di una fondazione Dopo di Noi, per il proseguimento di cure e di assistenza alle gravi disabilità, venendo meno il supporto famigliare. In questa ottica si deve ripensare alla funzione e agli obiettivi delle Opere Pie.. .ma sono necessarie anche nuove strutture." (p. 4)	ZERO&lt;br /&gt;"In un'ottica sperimentale il Comune sosterrà iniziative di integrazione residenziale tra giovani coppie e anziani..." (p. 4)	ZERO&lt;br /&gt;"Si dovrà costruire un fondo per emergenza handicap che permetta di dare risposte immediate alle famiglie in grave difficoltà..." (p. 4)	ZERO&lt;br /&gt;"Va ripensato il ruolo dell'ISI (Istituzione Servizi Immigrazione) e agli immigrati che dimostrino volontà di integrazione nella realtà bolognese vanno offerte adeguate opportunità di inserimento." (p. 5)	L’ISI è stato chiuso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SANITÀ&lt;br /&gt;LE PROMESSE	I RISULTATI&lt;br /&gt;"I servizi legati al diritto alla salute dei cittadini bolognesi attraversano una difficile condizione di crisi. Il sindaco ha diretta responsabilità e deve essere interlocutore autorevole delle scelte compiute nelle diverse sedi istituzionali..." (p. 5)	ZERO&lt;br /&gt;"Largamente insoddisfacente è la condizione operativa dei medici di base [...] che si trovano isolati rispetto alle logiche delle strutture ospedaliere, e che vedono sempre più burocratizzato il loro rapporto con gli uffici dell'Ausl. L'Assessorato comunale alla Sanità dovrà studiare e realizzare tutte le opportune funzioni di collegamento." (p. 5)	ZERO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TRAFFICO E INFRASTRUTTURE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE PROMESSE	I RISULTATI&lt;br /&gt;"Sulla Tangenziale occorre pensare a soluzioni efficaci a breve termine." (p. 6)	ZERO&lt;br /&gt;"Per la Stazione la nuova Amministrazione metterà in campo tutte le proprie capacità per selezionare quello che merita di essere confermato del percorso sin qui seguito ma anche per decidere quello che merita di essere cambiato." (p. 7)	Rinuncia alla nuova stazione in cambio di soldi per il metrò. Perdita di stanziamenti per il Comune.&lt;br /&gt;"A noi sembra anche di fondamentale importanza la realizzazione di un asse di collegamento rapido a sud del centro storico..." (p. 7)	ZERO&lt;br /&gt;(è il famigerato tunnel sotto la collina)&lt;br /&gt;"Sono necessari interventi più impegnativi, come una rete di parcheggi, da realizzare soprattutto in regime di project financing." (p. 8)	ZERO&lt;br /&gt;"Va recuperato l'impegno per la realizzazione di nuove zone pedonali, delle piste ciclabili, dell'arredo urbano..." (p. 8)	ZERO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AMBIENTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE PROMESSE	I RISULTATI&lt;br /&gt;"La tutela dell'ambiente non può essere affidata solo all'iniziativa e al controllo pubblico, ma deve mobilitare le risorse e l'impegno dell'intera comunità. Si ritiene perciò necessaria la creazione di un'istituzione specifica, nella quale siano presenti,&lt;br /&gt;assieme al Comune, rappresentanti di enti e di istituti scientifici come l'Università, l'Enea, il Cnr." (p. 8)	ZERO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ECONOMIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE PROMESSE	I RISULTATI&lt;br /&gt;"Occorre una drastica semplificazione dei regolamenti, a partire da quello edilizio, una riduzione dei tempi di esami delle pratiche, un ampliamento a tutti i casi possibili delle procedure di autocertificazione." (p. 8)	Nel 2000 e nel 2001 sono aumentati i tempi medi per il rilascio di autorizzazioni e concessioni edilizie.&lt;br /&gt;"Occorre costituire una agenzia per promuovere l'insediamento e lo sviluppo di nuove imprese nel Comune di Bologna, in analogia con quanto avviene in altri paesi europei." (p. 9)	ZERO&lt;br /&gt;"Si può studiare la prospettiva di concentrare tutte le attuali partecipazioni finanziarie del Comune di Bologna in una holding che a sua volta partecipi una serie di società operative." (p. 9)	ZERO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCUOLA, UNIVERSITÀ E FORMAZIONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE PROMESSE	I RISULTATI&lt;br /&gt;"Le politiche per il diritto allo studio rivolte agli studenti universitari dovranno perseguire due priorità: la realizzazione di estesi programmi per minialloggi studenteschi a canone agevolato e l'ampliamento del sistema delle borse di studio verso gli studenti capaci e meritevoli." (p. 11)	ZERO&lt;br /&gt;"Sarà altresì necessario organizzare un'offerta formativa	&lt;br /&gt;destinata alle persone adulte per costruire riferimenti organizzati e percorsi, almeno in parte, formalizzati." (p. 11)	ZERO&lt;br /&gt;"Si tratta prima di tutto di procedere, d'accordo con la Provincia, ad un piano di ridefinizione delle sedi e di una loro riqualificazione"&lt;br /&gt;(dal progr.elett.)	Crisi del "Polo Artistico": indisponibilità a permutare sede ex-Sirani e contenitori del centri, nessuna risposta alla Provincia ed alle scuole&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GIOVANI&lt;br /&gt;( Dal programma elettorale di Giorgio Guazzaloca e de La Tua Bologna )&lt;br /&gt;LE PROMESSE	I RISULTATI&lt;br /&gt;"Bologna - se non vuole invecchiare - deve ridare spazio Ai giovani:spazio per vivere, incontrarsi, comunicare, fare sport e lavorare."	ZERO&lt;br /&gt;per gli spazi pubblici - vedi scheda seg.&lt;br /&gt;SOLO PROGETTI per gli altri interventi&lt;br /&gt;"Per l'orientamento: sviluppo dell'imprenditorialità"	Affossato il Distretto multimediale all'ex-Macello Prosecuzione di interventi già esistenti (Mambo)&lt;br /&gt;"creazione e sostegno di iniziative per la comunicazione e l'informazione ai giovani"	Azzeramento di fatto di Informagiovani. Creazione del sito flashgiovani con informazioni ma senza iniziative per l'orientamento al lavoro&lt;br /&gt;"Sviluppare la formula del "prestito d'onore"	ZERO&lt;br /&gt;"Promuovere l'affidamento ai giovani di servizi di pubblica utilità"	ZERO&lt;br /&gt;"Per il lavoro: favorire l'incontro imprenditori-studenti Mediante lezioni, seminari, stages"	Sportello Aldini-Lavoro, nasce da progetti consolidati, solo per il lavoro operaio e tecnico&lt;br /&gt;"Per la casa: incentivare concessioni edilizie per abitazioni destinate ai giovani a prezzi agevolati"	ZERO&lt;br /&gt;"Concordare con le banche l'erogazione di mutui agevolati per l'acquisto di appartamenti"	ZERO&lt;br /&gt;"Favorire lo sviluppo di un'edilizia a reddito finalizzata ai giovani"	Realizzate solo case previste da delibera 70,1998 e alloggi di piani di recupero e riqualificazione finanziati dalla Regione.&lt;br /&gt;"Per il tempo libero: censimento dell'offerta di strutture sportive per una razionalizzazione ed un completamento"	ZERO&lt;br /&gt;"Organizzazione di eventi di qualità"	Bologna ha sempre prodotto ed ospitato eventi di qualità, lo ha fatto moltissimo per Bologna 2000,continua a farlo. Per diretta e nuova iniziativa del Comune in questo mandato: ZERO&lt;br /&gt;"Realizzazione di una Carta Giovani per la fruizione a prezzi convenzionati dell'offerta culturale e sportiva"	GIÀ ESISTENTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PARTECIPAZIONE E SPAZI PUBBLICI&lt;br /&gt;LE PROMESSE	I RISULTATI&lt;br /&gt;NESSUNA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(A dire il vero non è stato possibile trovare, né nel programma elettorale del Sindaco, né nel programma di mandato amministrativo della Giunta neanche una parola riguardo all'esigenza di avere spazi di aggregazione, dedicati alle assemblee, riunioni, seminari e ad ogni altra forma di partecipazione sia dei giovani che dei non più giovani a costi che non siano proibitivi e quindi inaccessibili per quella parte di società civile che si autorganizza.&lt;br /&gt;Per questo questa scheda anomala indica quello che oggi (viene sottratto a ciò che prima c'era - ed era insufficiente - come sedi pubbliche destinate all'uso dei cittadini per tenere incontri, seminari e assemblee. Riteniamo che queste azioni siano indirettamente, ma volutamente, lesive del bisogno di partecipare, aggregarsi, confrontarsi di gran parte della società civile, un vero attacco alla democrazia.)	MENO DI ZERO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall'inizio del mandato sono stati tolti alla cittadinanza i seguenti spazi pubblici:&lt;br /&gt;La Sala dei Notai - come è noto la biblioteca e il centro di documentazione delle donne da via Galliera e sistemato, provvisoriamente, ai Notai in attesa di completamento dei lavori in Santa Cristina.&lt;br /&gt;Risulta che in Santa Cristina i lavori sono interrotti per mancanza di fondi, chissà quando mai il centro di documentazione delle donne potrà trasferirsi là, nel frattempo la sala dei Notai, efficace spazio pubblico, è per la società civile inagibile.&lt;br /&gt;Quartiere Saragozza- sala Benjamin - il quartiere ha già deliberato il cambio di destinazione d'uso di questa sala, diventerà una biblioteca per ragazzi e a breve dovrebbero iniziare i lavori di adeguamento.&lt;br /&gt;Nulla da dire sulla nuova destinazione d'uso, peccato si vada a sottrarre proprio una delle pochissime sale centrali a bassa costo d'uso.&lt;br /&gt;Una analisi approfondita delle sale, pubbliche e non, porta a dire che o si hanno a disposizione cifre oltre il milione a giornata, oppure ormai pochissimi sono gli spazi pubblici dedicati ad assemblee, riunioni e seminari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IPERBOLE E BOLOGNA DIGITALE&lt;br /&gt;(dal saggio programmatico di Giorgio Guazzaloca sulla rivista "Telèma", numero dell'Inverno '99-'00)&lt;br /&gt;LE PROMESSE	I RISULTATI&lt;br /&gt;"Vorrei citare alcuni di questi obiettivi. Prima di tutto un incremento dell'utenza che porti a 30.000 collegati nel 2001. Si tratterebbe praticamente di raddoppiare la quota di utenti singoli rispetto alla situazione attuale (oltre 17.000).&lt;br /&gt;***************&lt;br /&gt;saranno accresciuti servizi e informazioni presenti nella banca dati (da&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;23.000 a 50.000 pagine)&lt;br /&gt;***************&lt;br /&gt;si punterà a promuovere un servizio di "banca del tempo" on line e di uso della rete come motore dell'economia sociale;&lt;br /&gt;***************&lt;br /&gt;si cercherà di realizzare un distretto "industriale" e un distretto "commerciale" virtuale a favore dello sviluppo del tessuto economico-produttivo metropolitano con offerta di servizi alle imprese via rete.&lt;br /&gt;***************&lt;br /&gt;Ma non basta. Tra gli obiettivi da raggiungere entro il 2001 c'è anche la definizione di un business pian per&lt;br /&gt;l'autoconsistenza finanziaria della rete attraverso la distribuzione di servizi certificati e securizzati (firma digitale e certificato elettronico) a valore aggiunto, forme di pubblicità, sponsorizzazioni, sviluppo dell'e-commerce e delle transazioni, servizi personalizzati;&lt;br /&gt;***************&lt;br /&gt;c'è la creazione di un centro per la formazione telematica e le tecnologie della multimedialità."	ZERO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; (in particolare: Utenti singoli 16.398,&lt;br /&gt;Utenti collettivi: 1.526, numero di pagine: 20.173, dati al 31,01,2002)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bologna negli indici delle principali ricerche nazionali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel complesso, la qualità della vita a Bologna non è certo migliorata in questi due anni e mezzo di Guazzaloca, anzi. Se il nostro giudizio globale non può essere positivo, dalla sicurezza al traffico, dalla pressione fiscale alle infrastrutture, dall'immigrazione alla salute dei cittadini purtroppo esso è in sintonia con quanto emerge dalle principali ricerche nazionali, a partire da quella più nota del Sole 24 Ore.&lt;br /&gt;Un anno fa, commentando il primato di Bologna nella classifica del Sole 24 Ore, il Sindaco Guazzaloca si espresse così: «Ciò dimostra che abbiamo compiuto importanti passi in avanti, proprio come era nelle nostre intenzioni. E ciò è avvenuto malgrado i "denigratori a prescindere" come direbbe Totò». Quest'anno il sindaco ha preferito non commentare l'arretramento in classifica Qualcuno ha scritto, con sagacia, che si potrebbe parafrasare il suo pensiero dicendo così: «Ciò dimostra che abbiamo compiuto qualche passo indietro, al contrario di quello che era nelle nostre intenzioni. E ciò è avvenuto malgrado gli "adulatori a prescindere"».&lt;br /&gt;In realtà le motivazioni dei punteggi attribuiti sono composite e vanno interpretate.&lt;br /&gt;Certamente però le indagine annuali, a partire da quella del Sole 24 Ore, vanno interpretate come un termometro delle tendenze e dei movimenti in atto. La fotografia scattata nel 2001, se conferma la buona attitudine dei bolognesi per consumo di spettacoli e divertimento e il fenomeno grave della criminalità, che non deflette ma anzi contribuisce grandemente a incrinare la qualità del vivere a Bologna fa emergere con evidenza un dato sul quale abbiamo ritenuto opportuno concentrare l'attenzione all'inizio di questo documento.&lt;br /&gt;E' il dato relativo al comparto "Affari e lavoro" dove Bologna arretra dal 26 al 40 posto.&lt;br /&gt;Il difetto di innovazione è il tallone d'Achille di una economia forte ma che rischia di arretrare se non adeguadatamente sospinta verso il rinnovamento, anche dall'azione pubblica.&lt;br /&gt;E ben 10 posizioni Bologna perde nella graduatoria di Italia oggi.&lt;br /&gt;Bologna passa in questa valutazione dalla terza alla tredicesima posizione.&lt;br /&gt;Si tratta di una classifica che, a differenza della precedente, ha confermato dal 2000 al 2001 i propri indicatori economico-sociali e dove le grandi città non subiscono gli spostamenti di posizionamento dato drastici altrove registrati.&lt;br /&gt;Bologna è indicata come intero territorio provinciale ma è l'unica realtà territoriale fra quante rimangono nel gruppo più elevato ad ospitare un centro metropolitano.&lt;br /&gt;E' quindi maggiormente significativo il ruolo della città nel determinare gli andamenti di classifica, di quanto non sia per le dirette concorrenti.&lt;br /&gt;Suona quindi confermata la necessità di una attenzione all'economia ed alla qualità dei risultati delle politiche sociali senza alcuna autocelebrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sole 24 Ore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL SOLE 24 ORE&lt;br /&gt;QUALITÀ DELLA VITA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONFRONTO TRA I RISULTATI 2000-2001 PER BOLOGNA&lt;br /&gt;Posizione in graduatoria	2000	2001	variazione&lt;br /&gt;GRADUATORIA FINALE	1	4	-3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posizione in graduatoria	2000	2001	variazione&lt;br /&gt;ALCUNI INDICATORI	&lt;br /&gt;TENORE DI VITA	3	2	+1&lt;br /&gt;AFFARI E LAVORO	26	40	-14&lt;br /&gt;CRIMINALITÀ	101	98	+3&lt;br /&gt;POPOLAZIONE	54	83	-29&lt;br /&gt;DIVERTIMENTO	2	1	+1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Italia Oggi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ITALIA OGGI&lt;br /&gt;QUALITÀ DELLA VITA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONFRONTO TRA I RISULTATI 2000-2001 PER BOLOGNA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posizione in graduatoria	2000	2001	variazione&lt;br /&gt;GRADUATORIA FINALE	3	13	-10&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posizione in graduatoria	2000	2001	variazione&lt;br /&gt;ALCUNI INDICATORI	&lt;br /&gt;AFFARI E LAVORO	12	14	-2&lt;br /&gt;SERVIZI	6	7	-1&lt;br /&gt;CRIMINALITÀ	101	103	-2&lt;br /&gt;TEMPO LIBERO	  2	1	+1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dieci punti verso un programma: «Non è una proposta politica ma una base per riflettere»&lt;br /&gt;Vademecum per le famiglie&lt;br /&gt;II gruppo Due Torri-Ds del Comune di Bologna apre il dibattito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari - Capogruppo dei Ds in consiglio comunale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi dieci punti non sono una proposta politica. Vorrebbero però rappresentare una base per riflettere e costruire una proposta politica. Ad essi vogliamo aggiungere, e cominciamo a farlo, oggi qui in questo giornale, una analisi sui dati della realtà bolognese e su alcune battaglie aperte sul fronte delle opportunità e dei servizi, che stiamo conducendo nel Comune di Bologna.Tutti i materiali per arrivare, anche su questo punto, ad una proposta, vincente peri il 2004. Vincente perché vicina alle persone, alla vita quotidiana.&lt;br /&gt;1 -La Costituzione della Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio (art. 27)&lt;br /&gt;Anche alla base di questa formulazione vi fu una continua mediazione fra la cultura dei comunisti italiani e la prevalente impostazione dei cristiani di ispirazione democratica, Mavièanche l'articolo 2 che riconosce e promuove le formazioni intermedie fra Stato ed individui che siano capaci di promuovere solidarietà. Il buon senso, il rispetto per le persone e per l'evoluzione storica della nostra società induce a concludere che, se la Costituzione intende favorire la famiglia e distinguere fra la famiglia fondata sul matrimonio e le altre forme di convivenza, queste trovano tuttavia anch'esse  una  tutela  costituzionale. Quindi un principio utile è quello di rifiutare  interpretazioni  ideologiche sulla Costituzione e favorire una evoluzione del diritto e della politica che, e della comprensione e al aiuto non alla discriminazione. Essere per la famiglia vuol dire mettere in rilievo soprattutto il "per", piuttosto che ciò che andrebbe sottratto alle politiche familiari perché rivolto a modelli familiari differenti dal matrimonio. Per amare e difendere la famiglia bisogna impostare, dunque, anche a livello locale politiche attive e positive, che l’aiutino a vivere concretamente, a rafforzarsi nella libertà e nella responsabilità dei&lt;br /&gt;dell'aVamigilii'    ...&lt;br /&gt;Il suo ridursi a nuclei pre più ristretti, fino ad individuare una tendenza, che sarebbe frutto della modernità, a dissolvere la famiglia nella solitudine o, ed è quello che è ritenuto peggio, neÙapromiscuitàenel-la infecondità. Molti problemi esistono. Tuttavia ritengo che il fenomeno più importante, che è davvero curioso che sia così nascosto e privo di riconoscimenti, è che "la famiglia ha vinto".&lt;br /&gt; declino&lt;br /&gt;Voglio dire che modelli di vita, che per millenni sono stati molto diffusi per il peso della povertà oppure tendenze, più recenti, sviluppate a fronte di istanze di libertà e di autodeterminazione della persona, sembrano tutte ricomporsi, in qualche modo, in una "ricerca della vita familiare". D'altra parte è questo il fondamento oggetti-vo delle polemiche sulle "famiglie di fatto". Gli individui vogliono misurare la diversità dei propri percorsi, che è pure considerata un diritto irrinun-ciabile, con la "prova della famiglia, della vita familiare". Davvero non comprendo come non sia salutata come cosa straordinariamente positiva la volontà di fare famiglia, di stabilizzare legami, qualunque siano i generi e le generazioni coinvolte. In realtà la cosiddetta famiglia borghese, solida ma non patriarcale, con i coniugi avviati a maggiore parità, conbambini e . anziani assistiti ed educati ma in condizioni tali da garantire un uso più libero del tempo di ognuno, da privilegio di pochissimi è diventato, con luci e ombre una aspirazioneed anche una possibilità per la quasi universalità della società italiana. Se questo è vero derivano conseguenze e responsabilità importanti per la politica, proviamo a considerarla. 3-Bisogna fare molto per le famiglie&lt;br /&gt;Molti, sempre di più vogliono "essere famiglia". Anche a Bologna. La politica e FAmministrazione deve agire su tutti i punti di crisi della vita quotidiana di una famiglia, del suo formarsi, del suo mantenersi, del suo evolversi secondo il tempo. 4-Formare una famiglia '-' "iroblema più sentito anche dai bo-colo di ivicrt^lo della casa. (Vedi arti-inseguire il mito dei'ia-tto sbagliato prietà come unica risposta. Accanto ad un forte nucleo di proprietà diffusa incrementare con tutte le forme, le possibilità in affitto è necessario per dare flessibilità e libertà, anche dal punto di vista delle stesse tipologie di appartamento, per una vita familiare che trovi i suoi spazi, nella giovinezza della coppia, poi nel ricongiungimento con i genitori più anziani, e soprattutto neir allargarsi fecondo con le na-&lt;br /&gt;famiglia                           .&lt;br /&gt;Servizi educativfèsML* *"■ una flessibili, dibuona qualità sono neci™ sari, sempre di più, non solo per permettere iflavoro di entrambi i coniugi ma, in primo luogo, per alleviare e qualificare i compiti di cura. Per essere più "genitori", più vicini ai figli bi-sognaaverelapossibilitàdiesserloper&lt;br /&gt;un "tempo sostenibile", che ponga la genitorialità al centro della vita ma non in alternativa alla vita delle persone - genitori. Sono convinto che questo aspetto sia altrettanto importante, per le conseguenze nei rapporti fra le generazioni, del valore educativo - che va comunque sempre ribadito - dei servizi e delle scuole per l'infanzia e l'età evolutiva. 6-Una famiglia dalle tante età Va favorita la convivenza, che deve essere una libera scelta, delle tre età, fanciullezza, maturità e anzianità in una famiglia. Servono spazi, lo abbiamo detto,serviziperrinianziae,appunto, una gamma plurale di servizi per gli anziani. La prevenzione prima della cura, la cura è quindi il mantenimento del domicilio proprio prima del rimiglia. i*&amp;U'alk&gt;ntanamentodallafa-delle priorità per uiurt*3-.la catena delle generazioni che porti esperie n-za, saperi, gioia.&lt;br /&gt;7-La famiglia come luogo, essa stessa, di servizio, di cura, di educazione, di benessere La priorità di queste funzioni della famiglia deve indurre a realizzare un mix fra politiche di sostegno fiscale e di rimborso economico con politiche di incremento dei servizi pubblici. Il punto di equilibrio non può essere ba-IafaìPl0 ?HjJe esigenze di risparmiare monetizza'ti.ìfi'^candoquindisul-boliscono, in primo luogoTja 8811 P,lu formazione di nuove famiglie e, co-munque, si riducono le possibilità di libertà. Bisogna invece cercare di sce-&lt;br /&gt;gliere.inogni occasione, la misura più adatta alla famiglia, che non sempre è un servizio disponibile all'esterno.&lt;br /&gt; 8-Una famiglia di cittadini&lt;br /&gt;Aiutare fiscalmente la famiglia, affiancarle servizi, entrambe queste scelte e soprattutto un loro positivo equilibrio richiede la considerazione della famiglia come luogo di condivisione delle scelte, di prova della libertà, di assunzione di doveri oltre che di esercizio dei diritti. L'insieme di questi elementi fa assomigliare quanto è richiesto alla famiglia ad un vero e proprio concetto di cittadinanza. Non basta più dire che la famiglia è il nucleo della società. L'aumentare inevitabile dei momenti di confronto fra Stato e istituzioni, da una parte, e famiglie, dall'altra, richiede che si debba anche dire come la famiglia può essere davvero punto di riferimento per tutta la società e per la sua sfera pubunanùóvHKkyiale. Acquista quindi tematiche legate ai ruòlirasieme delle sono state avanzate nel tempo dal movimento delle donne, e che oggi si ripropongono, spesso, per altra via. Una famiglia autoritaria, oberata da compiti che non ha scelto, condizionata da figli che non riescono a prendere una propria strada autonoma è un soggetto di welfare inaffidabile, è un punto di sussidiarietà insufficiente, è una debolezza per la società pubblica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9- Una famiglia per proteggere &lt;br /&gt;Affrontate individualmente le cause di disagio e di sofferenza di fronte al crimine appaiono ancora più gravi e inaf-frontabili. Esse infatti non sono le medesime per un uomo o per una donna, per una anziano o per un giovane. Chiamare le famiglie al confronto, non davanti ad "un" crimine "un" rischio, ma per affrontare i problemi di sicurezza di un territorio è necessario per amalgamare i punti di vista, indirizzare l'azione pubblica, superare la paura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10-La famiglia nelle nuove condizioni del lavoro&lt;br /&gt;Se è del tutto illusorio pensare di fare carico alla famiglia delle insicurezze dovute al cambiamento del mercato&lt;br /&gt;del lavoro è però decisivo sostenere i percorsi di educazione dei figli, di formazione e riqualificazione degli adulti che passano anche dentro la famiglia e dentro le sue scelte, le sue priorità di bilancio", La Famiglia aiuta a "sostenere"la flessibilità, sia con risorse economiche, sia nel fornire questo peso è oggi sostenuto in grande parte dai soggetti femminile, e invece ridistribuito a danno delle ragazze. Una politica di aiuti le famiglie, "con prestiti pubblici", ma anche sociali, di tempo e di denaro per favorire il lavoro dei suoi membri e la sua qualità è molto opportuna, deve diventare un obiettivo, sempre più importante, di un welfare rinnovato, perché la flessibilità del lavoro non sia solo un inganno ed un maggiore sfruttamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 28.06.2002, IL DOMANI&lt;br /&gt;:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;L'INTERVENTO&lt;br /&gt;Quella politica dei muscoli&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;di Davide Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La Tua Bologna" insiste. Fischiare il sindaco è un reato punibile con la perdita delle sedi concesse dal Comune. Questo è il succo del Consiglio comunale di lunedì. Certo i toni bellicosi di Raisi sono stati temperati nell'ordine del giorno votato da tutto e solo il centrodestra bolognese, ma la sostanza non cambia. Anzi si aggrava. Un conto, infatti, è che le minacce vengano dal deputato -assessore - segretario di An, non nuovo a bellico-sità a vuoto; altro conto è che questi messaggi li dia il partito del sindaco, per altro alla sua presenza.&lt;br /&gt;È grave poi che per imporre il voto si sia forzato più volte il Consiglio comunale, fino a cambiarne l'ordine dei lavori e farlo proseguire ad oltranza, contro ogni prassi. Una esibizione muscolare ben poco atletica, direi piuttosto da body building amatoriale. Noi abbiamo criticato i fischi, con nettezza, subito. A differenza di Vannini (il redattore dell'ordine del giorno) eravamo in piazza il 25 Aprile. È stato, ed è, giusto chiedere ai movimenti il rispetto, non solo delle istituzioni ma dell'Anpi, di chi lavora per dare continuità ai valori della Liberazione. Quel rispetto che è mancato. Sarebbe importante discutere di come ridare forza a questa giornata, aprirla alla riflessione su nuovi diritti, aprirla ai giovani cittadini, che già si riconoscono figli della Resistenza. É un problema di tutti i democratici. Dovrebbe sentirlo come una propria urgenza anche chi governa a Bologna. Ma Guazzaloca non è un "grande mediatore". Ha cercato, in ' questi anni, di sostituire il confronto vero con le relazioni, in sostanza con un piccolo sistema di potere. Quando la politica riprende il sopravvento, nel bene e nel male, Guazzaloca va sott'acqua. Un giorno al congresso di An, dove autoseppellisce la propria centralità, un giorno ironizzando contro gli scioperanti, che sono poi i suoi concittadini, un giorno svicolando da un centro anziani. L'opposizione ha oggi più ruolo e responsabilità. Abbiamo da riempire tutto lo spazio della proposta. Per Bologna. Una città alla quale la politica torna a piacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 01.05.2002, IL DOMANI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…………………………………………………………………………………………………….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE ASSENZE DEL SINDACO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DAVIDE FERRARI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I&lt;br /&gt;I Consiglio comunale ha discusso lunedì dell'assassinio del professor Biagi e delle iniziative istituzionali e politiche die che ne sarebbero dovute derivare in città. I partiti della maggioranza, tutti: da La tua Bologna a AN, si sono purtroppo dimostrati al di sotto di quanto era ed è richiesto dall'ora presente. Nessuna proposta di approfondimento sul fenomeno terroristico, nessuna volontà di dialogo con la società, con i giovani, con l'Università - il "mondo" di Marco Biagi - con i lavoratori, per reagire al terrorismo, per, come pure diciamo tutti, "isolarlo". Una parola impegnativa che richiederebbe azione e coerenza. Hanno votato solo un ordine del giorno, livido e omertoso sulla seria questione delle scorte. Ma cio che più ha stupito è stata l'assenza del sindaco di Bologna. Guazzaloca aveva usato parole non infelici, in piazza Maggiore. Ma il Comune è fino ad ora rimasto inattivo. È facile capire il perché. Non può essere un punto di riferimento se chi ne è U sindaco non lo dirige, non lo orienta, non si misura con l'obbligo di scendere in campo, moltiplicare la presenza delle istituzioni, unire le culture politiche e civili della città. Nulla. Mi sono chiesto che cosa avesse di più importante da fare il sindaco lunedì, dalle 16 alle 22. Anche perché so bene dov'era dalle 19,30 alle 21, minuto più minuto meno. Era tra noi, alla tavola, un po' solenne e un po'acida, della mensa consiliare. Allora è stato presente, solo allora. Nessuno pensi voglia fare facili battute. Sono convinto che Guazzaloca si eclissi, spesso e volentieri, non per disprezzo, furba avarizia, calcolo. Il punto è che in tempi difficili quello che "si è", quello che si porta da casa, l'esperienza pure utile di una vita di relazioni sodali, non basta. Bisogna confrontarsi, discutere, "spendersi". Altrimenti le parole, finita l'ovvietà, vengono a mancare. È una piccola vendetta della politica. Nessun mistero dunque. Chi non non c'è e non fa, non sa cosa dire. Soprattutto non sa cosa fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 27.03.2002&lt;br /&gt;……………………………………………………………………………………………………………………………&lt;br /&gt;«II Comune deve chiedere al governo Berlusconi una drastica inversione di tendenza nella politica antisociale»&lt;br /&gt;Per le bambine e per i bambini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione della scuola sotto le Due Torri e i progetti per i prossimi anni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Sindaco di Bologna, Giorgio Guazzaloca, aveva preso ad esempio dell'inconcludenza della sinistra e dell'Ulivo le proposte di fare di Bologna una città per le bambine e i bambini. Queste affermazioni, di particolare inadeguatezza, sono state alla base di tre anni persi nelle politiche per l'infanzia e l'età evolutiva per la città di Bologna. Certo a Bologna esiste e si è mantenuta una consolidata rete di servizi educativi per l'infanzia. Si è mantenuta anche e soprattutto per una iniziativa forte dell’opposizione, sociale e politica, che è riuscita con una vasta iniziativa, i diecimila no al "progetto Pannuti" ad impedire, fin dall'anno 2000 una sciagurata scelta della Giunta che voleva chiudere un terzo delle scuole comunali dell'infanzia per "riconvertire" la spesa tutta a favore delle scuole private. In compenso però se le scuole hanno resistito è mancata una politica più vasta capace di connettere attenzione ai bambini con incentivi alla rinatalità responsabile. Oggi si torna sempre più a parlare (vedi i programmi alla Montagnola e Piazza San Francesco) di città peri bambini. Non si può però restare a singoli episodi.&lt;br /&gt;Vogliamo costruire una città sempre più amica dei bambini, delle bambine e degli adolescenti, progettando un ambiente urbano sicuro, con spazio e tempi per il gioco libero e per la vita di relazione, anche attraverso un'integrazione delle politiche dell'istruzione e della cultura in primo luogo, fra loro e con le grandi scelte per la viabilità,lo sport, i servizi, il commercio. Non si tratta solo di migliorare la vita dei bambini e delle Bambine: vogliamo fare il possibile per far crescere oggi nei più piccoli una cultura che li renda domani adulti più sensibili, attenti ai grandi temi della convivenza, dell'ambiente, della cura della città, delle relazioni uomo-donna e delle culture diverse. Sarà la garanzia di maggiore vivibilità della città e di possibilità di scambio tra le generazioni. Questo era il programma del Centro Sinistra per Bologna, lo riconfermiamo volendogli dare nuova centralità e forza.&lt;br /&gt;Proponiamo nuovamente l'istituzione di un vero e proprio "Progetto Bambine e Bambini", che richieda una specifica attenzione alla Giunta ed al Consiglio Comunale affinché ogni ambito dell'Amministrazione venga sensibilizzato alla valorizzazione dell'infanzia, con precisi investimenti. Questi gli obiettivi che vogliamo conseguire. Nidi e servizi integrativi: non basta più sfiorare la soglia del 30% dell'utenza potenziale, bisogna raggiungere una quota più vasta di bambini da zero a tre anni, perché nessuna famiglia resti senza risposta. La rete degli asili va potenziata in particolare nei Quartieri dove si addensano le liste di attesa (centro storico, Navile e Savena e nelle recenti urbanizzazioni e quelle di prossima realizzazione).&lt;br /&gt;Bisogna aprire servizi educativi presso alcuni luoghi di lavoro, a partire da grandi aziende pubbliche come il Comune, la Regione, la Provincia, l'Università e il servizio ospedaliero, con la garanzia della qualità da parte dell'Amministrazione comunale e del suo servizio nidi. Bisogna organizzare l'offerta di forme diversificate di aiuto domiciliare e di Quartiere, formando personale adeguato. Queste scelte assieme all'assegno per il primo anno in famiglia non possono essere intese come alternative al nido, così come propongono gli assessori Pannuti e Galletti, per i quali la spesa per gli asili nido è "insostenibile ed ingiusta".&lt;br /&gt;Sono invece servizi che possono "liberare" i nidi da una richiesta insostenibile, e solo qualora essi sorgano esattamente là dove vi sono bisogni specifici delle famiglie, disegnati sui loro orari e sulle loro necessità.&lt;br /&gt;Scuole materne: Gli obiettivi devono riguardare qualità e quantità. Per quanto riguarda l’impegno per la qualità nelle scuole per iniziativa del Comune vi sono progetti importanti, che non possono restare sperimentali, vanno invece estesi, generalizzati, come l'inglese per i 5 anni, e l'avvio alla conoscenza del computer che devono arrivare a tutte le 90 scuole di Bologna il computer. Così la prevenzione dei disturbi del linguaggio educazione psicomotoria, che sono da generalizzare a tutti i quartieri. Le aule didattiche nei musei e nei luoghi notevoli della città sono state il primo esempio, di straordinario valore, di una politica unitaria scuola-cultura. Rischiano di esaurirsi con la generazione di operatori che li hanno aperti e mantenuti. Bisogna riportarli al centro dell'attenzione e apriri anche a ragazzi di età più avanzata, alle scuole secondarie.&lt;br /&gt;Ma vi è anche il dato della quantità. Anche per quest'anno vi sarà un aumento dei posti "statali", ma per effetto della legge finanziaria sono gli ultimi posti "sicuri". In più: essi sono garantiti soltanto perché avanza una politica dell'autorità scolastica tesa a "raschiare il fondo del barile", mettendo tutti gli insegnanti nelle sezioni e nelle classi, tagliando tutti i progetti di qualità. Si delinea così, dal&lt;br /&gt;2003-04, una vera e propria "crisi della scuola", anche a Bologna, dove arriverà, tra l'atro un nuovo impatto demografico. Il Comune deve prepararsi, oltre a chiedere una drastica inversione di tendenza nella politica antisociale del Governo Berlusconi. Bisogna concertare, a livello metropolitano, la nascita di nuovi servizi scolastici, mettendo assieme Comuni, cooperazione educativa e associazionismo familiare. Bologna deve capire che non è sola. Le nuove competenze della Regione, che già sta prevedendo nuovi interventi legislativi, può essere un sostegno importante, mentre invece, con la gestione Pannuti, Bologna è scomparsa dal dibattito educativo regionale e nazionale.&lt;br /&gt;Oltre alla scuola la città. Vogliamo garantire pari opportunità per tutti i bambini, le bambine, gli adolescenti. È importante la realizzazione di percorsi sicuri casa-scuola in cui i bambini siano liberi di muoversi, finanziando i progetti già esistenti lasciati dalla Giunta ai margini del Piano del Traffico. Per questo è necessario moderare il traffico e realizzare nuove piste ciclabili, avere una segnaletica a misura di bambino, un arredo urbano e stradale che tenga conto delle esigenze dei pedoni. Tutto il contrario di quanto ha fatto la Giunta che punta ancora all'affermazione della centralità ideologica dell'automobile. Si parla di alberi solo per tagliarli, per la Giunta, noi vogliamo invece che sia garantita la cura di una rete di aree verdi intorno ai luoghi frequentati maggiormente dall'infanzia. Si è fatta strada, in questi anni l'idea di contratti di cura, nei quali Enti privati, sponsorizzano aree verdi. Noi vogliamo che siano coinvolti i cittadini, e non espropriati. La collaborazione pubblico e privato va bene se parte dalle famiglie con esperienze di progettazione e gestione da parte dei bambini, delle bambine, degli adolescenti e degli adulti di aree verdi, cortili scolastici, riqualificando tali aree. Vogliamo spazi in cui bambini possano trovarsi con persone di altre generazioni, cambiando per questo anche la politica per la cultura per avere musei, mostre, teatri adeguati ai più piccoli.&lt;br /&gt; u tutte queste proposte insiste il  Gruppo Due Torri. Il richiamo è alla proposta di città educativa, come venne avanzata da studiosi come Antonio Faeti e Franco Frabboni. Non è Accademia, nei giorni in cui Bologna vede le scale mobili e i servizi di ristorazione veloce invadere la Biblioteca dei Ragazzi di Sala Borsa. Proprio la Sala Borsa, un grande luogo pensato per congiungere la cultura antica e moderna, tutte le generazioni, nel centro della città rischia così di diventare il segno di una minorità della cultura e di una marginalità dei bambini. Per questo la battaglia per le famiglie e per l’infanzia è riiniziata in Consiglio Comunale, proprio dalla Sala Borsa.&lt;br /&gt;«Vogliamo costruire una città sempre più amica delle ragazze e dei ragazzi, progettando un ambiente urbano sicuro, con spazio e tempo per il gioco libero e per la vita di relazione».&lt;br /&gt;«Occorre garantire pari opportunità per tutti gli adolescenti, è importante la realizzazione di percorsi sicuri casa-scuola in cui i bambini siano liberi di muoversi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 17.07.2002, IL DOMANI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervento alla Conferenza economica del 19-20 giugno 2002&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DAVIDE FERRARI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io penso che non possiamo evitare di discutere anche su quello che ci circonda e che ha una valenza politica straordinaria, per il mondo del lavoro in particolare.&lt;br /&gt;Ciò che accade ci riempie certamente anche di preoccupazione, ma ci deve indurre anche a considerare le forze in campo fino in fondo.&lt;br /&gt;A sinistra Il primo giudizio credo occorra darlo su come il governo ha operato per favorire la rottura fra i sindacati confederali nella trattativa, e deve essere netto.&lt;br /&gt;Io penso che sia necessario tenere fede agli impegni presi in difesa di tutto il mondo del lavoro.&lt;br /&gt;Credo che sia necessario nei confronti sia di chi giustamente gode del diritto a non essere licenziato senza giusta causa sia di chi già oggi si vede negato questo diritto. Attenzione però, non bisogna banalizzare in alcun modo il problema grave è rappresentato dalla diversa posizione di CISL e UIL.&lt;br /&gt;Ci possono essere banalizzazioni demonizzanti e ci possono essere anche banalizzazioni nel tenere il problema sotto il tappeto.&lt;br /&gt;Sembra si possa giungere ad un punto davvero serio e grave di rottura.&lt;br /&gt;Io credo che non si possa banalizzare questo dato per un motivo di fondo, innanzitutto, e che a me sta a cuore, anche più dello stesso scenario politico&lt;br /&gt;immediato: c'è il rischio di vedere il sindacalismo confederale non solo diviso ma trasformato nella sua natura e nel suo ruolo.&lt;br /&gt;Due grandi centrali storiche, CISL e UIL, che rappresentano realmente parti importanti della società non solo del lavoro, possono essere chiamate a&lt;br /&gt;trasformarsi in sindacati a cui è destinata una parte che è delle istituzioni della società, l'assistenza, la consulenza.&lt;br /&gt;La delega di funzioni che devono rimanere pubbliche o comunque sociali e controllate dalle istituzioni.&lt;br /&gt;Si perderebbe così l'autonomia di una parte essenziale di quella ricca realtà di corpi associativi intermedi tra lo Stato e i cittadini che è una delle maggiori&lt;br /&gt;ricchezze della particolare democrazia italiana ed è una delle maggiori ricchezze di Bologna.&lt;br /&gt;Questo segnerebbe un serio punto di arretramento.&lt;br /&gt;Io ho ascoltato poco fa con molto interesse l'intervento dell'amico Alberani.&lt;br /&gt;Sia detto per inciso, considero il rischio di cui parlo particolarmente serio per il mondo del cattolicesimo democratico che per primo ha capito e interpretato questa autonomia civile, e che a Bologna proprio, ad esempio, dal lavoro degli amici della CISL ci ha aiutato anche per questa capacità ogni giorno, con posizioni del tutto autonome, talvolta condivisibili, talvolta meno, a capire meglio la città&lt;br /&gt;anche in questo passaggio di amministrazione.&lt;br /&gt;No davvero, non si può affrontare questo difficile momento su un piano prevalentemente tattico.&lt;br /&gt;In primo luogo bisogna pensare a mantenere saldo il rapporto con quella grande maggioranza di lavoratori di età diverse e di cittadini che hanno manifestato in&lt;br /&gt;ogni occasione in questo anno di fuoco la propria volontà di avere e di esercitare i diritti di libertà.&lt;br /&gt;Io ho iniziato la mia attività lavorativa ormai qualche anno fa, negli anni 80, andando a censire per la Confindustria gli itinerari lavorativi dei piccoli e medi imprenditori a Bologna e a Reggio Emilia. Molti erano ex licenziati politici delle grandi fabbriche dell'Emilia ma anche della Liguria e del Piemonte o di altre regioni ancora. Perché?&lt;br /&gt;Perché dalle lotte degli anni cinquanta, pur sconfitte, cosa che certo non mi auguro per l'oggi, si produsse un momento di straordinario protagonismo sociale, si selezionò una classe dirigente che rappresentava la parte più dinamica della società. Siamo convinti che molte delle componenti sociali più à dinamiche delle nuove generazioni di Bologna, quelle che ritroveremo nel lavoro, nell'Università domani,quei soggetti a cui ha fatto riferimento il Prof. Pier Ugo Calzolari, non fossero oggi tra i protagonisti di quelle manifestazioni dove le generazioni fra i 25 e i 35 anni abbiamo visto così numerose?&lt;br /&gt;Sono quei giovani che con la loro presenza smentiscono ogni banale archiviazione "nel vecchiume" del conflitto sociale in corso. Io credo che occorra su questo riflettere. C'è - anche con questi giovani - una forza unitaria che può ancora rimettere in carreggiata le cose, sospingere il movimento sindacale ma anche l'Ulivo a ritrovare un'unità vera e forte, di prospettiva e di azioni.&lt;br /&gt;Certo le prime reazioni dell'Ulivo sono state problematiche, non poteva forse essere diversamente, ma per ritrovare la strada bisogna guardare in faccia ai contenuti dello scontro sociale.&lt;br /&gt;Spetta, io credo, al nostro Partito un ruolo trainante nell'Ulivo, sul lavoro in primo luogo. Non si tratta, e qui vengo a Bologna, di fare un esercizio propagandistico dell'opposizione. Bisogna porre il tema di un'alternativa all'azione di divisione operata dal governo.&lt;br /&gt;Così Bologna può vedere certamente iniziative importanti attorno alla proposta della carta dei diritti e nelle iniziative referendarie già annunciate della CIGL, ma anche -io penso- mettere in campo esperienze per un programma di qualità e quantità dello sviluppo.&lt;br /&gt;La grande debolezza del governo è di chi lo sostiene infatti anche e principalmente nella incredibilità del suo programma economico.&lt;br /&gt;Chi non sa come aiutare la produzione di ricchezza non può che cercare di dividere i diritti. Invece c'è molto bisogno di una politica per lo sviluppo anche in&lt;br /&gt;una realtà forte come la nostra.&lt;br /&gt;Per il governo così come per chi amministra la nostra città la politica industriale non conta, e, parimenti, la formazione non è una priorità.&lt;br /&gt;Ma senza innovazione si colpiscono proprio quei distretti economici e sociali, come quelli emiliani e bolognesi, fatti di imprese medie e di un artigianato diffuso, che vincono sulla competitività e non sull'assistenzialismo.&lt;br /&gt;Certamente non basta loro risparmiare sulla forza lavoro per competere.&lt;br /&gt;Sta a noi dimostrare che è possibile una politica diversa che moltiplichi e rinnovi le forze produttive, coinvolga lavoratori ed imprenditori in un confronto - fra i cittadini - sulla proposta di uno sviluppo e di un lavoro adeguato e alla qualità e al sapere che già appartengono alle persone che vivono nella nostra realtà.&lt;br /&gt;A loro, se lavoratori, ed è giusto, non basta un lavoro 'purché sia', e, se imprenditori, rassegnarsi a determinare le dimensioni della propria impresa con le&lt;br /&gt;proprie sole capacità e terminarla con la propria età di vita.&lt;br /&gt;La sfida è già qualitativamente più alta e io credo che la Sinistra e l'Ulivo la possano raccogliere più e meglio di altri.&lt;br /&gt;Abbiamo avuto, nella Giunta e nella Maggioranza che governano Bologna, il silenzio su queste tematiche, sul futuro del nostro sviluppo produttivo.&lt;br /&gt;Un silenzio, l'ha ricordato Pasquini e ha fatto bene, rotto soltanto con un punto di dibattito sia pure nato forse in maniera maldestra per iniziativa di un assessore che è insieme deputato, segretario di un partito e che ha avuto evidentemente -per questa sola ragione- poche opportunità per riflettere. "Città svegliati", questo è stato il suo appello.&lt;br /&gt;Ma con lui il Municipio è sembrato vedesse nemici dappertutto: nemica la Regione Emilia Romagna, nemica la Fiera di Rimini, nemica la Camera di Commercio, nemica la Provincia, nemici i Comuni contermini, nemico il sistema delle imprese.&lt;br /&gt;E' fin troppo facile dire che il nemico è invece proprio dentro il Municipio. Forse chi ha parlato avrebbe voluto rappresentare una delle braccia fondamentali di una nuova alleanza per lo sviluppo basata sulla rappresentanza diretta delle forze produttive. "La politica non serve più a fare progetti, noi siamo qui per rappresentarvi per seguire i vostri interessi e cambiare la città a loro immagine": questo diceva Guazzaloca e ripeteva con più enfasi Raisi.&lt;br /&gt;Dobbiamo discutere di questa volontà della Destra, di questa volontà di alleanza fra forti.&lt;br /&gt;Vedere se essa si è effettivamente saldata e se essa sia politicamente e socialmente vincente.&lt;br /&gt;Mi interessa per quello che ho detto all'inizio proprio per il richiamo al conflitto sociale.&lt;br /&gt;Se non vi è spazio, se la partita è già chiusa, su uno spartito dettato dai più forti, non solo il conflitto è inutile ma l'unica scelta sarebbe più che un riformismo debole la rinuncia alla proposta, la sequela del quotidiano.&lt;br /&gt;Ma io ritengo che questa alleanza dei cosiddetti poteri forti, in realtà a Bologna, non ha ancora chiuso il suo cerchio.&lt;br /&gt;Tutta la città, anche le sue eccellenze, richiedeva e richiede una politica più vasta per lo sviluppo.&lt;br /&gt;E allora c'è ancora spazio per una politica più grande e perciò stesso più rispettosa della città e dei cittadini.&lt;br /&gt;La Sinistra, si sa, è dialogica per natura.&lt;br /&gt;Non desidereremmo di meglio che vedere finalmente la giunta Guazzaloca protagonista e suscitatrice di un grande dibattito su Bologna, ma dobbiamo notare che finora questo è stato evitato. E non credo che in ciò si possa ritrovare il frutto di un voluto pragmatismo della volontà di servire la città senza dirigerla.&lt;br /&gt;No. Il problema è che " ha mostrato i suoi limiti l'equazione sulla quale Guazzaloca si è finora retto: "saremo continuisti- ricordate, sui servizi e invece incrementeremo, saremo innovativi sulle infrastrutture".&lt;br /&gt;Sulle infrastrutture a fronte di gravi carenze delle proposte dì Guazzaloca e Salizzoni, è andata avanti una risposta forte ed incidente del nostro campo, ne&lt;br /&gt;sono prova c'è le iniziative promosse dalla Provincia dove si sono viste, nel confronto, validità nostre e limiti altrui, lo testimoniano anche le relazioni di&lt;br /&gt;questo convegno.&lt;br /&gt;Anche noi del Gruppo Due Torri in Comune, ce ne siamo occupati molto e io credo anche con qualche risultato.&lt;br /&gt;Sui servizi la città continua davvero a cambiare quel suo corso e questo non conduce come in troppi pensavano alla domanda di avere libertà da ogni cosa,&lt;br /&gt;compresi i servizi sociali, ma al contrario ad aumentare le richieste di protezione, sicurezza, coesione.&lt;br /&gt;Ma i servizi costano e la finanziaria impone, se non sarà cambiata drasticamente la politica di questo governo, le esternalizzazioni obbligate: dal 2003 si cambia pagina e siamo tutti con il cappio al collo di un'innovazione non guidata e chiamata a distruggere invece che a costruire.&lt;br /&gt;Ma questo sarà il momento di dimostrare di che pasta è anche fatta la proposta alternativa di una Sinistra e di un Ulivo anche qui a Bologna. Bologna o diventa una città capitale o decade inesorabilmente. A partire da questa considerazione si può delineare una vasta proposta politica da rivolgere alle forze sociali, al lavoro ed alle professioni, alle rappresentanze della cultura e della società civile.&lt;br /&gt;E' a partire da qui che dobbiamo verificare se ci può stare o non ci può stare la base programmatica della scommessa della relazione di Pasquini di questa serata, della nostra proposta per come si sta delineando. Il governo pubblico di una grande città ha oggi più responsabilità, non meno, non può invocare le colpe degli altri a nascondimento delle proprie, gridare alla luna come Raisi,o cavarsela, compagni e amici, con il ricorso-sempre e comunque- alla categoria della sussidiarietà.&lt;br /&gt;Per continuare a mantenere lo standard dei servizi a Bologna non basterà trovarsi attorno ad un tavolo e decidere che cosa esternalizzare e che cosa "tenere". No. Bisognerà chiamare la città a investire socialmente di più sui servizi pubblici tenendo in ogni grande comparto una quota di gestione pubblica di forte qualità a misura e verifica di qualità sociale e di efficacia, e chiamare i privati a una forte collaborazione integrativa, dichiaratamente integrativa, non sostitutiva e concorrenziale con il pubblico.&lt;br /&gt;Sembrano frasi, lo so, così come sembrano frasi anche altre cose, ma sono punti di reale discrimine. Oggi questi temi sembrano ancora periferici e lontani, ma credo che quando andremo al confronto elettorale, "cosa tenere" e "dove investire" sarà la coperta corta di cui tutti dovremo vestirci, noi e il Centrodestra. Dimostrare di avere vestiti adatti alla città sarà la carta vincente.&lt;br /&gt;Ma qui si deve dire, ne hanno parlato molto, e anch'io voglio farvi brevemente riferimento, che un altro fattore è diventato via via tipico del modo di governare del mandato Guazzaloca.&lt;br /&gt;E' l'utilizzo costante ma privo di un leggibile ordine di priorità di risorse del privato sociale. Mentre del privato sociale di larga diffusione non si parla più e il tema del "bilancio sociale" è andato nel dimenticatoio, le fondazioni bancarie, espressione dell'economia e della capacità di risparmio dei cittadini, soggetto ineludibile di sviluppo per la città, appaiono chiamate a contribuire di continuo a progetti piegati alla volontà politica, non dettati da reali bisogni sociali e da priorità determinate chiaramente da una concertazione attiva e limpidamente diretta dal governo della città.&lt;br /&gt;I loro investimenti sono dispersi in più campi, in ultima analisi le fondazioni sono protagoniste sì, ma di spalla, relegate a un ruolo di sostegno senza verificabilità dell'utilità sociale primaria degli interventi.&lt;br /&gt;Anche su questo c'è molto da ragionare, sulle alleanze saldate o meno fra i forti contro i deboli e si può vedere forse che i deboli se di buona parola e di ricca cultura, una massa forte di uomini e donne in quantità forte ma in qualità più forte ancora, possono saldare alleanze diverse da quelle che erano date per&lt;br /&gt;scontate il 28 di giugno del 1999.&lt;br /&gt;Bologna perde terreno, ma deve e soprattutto può riconquistarlo.&lt;br /&gt;Ha già buttato via i primi tre anni di Guazzaloca, potrebbe ritrovarsi a fine mandato con 5 anni persi, l'opposizione ha più responsabilità.&lt;br /&gt;Proprio le qualità del lavoro e della cultura di Bologna fanno risaltare le insufficienze e gli errori di questa amministrazione.&lt;br /&gt;Ne abbiamo parlato presentando noi il consuntivo di metà mandato di questa giunta, mentre la giunta si è negata ed è sfuggita al dibattito in Consiglio ed in&lt;br /&gt;città.&lt;br /&gt;Ma c'è un'urgenza del nostro fare, questo deve essere il risultato anche della presente Conferenza. Si dice, tutti lo dicono ma pochi lo vogliono comprendere, che "i giorni, nell'età di Internet valgono anni", è una frase un po' piena di prosopopea, ma che ha anche qualche significato. Io preferisco dire che per&lt;br /&gt;valorizzare Bologna il tempo è sempre poco, per valorizzare, in Bologna, una città migliore di chi la governa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari - Capogruppo "Due Torri-Ds per l'Ulivo"&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA NOSTALGIA DEL FASCISMO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari (Capogruppo "Due Torri-Ds per l'Ulivo")&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alleanza Nazionale, si sa, anche in città è un partito in crisi. A Bologna governa, governa a Roma, lima i voti sono in calo. Berlusconi egemonizza e, sul fianco destro, Forza Nuova appare tonica e aggressiva. Come reagire: tutto fa brodo. L'assessore, deputato, segretario politico Enzo Raisi ha una sua ricetta: moltiplicare i propri incarichi, difendere Guazzaloca sempre e comunque e contemporaneamente "inglobare" le ali movimentiste, ideologiche, nostalgiche.&lt;br /&gt;Peccato che la nostalgia sia quella del fascismo e dell'iconografia nazistoide, della rivendicazione di Salò e dell'attacco alla Resistenza. Leggiamo così che Azione Giovani di Bologna, organizzazione legata ad An, se la prende con "l'atlante delle stragi nazifasciste in Emilia-Romagna", un sito allestito grazie a una ricerca del Dipartimento di Storia dell'Università di Bologna, finanziata dal Ministero dell'Istruzione.&lt;br /&gt;A lanciare l'accusa sono Riccardo Marchioni e Paolo Rendina, rispettivamente Coordinatore provinciale, e, udite udite capogruppo di tutta la Casa della Libertà a Borgo Panigale, e Presidente provinciale di Azione giovani. Per loro si tratta di "un'indecenza", senza "nessun valore storico", ma "di scopo puramente propagandistico".&lt;br /&gt;La ricerca è svolta sotto l'egida dei più noti storici del settore, ai quali deve andare tutta la nostra solidarietà. Tuttavia per queste "giovani liquerizie",cioè neri, è infarcita di "falsità" e "omissioni storiche", di "facili banalizzazioni di chi è il buono e cattivo". Perché? "In questo 'atlante manca l'elenco degli eccidi di civili e militari compiuti dai partigiani durante e dopo la fine della guerra, in particolar modo nel cosiddetto 'triangolo della morte',- dicono, e aggiungono: "ci proponiamo di rinfrescare la memoria a questi ricercatori, mandandogli una mail con scritto: e le stragi partigiane?".&lt;br /&gt;Per fortuna non si annunciano altri metodi, più spicci. Questo il testo della lettera elettronica: "Probabilmente chi ha realizzato questa ricerca non è uno studioso di questa disciplina, ma di un'ideologia e un'utopia che non è ancora morta". Azione Giovani annuncia che manderà "per un mese in modo massiccio, continuativo, pressante questa mail, perché dopo mezzo secolo l'Italia ha la necessità di raggiungere un'unità storica fondata sulla verità".&lt;br /&gt;D'altra parte questi giovani disorientati non sono soli, nella galassia bolognese di AN. Far passare un ordine del giorno sull'olocausto è sempre un problema in Consiglio comunale, mentre il capogruppo e altri consiglieri si addobbano con cinture con l'aquila repubblichina e ciondoli con la runa celtica. Pare che siano simboli riciclati. Non si intenderebbe rievocare ma dimostrare appartenenza ad organizzazioni "attuali" della gioventù "legale" della destra. Insomma l'ambiguità esiste, ed è ben coltivata.&lt;br /&gt;Una richiesta a Raisi s'impone: se Fiuggi vale ancora, bisogna rompere con simboli, ideologie ed anche posizioni inaccettabili. Per qualcuno gli esami non finiscono mai. Per gli ex-fascisti non sono mai cominciati. Noi siamo per farli. Si vuole fondare finalmente la nostra Repubblica su una convivenza basata su valori e storia condivisa. Bene. In quella storia la Resistenza è centrale, il fascismo ed il nazismo sono il nemico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovedì 13.06.2002, L'UNITA’ ED. BO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'INTERVENTO&lt;br /&gt;La frattura nei sindacati, la sinistra e il lavoro&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo giudizio che occorre dare, a sinistra, sulla rottura registrata fra i sindacati confederali nella trattativa con il governo e le altre parti sociali deve essere netto: la Cgil sta tenendo fede agli impegni presi in difesa di tutto il mondo del lavoro. È un impegno nei confronti sia di chi gode del diritto a non essere licenziato senza giusta causa, sia di chi, già oggi, si vede negato questo diritto. Non e è ombra di pregiudizio nella posizione che ha rappresentato Sergio Cofferati, tanto è vero che la Cgil parteciperà agli altri tavoli. Non bisogna però banalizzare il problema grave rappresentato dalla diversa posizione di Cisl e Uil e questo per un motivo di fondo: c'è il rischio di vedere il sindacalismo confederale, non solo diviso, ma trasformato nella sua natura e nel suo ruolo. Due grandi centrali storiche, Cisl e Uil, che rappresentano parti importanti della società e non solo del lavoro, possono essere indotte per una scelta sbagliata a trasformarsi in sindacati a cui è destinata l'assistenza, la consulenza, la delega, nel rapporto con i lavoratori, di funzioni che devono rimanere pubbliche e delle istituzioni. Si perderebbe così l'autonomia di una grande parte di quella ricca realtà di corpi associativi intermedi fra lo Stato e i cittadini che è una delle maggiori ricchezze della particolare democrazia italiana. Questo segnerebbe un punto di arretramento, sia detto per inciso, particolarmente serio per il mondo del cattolicesimo democratico, che per primo ha capito e interpretato questa autonomia civile. Il populismo reazionario, non conservatore, di Berlusconi non chiederebbe di meglio. Ma questa trasformazione può pesare anche oltre la fase politica attuale, segnata dal primo governo che si fonda su un accordo programmatico con le parti retrive della Confindustria. No, davvero non si può affrontare questo difficile momento su un piano prevalentemente tattico. In primo luogo bisogna pensare a mantenere saldo il rapporto con la grande maggioranza dei lavoratori di tutte le generazioni e dei cittadini che hanno manifestato, in ogni occasione, in questo anno di fuoco, la propria volontà di avere ed esercitare diritti di libertà. È questa una motivazione forte ed unitaria, il vero filo che ha collegato le lotte&lt;br /&gt;dei metalmeccanici per il diritto a giudicare il proprio contratto, agli studenti ed agli insegnanti che hanno chiesto salvezza e sviluppo per la scuola di tutti, la scuola pubblica. È questo ciò che ha unito soprattutto l'insieme dei milioni di persone che hanno manifestato il 23 marzo, il 16 aprile allo sciopero generale, il Primo di Maggio, a Bologna, come e più che in tutte le città d'Italia. È questa la forza unitaria che può rimettere in carreggiata tutto il movimento sindacale, sospingerlo a ritrovare unità di prospettive e di azione. Le prime reazioni nell'Ulivo sono state inevitabilmente molto problematiche. Non poteva essere diversamente. Ma, per ritrovare la strada bisogna guardare in faccia ai contenuti dello scontro sociale. Se la sinistra e l'Ulivo apparissero disponibili a dividere sui diritti le generazioni, a separare e a contrapporre, come tanti invocano, i padri dai figli, a considerare inevitabile una istituzionalizzazione del sindacato confederale, la sconfitta potrebbe essere ancora maggiore, assai più duratura di quella politica registrata con l'affermazione di Berlusconi. Spetta, invece, ai Democratici di Sinistra, ne sono profondamente convinto, che sono il principale partito della sinistra e che sono stati e sono una delle forze trainanti dell'Ulivo, un lavoro difficile ma decisivo. Non si tratta di fare un esercizio propagandistico dell'opposizione, bisogna porre il tema di una alternativa ali azione di divisione operata dal governo. Bisogna realizzare sia una vasta campagna di iniziative attorno alla proposta di una nuova "Carta dei diritti dei lavoratori", sia mettere in campo un programma per la qualità ed anche la quantità dello sviluppo. La grande debolezza del governo e ai chi lo sostiene è infatti anche e principalmente nella non credibilità del suo programma economico: chi non sa come aiutare la produzione di ricchezza non può che dividere i diritti. Il governo attende la ripresa e promette agli imprenditori libertà di licenziare invece di una politica per lo sviluppo. Da questa Legge Finanziaria, fondata su tagli e conti quanto meno approssimativi, alla prossima, si giocherà una partita lunga e decisiva, per la democrazia e per lo sviluppo. Una partita che si gioca anche a Bologna. Per il governo, così come per chi amministra la nostra città, la politica industriale non conta, la formazione non è una priorità. Ma senza innovazione si colpiscono proprio quei distretti economici e sociali, come quelli emiliani e bolognesi, fatti di imprese medie e di un ar-tigianato diffuso che vincono sulla competitività e non sull'assistenzialismo. Certamente non basta loro risparmiare sulla forza lavoro per competere. A noi dimostrare che è possibile una politica diversa, che moltiplichi e rinnovi le forze produttive e coinvolga lavoratori ed imprenditori in un confronto fra cittadini, sulla proposta di uno sviluppo e di un lavoro adeguati alla qualità ed al sapere che già appartengono alle persone che vivono nella nostra realtà. È qui che si può saldare una alleanza più forte, da tutto l'Ulivo a Rifondazione, alle nuove generazioni, per garantire alla città una direzione adeguata. Bologna, infatti, deve affrontare una grande prova per riproporsi come una città che conta: stare a fianco del lavoro, inequivocabilmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Direzione nazionale Ds&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 05.06.2002, IL DOMANI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;Nuoto: una questione importante&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14 Gennaio 2002&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi il Consiglio comunale discuterà il tema : "Le politiche per il nuoto e l'impiantistica sportiva degli sport d'acqua del Comune di Bologna" .&lt;br /&gt;Sarà il primo punto all'Ordine del Giorno, stabilito su richiesta dei consiglieri di opposizione e su di esso il Consiglio Comunale discuterà in via straordinaria.&lt;br /&gt;Abbiamo ritenuto di prendere questa iniziativa perché, sia sul versante dell'organizzazione dei servizi, sia sul versante dei progetti di impianto, la Giunta, a nostro avviso, ha preso decisioni davvero gravi.&lt;br /&gt;La distribuzione degli spazi acqua per il nuoto ha visto una vera e propria discriminazione a svantaggio degli Enti maggiormente partecipati, con la creazione di sacche di disservizio e una riduzione della qualità dell'offerta ai cittadini.&lt;br /&gt;Sul versante degli impianti non si può non rimarcare il perdurante ritardo della copertura della piscina olimpica dello Stadio, a due anni e mezzo dall'insediamento della Giunta e dell'Assessore Foschini.&lt;br /&gt;Suscita poi una vasta perplessità la decisione, che viene riproposta ad ogni bilancio del Comune di realizzare un nuovo impianto di grande dimensione presso l'area dello Spiraglio.&lt;br /&gt;Quest'ultima decisione non è mai stata suffragata da un piano di fattibilità economica credibile e rischia, se realizzato, come fino ad ora ipotizzato, di consegnare una vera e propria ipoteca di spesa, un debito ingente al Comune di Bologna per più lustri, che non potrebbe non avere conseguenze negative sulle possibilità di mantenere un offerta pubblica di nuoto così vasta quale a Bologna è presente.&lt;br /&gt;Sono temi importanti, anche al di là delle nostre opinioni.&lt;br /&gt;E' di grande rilevanza la più generale questione di un rapporto limpido fra Comune e privati, che deve essere non solo trasparente ma anche finalizzato all'utilità sociale e al benessere di tutta la Città.&lt;br /&gt;Al contempo all'interno della questione del nuoto, si evidenzia il nodo dell'associazionismo bolognese, già sottoposto, nella sua interezza, ad un pesante attacco, da parte della Giunta, alle sue condizioni di libertà e di autodeterminazione.&lt;br /&gt;Oggi in Consiglio comunale proprio di Libere Forme Associative si discuterà, dopo il nuoto e le piscine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I punti in discussione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accesso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partiamo dalla modulistica da inoltrare al Comune per ottenere spazi acqua.&lt;br /&gt;E' evidente che la tipologia dei moduli permette scelte discrezionali della amministrazione pubblica in un settore nel quale vengono impiegate quantità ingenti di denaro pubblico (oltre L.4.000.000.000) , sulla base delle mere unilaterali dichiarazioni degli enti di promozione sportiva senza alcuna seria verifica della attendibilità delle dichiarazioni stesse e senza nemmeno l'adozione di cautele (come, ad esempio, un meccanismo fondato sulla autocertificazione) che almeno indirettamente possano, responsabilizzando coloro che le effettuano, attribuire un minimo di credibilità ai fatti dichiarati.&lt;br /&gt;Rivolgiamo all'Assessore e al Sindaco precise domande come non vedete il rischio che un sistema così impostato renda possibile che soggetti privi di strutture operative (personale, istruttori, assistenti, etc.) abbiano potuto invece affermare (sulla base del criterio per cui "tentar non nuoce, tanto non si rischia nulla") di aver svolto molteplici attività, tali da farli apparire meritevoli di ottenere spazi acqua che non avevano, con grave ricaduta sulla qualità del servizio nuoto, erogato al cittadino?&lt;br /&gt;Così facendo, il denaro che il Comune spende per mantenere e rendere fruibili le piscine pubbliche, verrebbe, almeno in parte, "buttato via", perché le corsie sono sottoutilizzate o addirittura, come pure si verifica, inutilizzate. I dati in nostro possesso dimostrano che nelle piscine Biancolelli e Arcoveggio sono totalmente o parzialmente inutilizzati il 50% degli spazi assegnati ad altri enti, con il risultato che mentre le piscine sono semivuote, l'Uisp è costretta a fare nuotare i propri soci sacrificati o a rinviare l'iscrizione al corso per mancanza di spazi.&lt;br /&gt;Alle assegnazioni, d'altra parte, concorrono, con successo, alcuni soggetti che nemmeno svolgono, in maniera significativa, attività sportive nel territorio di Bologna.&lt;br /&gt;Basta ricordare che sono state concesse corsie al livello regionale dell'ente di promozione sportiva Fiamma perché non esiste il suo livello provinciale. Un esempio di quanto poco convincente sia l'operato dell'assessorato circa l'aspetto che abbiamo menzionato si evidenzia considerando che il Comune non ha nemmeno risposto a domande di attribuzione di spazi da assegnarsi su basì paritetiche presentate da federazioni sportive che operano sul territorio bolognese con una presenza storica significativa e che possono contare su una comprovata esperienza nello svolgimento di attività agonistiche, didattiche e di formazione, su collaborazioni stabili con tecnici e su strutture organizzative adeguate, ed a ha invece riconosciuto un numero di corsie di Enti soggetti talmente poco addentro all'attività e all'ambiente sportivo cittadino che, di fatto, non sono minimamente in grado di gestire gli spazi ottenuti, che vengono infatti utilizzati da altri soggetti (diversi, quindi, dall'assegnatario).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Controlli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' grave, inoltre che ormai da due anni l'Assessore prometta ispezioni di verifica nelle piscine con l'impegno di riprendere gli spazi sottoutilizzati e ristribuirli, senza rispettare tali impegni. Il problema, poi, non è, o non è solo, determinato dai privilegi - e correlativamente delle discriminazioni - create dal meccanismo ideato da questa Giunta, ma il fatto che un patrimonio pubblico - fatto di denaro e di strutture impiantistiche -venga gestito - di fatto - sulla base ... di chi la dice più grossa degli altri. Torniamo, quindi, alla questione della assoluta inattendibilità del meccanismo utilizzato ai fini della attribuzione dei punteggi. Se un ente ha affermato di poter disporre di 50 istruttori, per contro un altro afferma di averne 200. Se un ente ha organizzato un campionato riconosciuto da una federazione (un campionato italiano o un meeting internazionale etc), è poca cosa perché prevale infatti l'altro ente che dichiara di aver organizzato dieci campionati "inferenti" (che non si sa cosa siano, quali regolamenti abbiano, quanti gli effettivi partecipanti, etc.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I	"criteri nuovi" di Foschini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi è poi la questione del tetto massimo dei punteggi, anch'essa di un certo rilievo.&lt;br /&gt;Il fatto che, oltre un determinato "tetto", i meriti guadagnati da un ente non vengano più conteggiati, fa sì che i punteggi acquisiti da quell'ente valgano, in concreto, meno di quelli conseguiti dagli altri.&lt;br /&gt;E' evidente che se chi ha ottenuto 1000 punti ottiene lo stesso trattamento di chi ne ha ottenuti 2000 è minato il principio di trasparenza e di merito (principi fondamentali nell'assegnare spazi pubblici). Infatti è logico ritenere che il soggetto che ha ottenuto meritoriamente un punteggio superiore agli altri impieghi gli spazi e gli impianti, quanto alla soddisfazione degli interessi pubblici e degli obiettivi di pubblica utilità, meglio e di più di chi ha meno punti.&lt;br /&gt;Se si introducono sbarramenti per cui si attribuiscono, a chi fa meno e peggio, gli stessi spazi che si riconoscono a chi fa di più e meglio, allora si ammette che le risorse pubbliche vengano distribuite sulla base di parametri che non corrispondono al miglior perseguimento possibile del&lt;br /&gt;bene pubblico.&lt;br /&gt;Un'ultima considerazione. I criteri stabiliti dal comune per le determinazioni dei punteggi riconoscono, come motivo di merito e quindi di punteggio, il fatto&lt;br /&gt;che un ente attribuisca parte degli spazi acquisiti a società affiliate.&lt;br /&gt;Riteniamo che il Comune sia incorso in una grave gaffe.&lt;br /&gt;L'Ente pubblico, assegnando gli spazi-corsia negli impianti pubblici a prezzo agevolato, si accolla la differenza tra il costo di gestione dell'impianto e la tariffa che applica, in considerazione del servizio che il privato-sociale eroga. Consentendo, però, che l'ente di promozione sportiva possa poi cedere ad&lt;br /&gt;altri quanto ha ottenuto (magari guadagnandosi, in tal modo, consensi, riconoscenza, favori, da parte del soggetto favorito) senza l'obbligo di rispettare alcun criterio predeterminato, pone le premesse affinchè il denaro e le risorse pubbliche vadano disperse a vantaggio, anziché della collettività,&lt;br /&gt;dell'interesse particolare del privato. Orbene: che il privato tragga un utile (da reinvestire nell'attività sportiva o comunque nel sociale, trattandosi di enti&lt;br /&gt;che non hanno scopo di lucro) dalla propria attività è positivo ed è da sperare.&lt;br /&gt;Che sia consentito, di fatto, che gli utili possano derivare dal subaffitto degli spazi il cui costo è sostenuto in gran parte dalla collettività, mi pare&lt;br /&gt;sconcertante.&lt;br /&gt;Lo sconcerto si incrementa, poi, se si considera che il subaffitto degli spazi assegnati viene addirittura premiato dall'ente pubblico con un punteggio a favore di quegli enti di promozione sportiva che abbiano ceduto ad altri le corsie loro assegnate.&lt;br /&gt;Troviamo preoccupante, insomma, che anziché denunciare duramente la condotta di chi abbia utilizzato a proprio vantaggio il beneficio che gli era stato riconosciuto per il rilievo pubblico e la pubblica utilità del servizio reso, l'ente pubblico incoraggi disservizi e cadute di qualità.&lt;br /&gt;Rivolgiamo qui un'altra domanda: E' vero che alcuni Enti hanno subaffittato totalmente le corsie ricevute dal Comune ad una sola sportiva?&lt;br /&gt;Una società che appare gestire gli spazi concessi agli Enti stessi:&lt;br /&gt;Si dimostra così facilmente che questi ultimi non avevano ricevuto attenzione dalla precedente amministrazione comunale non per pregiudizi, ma banalmente perché carenti di requisiti per erogare un servizio di qualità ai cittadini.&lt;br /&gt;La nostra sensazione è che, nella foga del "rinnovamento", l'attuale governo cittadino sia incorso, nella materia in esame, in una serie di errori. Si sono persi di vista, da un lato, gli scopi - perseguimento dell'interesse pubblico - cui l'azione amministrativa dovrebbe essere improntata, e sono state oggettivamente compiute evidenti discriminazioni.&lt;br /&gt;Cambiare davvero e subito.&lt;br /&gt;Un auspicabile riordino della situazione deve, a nostro avviso, passare attraverso alcuni passaggi ineludibili:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a)	è necessario istituire nuovamente una commissione consultiva dell'assessorato nella quale siano rappresentati gli attori del nuoto bolognese;&lt;br /&gt;b)	i punteggi vanno determinati sulla base di un sistema serio, attendibile e verificabile.&lt;br /&gt;e) non possono porsi limiti né tetti, nella attribuzione di spazi su base meritocratica, ai punteggi conseguiti dagli enti di promozione e dalle federazioni.&lt;br /&gt;Ci pare importante che l'occasione del dibattito consiliare sia sfruttata affinché si sappia che, se non si vorrà porre rimedio alle lacune, ormai palesi, delle attuali modalità di assegnazione-concessione dell'utilizzo degli impianti, non si potrà più pensare ad errori compiuti in buona fede, ma a scelte politiche adottate per danneggiare qualcuno e favorire altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A cura del Gruppo Due Torri&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;Il capogruppo della Quercia, Davide Ferrari, propone una svolta radicale per il Comune&lt;br /&gt;"Consulenze: puntiamo sulla qualità"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Doveva essere la giunta della svolta anche riducendo le consulenze esterne. Ma cosi non è stato, anzi, gli incarichi esterni si sono gonfiati a dismisura. Davide Ferrari, presidente del gruppo Due Torri, è scandalo consulenze in Comune?&lt;br /&gt;"Certamente è importante vederci chiaro.&lt;br /&gt;Impressionano quegli 8 milioni e mezzo di Euro in un anno. Più o meno ciò che si è guadagnato, al netto degli sconti tariffari, nel 2001, dal gravoso aumento dell'Irpef fatto dal Comune di Bologna.&lt;br /&gt;Credo che ancor più debba impressionare la scarsa qualità di questa spesa.&lt;br /&gt;Non si tratta infatti soltanto di consulenze per alte professionalità.&lt;br /&gt;C'è un po' di tutto.&lt;br /&gt;In sostanza la logica che prevale nella Giunta Guazzaloca, Sindaco in testa, è un po' questa: per il lavoro "grosso", per tutto ciò che tiene in piedi davvero il Comune "andiamo avanti con i tecnici e l'apparato pubblico", per tutto ciò che, come Sindaco o come Assessori, si vuole seguire più direttamente, "avanti con le consulenze", si tratti di segretarie o di ingegneri."&lt;br /&gt;In sostanza si vuole svuotare di ruolo l'apparato comunale ereditato dai mandati&lt;br /&gt;precedenti?&lt;br /&gt;"E' ancora peggio di così.&lt;br /&gt;La questione delle consulenze fa parte di un insieme di modi di governare che stanno determinando, nell'iniziativa del Comune, una eclissi dell'interesse generale, di tutti i cittadini.&lt;br /&gt;Di cosa parlo?&lt;br /&gt;Proviamo a sommare gli effetti:&lt;br /&gt;a) delle consulenze;&lt;br /&gt;b) del ricorso sempre più massiccio a soggetti esterni, pure importanti, come le&lt;br /&gt;Fondazioni bancarie, al di fuori di qualunque priorità e trasparenza negli obiettivi;&lt;br /&gt;c) del privilegiare, nel circuito dell'associazionismo, una logica sostanzialmente&lt;br /&gt;discriminatoria, su base politica, ed infine;&lt;br /&gt;d) dello svuotamento delle funzioni di indirizzo e controllo del Consiglio Comunale, nel quale Guazzaloca è maestro. Quasi troppo. Talvolta esagera fino a realizzare veri e propri autogoals come quando ha fatto andare in minoranza se stesso, non stando in Consiglio durante il voto sulla nuova sede unica degli uffici comunali.&lt;br /&gt;E' la somma che fa il totale.&lt;br /&gt;Il Comune di Bologna era noto per essere un punto di riferimento per la libertà e le pari opportunità di tutti i cittadini, delle imprese, delle organizzazioni sociali.&lt;br /&gt;Stiamo passando, giorno dopo giorno, ad un Comune dal profilo incerto, spesso&lt;br /&gt;pasticcione, ma altrettanto spesso amico di qualcuno e nemico di altri.&lt;br /&gt;Come si vede, tirando il filo della questione delle consulenze, fino in fondo, si srotola tutta la matassa del guazzalochismo."&lt;br /&gt;Ma oggi un ente pubblico, può ancora fare tutto senza consulenti?&lt;br /&gt;"E' chiaro che in un mondo dove le tecnologie ed i saperi mutano molto rapidamente non si possono avere tutte le competenze necessarie incorporate nelle persone fisiche dei dipendenti comunali.&lt;br /&gt;Nemmeno nel Comune di Bologna, che pure possiede uno straordinario know-how.&lt;br /&gt;Però ci vuole una svolta.&lt;br /&gt;Innanzitutto è inammissibile che prosegua l'andazzo di una spesa in crescita per&lt;br /&gt;consulenze senza serie motivazioni.&lt;br /&gt;Ma c'è di più.&lt;br /&gt;Bisogna chiedersi se davvero oggi le consulenze esterne siano sempre la risposta migliore all'aggiornamento programmatico di una Amministrazione pubblica."&lt;br /&gt;Lei cosa pensa al riguardo?&lt;br /&gt;"Ho da tempo una idea fissa su questo tema. Non basta una campagna contro le&lt;br /&gt;consulenze.&lt;br /&gt;Bisogna andare oltre.&lt;br /&gt;Ormai da un decennio è in corso un serio dibattito, proprio in quelle multinazionali che sono il cuore del sistema in cui viviamo, sulla prevalenza che occorre dare al senso di appartenenza di un progettista, o di un ufficio di progettazione.&lt;br /&gt;L'appartenenza all'azienda, alla sua missione, al compito di valorizzarne tutti i&lt;br /&gt;dipendenti, rispetto alla prevalenza della scorciatoia del consulente "prèt à porter".&lt;br /&gt;Questa discussione si è tradotta in importanti esperienze.&lt;br /&gt;Mentre crescevano i circoli di qualità per diffondere l'innovazione, si  consolidavano veri e propri "uffici per la consulenza interna", capaci, con protocolli particolari di organizzazione e di lavoro, di proporre risoluzioni di problemi, non solo analisi, a partire dall'interno della singola azienda, sostituendo le funzioni di agenzie esterne.&lt;br /&gt;Questo nei privati, ma anche nel mondo del pubblico, a partire dalle Università."&lt;br /&gt;Ma il Comune ha le forze necessarie?&lt;br /&gt;"E' ora di finirla nel considerare per forza più arretrate le Amministrazioni pubbliche.&lt;br /&gt;Il Comune di Bologna ha energie da vendere, di alta qualità.&lt;br /&gt;Bisogna saperle sfruttare.&lt;br /&gt;Propongo un vero e proprio "Settore per la consulenza interna", sufficientemente&lt;br /&gt;libero dalla dirigenza e soprattutto dal comando politico degli assessori da poter&lt;br /&gt;proporre davvero innovazioni.&lt;br /&gt;Non c'è soltanto da svolgere un ruolo di consulenza interna per la diffusione di&lt;br /&gt;qualità nei punti delicati dell'Amministrazione.&lt;br /&gt;Questo già lo fanno i singoli Settori per le proprie competenze.&lt;br /&gt;Bisogna individuare 3 o 4 priorità dove innovare profondamente, costruendo uno&lt;br /&gt;staff in grado di approntare risposte in maniera indipendente dal lavoro quotidiano degli assessorati.&lt;br /&gt;Si eviterebbe così la logica marziana del consulente esterno, talvolta comunque&lt;br /&gt;necessario, ma catapultato in un mondo di cui, inevitabilmente, non comprende le dinamiche più interne."&lt;br /&gt;Qual ' è la differenza da un Ufficio studi?&lt;br /&gt;"Dipende da come è fatto un Ufficio studi.&lt;br /&gt;Il punto è che deve trattarsi, per un Settore di consulenza interna, di qualcosa di molto diverso dalle altre realtà nelle quali si articola una azienda o un ente.&lt;br /&gt;Occorre riprodurre in qualche misura una logica fornitore/cliente e una&lt;br /&gt;corrispondenza stringente fra obiettivi dell'incarico ricevuto e progetto che si&lt;br /&gt;realizza.&lt;br /&gt;Si tratta, come si vede, di qualcosa di diverso dalle classiche ricerche dei centri e&lt;br /&gt;degli Uffici di studio.&lt;br /&gt;Di più: occorre una dialettica tutta particolare fra autonomia del consulente interno, che deve essere totale, e logica generale, e valori dell'ente al quale si appartiene, in questo caso del Comune di Bologna."&lt;br /&gt;Proporrà alla Giunta questa idea?&lt;br /&gt;"Siamo una opposizione di proposta, non ci interessano i combattimenti contro i&lt;br /&gt;mulini a vento.&lt;br /&gt;Ci interessa il "bersaglio grosso".&lt;br /&gt;Bisogna combattere contro una Giunta dimentica dell'interesse generale, una Giunta in questo, perfettamente in consonanza con il modello berlusconiano.&lt;br /&gt;Per questo andremo avanti sia con la denuncia degli sprechi in consulenze inutili sia con proposte di riforma impegnative come questa."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervista di una emittente televisiva, Febbraio 2002&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Contro Le Pen ed il fascismo in Europa.&lt;br /&gt;Francia: anche Bologna Deve Muoversi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sarà, il tempo per discutere le cause della drammatica situazione politica in Francia, purtroppo. Oggi, subito, bisogna agire. Se è vero che il mondo è ormai piccolissimo e che l'Europa è una sola, agire per la salvezza della democrazia in Francia non è tanto un dovere internazionalista ma un capitolo necessario dell1 impegno civile, nostro, di italiani.&lt;br /&gt;Cosa si può fare e perché? Bologna è una città che ha moltissimi rapporti con la Francia. Basti pensare ai tanti gemellaggi degli Enti locali, all'Università, così come ai numerosi contatti fra le imprese e nel mondo del lavoro. Propongo un appello al voto per la democrazia, un motivato appello al voto per Jacques Chirac. Certo, non si tratta del nostro candidato, del candidato dei socialisti. Ma vi sono due ragioni importanti perché Chirac debba prevalere, e prevalere con un larghissimo, risultato. La prima: già in queste ore, passato lo choc e i tatticismi di Fini e Berlusconi, della serie: "siamo la destra buona, altro che Le Peni", già si possono notare, sulla stampa, segnali di legittimazione del fascismo del candidato paracadutista.&lt;br /&gt;Possiamo leggere già oggi il programma xenofobo, antieuropeo, di derivazione colonialista del Fronte Nazionale come se si trattasse, per molti importanti commentatori, di una proposta fra le tante, accettabile o meno, ma comunque inseribile, in modo indolore, nel circo mediatico della politica. Soltanto una sconfitta che rappresenti un vero e proprio isolamento di Le Pen può arginare questo fenomeno.&lt;br /&gt;Viene poi la seconda ragione di iniziativa. È facile prevedere che il modo di interpretare il ruolo di Presidente e la funzione della Francia in Europa sarà svolto da Chirac anche a seconda del risultato del ballottaggio. Certamente, passato il momento attuale che lo vede rivolgersi naturalmente a sinistra per incrementare i pro-pri voti, Chirac sarà tentato a fare entrare maggiormente nel gioco politico i contenuti dell'ideologia lepeniana. Anche qui c'è un solo rimedio, nell'attualità. Far subire a Le Pen una forte sconfitta al secondo turno.&lt;br /&gt;Nelle nostre mani, qui in Italia, nella nostra città, non abbiamo molti strumenti, ma qualcuno sì. Scrivere ad amici, corrispondenti, giornali francesi invitando al voto. Un voto contro. Un voto, nello stesso tempo, per l'Europa oltre che per il loro paese. Sarà anche un modo utile per reagire ad una sottile ma insidiosa campagna che tende a far passare per una querelle sciocca e provinciale la polemica che in Francia è stata, ed è, viva, in settori intellettuali e giovanili contro il fascismo risorgente, in Italia come altrove.&lt;br /&gt;Si vuoi dire che quella reazione non è altro che una confusa rissa portata avanti da chi non vedeva il nemico in casa propria mentre questionava sugli altri. Non è vero. È in tutta l'Europa che va portata avanti unitariamente la battaglia di idee e di militanza quotidiana contro il nuovo fascismo, il nuovo populismo e anche il nuovo militarismo.&lt;br /&gt;Già in questi giorni, propongo, si scriva un appello, a più mani, che l'Unità potrebbe autorevolmente veicolare. Internet può fare il resto.&lt;br /&gt;La sinistra non è mai all'anno 0. Può risorgere, può riavanzare oppure ancora decadere. Facciamo la cosa giusta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 24.04.2002, L’UNITA’ ED. BO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;L’ex senatore, militante del Pci e dei Ds, si è spento a novant'anni. É stato esponente di punta dell'antafiscismo e della Resistenza. Martedì i funerali&lt;br /&gt;Luigi Orlandi, una straordinaria esperienza di vita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luigi Orlandi ci ha lasciati. Aveva 90 anni. È stato una delle figure più rilevanti dell'antifascismo bolognese e della vita politica e civile della città nella Repubblica. Perseguitato politico, arrestato nel '32 condannato dal Tribunale speciale a 9 anni di reclusione, patì il carcere fino al 1938. Militante comunista fin dalla clandestinità, venne poi richiamato sotto le armi ed inviato in Libia. Fu partigia-no, con il nome di "Pietro", con incarichi rilevanti nella Resistenza&lt;br /&gt;Reggio Emilia e Bologna. Vice Presidente della Provincia e Presidente degli ospedali bolognesi è stato Senatore, eletto nelle liste del Pci. Impegnato nel volontariato e nell'associazionismo culturale ha diretto il CESTAS e l'Italia-Ungheria. È stato dirigente locale e regionale delle Associazioni dei partigiani e dell'antifascismo ANPI e ANPPIA e, come tale, impegnato nell'attività degli Istituti storici della Resistenza, Era vedovo da molti anni. Sua consorte fu Diana Franceschi, una delle dirigenti ed amministratrici più popolari di Bologna, protagonista della stagione dell'emancipazione femminile, della realizzazione dei consultori e degli asili nido. La cerimonia funebre per il senatore Orlandi si svolgerà martedì 5 febbraio nel cortile di Palazzo Malvezzi, sede della Provincia di Bologna. La camera ardente, dove i cittadini potranno rendere omaggio al senatore scomparso, sarà allestita dalle ore 13,30 alle 15. Alle 15,10 il presidente Vittorio Prodi, un rappresentante dell'Anpi e il segretario dei Ds cittadini Salvatore Caronna commemoreranno l'opera e la figura di Orlandi. Cordoglio alla famiglia, al figlio Giorgio, è stato espresso, oltre che da Caronna e Prodi, dal senatore Walter Vitali, a cui si aggiunge anche quello dell'Unità.&lt;br /&gt;Sentiamo di aver perso una persona amica, non solo un compagno dalla straordinaria esperienza di vita. Per tutte le generazioni che, via via, si sono affacciate nella politica dopo quella di Orlandi, nella militanza nel PCI e poi nei Ds, il "Senatore" è stato un costante punto di riferimento, un maestro. La sua figura diritta e marziale si notava subito, nelle sale di via Barbe-ria. Così si notavano una rara eleganza diportamento e il suo eloquio essenziale. Una degenza signorile che sembrava accordarsi naturalmente ai capelli bianchissimi ed al viso regolare Ma questi tratti indicavano serenità, non distacco. Non erano mai disgiunti da una passione civile inesauribile. Ricordo ora due momenti. 20 anni fa volle informarsi sull'iscrizione e l'impegno degli allora giovani compagni provenienti dalla "Nuova Sinistra ". Lo fece con assoluta discrezione e leggerezza. Raccontandoci delle sezioni, della loro storia, delle loro delicate architetture intime. Già il clima si stava complicando. Non erano diffusissimi, neanche allora, quel disinteresse e quella passione che sono la base della volontà di formare giovani, ài aiutarli, di sostenerli. Orlandi, invece, ci seguì, si rese garante, ci insegnò a essere parte di un movimento più vasto e difficile. Osservare le sue reazioni, ad esempio durante una Commissione elettorale, era il modo migliore per comprendere se stavamo sbagliando, se ci stavamo compromettendo in partite poco limpide. Era una di quelle persone che ti obbligano ad essere migliori, con la sola presenza. Dopo tanti anni, infine, lo abbiamo avuto al nostro fianco nella battaglia per mantenere neh Statuto del Comune di Bologna la definizione di "Città della Costituzione, nata dalla Resistenza". Luigi Orlandi, novantenne, anche in questa occasione ci ha dato tutte le sue energie e la sua generosa e bella intelligenza. Non era facile. Potevano prevalere strumentatila di partito o, all'opposto, l'accontentarsi della retorica di celebrazioni senza più un contenuto esplicito. Per nessuno è facile ingaggiare un duro confronto di principio con chi ha il potere. Le parole di Orlandi sono state, anche in questo caso, essenziali. Tagliavano vie di uscita di comodo, con nettezza, e insieme spronavano sempre ad allargare il consenso, a sfuggire il politicismo, il settarismo. La sua bussola era l'interesse collettivo, il partito come insieme concreto di tante persone, di tante vite. Un partito di cui conosceva più di altri Infallibilità ma che restò sempre, per lui, un luogo dove mettersi alla prova. Il partito, dunque, come limite all'individualismo, al verminare degli interessi. Una concezione, la sua, che permetteva di coniugare la fedeltà al senso più alto di se e degli altri. Sono impossibili quindi parole di commiato, perché il "Senatore" resterà sempre con noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 03.02.2002&lt;br /&gt;L'UNITÀ ED. BO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Arrivano Sveglia e movimenti&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consiglio comunale di Bologna - INTERVENTO DI INIZIO SEDUTA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Opposizione, l'Ulivo, Bologna.&lt;br /&gt;Importanti e positive tutte le iniziative per rilanciare 1'opposizione democratica e realizzare una alternativa a Bologna.&lt;br /&gt;Su Moretti : concordo con il metodo della lettera di Piero Fassino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consigliere Davide FERRARI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho inteso prendere la parola perché mi è parso che le discussioni di questi giorni, che attraversano anche a Bologna la sinistra e il centrosinistra, abbiano una valenza davvero importante; e vadano colte innanzitutto per quello che sono.&lt;br /&gt;Una cosa si deve dire prima di tutto.&lt;br /&gt;GRAZIE ALLE PRESE DI POSIZIONE CHE SI SUSSEGUONO PER RAVVIVARE LA SINISTRA E L'ULIVO,A BOLOGNA, C'È' PIÙ' OPPOSIZIONE, NON SI DISCUTE SOLO LA QUALITÀ' DELL'OPPOSIZIONE, LA SUA ENERGIA, SI RICHIEDE UNA SVOLTA PER RILANCIARE BOLOGNA, FUORI DAL DECLINO CUI LA CONSEGNA IL GOVERNO DI GIORGIO GUAZZALOCA.&lt;br /&gt;Io personalmente ho partecipato a quasi tutti i momenti di cui poi la stampa ha dato, con impegno, evidenza e ho notato che la prima cosa che viene sollevata, nelle riunioni e nelle assemblee promosse da quella che è stata chiamata :"l'opposizione fai da&lt;br /&gt;te",  è che Bologna, così come sta diventando, non piace; ed anche che a livello nazionale occorre essere con più forza sulla breccia contro involuzioni che sono viste, ancor più forse di quanto noi stessi non le abbiamo denunciate, come elementi di chiusura&lt;br /&gt;autoritaria del quadro politico e civile.&lt;br /&gt;I partiti dell'Ulivo, unitariamente, hanno già risposto.&lt;br /&gt;Mi riconosco in pieno nel percorso che è già stato comunicato, che porterà a Bologna ad un importante iniziativa programmatica, il 23 febbraio.&lt;br /&gt;Voglio ricordare che,in questo stesso periodo, si darà vita ad un impegno di tutta l'opposizione, e quindi non solo dell'Ulivo, affinché nel Consiglio Comunale ci sia una seria "verifica di metà mandato" di questa amministrazione.&lt;br /&gt;Quella verifica di metà mandato cui si è cercato di sfuggire, da parte del Sindaco Guazzaloca, con l'attribuzione a Prometeia di quelli che sarebbero stati i compiti del Sindaco, riferire, rendicontare, cioè circa l'attività concreta di governo del suo&lt;br /&gt;mandato.&lt;br /&gt;Quella verifica posticcia ha portato alle note affermazioni sull'aria buona della città e a intonare canzonette sull'aria di "tutto va ben, madama la marchesa".&lt;br /&gt;Io credo che la nostra verifica porterà a risultati diversi, più vicini a quelli che tanti cittadini hanno indicato, anche in queste giornate, anche con momenti&lt;br /&gt;di autorganizzazione.&lt;br /&gt;Voglio dire che ho trovato, allargando l'orizzonte al piano politico più generale, tre elementi di contenuto molto importanti nelle iniziative fatte a Bologna: il primo&lt;br /&gt;è il senso della giustizia.&lt;br /&gt;Una giustizia uguale per tutti: terreno, più che incontro, di franca battaglia politica.&lt;br /&gt;In secondo luogo il tema dell'antifascismo; certamente, sono d'accordo anche con la puntualizzazione che ha fatto Curzio Maltese, su Repubblica, in un bell'articolo: è&lt;br /&gt;un tema che sembrava sommerso ma che è invece deve essere all'attenzione di noi tutti.&lt;br /&gt;E infine la questione dei diritti, i diritti di libertà, i diritti delle donne, dell'infanzia, della diversità sessuale, i diritti di chi è protagonista nel lavoro e nella crescita civile che non possono essere ridotti a mercé di scambio con un bigottismo di ritorno, che pare davvero inadeguato - soprattutto a Bologna - ad interpretare la realtà sociale.&lt;br /&gt;Saremo capaci di trasformare queste volontà in momenti di forza comune? Non lo sappiamo. Noi certo ci impegneremo con la massima serietà, cogliendo sempre le occasioni del dialogo e il metodo dell'apertura. Io sono molto d'accordo, lo dico senza difficoltà, pure avendo avuto - come è noto - posizioni politiche anche diverse, con il metodo della lettera che Piero Fassino ha rivolto a Nanni Moretti, che mi è sembrato un atto di civiltà politica.&lt;br /&gt;Poteva essere facile avvitarsi in polemiche inutile; si è invece andati, senza sconti per nessuno, ad un terreno più alto, senza dimissioni di responsabilità. Ecco, in questo ho apprezzato molto l'intervento e la lettera a caldo, coraggiosa, del Segretario dei DS. Ecco, mi auguro che a Bologna, come a livello nazionale, su questa strada sia possibile proseguire per dare più forza e gambe e cuore non solo all'opposizione ma alla vita democratica di questo paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4 febbraio 2002&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6979927-108446196762663105?l=unabuonaideadellacitta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6979927/posts/default/108446196762663105'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6979927/posts/default/108446196762663105'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unabuonaideadellacitta.blogspot.com/2004/05/lanno-2002.html' title='L&apos;ANNO 2002'/><author><name>Redazione</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_l7WrPuZWS_g/SuOekAhOcjI/AAAAAAAAAEI/bu0dq96hBhM/S220/ferrari+2004.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6979927.post-108446188797162011</id><published>2004-05-13T08:23:00.000-07:00</published><updated>2004-05-14T10:34:14.990-07:00</updated><title type='text'>1999, dopo il diluvio, 2000, 2001</title><content type='html'>Parco Nord, una parola importante per Bologna&lt;br /&gt;Respinta ogni speculazione&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Parco Nord: un bene più grande di ogni disinformazione di parte. Ogni volta che si nomina la parola Parco Nord in qualcuno scatta una molla. Per giorni si è condotta, su un solo giornale, una campagna contro i Democratici di Sinistra ed il gruppo Due Torri fondata sul nulla. Lo abbiamo subito chiarito: il gruppo Due Torri non ha ricevuto una lira dal rave di sabato 15. Il gruppo Due Torri non ha mai autorizzato nessuno a sottoscrizioni a noi rivolte. Punto. D'altra parte, ormai, è stato chiarito ampiamente anche dall'informazione cittadina. Il gruppo Due Torri non ha mai fatto, non sta facendo, non farà mai sottoscrizioni per il proprio finanziamento. É stato ridicolo anche solo pensarlo considerato che il nostro bilancio è parte del bilancio del Comune di Bologna comprese, quindi, non solo le entrate, ina anche le nostre uscite. Riflettiamo, ora, con i cittadini. Sono sicuro che per moltissimi bolognesi Parco Nord significa tante cose belle, divertenti, utili, per tutti. Da generazioni. Credo che noi Ds dobbiamo raccontare di più quanto i nostri volontari lavorino per la città, non per vantarci, ma per condividere un patrimonio che è più grande del corpo dei militanti del partito. Direi di più: per condividere con i cittadini il problema di garantirne il futuro, il prezioso valore culturale e civile. Che è un bene comune, pubblico. Quindi va fermamente difeso e salvaguardato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presidente del Gruppo Due Torri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL DOMANI, Venerdì 21/12/2001&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giallo che si dipana fra artisti e un ritratto: quello donato da Marina Deserti al Museo del Poeta premio Nobel&lt;br /&gt;II killer di papa Pascoli a casa Carducci?&lt;br /&gt;Eugenio Valzania, capo degli "accoltellatori"potrebbe esserne stato il mandante&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marina Deserti senza tregua. Nel bilancio del Comune mancano quattro miliardi per le istituzioni culturali? Ecco la sua risposta: "Ci penso io". Dona un quadro alla GAM, un altro al Museo del Risorgimento. Insomma da il buon esempio, come non esita a dirsi da sola. Che si può replicare? Di questi tempi chiedere pudore sarebbe forse troppo. Stavo misurando quel po' di indignazione di cui ancora rimango capace, quando mi ha incuriosito il dono di Deserti a Casa Carducci, il gadget risorgimentale della Signora. È un ritratto di fine '800, pare una crosta in verità, ma chi sono io per dirlo? L'autore è ignoto, ma il soggetto è certo. Trattasi di tal Eugenio Valzania. Un noto garibaldino cesenate finito in casa Deserti vestito da militare. Il suo volto fiero respinge, è vero, ma è quello ai un Tartarino non di un Maresciallo. Poche ore di navigazione su Internet bastano per fare molte scoperte. Valzania è importante per la storia repubblicana delle Romagne. Un bel tipo. Molte guerre e battaglie con il suo Generale. Ma indagando, indagando, ecco arrivare notiziepiù scure. Nel 1849 Garibaldi e Anita sono in fuga dalla tragedia della Repubblica Romana. Giungono a San Marino. Riescono a sfuggire ai papalini e agli austriaci grazie ad un popolano coraggioso, un certo Zani, Nicola, detto "Badarlon". Si sa: i nick names li hanno inventati in Romagna. Badarlon è un uomo semplice, tutto coraggio e bontà. Non si accorge di cosa e chi gli capita intorno, insieme alla coppia di eroi. Sua Moglie Maria è più vispa. Nel diario di un famoso nipote, Gino Zani, uno dei Sammarinesi più illustri del '900, ricorda al marito quando dovette fracassare un coppo in testa ad un'ufficiale garibaldino focoso e fellone per liberarsene. Chi era costui? Il Valzania. Valoroso sì, ma dedito ad altro mentre il Garibaldi perigliava. Non finisce qui. La vecchia Maria incalza il marito ed insiste: "Valzania era il capo della feccia, dei delinquenti". Quali? Presto detto. Dopo l'Unità la Romagna resta terra di delitti e vendette. Molti che avevano imbracciato le armi per la democrazia, l'Italia, la libertà non si rassegnano a dimetterle. Cadono uccise spie del passato regime ma anche possidenti innocenti e poveri malcapitati. Si formano sette di pronti a tutto. Fra queste la più nota è quella detta degli "accoltellatori". Chi la comanda!? Il Valzania. Certo non è fra i più estremisti. I suoi sicari si incaricano anche di far fuori i capipopolo più violenti ed ambigui, come un tal Giuseppe Comandini, raggiunto da colpi di schioppo perché inaffidabile e venduto ai padroni delle miniere di Borello. Siamo negli anni '66-'67-'68 del secolo Ottocento. Viene in mente qualcos'altro, sempre navigando. Il 10 Agosto del 1867 non era stato ucciso l'amministratore della Torre, un complesso enorme di poderi Torlonia, a S. Mauro? Non era quell'uomo il padrone di una cavalla, la "storna"? Non era il Ruggero, il padre di Pascoli? Chi uccise? Il delitto impunito non ha colpevoli certi nemmeno nei libri degli storici. Ma la polizia monarchica non aveva dubbi. Sono stati i repubblicani settari, i sovversivi, gli" accoltellatori". Tutte calunnie? Certo le coincidenze sono molte: i luoghi, l'epoca, i melodi dell'uccisione. Basta a distrarci da questa pista il sospetto verso chi prese il posto del Ruggero alla Torre Torlonia? Il nuovo fattore pare infatti avesse il nome al quale la storna nitrì. Ma un piccolo paese, dove tutti sanno tutto, avrebbe tollerato!'eredità di un posto importante andata ad un assassino? E in quegli anni? In quella provincia rossa e verde di rivolta? No, questa sembra una verità nata dal popolo, per coprire i suoi figli più aspri, i suoi vendicatori, i "panni sporchi" che non si lavano con i delegati di polizia, è non pensarci più. Chissà, Signora Deserti, forse Lei ha fatto mettere a Casa Carducci il ritratto del mandante dell'uccisione del padre di Pascoli. Un bell'incontro, non c'è che dire. Ma non siamo maligni. E poi dopo 134 anni tutto passa, anzi diventa storiella.. Ma le tele che avanzano in villa le lasci d'ora in poi in solaio, Signora, non si sa mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari, capogruppo Ds Consiglio Comunale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL DOMANI, Sabato 01.12.2001&lt;br /&gt;:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Teatro Comunale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ferrari (Ds): «Bologna prenda l'iniziativa&lt;br /&gt;O pensiamo in grande o andiamo indietro»&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Opera lirica è la "cosa" d'Italia più nota nel mondo. È triste vedere come, ancora oggi, si riproponga la questione dei finanziamenti ai grandi teatri lirici. Così è per il Comunale. La trasformazione in Fondazione è andata bene. Il livello culturale rimane altissimo. Però, senza risorse pubbliche sufficienti il salto di qualità necessario non si può fare. O si continua la faticosa, e in qualche modo inevitabile, questua perpetua presso gli Enti locali e lo Stato, oppure si cerca un'innovazione profonda che qualifichi il Comunale anche dal punto di vista delle risorse. L'Emilia-Romagna vede - ha ragione il maestro Ferrari - una sorta di "ecosistema" dell'Opera unico al mondo. Un grande Teatro, Istituzioni pubbliche di teatro e balletto di prestigio, una Orchestra regionale in crescita, una rete diffusa di Teatri di tradizione, Centri di formazione, associazioni. Il problema è che leggi e regolamenti nazionali suddividono i fondi pubblici per singole Istituzioni. Non premiano, anzi penalizzano, una rete come la nostra. D altra parte, la Regione non può fare miracoli e supplire, con i soli fondi per la cultura a necessità ingenti. Bisogna cambiare. A livello regionale bisogna considerare il Teatro Comunale capofila, in stretto coordinamento con l'Orchestra Toscanini, del nostro sistema musicale, anche con una modifica legislativa, che ne sancisca definitivamente il ruolo.&lt;br /&gt;E la cultura deve trovare fondi sul piano delle politiche per il turismo, la promozione economica e il marketing territoriale. Costituire un'Agenzia per l'O-&lt;br /&gt;pera capace di attrarre risorse e di convogliare altri fondi sulle grandi Istituzioni musicali potrebbe essere una valida risposta. Tutto questo va accompagnato con un'azione univoca delle maggiori rappresentanze che il nostro territorio possiede a livello nazionale ed europeo. Penso aduna lobby a fin di bene. Ad essere valorizzata sarebbe la musica, non tanto il"salotto buono"'di Bologna. Tutto questo però si può fare se il Sindaco svolge il proprio ruolo. Perora abbiamo visto una delega al vicepresidente Maenza. Il quale, non pare fare granché, se escludiamo piccole risse con la Regione, il suo primo interlocutore. Ci vuole ben altro. Bologna deve prendere l'iniziativa. O pensiamo in grande o andiamo indietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL DOMANI, Mercoledì 14.11.2001&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Incidenti ed educazione stradale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ferrari: «Signor sindaco, uniamoci per informare meglio i nostri giovani»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentilissimo signor sindaco, sono certo di trovare il suo consenso nell'affermare che si devono e si possono fare cose concrete per la sicurezza sulle strade, per la vita di tutti, ma in particolare dei più giovani. Le cito, come esempio, queste proposte: discutere e attuare, in tutti i Comuni, le misure proposte dal programma per la sicurezza stradale della Provincia così come gli studi elaborati dagli uffici del Comune di Bologna; approvare subito gli ordini del giorno sulla sicurezza presentati in consiglio comunale; operare per la prevenzione rafforzando l'attività meritoria dei vigili urbani di educazione stradale nelle scuole che ella ha avuto modo di premiare recentemente; indirizzare significative risorse del Comune, sia finanziare che umane, sull'educazione stradale. Le propongo di creare un gruppo di insegnanti per fare educazione stradale nelle scuole. Un insegnamento educativo, non solo informativo, soprattutto rivolto ai ragazzi dai 14 ai 18 anni. Sono convinto che sia possibile formare un gruppo significativo, anche per numero, in collaborazione con il Provveditorato agli Studi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari, Capogruppo Due Torri - Ds in Consiglio Comunale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL RESTO DEL CARLINO, mercoledì 07/11/2001&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incontro per la  presentazione dell'archivio e di contributi audiovisivi a dieci anni dalla scomparsa&lt;br /&gt;Mario Gattullo, professore indimenticato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A dieci anni dalla morte di Mario Gattullo, l'Alma Mater lo ricorda in un incontro pubblico, oggi alle 15,30 nell’aula IX di Via Zamboni 34, e presenta il suo archivio e alcuni contributi audiovisivi della sua attività didattica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stato suo allievo, un poco nello studio, molto nella politica, nella vita. I ricordi sono tanti. Mario Gattullo era un insegnante di profondissimo ingegno. Era l'antitesi di quella retorica che spesso sostituisce il sapere. Mario Gattullo ha parlato fra i primi di valutazione oggettiva, di misurazione dei risultati della scuola, di autonomia della comunità scolastica. La cultura pedagogica in lui non era un insieme di conoscenze astratte. Era una pratica: l'attitudine, fatta crescere con la scienza, a valutare e promuovere i propri studenti. La scuola era per Mario una realtà viva, non un oggetto da osservare con distacco, così come l'Università non era un luogo di piccoli e grandi poteri. Mario Gattullo, lo scienziato dell'educazione, uno dei più profondi pensatori tesi a rinnovare la pedagogia applicandole gli strumenti più aggiornati della ricerca, i precisi numeri della statistica, era innanzi tutto un maestro, amava l'educazione come mezzo di libertà, come passione di insegnare qualcosa agli altri, mettendosi in gioco, fino in fondo. Per questo gli era naturale misurarsi con la politica. Analizzando le questioni serenamente ma con attenzione. È indimenticabile la Sua ironia, tagliente ma dolce, priva di ogni arroganza.&lt;br /&gt;Si rese disponibile a rappresentare la cultura in consiglio comunale, dopo la svolta del Pci, accompagnando la nascita del Pds. Intese quel cambiamento come un mezzo per non dismettere i valori della sinistra dopo il naufragio del socialismo reale. La lucidità di Mario Gattullo non era disincanto, era il frutto di due occhi appassionati alla vista del mondo, della società.&lt;br /&gt;Manca ancora la sua figura alta e sottile sull'immancabile bicicletta. Pare discorrerla ancora in via Zamboni, e, ogni volta torna la commozione e la sorpresa, il dolore profondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari&lt;br /&gt;IL DOMANI, Mercoledì 07.11.2001&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LA POLITICA DEL COMUNE DI BOLOGNA PER I TEATRI CITTADINI E LA CULTURA - CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;richiesto dall'opposizione ai sensi dell'art. 6 del regolamento sul funzionamento&lt;br /&gt;del consiglio comunale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;22 Ottobre 2001&lt;br /&gt;Relazione di Davide Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie Presidente,&lt;br /&gt;grazie colleghi per la ritrovata attenzione.&lt;br /&gt;Abbiamo chiesto, a norma di regolamento, un'occasione straordinaria di discussione - a partire dai casi del teatro bolognese - sulla cultura a Bologna.&lt;br /&gt;La prima considerazione è proprio la seguente: o l'opposizione raccoglie le firme perché di cultura si discuta in questo Consiglio comunale, (è già accaduto, fummo noi a prendere l'iniziativa addirittura per propiziare una occasione tipica di Giunta, quali il rendiconto su Bologna 2000), oppure - Presidente, Assessore, colleghi - di cultura in quest'aula proprio non si parla.&lt;br /&gt;Non è all'ordine del giorno, mai.&lt;br /&gt;Da questo punto di vista occorre fare un ringraziamento preliminare a chi ci ha indotto, con una iniziativa difficile, persino tragica nei suoi risvolti, a prendere una iniziativa.&lt;br /&gt;Mi rivolgo a Renzo Filippetti, al cui teatro va una grande stima e considerazione, come ad altri teatri bolognesi, e che pure ha avuto un coraggio particolare.&lt;br /&gt;Si può discutere la forma di lotta scelta da questo artista, ma certo ha costretto Bologna ad interrogarsi sul peso che hanno la qualità e la libertà nei rapporti fra cultura e politica, fra operatori culturali e amministrazione, fra Sindaco, Assessore e città.&lt;br /&gt;È passato ormai qualche tempo, abbiamo avuto altri casi significativi, su altri versanti.&lt;br /&gt;Io voglio ricordare qui il caso di Marilena Pasquali, per dire solo una parola; altri colleghi interverranno, Assessore io penso che si possano avere fondatamente opinioni diverse sulla collocazione e il futuro del lascito Morandi. Poi dirò la mia. Ma certo è gravissimo e colpevole il silenzio con il quale il Sindaco, ma lei stessa, Assessore, ha seguito questa vicenda.&lt;br /&gt;Un gravissimo e colpevole silenzio che ha suonato offesa verso chi ha garantito un alto livello di iniziativa a questa città e di chi ha contribuito, insieme ad altri, senza dubbio, ma ha molto contribuito ad assicurare a Bologna un lascito e una eredità. Io alle volte mi chiederei, assessore Deserti, che cosa porterà ognuno di noi al termine della sua attività e del suo mandato.&lt;br /&gt;Io so che tutti porteremo qualcosa con forti, obiettivi, limiti.&lt;br /&gt;È importante guardarsi allo specchio, prima di parlare con chi fa cultura in questa città, e chiedersi: ho il diritto io di non rispondere a chi comunque ha portato qualcosa a Bologna?&lt;br /&gt;Che cosa porteremo noi, Assessore, per guardare con disprezzo, per rispondere solo con il silenzio a persone come Renzo Filippetti, come Marilena Pasquali&lt;br /&gt;ed altri?&lt;br /&gt;Dovremmo, tutti, considerare anche la necessità di avere meno arroganze e più umiltà.&lt;br /&gt;Detto questo, propongo innanzitutto una domanda che sorge da questi casi eclatanti, che non sono – ripeto – gli unici.&lt;br /&gt;C'è una domanda che bisogna porsi all'inizio di un intervento di relazione: la cultura non è più una priorità per il Comune di Bologna? Sarebbe facile per l'opposizione rispondere che - sì - non è più una priorità.&lt;br /&gt;Ma io credo che la realtà sia diversa e per certi aspetti più inquietante.&lt;br /&gt;No, a Bologna rimane un livello alto di investimento sulla cultura, ma assistiamo a una sorta di spartizione di spoglie.&lt;br /&gt;Tutti si occupano di cultura a Bologna; se ne occupa l'Assessorato alla Cultura, che invece può dire di non essere più esso stesso una priorità per la politica di Giunta, ma se ne occupa - è notorio e moltissimo - il Gabinetto del Sindaco, se ne occupa l'Assessore allo Sport, se ne occupa l'Assessore al Turismo, vorrebbe occuparsene l'Assessore all'Urbanistica, se ne occupa addirittura, ne siamo informati da un piccolo ma significativo giornale della destra bolognese, ahimè, persino l'Assessore alla Sicurezza. Ecco allora: abbiamo una pluralità di riferimenti, abbiamo smarrito un vaglio di qualità degli interventi.&lt;br /&gt;Avendo più persone che, con proprie ambizioni e logiche politiche differenti, vogliono intervenire sulla politica per la cultura a Bologna, abbiamo fatto saltare, avete fatto saltare, il filtro amministrativo, quel filtro tecnico a garanzia, certo mai sufficiente, però importante, di equanimità, a garanzia di un rapporto corretto fra amministratori e amministrati.&lt;br /&gt;Lei, Assessore, ha usato parole che io apprezzai nella polemica sull'estate bolognese; aveva detto: "difenderò il ruolo dei tecnici e dell'Assessorato". Sui teatri lei non l'ha difeso. Lei, sui teatri, come sui musei, ha dimenticato, ci pare evidente, il ruolo tecnico dell'Assessorato, che lei dichiarava voler difendere, ha offeso il ruolo autonomo degli operatori culturali. È venuta meno quindi a quel mandato che in qualche modo ci aveva chiesto, a margine di una polemica diretta, rivolta in qualche modo dal Sindaco al suo stesso Assessorato. Oggi pare di capire che le vicende che riguardano l'onorevole Garagnani, il consigliere Fabbri, il consigliere Mioni, la consigliera Bertolini, cioè "protagonisti profondi" - pare di capire - del dibattito politico a Bologna tra Giunta e partiti, possano stendere un velo su queste contraddizioni. Vedremo.&lt;br /&gt;A me però sta a cuore il nocciolo delle contraddizioni che erano emerse.&lt;br /&gt;Il contrasto sembrava essere fra l'attribuzione fatta dal Sindaco a se stesso di un rapporto diretto con punti significativi della città e della sua operatività culturale, da un lato, e dall'altro la difesa - da parte sua, Assessore - della qualità, dei tecnici, di un ruolo politico corretto, di una amministrazione di lungo periodo.&lt;br /&gt;Se il Sindaco prosegue in questo intervento diretto e propagandistico sulla cultura, Lei, assessore Deserti, è venuta meno a quell'impegno che aveva preso con qualche solennità in quest'aula consiliare.&lt;br /&gt;Rifletta, perché credo che questa sia l'accusa più forte che dai banchi dell'opposizione le possa essere rivolta.&lt;br /&gt;In sostanza lei prende parte, non si discosta, non avversa una situazione che vede troppa politica e troppi politici scarsi pesare sulla cultura a Bologna.&lt;br /&gt;Questo è il risultato dei vostri contrasti.&lt;br /&gt;Quali i frutti di questi comportamenti: dopo Bologna 2000 abbiamo il tempo della nudità e dell'assenza progettale e abbiamo un futuro che suona con i tempi dell'incertezza e della indefinizione.&lt;br /&gt;Ad esempio vorrei rivolgerle una domanda.&lt;br /&gt;Lei sa, Assessore, perché io ne ho vaghezza relativa, che cosa siano le "3M"?&lt;br /&gt;Che cosa, cioè, sostituirà, per iniziativa del Sindaco Guazzaloca, la politica culturale di Bologna 2000?&lt;br /&gt;Dopo i premi Bacchelli, Cappelli e il ricordo di Cervi, si punta sulle "3M", saranno Morandi, Marconi, Minghetti?&lt;br /&gt;Cosa avremo dal 2001 al 2002, a fine mandato? Che cosa sono le "3M"?&lt;br /&gt;Ci dica che cosa farete per queste "3M"?&lt;br /&gt;In attesa di una sua risposta le anticipo una nostra preoccupazione.&lt;br /&gt;Ebbene, se si cercherà su queste tre grandi personalità di rifare la sceneggiata compiuta sulle altre grandi personalità del passato - che io rispetto profondamente per altro - che ho qui citato, si rischierà di proseguire a Bologna, in questo mandato, con una politica per i morti trascurando - ahimè - di&lt;br /&gt;operare per i vivi, per la produzione culturale più forte e ricca che fa unica questa città, per diffusione dell'eccellenza ma anche per condivisione di qualità.&lt;br /&gt;Forse sperate che rivolgendovi a grandi personalità scomparse non vengano a voi smentite?&lt;br /&gt;Io credo invece che qualcuna di queste Emme non potrà non parlarvi, non suggerirvi critiche e ripensamenti, drastici.&lt;br /&gt;L'operazione immagine non vi riuscirà. Vi parlerà senza dubbio Morandi, vi parlerà del suo Museo, che non può essere ridotto a mercé di scambio.&lt;br /&gt;Un Museo che comunque - duole doverla io informare, Assessore, ma per lascito - non potrete comunque spostare dal palazzo d'Accursio.&lt;br /&gt;Vi parlerà Morandi del suo Museo che non può essere ridotto a puro terreno di scambio per rapporti internazionali di istituzioni culturali qualsivoglia, di qualunque livello siano, e Bologna.&lt;br /&gt;Non si può fare del lascito Morandi quello che fanno i bambini con le figurine: "io ho Rivera, quanto mi dai in cambio?"&lt;br /&gt;Non si può fare Assessore. Ci vuole rispetto per questa grande figura e ci vuole, proprio per dare forza anche alla Galleria d'Arte Moderna, ci vuole una grande politica di valorizzazione del patrimonio morandiano a Bologna.&lt;br /&gt;Sono urgenti risorse, personale, con qualità tecniche di diversi livelli che aiutino il ruolo dirigente.&lt;br /&gt;Tutto ciò che doveva completare l'opera pionieristica che si è fatta in questi anni.&lt;br /&gt;Voi avete trascurato i pionieri, che ci abbandonano, e francamente non vedo Rangers pronti a sostituirli.&lt;br /&gt;Vedo qualche rischio, invece, che si voglia utilizzare il patrimonio Morandi per progetti che mi sembrano ancora avvolti nelle nebbie, sui quali, io spero, anche questo Consiglio comunale possa aiutarci a fare chiarezza.&lt;br /&gt;Temo, Assessore, che anche Marconi avrà qualcosa da dirvi, anche la seconda Emme. Potrebbe parlarvi, Marconi, della necessità che Bologna torni capitale della medialità, di quel distretto multimediale che va fatto subito, valutando la possibilità della Casaralta, e che voi avete trascurato a partire dall'indecente trattamento che avete riservato a Iperbole, in attesa di svenderlo a società pubblico/private che nel frattempo sono già nei guai. Non avete destinato alcuna attenzione a quell'investimento di contenuti pubblici nella rete che era già qualcosa che onorava e faceva ricca questa città.&lt;br /&gt;Vi chiederà di muovervi Marconi; non credo che possiate abbindolarlo neanche approfittare della sua condizione di non presente fra i vivi.&lt;br /&gt;E infine Minghetti.&lt;br /&gt;Con Minghetti potreste forse farla franca, ma ho paura che la cultura liberale di Minghetti potrebbe ricordarvi che gli Istituti storici e gli Istituti di ricerca politica- molto importanti a Bologna- non paiono oggi al centro dell'interesse&lt;br /&gt;dell'interlocuzione politica che ha questa Giunta, a partire dal suo Sindaco, ma anche da lei, Assessore.&lt;br /&gt;Dunque: delle istituzioni culturali vi parleranno altri Consiglieri, dell'associazionismo già abbiamo parlato, e solo voglio ricordarvi la gravita di una&lt;br /&gt;iniziativa vostra che si è divisa tra tentativi di colonizzazione ed abbandono.&lt;br /&gt;Con in più il cappio - che misureremo solo dal gennaio 2002 - della "tassa Foschini" sugli affitti.&lt;br /&gt;Io vorrei quindi soltanto, prima di tornare ai teatri, aggiungere una quarta Emme, alle tre Emme su cui pare la vostra iniziativa petroniana si svilupperà.&lt;br /&gt;La quarta Emme è Manzoni. Lei ricorda questa parola, Assessore?&lt;br /&gt;Il vi chiedo cosa ne è di quel teatro Manzoni che doveva aprirsi, con un investimenti in terreni di 24 miliardi.&lt;br /&gt;Saperne qualcosa potrebbe aiutarci a discutere diversamente della situazione teatrale a Bologna o no? È costato davvero, sta costando 24 miliardi? Il progetto è esattamente quello presentato o già nei lavori lo si sta riducendo?&lt;br /&gt;E quali contatti state portando avanti?&lt;br /&gt;Lei ci dirà: è compito del Teatro Comunale.&lt;br /&gt;Bene, sappiamo che il bravissimo Sovrintendente non fa cessare occasione per chiedere un aiuto e un sostegno per reggere questa eredità pesante che il Teatro&lt;br /&gt;Manzoni potrebbe risultare per vostra colpa.&lt;br /&gt;Mentre, con un progetto adeguato, vostro malgrado, parlando della operazione di permuta, potrebbe diventare comunque qualcosa di importante di questa&lt;br /&gt;città.&lt;br /&gt;Serve una svolta.&lt;br /&gt;Non è più il tempo delle polemiche sterili a cui ci state abituando.&lt;br /&gt;Ecco allora, noi passeremmo dalle tre Emme ai tre accenti, a tre parole con l'accento, che sono – io credo - parole chiave, Assessore.&lt;br /&gt;Queste tre parole sono per la politica della cultura, di oggi e non di ieri, sono: libertà, creatività e professionalità.&lt;br /&gt;Io credo che ci sia il rischio di vedere chiudere Bologna, ma Bologna è una città di ombre e di luce, come i suoi portici.&lt;br /&gt;È una città che ama il proprio passato e la propria tradizione ma che vive e inventa, vive e sperimenta, vive e produce.&lt;br /&gt;È una città che vive di un particolare equilibrio fra qualità e quantità, di un equilibrio fra popolo ed eccellenza.&lt;br /&gt;Avete colpito l'eccellenza non per amore del popolo ma per amore dell'intromissione della politica sulla cultura.&lt;br /&gt;Ed ecco allora veniamo ai teatri.&lt;br /&gt;Possiamo coniugare a esempio la politica teatrale della necessità di passare a questa politica dei tre accenti, una politica di libertà, di creatività, di professionalità? Io credo di sì.&lt;br /&gt;Cosa è successo sui teatri a Bologna?&lt;br /&gt;Io credo che la motivazione che lei ha dato del suo operato, "abbiamo privilegiato il successo", sia francamente irricevibile.&lt;br /&gt;Io ricordo che, almeno a mia memoria, non esiste un teatro, nel presente, in ogni città del mondo, né è mai esistito in passato, che possa vivere senza la società a cui si rivolge, senza un ritorno dal sociale che ritorni al teatro ciò che il teatro da in termini di arricchimento culturale e civile.&lt;br /&gt;Senza quindi forme di sovvenzionamento.&lt;br /&gt;Siano esse direttamente pubbliche, siano miscelate tra pubblico e privato, siano legate alla stessa sopravvalutazione dei costi di botteghino: senza forme di sovvenzionamento un teatro non può esistere.&lt;br /&gt;Ci avete detto che volevate passare dalle convenzioni ai progetti per essere più liberi e per fare spazio.&lt;br /&gt;Ma chi valuterà questi progetti, Assessore?&lt;br /&gt;Mentre per le convenzioni di primo livello lei è stata, forse - voglio dire - anche per iniziativa dell'opposizione, in qualche modo indotta a utilizzare il contributo di esperti; sugli altri teatri nulla si sa.&lt;br /&gt;C'era una volta un progetto, un'idea di costituire una autority per valutare come le risorse pubbliche vanno a Bologna ai teatri.&lt;br /&gt;Io credo che questo mondo sia abbastanza ricco. Vorrei partecipare a questa convenzione dei teatri che si svolgerà in dicembre, anche per proporre e studiare&lt;br /&gt;forme di autovalutazione, o di referee, in cui nessuno sappia esattamente chi è incaricato, come si fa nel mondo scientifico.&lt;br /&gt;Se si vuole il modo si trova.&lt;br /&gt;Non sia il comando politico e assessorile a decidere sui teatri di ricerca a Bologna. Questo è intollerabile, Assessore.&lt;br /&gt;Nel 2001 della modernità è davvero intollerabile. No, occorre proseguire invece per radicare e stabilizzare le grandi risorse che Bologna possiede.&lt;br /&gt;14-15 stagioni, 30 realtà nell'area metropolitana, importanti realtà di ricerca: Moline, Libero, Ridotto, Teatro di Leo... Ne avete fatto un po' strame - diciamo la verità - di queste realtà.&lt;br /&gt;Oggi si deve recuperare un rapporto.&lt;br /&gt;Occorre proseguire ed ampliare il progetto "Bologna dei Teatri".&lt;br /&gt;Proponiamo un centro servizi, che sia assieme uno spazio e risorse, per aiutare tutte quelle realtà nuove che sono nel momento di snodo fra lo studio e la&lt;br /&gt;professionalità, senza usarle come carne da cannone contro chi da trent'anni o da vent'anni fa, con giusta fama in tutto il mondo, la sua professione di ricerca&lt;br /&gt;sul teatro.&lt;br /&gt;Sarebbe un gioco ben meschino; non sarebbe lei la prima a tentarlo, a Bologna, sulla politica teatrale, ma sarebbe un gioco davvero meschino.&lt;br /&gt;No, dobbiamo premiare l'eccellenza, dobbiamo mantenere le convenzioni, dobbiamo darci sulla progettualità la possibilità di scegliere a ragion veduta, con esperti e pareri fondati, senza privilegio, dobbiamo incentivare una forte politica dei servizi per quelle realtà non mature a reggere teatri da soli ma già mature a passare dallo studio alla professione.&lt;br /&gt;In sostanza, io ho l'impressione che i teatri ci dicano una cosa: questo mandato non è stato un mandato all'insegna della novità, Assessore, ma all'insegna&lt;br /&gt;della vecchiezza.&lt;br /&gt;Siamo tornati forse, almeno nelle intenzioni, un pò a quella volontà di servirsi dello spettacolo per catturare facile consenso da un lato, e dall'altro,&lt;br /&gt;almeno per quanto riguarda il suo Assessorato, a salotti un po' ristretti.&lt;br /&gt;Non voglio dire avvizziti, ma certo ristretti.&lt;br /&gt;Bologna vuole altro. È terra di politica condivisa, non di politica oppressiva.&lt;br /&gt;C'è bisogno allora che le culture di Bologna riprendano la parola. La rappresentanza politica non deve più sostituirsi alla libertà, alla creatività, alla professionalità di chi studia e di chi produce cultura.&lt;br /&gt;Tutta la cultura in Italia in questi anni è stata deminestiarializzata.&lt;br /&gt;Io credo che voi non ve ne siate dati per inteso.&lt;br /&gt;È finita l'epoca della politica pigliatutto, degli Assessori imitatori dei principotti rinascimentali e nemmeno, io credo, debba mai iniziare l'epoca degli amici del Sindaco.&lt;br /&gt;Sarebbe l'epoca, come dire, dei piccoli valvassini accalcati attorno ad un osso che non merita di essere spolpato.&lt;br /&gt;Non c'è nessuno che voglia consegnarvi questo credito e questa discriminazione. Io credo che sulla cultura Bologna non voglia e non potrà arrendersi.&lt;br /&gt;Anche questa occasione in Consiglio comunale mi auguro ci induca con una riflessione seria ma fortemente critica a questa tendenza.&lt;br /&gt;Inizi la politica dell'ascolto, termini subito la politica della discriminazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari&lt;br /&gt;Intervento Conclusivo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi non presenteremo ordini del giorno.&lt;br /&gt;Un Consiglio straordinario, se nulla vieta che possa concludersi con documenti consiliari, se proposto dall'opposizione per sua natura dovrebbe sollevare delle questioni, perché appunto non governiamo, vivaddio.&lt;br /&gt;Allora, in quest'ottica che è tutt'altro che rinunciataria, io propongo, se l'Assessore è d'accordo, di svolgere adesso il mio intervento di replica e di lasciare all'ultimo l'intervento all'Assessore. Perché questo? Perché è evidente che non senso ha replicare alla Giunta su questioni che sollecitano un intervento di Giunta. Se qualcosa si ottiene, in risposta a quanto noi, ed il mondo dei Teatri e della Cultura bolognesi, domandiamo, bisognerà averlo dall'ultima parola che rivolge la Giunta.&lt;br /&gt;Cominciamo dai punti, per così dire, più polemici. Il primo. Noi abbiamo assistito, colleghi, e d'altra parte per questo vi ringraziamo, ad un Consiglio comunale abbastanza intenso, con numerosi interventi. Siccome la maggioranza non è sempre adusa a farlo, ci siamo chiesti, io ed altri Consiglieri di minoranza, qual' era il senso di molti interventi. E il senso può essere un po' questo. E' vero, Assessore Deserti, lei incassa e ne sono lieto sul piano personale, la solidarietà dei gruppi consiliari di maggioranza, dei gruppi consiliari, della Giunta?&lt;br /&gt;Però il Sindaco non è stato presente un solo minuto, credo fosse presente al buffet, ma non è questo il punto. Mi chiedo perché ? Se si ritiene che si sia andati a farfalle, non si interviene. Se c'è bisogno di una difesa così insistita, tale da coinvolgere tutti i gruppi consiliari, se non sbaglio, di maggioranza, è evidente che ci sono dei problemi. Allora se davvero si vuole difendere l'Assessore, si viene qui in Consiglio e si testimonia una solidarietà attiva. Questo non è accaduto.&lt;br /&gt;E questa scelta che Guazzaloca ha fatto ci riconsegna pari, io temo, lo dico al collega Corticelli, quell'elemento di confusione profonda che vede intervenire sulla cultura almeno quattro Assessorati, e il Gabinetto del Sindaco. Io credo che questo elemento, oltre ad evidenti problemi politici, ci proponga un tema di merito, e cioè che se si agisce in cinque sulle politiche culturali, vuoi dire che il livello di interrelazione della politica con la cultura è molto stretto, vuoi dire che si fa un intervento politico sulla cultura e salta inevitabilmente quella mediazione affidata ai tecnici che, certo, non è la panacea di tutti i mali, ma viva Dio, qualcosa conta. Faccio un esempio, spero che non me ne vogliano né il professor Pannuti, né il dottor Tomba che vedo qui presente. Io ho svolto poco tempo fa una relazione, come direbbe il consigliere Corticelli, molto sopra ai toni, per quanto riguarda le questioni scolastiche, ma l'ho fatto su quelle 10, 11,12 questioni, che sono di diretto scontro fra noi e la maggioranza. Non l'ho potuta fare su tutto quello che riguarda l'attività più direttamente tecnica, perché c'è un Assessorato che regge, c'è una sapienza che non sta a me riconoscere, la riconoscerà in primo luogo il professor Pannuti. È evidente! Ma qui, per esempio i dati di frequenza ai teatri ce li avete forniti? No. Su che base si regge quindi la polemica sulla necessità, altro che sussidiarietà, lei ha detto, di premiare chi se lo merita e di disdire le convenzioni con chi non se lo merita? Su quale base? Ci vorrà un dirigente che arriva, le fornisce i dati e lei cortesemente ce li propone, perché altrimenti è una discussione non kafkiana, è una discussione che io temo confermi la confusione nella direzione politica assessorile.&lt;br /&gt;E il risultato è che non c'è una mediazione tecnica e non c'è equanimità nel modo in cui si tratta gli interlocutori, questo è il punto. Quando noi parlammo - Assessore - dei teatri cosiddetti di primo livello, io ebbi a riconoscerle di essere arrivata peraltro per via tortuose, a una soluzione con un elemento di fondatezza e di oggettività. Io ebbi però a dire: attenzione, perché abbiamo la seconda fascia di teatri. E lì non interverranno barriere potenti, lì si vede la qualità di un'amministrazione. Scegliamo gli amici oppure confermiamo e disarticoliamo eventualmente ampliandolo l'intervento comunale? Avete scelto chi conoscete, penso, non so, perché non vedo quale altro criterio. Speriamo che operino per il meglio, compreso Elsinore, compreso chi veramente a Bologna è totalmente ignoto. Bene. Come si fa a sapere come agiranno, se per il meglio o per il peggio? Io le ho fatto una proposta, Assessore. Mi rivolgo ancora al consigliere Corticelli che anche qui le ha ribadito che non è soddisfatto della sua politica teatrale, per ragioni totalmente opposte alle mie.&lt;br /&gt;Sui sovraintendenti del teatro Comunale, temo ahimè che parleremo presto, quindi uno per volta, Corticelli!&lt;br /&gt;Allora, il problema diventa questo: chi decide, per esempio, una volta che si è passati da una politica di convenzioni a una di convenzioni e progetti con&lt;br /&gt;risposta cash al progetto, chi è che decide chi se lo merita questo denaro?&lt;br /&gt;Lo decide lei? lo decide lei in assoluta, olimpica, solitudine?&lt;br /&gt;Lo decide il dottor Zanzi, per altri gruppi, altre filiere? Lo decide qualche collaboratore dell'assessore Raisi quando c'è da mettere le mostre dei parenti dei calciatori dentro sala Borsa?&lt;br /&gt;Chi decide gli investimenti sulla cultura? Su quale base?&lt;br /&gt;Allora, mi hanno ricordato illustri interlocutori, tutt'altro che vicini alla mia parte politica, che c'era una proposta di costituire un' authority sulle scelte della programmazione teatrale. Io le ho ricordato che lei in qualche modo così ha fatto per il teatro di primo livello, non abbiamo mai avuto il bene di sapere il testo del professor Banterle e del dottor Escobar, però si suppone che andasse in una direzione.&lt;br /&gt;Per gli altri chi lo deciderà? Su quale base si deciderà? Lei su questo doveva avere la cortesia di rispondere. Perché ci dirà: decido io, bene, ma se ne assumerà le responsabilità. Voglio dire al consigliere Morello, vede consigliere Morello, se lei è alla vigilia di responsabilità ampie, farà il capogruppo delle Liste civiche, glielo dice chi fa fatica ad assolvere le proprie ha il dovere di informarsi. Qui non c'è un caso umano Renzo Filippetti. C'è un caso culturale di livello internazionale che ci è già stato sollevato dai principali interlocutori che ha avuto nel teatro questa città. Dico di più, l'Università di Bologna. L'Università di Bologna con cui l'ex rettore Roversi Monaco lo sa bene, Renzo Filippetti ha collaborato per arrivare a fare di Bologna un centro di snodo, anche nel nono centenario, di presenza di assoluto rilievo, in campo teatrale internazionale. Se non le si conosce poco male, ma ci vuole rispetto per gli interlocutori.&lt;br /&gt;Allargo un attimo le questioni.&lt;br /&gt;Ci avete detto, Consiglieri, colleghi di maggioranza, che la Sala Borsa non è stata data in affitto.&lt;br /&gt;Ha fatto presa vedo, questa piccola lettera pubblicata su Repubblica.&lt;br /&gt;Segno che quando la censura si allenta, viva Dio, di qualcosa almeno si discute, ditelo magari a quei vostri frequentatori che non pubblicano mai nulla di quello che dice la minoranza, perché forse fare diversamente potrebbe dare ruolo anche a voi Consiglieri di maggioranza, persino a voi.&lt;br /&gt;Vede consigliere Rocco, lei so che ci tiene, giustamente, anche a voi.&lt;br /&gt;Ogni tanto allentare le mani della "censura" può essere molto utile al Consiglio comunale.&lt;br /&gt;Ho visto che ha dato fastidio questo tema della Sala Borsa in affitto.&lt;br /&gt;Ma vivaddio, qui non eravamo di fronte ad un contenitore neutro, eravamo di fronte a una perla, al frutto più prestigioso di Bologna 2000.&lt;br /&gt;Mi permetto di dire: nessuno abbia il coraggio- dopo il caso Manzoni- di tirare fuori i 13 miliardi che sarebbero stati necessari per la gestione della Sala&lt;br /&gt;Borsa.&lt;br /&gt;Perché se si sono potute trovare le maniere - blocchiamo pure il mio aggettivo - più strane, per reperire 24 miliardi per un'opera inutile, inutile per come voi la pensate, e se non vi affrettate a darla a qualcuno che ne capisca qualcosa, inutile per sempre, di pura copertura di una politica legata a tutt'altri interessi, colleghi, tutt'altri, che non il bene del teatro o della "musica tribale" come ebbe a dire&lt;br /&gt;l'assessore Monaco.&lt;br /&gt;Beh, se avete trovato quelli con le permute, vi ingegnavate e trovavate anche quelli per Sala Borsa.&lt;br /&gt;Invece no, invece si è dato un affitto ad un privato che senz'altro realizzerà molte presenze.&lt;br /&gt;Per forza.&lt;br /&gt;Già adesso la libreria notturna Rizzoli, guardate, io ci vado spesso, è un drugstore culturale di straordinario rilievo.&lt;br /&gt;Non era mica necessario fare in Sala Borsa, con un investimento pubblico enorme, un'esperienza come quella che si realizzerà, valida, di mercato, e che&lt;br /&gt;nel mercato doveva trovare i suoi spazi.&lt;br /&gt;Una proposta valida, ribadisco, che "regge bene" anche senza una biblioteca, non c'è nessun bisogno di metterci una grande biblioteca pubblica vicino.&lt;br /&gt;Se facciamo una grande biblioteca nella piazza principale di Bologna, se vi realizziamo un monumento di assoluta piacevolezza, meraviglioso, che cammina sopra i resti di Bologna romana e medioevale, ebbene, mi chiedo, era proprio necessario fare tutto ciò, la nuova "Sala Borsa"-appunto- per poi ospitarvi una&lt;br /&gt;proposta del genere?&lt;br /&gt;Io dico di no.&lt;br /&gt;E credo che addirittura si stupiscano persino i vincitori del concorso, di essere finiti lì.&lt;br /&gt;Io ho questo sospetto. Anche qui, chi decide la qualità dei progetti? Guardate è un problema che non riguarda solo l'Assessorato alla Cultura, riguarda&lt;br /&gt;anche altri Assessorati.&lt;br /&gt;Di Foschini ho già detto tante volte.&lt;br /&gt;Ma Raisi non è da meno. A me per esempio stupisce – è cultura anche quella - che si sia nominata, lo dico perché voglio allargare l'ambito di ragionamento, una&lt;br /&gt;Commissione di valutazione dei progetti sulla Montagnola, che dovrebbero essere fatti secondo anche competenza culturale - Assessore, forse le è sfuggito, perché al suo Assessorato non credo abbiano chiesto alcunché - ed anche addirittura, udite, udite, secondo competenza pedagogica, e che invece è diretta dall'incolpevole dottor Donati, deliberata dal dottor Donati, incardinata sull'autoincaricarsi del dottor Donati. La competenza pedagogica sarà affidata, non so, all'ingegner Bottino? Che è l'altro "coéquipier" di quella commissione.&lt;br /&gt;Una commissione formata da tre soli dirigenti del Comune.&lt;br /&gt;Dove quindi il comando politico degli Assessori di riferimento sarà strettissimo.&lt;br /&gt;Altro che Pedagogia!&lt;br /&gt;Quindi avete un pò il vizio di mettere il naso di politici sulle questioni dove dovrebbero parlare gli esperti e quindi di fidarvi dei vostri tecnici solo per quel che riguarda il diretto ruolo di istruttorie, di copertura di scelte precise che devono viceversa essere date in capo alla politica come indirizzo, e -nella trasparenza- al parere di esperti per la scelta finale, per l'indicazione conclusiva. Voi fate invece&lt;br /&gt;esattamente il contrario.&lt;br /&gt;Se questo vizio però è comune e va dalla Montagnola, alla Sala Borsa, ai teatri, Assessore, non è un vizio solo suo, bene, allora qui, a parlarne, deve venire il&lt;br /&gt;Sindaco.&lt;br /&gt;Se il problema è di tutta la Giunta, bisogna che il Sindaco risponda.&lt;br /&gt;Io non credo, colleghi, che sarà possibile a lungo a Giorgio Guazzaloca avvicinarsi al massimo a questo Consiglio per 5-6 minuti e dirigere -quando è il caso-&lt;br /&gt;dall'angiporto, dalla hall, i lavori del Consiglio.&lt;br /&gt;Non credo che gli sarà consentito, non credo.&lt;br /&gt;Per quanto ci riguarda abbiamo tollerato una situazione di questo genere, le questioni di salute, troppo a lungo, per rispetto, per questioni personali note, che da tempo però sono, per fortuna grande, superate.&lt;br /&gt;Ma non siamo solo noi a fare problema.&lt;br /&gt;Ormai siamo alla svolta di metà mandato, ragionatene insieme al Sindaco.&lt;br /&gt;Noi andiamo a una stretta di dibattito politico e amministrativo, colleghi. Non pensate che la copertura di qualche giornale compiacente possa tenere questo&lt;br /&gt;caso di non governo ancora celato a lungo. Non sarà consentito.&lt;br /&gt;Per noi, da oggi, diventa una priorità assoluta. Per cui d'ora in poi se le risposte le deve fornire chi le può dare, sugli indirizzi generali di Giunta, I tempi sono rapidi, la strettoia pre-elettorale già comincia a scorgersi in lontananza.&lt;br /&gt;Non so, Assessore Deserti, se il Sindaco potrà a lungo sottrarsi e far permanere il Consiglio in questo limbo in cui noi ci troviamo male ma non comprendo come voi&lt;br /&gt;possiate trovarvi bene, francamente.&lt;br /&gt;Infine altre questioni.&lt;br /&gt;Abbiamo svolto le nostre osservazioni di fondo, riguardanti "libertà della cultura", vera "sussidiarietà", pareri esperti, non invadenza della politica, programmazione, su cui io spero che l'Assessore risponda, e le ho dato precise occasioni, questo è il nocciolo della nostra proposta. Restano, e sono altrettanto importanti, questioni specifiche, esemplari, che vorrei citare. Il consigliere Morello le definirebbe "questioncelle" ma francamente colleghi ci sono alcune questioni che vanno definite nel concreto. Allora prima questione consigliere Morello, il caso del professor Riccomini.&lt;br /&gt;Io qui non l'ho citato, se lei me lo fa citare le dico che è una pura vergogna. Se si ritiene, collega, spero che si voglia dire questo con il suo intervento, che se si è fatto un errore amministrativo, che se non sbaglio porta la responsabilità del futuro consulente del Sindaco sulle questioni amministrative, attualmente Direttore generale del Comune, allora credo che si voglia dire che ci vogliono le dimissioni del dottor Medini dalla sua consulenza.&lt;br /&gt;Sì consigliere Mazzanti, perché è stato confermato quel contratto, è stato confermato; e se non era per la sua attività di free lance della politica, non solo del giornalismo, sarebbe stato probabilmente confermato.&lt;br /&gt;Quindi se il problema è di natura amministrativa, allora si chiede la testa di chi ha commesso l'errore. Se invece, perché così non è, si tratta di qualcosa che la politica risolve in tutti i principali Comuni d'Italia, ed è incredibile che non si sia voluto agire similmente nei confronti di una personalità come Eugenio Riccomini, si poteva risolvere facilmente il problema, senza nascondersi dietro a molta ipocrisia. Esattamente quanto mi sono permesso di indicare fin dal primo intervento che feci all'inizio-seduta di un Consiglio comunale, due giorni dopo la pubblicazione della notizia da parte del giornale del consigliere Mazzanti, si poteva e si può fare tranquillamente. Nulla osta, tanto meno il parere richiedibile dell'Università di provenienza. Nulla osta. Questo l'hanno capito anche i sassi a Bologna. Quindi se si cita questa questione, si citi correttamente. Ultima questione: il museo Morandi. Qui, consigliere Morello, siccome sono stati fatti dei pastrocchi, lei ha ragione, essendo in qualche modo costretto a occuparsi di tutto, come capita a noi, ha ragione. Avrà letto anche sulla rassegna stampa, che qualche voce notevole- diciamo d'entourage- autocandidatisi a sostituirla, assessore Deserti, hanno rilasciato numerose dichiarazioni in cui sembrava, in sostanza, questo museo fosse in condizioni di piena disponibilità.&lt;br /&gt;"Preleviamo 10 quadri"-qualcuno ha proposto, "spostiamo i Morandi 10 qua e 10 là", ha detto un altro,.Si cita il parere autorevolissimo del professor Barilli, che già 10 anni fa sostenne che era meglio non mettere in Municipio i Morandi. Sì, ma 10 anni fa. Adesso bisognerà pure considerare la concretezza del problema? Abbiamo un lascito senza il quale il Museo non può esistere colleghi, quindi leviamoci dalla testa che si possa spostare. Allora capite perché si apre un problema concretissimo, e cioè come davvero, visto che qua deve stare, si risolve una volta per tutte il problema della GAM le cui performances stanno per ora nel mistero, ma che anch'io auguro, poiché il consigliere Mioni ha parlato di performances straordinarie, che vengano.&lt;br /&gt;Come si risolve il problema dei rapporti fra GAM e Museo?&lt;br /&gt;Io mi permetto di pensare che occorre dare anche a questa sede, nella residenza Municipale, una grande politica di permanenza di grandi mostre, di destino, collegate a questo, che è comunque un patrimonio che non avrà mai uguali. Cito qualcosa che riguarda le gestioni precedenti. Per quanti Caroselli con Gilbert e George possiamo fare, il lascito Morandi varrà sempre per l'immagine di questa città 80 mila volte 80 quello che valgono queste mostre peraltro interessantissime. Allora non possiamo mettere a disposizione questo patrimonio perché arricchisca altri, dobbiamo dare indicazioni a cui lei, Assessore, non deve sfuggire, di progetto anche per la GAM, e dobbiamo finalmente avere un rapporto serio e sereno fra questa istituzione e il museo Morandi, il cui futuro di direzione non avete coperto, e avete invece fatto allontanare una persona che meritava il rispetto di una risposta Assessore, sì, meritava il rispetto di una risposta.&lt;br /&gt;Concludendo: l'opposizione ha fatto precise proposte e indicazioni.&lt;br /&gt;Quasi troppe colleghi, quasi troppe per essere contenute in un unico Consiglio comunale.&lt;br /&gt;Perché la cultura a Bologna è uno snodo fondamentale fra economia, risorse e natura stessa dell'identità della nostra cittadinanza.&lt;br /&gt;Torneremo spesso su questo tema, voi certamente lo sottovalutate.&lt;br /&gt;Su questo io non avrei alcun dubbio, ma la nostra è una sfida positiva.&lt;br /&gt;Noi vogliamo che a Bologna la produzione culturale mantenga forti le sue radici,anche dopo questa che io ritengo una parentesi infausta di gestione della&lt;br /&gt;cultura.&lt;br /&gt;Anche perché, lo dico senza arroganza, comunque, questo destino della cultura io penso, si troverà sostenuto su spalle più robuste quando gli elettori vorranno darcele con il voto.&lt;br /&gt;Bisogna smetterla di considerare la cultura quindi un terreno per risse personalistiche o per divisioni correntizie.&lt;br /&gt;Venga il Sindaco a rispondere, materia ce n'è, noi incalzeremo, abbiamo incalzato e incalzeremo da oggi per tutto il mandato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bologna, 23 ottobre 2001&lt;br /&gt;Agli Organi di Informazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota Stampa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Teatri: dal Consiglio Comunale straordinario quattro proposte chiare&lt;br /&gt;L'Opposizione lancia una "Vertenza per la libertà"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guazzaloca e Deserti non hanno saputo fare altro, di fronte all'iniziativa dei Teatri e dell'opposizione, che lanciare accuse sulla professionalità dei teatranti bolognesi: "esosi ed avvizziti". Ma non è più il tempo delle schermaglie polemiche.&lt;br /&gt;L'opposizione rilancia una vera e propria: "Vertenza per la libertà dei teatri" a Bologna.&lt;br /&gt;Quattro proposte sono emerse con chiarezza dal Consiglio Comunale di ieri e di questa notte.&lt;br /&gt;1. I teatri non costano, anzi fanno risparmiare, in un sistema pubblico privato efficiente che va confermato. In altre grandi città c'è uno Stabile pubblico unico che costa di più e rende di meno. In altre non c'è niente. A Bologna abbiamo circa 15 stagioni teatrali e nell'area metropolitana circa 30. Bisogna confermare ed allargare la politica delle convenzioni. Coinvolgendo proprietari di sale oggi abbandonate si possono raddoppiare il numero degli Stabili convenzionati a Bologna, facendo spazio a realtà davvero nuove e non importate.&lt;br /&gt;2. "Bologna teatri" va sostenuta e ampliata. Occorre lavorare per allargare le funzioni di servizio che offre ai teatri grandi, piccoli e piccolissimi andando&lt;br /&gt;verso una pubblicizzazione integrata dei cartelloni e realizzano, in uno spazio adeguato, un Centro di Servizi che sia assieme un luogo dove provare, a fare&lt;br /&gt;laboratorio, mettere in scena, avere uffici per il sostegno imprenditoriale alle diverse imprese teatrali, in particolare quelle che, da sole, non hanno la forza per trasformarsi in soggetti convenzionati, in gestori autonomi di spazi.&lt;br /&gt;3. Occorre mettere nelle convenzioni obblighi e incentivi perché i teatri grandi aiutino i piccoli, ospitandone le produzioni, diffondendo, con l'ottica emiliana del "Distretto", qualità artistica ed imprenditoriale.&lt;br /&gt;4. Non è tollerabile che si torni all'epoca del Comune elemosiniere, che discrimina fra amici e nemici. Le convenzioni ed i finanziamenti su progetto vanno sottoposti dal Comune al giudizio di una autority indipendente, formata da professionisti e da ricercatori dell'Università, oppure, in subordine, vanno attribuite a personalità super partes, scelte dallo stesso mondo teatrale oltre che dal Comune, funzioni di referee dei progetti.&lt;br /&gt;C'è abbastanza materia per animare una vertenza. Presenteremo questi quattro punti alla Convenzione dei Teatri, in preparazione per il 6 e 7 dicembre. Bologna, per fortuna, non parla alla sua cultura solo con le arroganti parole e gli arroganti silenzi del Sindaco e della sua Assessora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;LA PACE E LE CULTURE DI BOLOGNA&lt;br /&gt;Davide Ferrari ricorda Giacomo Lercaro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel consiglio comunale di oggi il capogruppo Due Torrì-DS Davide Ferrari ha ricordato la figura e l'opera del Cardinale Giacomo Lercaro, nel 25° anniversario della sua scomparsa. Due le questioni sollevate da Ferrari.&lt;br /&gt;"Il Cardinale Lercaro fu un uomo di fede integrale, salda nei principi e costantemente forte.&lt;br /&gt;Proprio a motivo di ciò fu uomo capace di cambiare, ricercando sempre la verità nei fatti.&lt;br /&gt;Fu uomo capace di ascoltare, di sentire il dovere, proprio per inverare le scelte di fede, di non arrendersi al conformismo, diffidare con coraggio la necessità di prendere posizione sui temi più tragici.&lt;br /&gt;Fece così chiedendo la sospensione dei bombardamenti americani sul Vietnam.&lt;br /&gt;Mise le ragioni della pace, secondo giustizia, prima di ogni calcolo politico.&lt;br /&gt;Il Magistero di Lercaro a Bologna deve essere ricordato anche, e soprattutto, per la forza che ebbe di cambiare le culture politiche e morali presenti nella nostra città.&lt;br /&gt;Lercaro non si fermò infatti a un dialogo fra diversi.&lt;br /&gt;Riuscì a determinare profondi cambiamenti nelle culture della città.&lt;br /&gt;Nessuna corrente di pensiero, a Bologna, fu più la stessa dopo Lercaro.&lt;br /&gt;Furono anni di grandi aperture ma anche di sinceri mutamenti, nella Chiesa, nella società, nella politica.&lt;br /&gt;La speranza e non la condanna operò per fare mutare convincimenti, superare ideologie.&lt;br /&gt;"Resta dunque un dubbio- a concluso Ferrari- È imperituro il mandato di un Magistero che turba e modifica oppure quello che confina, isola e divide?&lt;br /&gt;Una certezza: la pace, un dubbio: il rapporto fra la Chiesa e Bologna.&lt;br /&gt;Ecco le due grandi memorie che ho di Giacomo Lercaro", &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì  22 Ottobre , 2001&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; FERRARI E LA SALUTE DI GUAZZALOCA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Dai sindaco, ce l'hai fatta»&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari, capogruppo ds in Comune, commenta così l'intervento del sindaco Giorgio Guazzaloca al Meeting di Rimini: «Ho ascoltato le parole sobrie del sindaco sulla sua malattia. Proprio io — che con convinzione e non solo per ruolo politico, do un giudizio del tutto negativo della sua attività politica e amministrativa — sento il bisogno di dirgli adesso, con forza, come con trepidazione nelle più dolorose giornate del suo ricovero: 'Dai che ce la fai!'. Il nostro consiglio comunale è fatto da persone, questo non va mai dimenticato. Come ogni luogo di lavoro, deve essere anche un ambito di socializzazione e partecipazione umana. Guazzaloca ha detto che il male l'ha 'risparmiato', non che lui l'ha vinto. Sono molto contento e dico ancora: 'Dai, sono sicuro, ce l'hai fatta!'».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL RESTO DEL CARLINO, Domenica 26/08/2001&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LA SENTENZA CONTRO IL SINDACO SULL’INQUINAMENTO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Arroganza e propaganda»&lt;br /&gt;La parola torni alla politica&lt;br /&gt;di Davide Ferrari &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha ragione chi ha scritto che dopo l'importante sentenza del giudice Bruno Ciccone la parola deve tornare alla politica. La sfida della salute e dell'am-biente è difficile per tutti, per qualunque giunta. Quello che in questi mesi è apparso intollerabile è il mix di propaganda e di arroganza con il quale il sindaco, in prima persona, ha voluto aggirare il nodo. Ora i partiti ed i consiglieri comunali del Polo reagiscono furiosamente. Ma non vale nemmeno la pena di replicare, vista la loro totale latitanza sui problemi della città. Il dato politico è invece che è da tempo dimostrata l'infondatezza della cosiddetta “medietà“ del sindaco che, anzi, ha agito per frenare quel che di buono c'era nelle progettazioni dei tecnici che, pure, aveva scelto l'assessore Pellizzer. Anche a questo si devono i ritardi nella presentazione del Piano generale del traffico ed il rinvio di ogni risposta sulla futura realizzazione delle infrastrutture. Non bisogna fare l'errore di politicizzare le risposte al traffico, come ha fatto Guazzaloca, che è parso ragionare così: il 'civico'sono io, quindi i comitati non esistono... Chiediamo che si volti pagina. Bisogna definire un'agenda di cose concrete da fare dopo la sentenza. Quello che si deve fare è chiaro: osservare l'ordinanza, far funzionare i controlli, a partire da Sino, rispondere ai cittadini ed agli operatori professionali del traffico che hanno presentato da mesi una ricca piattaforma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Capogruppo Ds in Comune&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL DOMANI, Domenica 15/07/2001&lt;br /&gt;:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Caro Vito, l'aria è stretta&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Davide Ferrari &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla vigilia dello spettacolo comico nel quale l'artista bolognese interpreterà il ruolo di Guazzaloca, Stefano Bicocchi, in arte Vito, ha esternato in un'intervista le sue simpatie per il primo cittadino. Arrivando a proporlo come candidato, questa volta per il centrosinistra, alle prossime elezioni. Le parole di simpatia e apprezzamento per la "popolarità" del sindaco da parte di Vito, «mi piace perché scende dal pero, non è un fighetto come tanti altri politicanti», che professa simpatie e radici di sinistra, sono arrivate in Consiglio comunale. Con una lettera aperta al comico, da parte del capogruppo Ds Davide Ferrari.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Caro Vito, ti scrivo con affetto. Mi ha fatto piacere leggere che non cambi opinione, che sei di sinistra. Sarei venuto ugualmente ad applaudirti, come sempre ma, come nasconderlo, sono più contento quando a piacermi è un personaggio, una persona, con cui condivido qualcosa, un "modo di essere". È vero: la sinistra di oggi è quello che è. Mi dicono intanti che è inutile rimpiangere il passato però...Pensare a tante cose che non vanno dalla "parte giusta" mi fa un po' rabbia ma non mi fa giustificare ciò che continua a non piacermi. Vorrei parlarti un po' del nostro sindaco, di Giorgio Guazzaloca. Vorrei dirti il mio pare re."È una persona onesta ed impegnata" - tu dici. Io non ho motivi per dubitarne. Detto questo, la qualità di Guazzaloca che mi sembra più grande non è fra quelle di cui tu parli. Io penso che il sindaco conosca molto bene la vita produttiva di Bologna e benissimo tanti suoi protagonisti, non solo i grandi, ma anche molta gente comune nel commercio e nelle imprese. Qual è la cosa più negativa&lt;br /&gt;invece?&lt;br /&gt;Caro Vito, non solo non è vero che Guazzaloca ascolta di più la gente ed i cittadini di quanto facevano i sindaci precedenti, almeno quelli che io ho conosciuto: Vitali, Imbeni, Zangheri, Fanti, ma al contrario io trovo che il distacco fra chi governa e chi è governato sia in costante aumento anche a Bologna. Giorgio Guazzaloca parla e appare poco ma adopera spregiudicatamente quei mezzi di comunicazione di cui pare disporre con larghezza, non solo alcuni giornali e televisioni, ma anche ogni momento e luogo significativo per comunicare alla città. In questo campo non ce n'è per nessuno: il pluralismo è considerato una perdita di tempo. Ma c'è di più. Io penso che l'alternanza sia davvero un grande valore. Non si può e non si deve governare troppo a lungo nemmeno quando si ha ragione. Non sono fra quelli che ha considerato una catastrofe morale "perdere Bologna" anche perché penso che Bologna non fosse di nostra proprietà. L'alternanza può essere molto utile per cambiare aria, aprire le finestre. In questi due anni, invece, ho sentito nella nostra città "un'aria più stretta" non ho visto figure nuove. Ho visto scegliere, discriminare, talvolta patteggiare, ma sempre fra i soliti noti. Non sono mancate le discriminazioni, nel mondo sportivo, nell'associazionismo e nel volontariato, nella cultura, persino nelle famiglie povere e i loro bambini che sono stati divisi tra chi ha diritto a un premio - perché va in una scuola privata - e chi no. Pensa, persino i semafori vengono messi qua e là a seconda di chi abita nei pressi. C'è un'aria stretta, davvero. Non dico che si soffochi, questo no. D'altra parte anche l’opposizione, e talvolta con molta decisione, ha lavorato e sta lavorando per allargare spazi, per promuovere opportunità eguali.&lt;br /&gt;Non so se è vero che non è cambiato nulla da quando c'è Guazzaloca.&lt;br /&gt;Mi sembra però che Guazzaloca sia sempre di più il continuatore del peggio e non del meglio, anche di tanto di quel consociativismo che via si era costruito in un'esperienza così lunga di governo delle sinistre e del centrosinistra.&lt;br /&gt;A me questo non piace proprio. Volevo che la città cambiasse, anche prima, figurati se non vorrei più cambiamento adesso che governa il centro destra. Per questo motivo non vorrei proprio che una persona pur capace come Guazzaloca fosse stato il candidato dell'Ulivo e certo non voglio, proprio non voglio, che sia il modello del candidato del centrosinistra alle prossime elezioni. Vorrei un rapporto fra il Comune e i cittadini dove l'idea che si ha di Bologna non fosse: "l'orto dei soliti", ma l'allegra piazza delle nuove tante cose che i bolognesi sanno fare e hanno voglia di raccontare. Caro Vito, a te e ai tuoi compagni di scena un grandissimo in bocca al lupo per questa estate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capogruppo Due Torri di Consiglio Comunale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 06.07.2001&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un pensiero di oggi.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Feci certamente un errore. Non risposi rapidamente ad una furibonda, e scaltra, campagna che un giornale seppe montare su questa mia dichiarazione.&lt;br /&gt;E’ vero.&lt;br /&gt;Leggendo però il testo colpisce, forse solo me, come il ragionamento fatto allora fosse sostanzialmente esatto.&lt;br /&gt;Erano invece ancora giorni nei quali attaccare la figura del nuovo Sindaco era per quasi tutti, non per me, osare troppo.&lt;br /&gt;Presi atto dell’errore tattico, mi chiarii con Vito, che è forse l’attore a me piu’ caro, ma non cambiai mai il registro.&lt;br /&gt;Guazzaloca da una parte, ‘opposizione dall’atra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D.F.&lt;br /&gt;Maggio 2004 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due Torri per Bologna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO SULLA RESISTENZA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Bologna, 9 aprile 2001&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RELAZIONE DI DAVIDE FERRARI&lt;br /&gt;Presidente del Gruppo DUE TORRI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credo che quando un Consiglio comunale, volenti o nolenti i colleghi della Maggioranza, discute di temi così rilevanti, occorre chiedere ai propri interlocutori la pazienza di svolgere una discussione pacata e seria e di ascoltare, per poi eventualmente ribattere un'argomentazione non solamente ancorata all'attualità e ai più stretti termini della polemica politica.&lt;br /&gt;Nei giorni scorsi sono intervenuti esponenti importanti della cultura nazionale a partire da un singolo avvenimento, che forse - forse - gli attori, coloro che avevano con i loro emendamenti, tesi a togliere il riferimento alla Resistenza nella citazione sulla Costituzione, presente nel nostro Statuto del Comune di Bologna, non avevano nemmeno ben valutato per cogliere, ripeto, in questo evento un riferimento più generale.&lt;br /&gt;Alte e importanti figure della Resistenza e della Cultura italiana hanno messo in relazione la questione dello Statuto del nostro Comune, che voi avete aperto - con gravi fatti, gravi, legati talvolta al tentativo di sponsorizzare dalle sedi istituzionali, peraltro quelle più improprie, le operazioni più smaccate di revisionismo storico e di indirizzo politico della ricerca storica e della divulgazione scolastica della ricerca storica, altre volte a mettere in dubbio persino i fondamenti della legittimità dello Stato democratico con proposte di netta separazione dei diritti della cittadinanza, a seconda della razza o della Religione, e altre ancora con l'avvallo, anche in Italia, di personaggi, che rappresentano la più squallida riproposizione della cultura fascista e nazista nel cuore dell'Europa ai nostri più vicini confini.&lt;br /&gt;Tutto questo avviene oggi in Italia, non c'è dubbio che chi è intervenuto nel dibattito culturale e nazionale su questo tema di Bologna, ha posto una relazione, ha posto un termine di connessione fra questo, di cui oggi noi discutiamo e la più generale tendenza al revisionismo storico e all'attacco dei fondamenti repubblicani e democratici della funzione statuale nel nostro Paese, come per altro in tutta l'Europa.&lt;br /&gt;Chiediamoci perché, colleghi della Maggioranza. Se fossi in voi cercherei di rispondere non - come dire - come fa lo scolaretto bacchettato, per carità, nessuno vi chiede questo, ma chiederei a me stesso di rispondere agli interrogativi che sono stati rivolti alla nostra città, perché quando una parte importante della cultura nazionale rivolge un interrogativo angosciato sulla natura e la tenuta della democrazia a chi governa una città, lo rivolge alla città stessa e questa città deve rispondere, oggi dovrebbe rispondere con le vostre parole, che rappresentate la maggioranza.&lt;br /&gt;Fra le tante voci voglio citare quella più recente e forse più autorevole, che un quotidiano bolognese ci ha invitato a leggere, quella di Claudio Pavone, uno storico che ha partecipato alla Resistenza da protagonista, ma che è anche una delle figure più illustri dell'Università italiana. Ebbene, Claudio Pavone ha ricordato con grande chiarezza di riferimenti, addirittura cronologici, il nesso inscindibile che vi è fra Resistenza e Costituzione democratica. Certo, vi sono stati altri fattori, la liberazione per l'iniziativa delle forze alleate, il clima di collaborazione democratica a livello internazionale, che ha portato alla sconfitta del nazi-fascismo, ma in Italia se non si è andati a una pura e semplice restaurazione di quei fondamenti autoritari e irrisolti dello Stato democratico, che avevano consentito il fascismo, dalla monarchia allo Statuto albertino, questo si è avuto grazie al fatto che dalla pura e semplice caduta istituzionale del fascismo, alla rinascita del nostro Stato, c'è stato un avvenimento, non hanno parlato soltanto le nazioni belligeranti, ha parlato una parte importante del nostro popolo e della nostra cultura.&lt;br /&gt;Ha parlato la Resistenza italiana.&lt;br /&gt;Io ricordo un discorso molto bello di Alcide De Gasperi, quando chiese la rilegittimazione del nostro Paese, di fronte al consesso delle nazioni ricostruito da chi aveva vinto quella guerra, così tragica come la seconda guerra mondiale è stata, Alcide De Gasperi iniziò il suo discorso dicendo:&lt;br /&gt;"Io sento che soltanto la vostra personale cortesia vi trattiene dal manifestarmi la vostra ostilità".&lt;br /&gt;Ebbene, Alcide De Gasperi era presidente del Consiglio di uno Stato rinato, non era presidente del Consiglio di uno Stato ricostruito come era prima del fascismo.&lt;br /&gt;Ha potuto parlare a nome dell'intera nazione al di là delle maggioranze e delle minoranze fra le forze democratiche, perché era presidente del Consiglio di una nuova Repubblica democratica, di una nuova Italia.&lt;br /&gt;Non dell'Italia di prima del fascismo, ma di una nuova Italia.&lt;br /&gt;L'Italia del voto alle donne, l'Italia della libertà e del diritto al lavoro, l'Italia come non c'era mai stata prima.&lt;br /&gt;Mai stata prima e quell'Italia non è nata - ripeto - per caso, è nata perché si sono incontrate, sancendosi poi nella Costituzione, culture prima non protagoniste e non affermate fino in fondo come il caposaldo della vita civile di questo Paese.&lt;br /&gt;Non più le culture dei maggiorenti oppure dei gruppi di potere economico, ma le culture delle grandi forze sociali e politiche di massa.&lt;br /&gt;La cultura cattolica, la cultura socialista e comunista che è stata in Italia sul terreno democratico, le culture repubblicane, le culture liberali, quelle cioè che sono state però al vaglio della loro trasformazione in culture compiutamente democratiche e repubblicane.&lt;br /&gt;Questo è molto importante.&lt;br /&gt;Oggi, a fronte dello sconvolgimento che ha portato in questo decennio al trapasso da una Repubblica a un'altra, trapasso ancora incompiuto, ed oggi quando questa trasformazione del nostro Paese avviene, mentre in tutta Europa è all'ordine del giorno un processo di unificazione politica e statuale, chiediamoci: è su questi fondamenti che noi vogliamo ricostruire una stagione democratica nuova, di pace, più larga ancora ai confini sovranazionali di questo Paese o è un'altra Europa, è un'altra Italia che vogliamo affermare? Quale?&lt;br /&gt;Qualche giudizio mi sento di avanzarlo, sulle culture che agitano anche il patrimonio culturale non solo dell'estrema destra fascista, che ancora agisce nel nostro Paese, ma anche culture più diffuse, più vaste, culture che sono dentro lo stesso schieramento del centro-destra.&lt;br /&gt;Ve lo voglio dire con estrema franchezza, chiedendovi su questo una risposta ed un confronto.&lt;br /&gt;Sono quelle culture che considerano l'integrazione europea come occasione di pura e semplice abolizione dei dazi e dei vincoli alla libera espressione del commercio e dell'attività economica, mettendo fra quei vincoli anche quei legami di solidarietà istituzionale finora ancorate alle carte costituzionali e ai diritti dei singoli Stati, colleghi, questo è il punto.&lt;br /&gt;E sono anche quelle culture che in solo apparente contraddizione al liberismo assurto come forza più importante degli stessi vincoli di solidarietà civile e istituzionali statuali e della Repubblica, sono per le piccole patrie, per patrie di razza, per patrie di confine regionale ed economico, per patrie di stile di vita o di adesione religiosa. Piccole patrie conchiuse che sono non contraddittorie, ma alleate al liberismo che si vuole disfare degli Stati come principi sovrani a garanzia della libertà e della sovranità diffusa come garanzia della libertà di essere cittadini e non sudditi.&lt;br /&gt;C'è un contrasto che esploderà fra queste due visioni, fra un Berlusconi e un Bossi, c'è un contrasto che esploderà, ma oggi la cosa drammatica e tragica è che se non si afferma una cultura democratica condivisa, la tendenza a una iper  deresponsabilizzazione rispetto ai livelli collettivi, sia sul versante liberistico, sia sul versante regionalistico e comunitaristico, il rischio che noi abbiamo è che con il&lt;br /&gt;passaggio dalla prima alla seconda Repubblica, dalla prima Europa democratica, ad una nuova Europa federale, se le classi dirigenti chiamate a questo travaglio, a questo trapasso non sono concordi sul reinverare la democrazia a fondamento di questa trasposizione, di questo cambiamento, noi siamo a rischio nelle radici più profonde dei nostri diritti di cittadinanza, dei diritti di tutti, colleghi.&lt;br /&gt;Ecco perché il centro-destra ha avuto tanta difficoltà anche a Bologna a prendere le distanze da quella che può sembrare una vicenda minuta, una questione amministrativa.&lt;br /&gt;Eppure ci è stato persino detto: "guardate che in altri Enti locali non c'è questo riferimento, guardate che è un fatto tecnico."&lt;br /&gt;No, non è così.&lt;br /&gt;Ecco perché anche oggi siamo di fronte ad un ordine del giorno del centrodestra, compresa La Tua Bologna, che si limita a prendere atto delle dichiarazioni di antifascismo del Sindaco di Bologna e considera semplicemente di potere affermare un'unità della vostra maggioranza solo sulla ricusazione tecnica di questo Consiglio comunale e sul riaffido alla Commissione Statuto dell'itinerario della questione.&lt;br /&gt;Non è un caso, perché questo avviene; non è un caso e lo sappiamo bene, lo sapete voi, come lo sappiamo noi; non è un caso perché nelle culture del centro-destra sono presenti quei punti che io vi ho sollevato e sono punti irrisolti.&lt;br /&gt;Ecco allora i giorni che sono passati da quando i colleghi Cevenini e Benecchi hanno sollevato giustamente, seguendo l'itinerario di discussione che aveva nella Commissione Statuto il tema della Resistenza e del riferimento alla Costituzione della nostra Carta Statutaria fondamentale.&lt;br /&gt;Ecco perché è avvenuto un dibattito che ha sfuggito ogni sede istituzionale, non era semplicemente una dimostrazione di arroganza da parte della Maggioranza, è che in questa sede si voglia o no dichiararla legittima, la politica deve andare nelle sue radici più profonde, non può sfuggire nelle pubbliche relazioni, non può sfuggire nella furbizia delle dichiarazioni tattiche.&lt;br /&gt;No, in un Consiglio comunale la politica deve parlare sui motivi suoi più alti e forti, deve dire la verità.&lt;br /&gt;Ecco il punto, ed è una verità indicibile, perché non c'è ricostruzione sui diritti fondamentali della Carta costituzionale italiana, sulla prima parte della Costituzione, come base per il passaggio al federalismo e alla nuova Repubblica d'Italia.&lt;br /&gt;Oggi non c'è condivisione fra le forze politiche italiane nel centro-destra; è un problema, ripeto, ancora irrisolto.&lt;br /&gt;Come ha visto Bologna questi giorni di furbizia e di dichiarazioni televisive di sfuggita alle responsabilità istituzionali di rinvio, come ha vissuto Bologna questi giorni che hanno visto, ed è molto grave colleghi, la sola Minoranza agire, perché si è arrivasse ad una discussione chiara in Consiglio comunale. Molto grave, che sia dovuta essere una parte sola a prendere questa iniziativa.&lt;br /&gt;Io credo che la città abbia vissuto, reagendo certo con linguaggi diversi a seconda delle generazioni.&lt;br /&gt;Certamente con lo sdegno lo sdegno di chi si è sentito colpito in prima persona come partigiano e resistente, come fondatore dei diritti di cittadinanza di cui tutti noi ci gioviamo oggi, e con l'interesse e la curiosità delle nuove generazioni che ha trovato in punte di avanguardia anche l'occasione di manifestare francamente l'interesse ai loro diritti di oggi, che devono rimanere nell'Europa di domani, che stiamo costruendo e non essere archiviati con la Resistenza alla Costituzione, io credo anche una diffusa inquietudine.&lt;br /&gt;Può darsi che questo non si esprima direttamente in politica, ma Bologna, vedete, è una strana città;&lt;br /&gt;è una città che è posta al centro dei processi civili e politici dell'Italia da sempre, da prima che esistesse come Stato la nostra nazione.&lt;br /&gt;È la città che ha liberato per prima la servitù della gleba, è la città che ha visto dopo l'episodio della rivoluzione francese la prima Costituzione democratica affermanti i diritti dell'individuo, è una città che dopo il 1256 e dopo il 1796 ha vissuto più di altre il travaglio come libertà autonomamente cercata nella Resistenza della fine della seconda guerra mondiale.&lt;br /&gt;Questo è dovuto ad un grande protagonismo politico che ha caratterizzato la storia di questa città, prima ancora che il termine politica fosse assunto nei termini della modernità, ma io credo che questo derivi anche persino dalla sua natura più propria: Bologna è una città, che è al centro delle vie di passaggio, non solo geografiche, ma culturali di questa nazione e che ha visto affermarsi le punte più alte di tutte le grandi tradizioni politiche del nostro Paese.&lt;br /&gt;È una città che non può rinchiudersi nel protagonismo della libertà d'impresa e nelle piccole patrie conchiuse, perché la nostra piccola patria - Presidente - non esisterà mai, a fronte dell'Europa.&lt;br /&gt;Può esistere nelle pendici prealpine, può esistere in un sud che torna all'indietro, ma al centro dell'Italia, dove è collocata Bologna, un destino di piccola patria non risponde in alcun modo, alla coscienza di avere necessità di libertà e di ricchezza di questa terra e di questa città.&lt;br /&gt;È una città che ha bisogno di uno sviluppo che si leghi a solidarietà.&lt;br /&gt;Uno sviluppo che è sempre stato teso al protagonismo dell'individuo e della collettività, perché non è fatto di grandi poteri e di grandi imprese, perché non può essere fatto così. Cambieranno dalla campagna alla città, dall'industria meccanica alla nuova economia i prodotti, ma la nostra sarà sempre una economia sociale tesa al protagonismo di molti.&lt;br /&gt;Lo è per inevitabile destino della nostra natura umana, oltre che antropologica e geografica.&lt;br /&gt;Chi oggi si vuole interrogare sulla bolognesità, chi addirittura si ritiene interprete di una bolognesità tesa al confronto e allo scontro con le altre culture, non comprende questa natura profonda della nostra città.&lt;br /&gt;La bolognesità non è un presepio da agitare nei quartieri del piccolo commercio.&lt;br /&gt;No, la bolognesità è una profonda idealità unita ad una necessità storica, Bologna è terra di libertà, perché senza libertà non ha futuro e non ha benessere.&lt;br /&gt;Noi vi sfidiamo ad interpretare anche oggi questo terreno della storia e del futuro di Bologna.&lt;br /&gt;Ripeto, cambieranno i nomi, cambieranno le occasioni, ma i valori non sono nati a caso con tanta forza in questa nostra città.&lt;br /&gt;Per questo vi chiediamo di ritirare ordini del giorno tecnici, amministrativi, pretestuosi e di votare con noi che oggi come sempre è stato in questa città, Bologna sia all'avanguardia dei diritti di democrazia e di libertà.&lt;br /&gt;Diritti modernamente intesi, ampliati, ma fondati sull'esperienza della Carta costituzionale e della Resistenza che ha in questa città una delle sue più alte e indissolubili radici.&lt;br /&gt;Questo vi chiediamo: votate con noi che ora e sempre saremo dalla parte della resistenza democratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;LA LETTERA. Il Presidente del Gruppo Due Torri sui lavori dei consiglieri&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;«II sindaco in Consiglio non c'è mai»&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;di Davide Ferrari*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I lettori de Il Domani già lo sanno. Il Gruppo Due Torri ha. avanzato due osservazioni ai numeri che sono stati dati alla stampa sulle presenze dei consiglieri in Comune. C'è un dato in quei numeri infatti che - se non conosciuto - falsa del tutto l’interpretazione della reale vita del Consiglio. Alla voce votazione sono state conteggiate - è normale che si faccia, ma deve essere noto –anche le verifiche del numero legale. La richiesta di numero legale è un mezzo dell'opposizione per chiedere alla maggioranza di partecipare, di essere presente, ed ovviamente in molti casi l'opposizione non si associa al voto. Per forza poi alcuni Stakanov risultano anche fra i consiglieri della maggioranza. Proprio chi viene da noi spesso chiamato ai suoi doveri, ecco che, magia, si ritrova iscritto fra i più presenti. Grazie al Domani che ne ha scritto. Una seconda nostra osservazione mi pare interessante, e la ripropongo. Cerchiamo di rispondere alla domanda: "Chi lavora di più in Consiglio comunale?" Almeno per quanto riguarda la quantità del lavoro c'è un metodo obiettivo che può essere illuminante. Lo utilizzò, tempo addietro,un giornale della Destra bolognese, l'ex Pravda, l'attuale"Obiettivo". Si può infatti stilare una classifica della produttività. La produttività si può ottenete valutando, con le presenze, gli interventi, le proposte con ordine del giorno, insomma quanto si "fatica”. Ebbene i primi posti per produttività - in quella classifica – erano per il Gruppo Due Torri. Penso che - rifatta oggi - la classifica sarebbe la medesima. Un'ultima considerazione per il Sindaco Guazzaloca. Credo che solo un cronometro potrebbe servire a misurarci tempi delle sue reali presenze. Non solo non c'è quasi mai, nemmeno interviene. Neppure risponde alle domande che i cittadini, per mezzo dei consiglieri, gli rivolgono. Un segno di forza? Io non lo credo. Il dibattito non lo si vuole accettare, spesso, non perché lo si alimenta altrove, ma perché non si ha nulla da dire. Ecco due esempi. Il primo: la presentazione del progetto di Sede unica degli Uffici comunali. Era un'occasione ghiotta per Guazzaloca e la sua maggioranza. È finita in una sostanziale figuraccia. La maggioranza è finita in minoranza mentre il sindaco era ad una riunione della Federcami. Il secondo: il Bilancio. Per forza il sindaco è apparso il meno possibile. 44 miliardi di tasse con l'addizionale dell’IRPEF ed il tunnel sotto la collina? È meglio che ne parli il povero e sempre presente - diamogliene atto - assessore Galletti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*Presidente Gruppo Due Torri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicembre 2000&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;Bologna, 18 dicembre 2000&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;INTERVENTO SUL BILANCIO 2001&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'innovazione assente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Giunta comunale ha presentato, per il secondo anno, un bilancio senza progettualità innovatrice. Questo avviene nonostante l'esperienza di governo della Giunta abbia avuto il tempo di consolidarsi, e nonostante le condizioni finanziarie molto favorevoli, dovute a tre fattori:&lt;br /&gt;1)	la riuscita delle politiche di risanamento del Governo nazionale, che permettono&lt;br /&gt;di interrompere il restringimento progressivo delle risorse degli Enti locali,&lt;br /&gt;2)	il consistente attivo della gestione '99, eredità del mandato precedente assieme ai&lt;br /&gt;90 miliardi per investimenti sociali erivanti dalla vendita di FM,&lt;br /&gt;3)	le maggiori entrate da leggi nazionali, regione e UÈ. In questo quadro l'utilizzo&lt;br /&gt;ed il mantenimento dell'addizionale IRPEF si rivela, come previsto, non&lt;br /&gt;indispensabile per fare quadrare i bilanci 2000 e 2001 ed è stato e sarà indirizzato '&lt;br /&gt;prevalentemente a ritagliare margini di discrezionalità per la Giunta, in un bilancio&lt;br /&gt;altrimenti molto impegnato in servizi.&lt;br /&gt;L'elezione del Sindaco Guazzaloca ha rappresentato com'è evidente un&lt;br /&gt;cambiamento profondo negli assetti politici di Bologna. Ora siamo ai risultati di&lt;br /&gt;una prova già consistente di Governo per quanto riguarda il tempo,. Ebbene&lt;br /&gt;neanche in questo che viene presentato dalla Giunta come il primo vero bilancio&lt;br /&gt;del mandato del Sindaco, nonostante ci siano le risorse per presentare un bilancio&lt;br /&gt;di "svolta", di chiari orientamenti, non si è capaci di andare oltre la scelta di&lt;br /&gt;procedere senza innovazione, riservandosi possibilità di mutamento solo in&lt;br /&gt;destinazioni di spesa aggiuntive sottratte ad una coerente indicazione di scopi e finalità sociali. Se resta una connotazione positiva nella "tenuta" del bilancio dal punto di vista tecnico e', questo, in realtà, un merito del solido apparato del Comune che riesce a garantire una sostanziale funzionalità, sia pure con le smagliature dell'arcipelago delle tante inutili consulenze tese a duplicare le funzioni già coperte da personale dipendente. E' grave invece che, nel bilancio, si specchi la totale mancanza di una volontà di accompagnare le energie ed i processi di cambiamento in meglio la città. In questo quadro ogni capitolo evidenzia maggiormente progetti di immediato ambito dei singoli Assessori mentre manca un quadro di priorità con il quale i Quartieri ed i cittadini abbiano potuto realmente confrontarsi.&lt;br /&gt;L'iniziativa sindacale ha ottenuto alcuni risultati, tra i quali l'azzeramento dell'ICI&lt;br /&gt;per chi affìtta a canone concertato e la considerazione di prima casa a chi assegna a&lt;br /&gt;figli la propria seconda residenza. Ma sui terreni sui quali le organizzazioni&lt;br /&gt;sindacali hanno indicato priorità di prospettiva: un reinvestimento sulle politiche&lt;br /&gt;sociali e sulla solidarietà, la casa, la qualità negli appalti e nel rapporto pubblico-privato, anche per una applicazione coerente della Legge 626 per la sicurezza nei luoghi di lavoro, non si vedono risultati adeguati a fronte della reiterazione dell'incremento impositivo, che anche quest'anno si concretizzano in 22 miliardi richiesti ai cittadini. I posti aumentati al nido sono dovuti alla realizzazione di&lt;br /&gt;investimenti del mandato precedente, l'assistenza domiciliare non raggiunge le&lt;br /&gt;quote stabilite dall'accordo dell'amministrazione con le OO.SS, per la casa non&lt;br /&gt;vengono previste risorse adeguate nemmeno ad avviare un serio programma di&lt;br /&gt;manutenzione del patrimonio pubblico, ed a questo proposito si evidenzia la&lt;br /&gt;positività della proposta IACP sull'ICI gravante sull'edilizia pubblica da destinare invece a manutenzione e adeguamento in tema di superamento delle barriere architettoniche per anziani e disabili ed al risanamento elle case popolari dall'amianto. Non sono individuati e finanziati interventi per case adeguate a singles, giovani coppie. Solo l'intervento dell'opposizione consentirà di evitare l'espulsione dalle case pubbliche di famiglie in condizione di povertà estrema mediante un sostegno economico, come richiesto dal centrosinistra nelle commissioni e che la&lt;br /&gt;giunta aveva soppresso in quest'anno 2000. Le politiche per la sicurezza e contro&lt;br /&gt;l'esclusione sociale sono entrambe disattese. Non vi sono risorse per i vigili di quartiere, non sono previsti allargamenti della importante iniziativa del Quartiere Reno, voluta dal Gruppo S. Bernardo, di assicurazione e risarcimento di chi ha subito il danno della criminalità. È quasi azzerato il finanziamento agli interventi per la sicurezza delle donne in città.&lt;br /&gt;È incerta la possibilità di proseguire l'esperienza dei mediatori di comunità nei Quartieri. Le politiche di maggiore emergenza sociale appaiono indebolite e non finanziate, non vengono utilizzati in modo adeguato i finanziamenti statali, mai avuti in precedenza, per i senzacasa e gli immigrati. Così si riduce in quantità, oltre che in qualità dopo la chiusura dell'ISI, per quanto riguarda i temi della seconda accoglienza, dell'integrazione, alle politiche di prevenzione e di riduzione del danno, all'infanzia, dove ci si avvarrà solo delle risorse provenienti dalla Legge Turco senza ulteriore impegno, vengono ridimensionati i finanziamenti per il Centro per le famiglie, restano inadeguati i fondi per i minori e l'handicap, non sono a bilancio i 500 milioni per i genitori rimasti soli, in stato di bisogno, con figli a carico. Si sono tratti da qui i fondi per l'allargamento del progetto "un anno in famiglia". Per quanto riguarda i lavori pubblici si assiste alla realizzazione di quanto da tempo preventivato, con una mole significativa di risorse stanziate, con un preoccupante vuoto di programmazione per l'edilizia scolastica e gli impianti sportivi che fa intravedere il rischio di un rallentamento rilevante nel triennio prossimo. Così per quanto attiene alle infrastrutture viarie si mantiene il tunnel sotto la collina, che è in totale contrasto con il Piano paesistico regionale ed appare, anche per questo motivo, di assai dubbia realizzazione La mancanza di un piano poliennale credibile di investimenti riflette l'incertezza sia nella scuola, dove l'amministrazione appare impreparata ad affrontare, d'intesa con la Provincia, l'esigenza di un rafforzamento qualitativo della rete a fronte della riforma (vd oltre), sia nello sport dove la scelta, grave, di prevedere un nuovo stadio del nuoto, costosissimo e non coperto infatti da risorse certe, e rinunciare al progetto di copertura della piscina dello Stadio, segnala una inadeguatezza complessiva ed una confusione di indirizzi. Alle problematiche già messe in rilievo riteniamo utile premettere un ragionamento più generale: Bologna, città nei fatti metropolitana, deve riguadagnare, sull'innovazione produttiva, culturale, sociale un ruolo di avanguardia, di porta d'accesso alla qualità dei servizi e dell'economia per l'intera regione. Vogliamo segnalare in un unico ambito d'intervento tre questioni che segnano l'urgenza di un forte investimento&lt;br /&gt;sulla qualità ed il futuro della città: comunicazione, al primo posto bisogna mettere sia politiche per l'impresa (e-valley, distretto multimediale), sia per le persone (alfabetizzazione, foltissima spinta ai percorsi studio-lavoro, ed ll'educazione degli adulti). A questo proposito appare rilevante l'appuntamento dell' istruttoria pubblica fissata per il 25 Gennaio 2001 dal consiglio comunale. Per quanto riguarda la cultura, si annuncia un taglio netto capitolo eventi culturali, una sottrazione di risorse giustificabile solamente se motivata da un impegno alla razionalizzazione e al coordinamento delle energie culturali che questa città ha da offrire, all'interno di una progettazione a lungo e largo raggio che l'attuale amministrazione non ha dimostrato di possedere. Mentre il Bilancio preannuncia tagli, dopo l'annualità considerata straordinaria e fuori norma del 2000, a cominciare dalla Sala Borsa, derubricata a prosecuzione di palazzo Montanari in altra sede, con una presenza di privati in spazi affittati di palazzo D'Accursio che inquieta per approssimazione e concezione inadeguata del rapporto fra imprese amministrazione, fino a tutti i rapporti con l'Università, che appaiono da ridefmire favorendo su progetti mirati un comune investimento, si preannuncia una riduzione dei progetti, un ritiro dalle buone idee, che sa di provincialismo e di sfiducia nella città. Altro che:" L'orgoglio di essere bolognese"-che ella spesso ci propone, Signor Sindaco.&lt;br /&gt;Per l'impegno del Comune bisogna invece assicurare un futuro ed una continuità alle realizzazioni ed ai progetti di Bologna 2000. Le biblioteche comunali rimangono una voce limitata ai soli bilanci di quartiere, è assente infatti qualsiasi impegno&lt;br /&gt;economico da parte dell'Università, al contrario di quanto stabilito dalla precedente convenzione Città-Università scaduta il 31/12/98 e non ancora rinnovata; si tratta di un vuoto inaccettabile dato che il servizio bibliotecario comunale continuerà anche quest'anno a sopperire alle mancanze dell'Università, concedendo i propri spazi come sale studio per gli studenti universitari e garantendo il prestito librario, al contrario delle biblioteche d'Ateneo. A ciò va aggiunta la precaria situazione edilizia e archivistica delle biblioteche di quartiere e l'accentramento delle risorse del sistema bibliotecario su Sala Borsa scuola, il bilancio riflette una totale assenza di interesse per il processo di riforma in atto. Il "buono scuola" e la pessima proposta - che oggi pare ritirata dopo i diecimila NO che ha ricevuto dal altrettanti cittadini- di togliere soldi alle scuole dell'infanzia comunali (chiudendone fino al 20%) per darli alle private, nascondono l'abbandono del tema scuola. Dall'infanzia alla maturità la città deve fare un patto con le scuole per sostenere, anche finanziariamente l'autonomia, convogliare investimenti privati, per fare delle scuole - edifici e insegnamenti - luoghi sicuri e meno poveri. Sulle scelte fondamentali l'impegno finanziario del comune deve stimolare ed esemplificare l'intervento, già oggi importante ma non riassunto in una reale prospettiva di interesse pubblico, di tutti gli Enti del privato sociale, a partire dalle grandi fondazioni bancarie, al mondo dell'impresa privata e cooperativa, alle risorse umane del volontariato e dell'associazionismo. Nonostante i nostri ordini del giorno che il Consiglio comunale ha approvato, non ci sono progetti innovativi per fare di Bologna la "città dei bambini e delle bambine", a partire dai "percorsi sicuri casa-scuola". D'altra parte manca ogni impegno significativo nelle politiche tese a nuove e pari opportunità per le donne ed i giovani. Le politiche giovanili vengono confermate, giustamente, in delega ai quartieri, eccetto una quota in dote all'Ufficio centrale. Fino ad ora è mancata una sintesi reale delle politiche giovanili decentrate, essa spettadi dovere all'amministrazione comunale. Dai quartieri da anni si portano avanti politiche di lotta al disagio, prevenzione, sostegno alla progettazione e alla partecipazione giovanile, favorendo l'associazionismo,il volontariato, la cooperazione sociale e, novità da non sottovalutare, la collaborazione con le scuole, gli operatori sanitari, le famiglie e gli insegnanti, i gruppi informali o naturali. In questo anno e mezzo di governo questa amministrazione si è limitata a finanziare singoli progetti, comunque privi di un contesto cittadino, ignorando le realtà dei quartieri, e non ha proposto una inversione di tendenza per il futuro. Nel campo delle politiche giovanili, appare quindi un bilancio povero nel merito. Appare urgente definire con un vero e proprio "patto per la città", un bilancio sociale di Bologna, specchio di una sussidiarietà realmente valorizzata nelle scelte a monte della programmazione urbana, regolata ed improntata al bene comune. In sostanza occorre raccogliere quell'esigenza di profondissimo rinnovamento e modernizzazione di Bologna che l'esperienza di governo, quale appare nelle scelte di bilancio, non sembra intenzionata a garantire. I quartieri, viceversa, intendono contribuire ad un rinnovamento vero della città, per questo richiedono l'affidamento di deleghe importanti, oggi incerto e quasi smentito, sui minori e la sanità, di determinare con il Comune le scelte sui servizi di relazione con i cittadini e di fornitura di documentazione, oggi a rischio di sensibile riduzione, e rivendicano un diverso rapporto complessivo con l'amministrazione, nell'individuazione dei bisogni e nella concertazione sulle scelte di priorità per i servizi e gli investimenti.&lt;br /&gt;Anche la spesa delegata appare ormai da riconsiderare secondo criteri realmente budgetari che garantiscano più ampi e reali margini di decisionalità autonoma ai quartieri per quanto attiene le dirette competenze. Nella questione del rapporto fra Quartieri e Comune si riflette anche il tema urgente di una inversione di tendenza nell'orientamento dell'Amministrazione verso le periferie.&lt;br /&gt;È la faccia oscura, quella parte della Luna che non vediamo mai della riproposizione accattivante della "bolognesità".&lt;br /&gt;Le politiche sulla sicurezza condotte dalla Giunta, che si sono rivelate un fallimento ed oggi sono sottoposte ad un drastico, anche se per ora solo verbale, ripensamento, come si è prima citato hanno mostrato 1' urgenza di riaffermare una reale eguaglianza di opportunità, di diritti e doveri, fra Centro e periferie, dai servizi, alla&lt;br /&gt;cultura, alla mobilità, che sola può fondare la ripresa di una funzione, in una città più grande e curata, del Centro storico.&lt;br /&gt;È questa LA PROSPETTIVA CHE AIUTA BOLOGNA, UNA CITTÀ CHE HA UNA SUA GRANDE FORZA&lt;br /&gt;A)Serve un PATTO PER IL FUTURO-PRESENTE DELLA CITTÀ:&lt;br /&gt;Un patto basato sull'affermazione di UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE: Da&lt;br /&gt;qui i titoli che più volte ho richiamato in questo Consiglio: INNOVAZIONE E&lt;br /&gt;GIOVANI, la qualità dello sviluppo PER UNA BOLOGNA PIÙ'GRANDE, una&lt;br /&gt;CITTA' METROPOLITANA.&lt;br /&gt;La svolta rispetto agli indirizzi che presentate, una svolta verso obiettivi di vaste&lt;br /&gt;dimensioni richiederebbe la formazione di UN BILANCIO SOCIALE&lt;br /&gt;ALLARGATO: PIÙ RISORSE per la città, dalle fondazioni bancarie allo&lt;br /&gt;sviluppo del ruolo del privato sociale e del volontariato, in un quadro trasparente di&lt;br /&gt;FINALITÀ PUBBLICHE&lt;br /&gt;B) Occorre un PATTO PER L'EGUAGLIANZA DIRITTI E DOVERI nella città.&lt;br /&gt;Richiamo i temi, trascuratissimi dalla Giunta, di un rapporto equo fra CENTRO e&lt;br /&gt;PERIFERIE, fra CITTADINI E NUOVI CITTADINI, i migranti.&lt;br /&gt;In questa linea si dirigono gli obiettivi richiamati nei nostri ordini del giorno&lt;br /&gt;Nascono da suggerimenti esemplari raccolti dalla città.&lt;br /&gt;Riguardano prima di tutto la scuola e la cultura, la comunicazione, per sapere e&lt;br /&gt;saper fare, l'edilizia scolastica e sportiva, la sala borsa, un pacchetto nuove&lt;br /&gt;tecnologie, con la carta di credito educativa, l'alfabetizzazione, l'accesso&lt;br /&gt;all'informazione per giovani.&lt;br /&gt;Riguardano il sociale: più risorse, meglio spese, l'attenzione agli ultimi e&lt;br /&gt;all'integrazione.&lt;br /&gt;Richiamano la sicurezza delle persone, un ruolo vero dei vigili, l'aiuto a chi soffre&lt;br /&gt;per il crimine.&lt;br /&gt;Si prefiggono di garantire il diritto alla libertà di movimento senza inquinamento.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;A opposizione degli annunci e dei propositi del Sindaco Guazzaloca, sono: IDEE PER LA CITTA' NON SULLA CITTÀ.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari,&lt;br /&gt;Presidente del GRUPPO DUE TORRI PER BOLOGNA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bologna, 2 novembre 2000&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II Bilancio di Galletti: "Vedo le mura, vedo gli archi..." non vedo idee. L'opposizione metterà al primo posto l'innovazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Assessore Galletti si appresta a presentare, per il secondo anno, un bilancio "grigio".&lt;br /&gt;L'unica connotazione che resta è quella della sua tenuta dal punto di vista tecnico ("le mura, gli archi...").&lt;br /&gt;È questo, in realtà, un merito del solido apparato del Comune che riesce a garantire una sostanziale funzionalità, sia pure con le smagliature dell'arcipelago delle tante inutili consulenze e il mantenimento dell'addizionale IRPEF.&lt;br /&gt;È grave invece che, nel bilancio, si specchi la totale mancanza di una volontà di innovare, di cambiare in meglio la città.&lt;br /&gt;Si è qui del tutto in linea con il "continuismo" Guazzalochiano.&lt;br /&gt;In questo quadro ogni capitolo evidenzia le piccole grandi malefatte dei singoli Assessori, ma manca un quadro di priorità con il quale confrontarsi.&lt;br /&gt;Sarà allora l'opposizione a doverle indicare alla città.&lt;br /&gt;Già le organizzazioni sindacali hanno indicato tre terreni: un reinvestimento sulle politiche sociali e sulla solidarietà, la casa, la qualità negli appalti e nel rapporto pubblico-privato, sulle quali auspico un buon accordo fra sindacati e Giunta che strappi al centrodestra dei risultati importanti.&lt;br /&gt;A questi io unisco un obiettivo forte, generale: Bologna deve riguadagnare, sull'innovazione produttiva, culturale, sociale un ruolo di avanguardia, oltre e contro "l'apnea Guazzalochiana".&lt;br /&gt;Tre esempi:&lt;br /&gt;-	INTERNET, al primo posto bisogna mettere sia politiche per l'impresa (e-valley, distretto multimediale) sia per le persone (alfabetizzazione, foltissima spinta ai percorsi studio-lavoro, ed all'educazione degli adulti);&lt;br /&gt;-	CULTURA, a cominciare dalla SALA BORSA, ferma, fino a tutti i rapporti con l'Università, bisogna assicurare un futuro a Bologna 2000, e nel bilancio Guazzaloca - Galletti - Deserti non ce n'è traccia;&lt;br /&gt;-	SCUOLA, il bilancio rischia di riflettere il gelo di una totale assenza di interesse.&lt;br /&gt;Il "buono scuola" e la pessima proposta di togliere soldi alle scuole dell'infanzia comunali (chiudendone fino al 20%) per darli alle private, nascondono l'abbandono del tema scuola. Dall'infanzia alla maturità la città deve fare un patto con le scuole per sostenere, anche finanziariamente l'autonomia, convogliare investimenti privati, per fare delle scuole - edifici e insegnamenti - luoghi sicuri e meno poveri.&lt;br /&gt;In sostanza spetta all'opposizione, al centrosinistra, raccogliere quell'esigenza di profondissimo rinnovamento e modernizzazione di Bologna che l'esperienza di Guazzaloca non riesce a garantire, anzi non vuole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;03/04/2000&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Muoiono due bimbi al campo di S.Caterina di Quarto. Bologna è anche questo La città deve scuotersi.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto voglio ribadire qui la solidarietà umana ai familiari delle due piccole vittime.&lt;br /&gt;Non sappiamo tutto di questa vicenda, è importante quindi che se ne discuta subito, ma non basta, non basta, e non basterà, non ci basterà, colleghi, discuterne oggi. Per questo non ho compreso una proposta che in Consiglio è aleggiata, non è un mistero, non faccio scoop, se non si ritirano gli interventi di inizio seduta è meglio fare la discussione subito, se Rifondazione non mantiene la proposta di discuterne subito la faremo noi, non lo comprendo quando non si è voluto calendarizzare a tempi sicuri e certi e rapidissimi una discussione che avesse per primo argomento la verifica sui campi nomadi, non lo comprendo, infatti la discussione di oggi è importante ma non è sufficiente e rischia - ha ragione la collega Marri, ha ragione - rischia inevitabilmente di scadere sulle accuse politiche, quando invece bisogna stare al merito, perché il merito già di per sé stesso ha un profondissimo valore politico, lo cercherò brevemente di starci.&lt;br /&gt;La prima lezione da trarre è che abbiamo di fronte un problema grandissimo, che conosciamo da molti anni, un problema al quale non si sfugge, colleghi, non si sfugge.&lt;br /&gt;Guai se ancora, come in questi mesi si è fatto, ognuno di noi non cercasse di dare il meglio uscendo dalle leggende metropolitane che sono state così utili a fare maggioranza al momento del voto, ma con le quali non si imposta una politica di governo.&lt;br /&gt;Così sull'immigrazione e il nomadismo, il problema non esiste, si è detto, esiste solo in termini di sicurezza perché Bologna ha allargato troppo le braccia? No, è un problema drammatico al quale non si sfugge, colleghi, non si sfugge, e che è oggi una tragedia come quella che abbiamo di fronte ci riconsegna tutta intera nella sua realtà. Non è sfortuna, collega Mazzanti - non lo vedo ma forse mi ascolta - non è sfortuna, termine infelice e inumano che è stato usato per citare quella famiglia pochi minuti fa, non è sfortuna, no, è la gravita dei problemi sociali che su più e diversi fronti noi dobbiamo affrontare come città, come Provincia, come Regione, come Governo nazionale.&lt;br /&gt;Non era facile per noi affrontarli, non è facile per voi, ma questo non come ripicca sterile tra le diverse maggioranze del passato ed attuali, ma come necessità di ricomprendere la realtà per quella che è, non bastano annunci, colleghi, non bastano annunci, occorre procedere agli sgomberi dove già i quartieri l'hanno chiesto, so i casi di Navile e non si procede, occorre dare campo all'assistenza fino in fondo, senza remore, senza lesine; occorre procedere all'integrazione e a politiche scolastiche di cui non discutiamo da mesi e mesi per l'integrazione, se non per le tragiche, tragiche scorrerie del collega Garagnani sulle fedi dei bambini ammessi alle politiche di integrazione.&lt;br /&gt;Dobbiamo discutere in generale, colleghi, di qual è la linea che ci porta, io voglio dirla così, a fare minori danni possibili e a fare più utile possibile con la nostra azione di amministratori.&lt;br /&gt;lo da molti anni devo dire che ho della politica un senso certamente che mi permane alto, ma che anche ne comprendo fino in fondo i limiti. Ogni volta che siamo di fronte a fatti di questo genere, chiunque governi mi viene in mente la bellissima frase che Roman Polansky fa dire al suo protagonista in China Town: "il meno possibile", io dico: il minore danno possibile, è già molto, è già forse al di là delle nostre capacità. Dobbiamo cercare di fare il possibile per almeno ottenere questo risultato, altro che ideologia, altro che ideologia!&lt;br /&gt;Io credo che questo sia uno sforzo che occorre compiere fino in fondo, utilizzando le competenze di tutti.&lt;br /&gt;Voglio cogliere un dato della collega Marri, ha detto: anche incalzando l'Assessore, bene, almeno questo ci è concesso.&lt;br /&gt;lo vorrei qui dire una parola: personalmente, non solo in quanto Capigruppo del gruppo Due Torri, non accetto, credo di potere dire che non è stato... lo farei se i ruoli fossero invertiti, che quando i casi della politica, che sono d'altra parte necessari in una democrazia, una alternanza di governo si propone, chi ha governato in passato e chi ha competenze professionali proprie non possa più esprimersi sulle questioni su cui ha agito per anni ed agisce tutt'ora professionalmente, è un totale assurdo, è inaccettabile, è una discriminazione verso chi ha avuto responsabilità politiche che è totalmente inaccettabile.&lt;br /&gt;Mi avvalgo del tempo successivo. Questo vale certo per la collega Golfarelli come per il collega Delbono come per altri colleghi, varrebbe all'inverso, cioè senz'altro per ciascuno di voi, varrebbe con la medesima intensità di avvertenza del problema da parte mia.&lt;br /&gt;Attenzione, perché se andiamo contro a questo principio, ogni dialettica democratica, se ci pensate, viene a essere indebolita.&lt;br /&gt;Voglio allargare il ragionamento: se ogni volta ci si dice che chi ha governato per 54 anni deve tacere per altri 54, siete sicuri che non togliete una voce che vi può ricordare - per esempio come ho fatto poco fa io – i casi di Navile, di via Peglion?&lt;br /&gt;Che vi può ricordare, quando parliamo di infrastrutture, la necessità di un ruolo importante, di una interfaccia tra Regione, Provincia e Comune? Siete sicuri che sia un bene per questo Consiglio comunale una linea di questo tipo?&lt;br /&gt;Può reggere difensivamente qualche mese,   ma è utile a chi ha responsabilità di governo? Io credo sia totalmente inutile, in ogni caso non lo accettiamo, quindi non tacciamo e non taceremo e nessuno di noi tacerà o accetta che gli si dica che deve tacere perché ha governato, anzi ci si avvalga dell'esperienza di governo.&lt;br /&gt;Sulla Giunta attuale, voglio dire, è stato sollevato non da noi, collega Marri, ascolti meglio, noi non abbiamo sollevato le questioni delle dimissioni dell'Assessore, sul ruolo dell'assessore Pannuti voglio dire parole chiare: noi non condividiamo - io in particolare azzardo un giudizio personale - non condivido una ottica che mi sembra sia interna alla sua politica, Assessore.&lt;br /&gt;Lei ci pone il problema giusto, di creare strutture sane e di avere anche il senso della qualità e quindi del limite numerico degli interventi, lo dico però: attenzione, attenzione, dentro a questa impostazione c'è un rischio forte, quello che si acceda a una concezione che viene detta in termini tecnici di welfare minimo, ma che in termini più pratici è questo: io costruisco strutture bellissime vetrina e il resto ci penserà la nomea che qui non si accoglie a risolverlo; non è così, Assessore, e se queste non sono le sue intenzioni, commisuri la sua politica, aggiorni la sua politica alla realtà che ci dice cose anche diverse, che ci dice cose anche diverse, cioè che i problemi ci verranno riproposti. Abbiamo quindi individuato questo limite nella sua politica, ma oggi è - io penso - tutta l'amministrazione ad essere chiamata in causa.&lt;br /&gt;Tutta non significa tutta e nessuno, significa però che il Sindaco deve dare una svolta all'operare concreto della sua Giunta ed è innanzitutto a luì che ci rivolgiamo.&lt;br /&gt;Noi valuteremo gli atti che la Giunta riterrà più opportuno  nelle prossime giornate compiere; ci auguriamo che vengano atti concreti, che vengono interventi, che vengano verifiche ulteriori, se verifiche ne ha già date, Assessore, si avvalga di quelle che ha fatto fino in fondo. Se questo non verrà fatto, noi chiederemo con&lt;br /&gt;coerenza che si apra un momento d'indagine che il Consiglio comunale gestisca, ma lo valuteremo, questo atto, a partire da quello che la Giunta farà, senza preconcetti e pregiudizi.&lt;br /&gt;Infine un'ultima considerazione: guardate, gli strumenti autonomi già erano in campo per discutere, di fronte a tutti i cittadini, con cognizione di causa e poi per intervenire sui temi più difficili oggi, su cui agiscono referendum, proposte di legge su cui al calor bianco lo scontro politico, come i temi della sicurezza, dell'integrazione e del nomadismo. Il problema è che questi strumenti sono stati o sciolti, come l'istituzione per l'immigrazione, o sospesi, come i progetti per la sicurezza, o sottoposti a fuoco incrociato, come quelli sul tema del rapporto con le consulte riconosciute istituzioni per l'esclusione sociale.&lt;br /&gt;lo non so, questa è una domanda che pongo al centro, a quello che considero il centro della maggioranza di governo, cioè al gruppo de La Tua Bologna in primo luogo e al gruppo di Governare Bologna; io non so se queste scelte sono congrue con l'impostazione persino ideale che trovo scritta nei vostri documenti, non so.&lt;br /&gt;Certo, capisco, ci sono identità diverse, c'è una maggioranza composita, c'è anche una richiesta della città di cambiamento purché si cambi, è vero, ma c'è qui qualcosa che non quadra.&lt;br /&gt;Se noi non riconosciamo la funzione istituzionale di governo anche a quei corpi intermedi, a quelle realtà istituzionali o consultive che erano state messe in campo proprio perché libere potessero porre problemi in libertà all'amministrazione, e l'avranno fatto, l'hanno fatto, altro che greppie per il sottogoverno, se qualcuno di voi leggesse i rapporti che l'istituzione per l'immigrazione ha mandato e ha consegnato alla nuova amministrazione, troverebbe alimento ben maggiore degli interventi che talvolta abbiamo qui udito proprio per un'analisi critica e autocritica del passato che abbiamo alle spalle, troverebbe materiale, alimento ben maggiore.&lt;br /&gt;Allora è una domanda che vi pongo, io non credo che questa politica sia congruente all'identità di un centro politico per questa città, non lo credo. Voi ci risponderete: ognuno faccia il suo mestiere, è vero, ma il dibattito politico deve dal merito trarre anche delle tal ragioni più generali, noi certamente questo problema&lt;br /&gt;ve lo porremo, senza arroganza, ma senza tacere mai.&lt;br /&gt;Dobbiamo - nei ruoli sempre distinti di opposizione e di governo - pensare al bene della città che oggi nessuno riesce a leggere e a fotografare integralmente, questo è un problema anche serio, nessuno riesce ad avere una fotografia di Bologna integrale. Ecco allora che, ripeto, con una opposizione seria, incalzante, che non farà sconti ma che pone questioni, noi insisteremo nella nostra azione, mi aspetto una risposta che sia a questo tono e a questo livello, che ho cercato di dare, e non certamente che ci parli di altro.&lt;br /&gt;:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data Seduta: 27/03/2000 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Argomento:&lt;br /&gt;INTERVENTO DI INIZIO SEDUTA: IN RICORDO DELL’ASSESSORE UMBRO LORENZINI RECENTEMENTE SCOMPARSO&lt;br /&gt;Consigliere FERRARI	DUE TORRI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor Sindaco, signor Presidente, colleghi, signora Maria Teresa, signora Manuela, io credo che nel ricordare una figura così importante nella vita amministrativa, ma anche civile come quella di Umbro Lorenzini e ringrazio il Sindaco per averlo voluto fare a nome di tutti noi, il gruppo consiliare che è in qualche modo erede se non delle competenze e delle capacità, prova molto difficile, eredità pesante per noi, ma senza dubbio degli ideali ha io credo il dovere di ricordare con brevità alcune delle caratteristiche umane, ma anche politiche di quell'impegno.&lt;br /&gt;Sulle caratteristiche umane abbiamo già sentito poco fa della sua viva voce che si parla attraverso i suoi scritti, io vorrei ricordare che Umbro Lorenzini è stato un uomo molto impegnato politicamente, è stato un uomo di una parte fino in fondo, ma è stato un uomo libero.&lt;br /&gt;Qualche giorno fa, proprio il medesimo giorno della scomparsa di  Lorenzini    io ho ricevuto un testo bellissimo che ha curato un grande intellettuale di questa città, Giancarlo Gaeta, che è la lettera a Cristina di Lorena di Galileo Galilei.&lt;br /&gt;Ci insegna che non è facile essere liberi di fronte a una teologia.&lt;br /&gt;Anche nella nostra città degli anni del dopoguerra , certo così diversa, dove le parole erano tanto diverse da quelle con cui si esprimeva Galilei, era il tempo di massima espansione della grande avventura politica da cui noi nasciamo, che è stata anche una grande teologia.&lt;br /&gt;Ebbene, di fronte a questa teologia Umbro Lorenzini è stato un uomo libero.&lt;br /&gt;Scriveva Galilei: "io scopersi alcuni anni addietro come ben sa l'altezza vostra molti particolari nel cielo, stati investibili sino a questa età - e poi ricordava le contrarietà i dolori e anche le incomprensioni patite per queste scoperte e concludeva - è accaduto poi che il tempo è andato successivamente scoprendo a tutti le verità prima da me additate e con la verità del fatto si è fatta palese la diversità degli animi tra quelli che schiettamente senza altro livore non ammettevano per veri tali scoprimenti&lt;br /&gt;e quelli che alla incredulità aggiungevano qualche affetto alterato".&lt;br /&gt;Chi ha conosciuto la vicenda politica e umana di Lorenzini comprende come queste parole singolarmente la rammemorano.&lt;br /&gt;Ecco, è importante che noi tutti noi non siamo tra gli   ultimi cui accenna Galileo, che dimostrano non ammettendo la ragione storica della battaglia di Lorenzini le motivazioni peggiori di un contrasto che egli ricevette.&lt;br /&gt;Dobbiamo essere fra i primi, quelli cioè che riconoscono a una generazione importante di riformisti e di riformatori concreti, di aver portato da Bologna tutta la sinistra italiana a traguardi più nuovi, più  alti e più importanti. Questo  io credo un contributo a tutto il sistema politico e senza dubbio alla città, alla sua civile concordia, fuori ad ogni rissa ideologica ma anche al senso del futuro che può prevalere il nostro amministrare concreto e quotidiano.&lt;br /&gt;Un giornale ha scritto, con parole bellissime, che Umbro Lorenzini è stato un uomo del futuro, ecco credo che non questa frase noi possiamo ricordarlo convinti quindi non solo di una eredità umana, ma anche di una eredità politica, di un segnale politico, se anche da parti che ci avversano viene il riconoscimento importante di questa forza ed anche di questo rinnovamento nella forza di questa politica beh, non è stato invano tanti altri lottare, agire, governare per Bologna, per la sinistra bolognese.&lt;br /&gt;Infine vorrei leggere, i familiari mi hanno detto che Umbro Lorenzini era molto legato alla lettura di un grande poeta come Guido Gozzano e nel ricordo che la famiglia ha stampato ci sono dei versi bellissimi che vorrei leggere, perché danno un appuntamento a tutti noi ma un appuntamento senza dolore, un appuntamento di consapevolezza laica e serena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scriveva Gozzano nell'Amica di Nonna Speranza:&lt;br /&gt; "Ma sogni di là da venire, il lago si è fatto più denso di stelle che pensi? Non penso. Ti piacerebbe morire? Sì. Pare che il cielo riveli più stelle nell'acqua e più lustri, inchinati sui balaustri sogniamo, così, sogniamo così tra due cieli".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bilancio 2000&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;"Fare con dignità e limpidezza, "senza sconti", un'opposizione ferma, coerente e costruttiva"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Intervento in Consiglio comunale del Presidente del gruppo Due Torri per Bologna,Davide Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie signor Vice Presidente, signor Assessore,&lt;br /&gt;vorrei innanzitutto partire da un dato. Quale tipo di Comune noi amministriamo, anche noi dall'opposizione? Certo che tipo di Comune, la nuova Giunta, dopo la vittoria elettorale del 13 e del 27 di giugno, si è trovata ad amministrare?&lt;br /&gt;Una città con problemi anche seri e nuovi, ma una città di rilevanti caratteristiche di compattezza sociale e di grandi possibilità di proiettarsi in un futuro non privo di incognite. Possiamo anche ritrovare delle caratteristiche di solidità e di intellettualità diffusa, di lavoro sapiente diffuso in questa città, che ci danno la possibilità di guardare con serenità al futuro. Questi dati si ritrovano anche nelle cifre dei bilanci consolidati delle amministrazioni che abbiamo alle nostre spalle.&lt;br /&gt;Nel 1998 il bilancio del Comune di Bologna aveva registrato entrate per 835 miliardi con le quali erano stati distribuiti servizi di uguale importo.&lt;br /&gt;Una solidità del bilancio, dunque, che non nasceva a caso, non derivava soltanto, come pure è evidente, da alcune straordinarie personalità, alcune tra i tecnici, alcune tra i politici, anche tra coloro che siedono ancora su questi banchi, ma anche derivava dalla tradizione consolidatasi nel tempo, anche per fasi differenti, di un Comune che ha avuto la capacità di riflettere in un bilancio molto impegnato sui servizi, in questo senso molto "stretto", molto "utilmente stretto" le caratteristiche stesse della città.&lt;br /&gt;Un bilancio stretto, un bilancio impegnato, sono la fotografia di una città che in qualche modo funziona; dove il rigore, la trasparenza, la capacità di dialogo non demagogico con i cittadini, fatti di scelte di bilancio visibili determinano, quindi, anche su questo terreno fondamentale, l'affidabilità di una classe politica, una credibilità nei rapporti tra i cittadini e la classe dirigente politica.&lt;br /&gt;Negli ultimi anni si è evidenziato, nelle politiche di bilancio, ancor più questo dato. Ancor più: avanzi di amministrazione di lieve entità e un contenuto livello di indebitamento. A questo credo siano state dovute le note certificazioni positive che due prestigiose agenzie internazionali di valutazione, la Standard and Poor e Moodis, con un voto che ha collocato il Comune di Bologna tra i vertici della graduatoria nazionale.&lt;br /&gt;Grazie a queste certificazioni sono state iniziate anche operazioni finanziarie nuove, come i Boc, ma mi interessa qui cogliere il significato politico-amministrativo.&lt;br /&gt;Questo è il dato limpido, trasparente, reale, che è passato in eredità a questa nuova fase della vita politica di Bologna e alla nuova Giunta.&lt;br /&gt;Quando noi, io lo farò con poche parole, dopo di me altri consiglieri, non solo del mio gruppo, dell'opposizione, come già hanno fatto, articoleranno maggiormente il discorso sui dati tecnici anche più accuratamente di quello che io possa fare, intervenendo sui rapporti tra questi dati e le prospettive politiche e amministrative della nostra città.&lt;br /&gt;Quando questo discorso si articolerà emergeranno con più forza anche le caratteristiche negative che noi imputiamo al bilancio che l'assessore Galletti ha voluto presentare, in ripetute iniziative della Commissione bilancio.&lt;br /&gt;Il punto è: dobbiamo verificare se è stato vulnerato o no quel rapporto di rispecchiamento tra bilancio e società, che proprio nella caratteristica del bilancio dava la possibilità di ritrovare una correttezza di rapporti tra amministratori ed amministrati.&lt;br /&gt;La nostra opinione è che un vulnus, un cambiamento negativo lo registriamo in questo bilancio. È per questo, signor Sindaco - mi rivolgo a lei, sia pure in spirito - signor Assessore, in spirito e in carne, che noi abbiamo con tanta forza criticato la decisione di applicare l'addizionale IRPEF dello 0,2 per cento a carico dei cittadini residenti.&lt;br /&gt;Non è qui soltanto una discussione tecnica.&lt;br /&gt;Cosa vuole dire in concreto questa addizionale?&lt;br /&gt;Lo hanno già ricordato altri consiglieri: pagheremo più tasse, in media credo 57.800 lire a testa, bambini compresi, consigliere Caracciolo, per un totale di 22 miliardi che sborseremo nel 2000 e poi a carico successivo negli anni che seguiranno.&lt;br /&gt;Le entrate fiscali del Comune cresceranno, così mi dicono, del 5 per cento direttamente a spese dei Bolognesi.&lt;br /&gt;Ma qui c'è un dato politico più importante di queste cifre: era una decisione evitabile.&lt;br /&gt;Si cercherà di dimostrarlo numeri alla mano, ma i numeri non bastano se non c'è una volontà politica, e se non c'è da parte dell'opposizione una indicazione affinché questa decisione politica della Giunta, questa è la nostra sfida, venga a essere più evidentemente negativa.&lt;br /&gt;Questo è il nostro giudizio: la Giunta voleva un bilancio, più "largo", che le affidasse margini maggiori di manovra, anche finanziaria, su terreni sui quali - oggi senza chiarezza - un domani con crescente incisività, potesse ritenere di dover intervenire con proprie scelte discrezionali.&lt;br /&gt;Politiche, non tecniche.&lt;br /&gt;Siamo di fronte allora ad una decisione che vulnera, certo su cifre non gigantesche, ma pur significative, quell' assoluta chiarezza di rapporti tra bilancio e società civile, tra amministrazione e articolazione della vita cittadina, che prima ho fatto riferimento.&lt;br /&gt;Un vulnus grave, un vulnus grave, assessore Galletti, più grave della stessa natura tecnica e contabile di questa decisione.&lt;br /&gt;D'altra parte ella è dovuto venire oggi pomeriggio a darci la notizia delle ulteriori possibilità di questo bilancio a seguito di una Legge finanziaria sulla quale noi più volte avevamo sollecitato una sua maggiore attenzione e devo dire, anche un intervento del sindaco Guazzaloca.&lt;br /&gt;Un Sindaco ed una Giunta maggiormente presenti anche nelle sedi di dibattito nazionale, di dialettica tra governo ed enti locali, forse avrebbero potuto realizzare una visibilità e un ruolo politico più adeguato alla storia della città,e alla sensibilità stessa dei cittadini, ma anche, chissà, forse ulteriori risultati in quella "battaglia" che, come sempre, questa volta mi pare con particolare risultati anche per volontà di dialogo del Governo, gli Enti locali hanno svolto. Così non è stato.&lt;br /&gt;E quando ella è venuta a snocciolarci le cifre di queste nuove possibilità, io ho pensato che, non credo solo grazie all'esperienza, di cui ringrazio i consiglieri del mio gruppo, ma anche credo in seguito ad un ragionamento politico, il gruppo Due Torri, insieme ad altri consiglieri ha già presentato emendamenti ed ordini del giorno che invitano la Giunta a tenere conto di quelle stesse risorse di cui lei oggi ci ha fatto presente, che mi auguro analizzeremo poi in sede di voto con grande serenità e libertà da parte di tutti.&lt;br /&gt;Ecco, forse il bilancio era diversamente impostabile, assessore Galletti, fin dall'inizio, e, d'altra parte, non erano mancate le nostre voci a richiamarla su questa possibilità.&lt;br /&gt;Che dire, a questo punto, delle proposte di programma a cui questa scelta, questo che io ho chiamato un vero e proprio vunus, è ancorata, che dire?&lt;br /&gt;Che dire di quella "relazione previsionale programmatica" che dopo la frase di sfida con cui inizia, e che così recita: "sfidiamo a dimostrare sulla base di questi programmi che si vuole distruggere, lo stato sociale per come si è realizzato a Bologna", presenta innanzitutto una caratteristica, che vorrei sintetizzare utilizzando una battuta che non vuole essere blasfema.&lt;br /&gt;Una battuta che mi deriva dal mio vissuto di credente, di Protestante.&lt;br /&gt;Diciamo noi Protestanti, dicevamo con più forza un tempo, che occorrerebbe "parlare dove la Bibbia parla e tacere dove la Bibbia tace".&lt;br /&gt;Se è possibile un paragone rispetto a questa bozza di relazione previsionale programmatica, bisogna qui esattamente invertire il rapporto.&lt;br /&gt;È necessario parlare e molto, dove la " relazione" tace e invece tacere dove ella parla, perché per lo più nei capitoli meglio trattati, si tratta della fotocopia del programma consegnato dalla Giunta precedente, che certo noi non contrasteremo, soprattutto sullo stato sociale.&lt;br /&gt;Addirittura su alcune scelte particolarmente dirimenti, ne cito una per tutti, colleghi, la scelta dell'integrazione fra cittadini extracomunitari e il resto della cittadinanza si giunge a veri paradossi.&lt;br /&gt;Noi abbiamo discusso, nell'ultimo Consiglio, a lungo e divisi, per poi ritrovarci di fronte a una "relazione previsionale programmatica" che contrasta negli indirizzi di fondo, per larghe pagine, con le politiche della Giunta su cui ci siamo, come dire, avvicendati ad intervenire, con posizioni diverse.&lt;br /&gt;Meglio così. Quello che preoccupa sono le larghe pagine in cui si tace o si lasciano spazi aperti, senza quel rigore che sarebbe necessario ad indirizzare eventuali future prossime scelte di bilancio.&lt;br /&gt;Nulla si dice sul tema della destinazione delle risorse, "a cosa" saranno ancorate le risorse in più garantite dalle entrate fiscale, gli avanzi di bilancio?&lt;br /&gt;Certamente non ad un programma leggibile, chiaro, nato dall'anima di una maggioranza, e da un accordo politico stabile che regga e sostanzi le caratteristiche di questa nuova Giunta.&lt;br /&gt;No, quel programma non è un programma leggibile e credibile della nuova Giunta Guazzaloca.&lt;br /&gt;Così noi rovesciamo la dichiarazione di sfida con cui la "relazione previsionale programmatica" si apre.&lt;br /&gt;Ed è, io penso, un punto su cui occorrerebbe riflettere, lo farò anche concludendo, per interrogarci anche sulla natura politica della Giunta che  abbiamo di fronte, e di cui voi siete parte attiva e dirigente.&lt;br /&gt;Vorrei tornare al punto.&lt;br /&gt;Queste scelte di bilancio, evitabili, immotivate e così confuse, poco chiare, senza un'anima, dimostrano come siano state presto dimenticate le promesse fatte in campagna elettorale.&lt;br /&gt;Ugualmente si ignora signorilmente il fatto che per la prima volta negli ultimi 10 anni, c'è una Legge finanziaria che le tasse cerca di ridurre davvero, diminuendo la aliquota IRPEF, introducendo maggiori sgravi per le famiglie, puntando molto sulla scuola, sulle nuove tecnologie, sui giovani, non prevedendo nella sostanza riduzioni di fondi per gli Enti locali.&lt;br /&gt;Non serviva allora, non serviva l'addizionale: dovevano esserci altre scelte ed altri indirizzi.&lt;br /&gt;Il Comune di Bologna poteva contare su un bilancio consolidato positivo, poteva contare sull'avere l'anno più favorevole rispetto alla Legge finanziaria degli ultimi che sono stati affrontati, poteva contare, lo si sa, su quella vendita dell'80% delle azioni dell'Afm, che realizzata lo scorso anno ha fatto entrare nelle casse comunali 97 miliardi, più o meno il doppio, colleghi consiglieri, di quanto preventivato.&lt;br /&gt;Questo ha consentito, da una parte di sostenere mutui con un risparmio di interessi considerevole, e dall'altro di rendere disponibile una somma consistente per finanziare investimenti sociali senza accenderne nuovi.&lt;br /&gt;Ecco allora nuove risorse e ecco allora perché quel lungo elenco, questo sì, chiaro, nei limiti con cui può essere una forza di opposizione - di nostri ordini del giorno, che sulla manutenzione, la casa, l'handicap, i servizi scolastici fondamentali e gli indirizzi nuovi per le giovani generazioni chiedono a questo consiglio continuità di impegno e svolte davvero innovative.&lt;br /&gt;Presentiamo un'autentica proposta di programma alternativo sul rapporto tra giovani, scuola,  università, formazione professionale, nuove tecnologie di comunicazione e lavoro, noi dichiareremo al confronto.&lt;br /&gt;Altre risorse, lo hanno detto altri colleghi, potevano essere risparmiate su consulenze e incarichi&lt;br /&gt;professionali.&lt;br /&gt;Voglio dire che condivido l'appunto che ha fatto il collega Sabbi ed insieme che, su questo punto, non è possibile, lo sappiamo noi per primi, fare alcuna demagogia.&lt;br /&gt;Ma è un tema che avete voi posto all'ordine del giorno, con scelte assai discutibili, e che noi porremo serenamente con un nostro specifico contributo che chiede alla Giunta di presentarsi in tempi non storici, con una proposta che può essere costruita, io credo, a partire da una verifica delle esperienze internazionali, ma anche di quanto il Comune possiede in termini di competenze e capitale umano.&lt;br /&gt;Ci sono capacità straordinarie dirigenziali e lavorative che sono proprie di questa macchina comunale sulle quali contare - questa la nostra proposta - per costruire un Ufficio di consulenza interna.&lt;br /&gt;Una struttura quale viene indicata dalla più avveduta letteratura sul management e dall'esperienza delle grandi centrali finanziarie, bancarie e imprenditoriali del mondo. EA cambiata fase, da una fase in cui 'esternalizzazione senza principi era considerata necessaria per adeguarsi alla modernità, si è passati a una fase in cui la missione fondamentale di una grande azienda, tanto più io direi un'azienda pubblica, è ciò che deve fare agio su tutto.&lt;br /&gt;Privilegiare, questa è la necessità la creazione delle condizioni con i quali l'amministrazione possa essere capace di autoinformare a sé nuove leve dirigenziali, creando e ricreando al proprio interno nuove e più forti competenze, anche per i servizi di consulenza.&lt;br /&gt;Non è un'idea demagogica, avremo tempo per discutere.&lt;br /&gt;Dovremo farlo perché siamo stati in presenza di alcune scelte, sulle quali Lei assessore Galletti dovrebbe essere particolarmente vigile, da parte di alcuni suoi colleghi, che per la prima volta proprio in presenza di una fase politica e culturale diversa, hanno ancorato compiti di consulenza ed esternalizzazione, o a piccole cose che francamente sono offensive nei confronti dell'apparato amministrativo, ritenuto evidentemente incapace di assicurare persino compiti di segreteria,&lt;br /&gt;oppure funzioni in parallelo, che hanno rallentato il lavoro della macchina comunale già in essere e non ci hanno portato al momento, nulla di nuovo, nessuna conoscenza tecnologica o esperienziale nuova.&lt;br /&gt;Questa è la parte critica, come vedete semplice ma chiara e ferma.&lt;br /&gt;Sono convinto, tuttavia, che da una grande forza di opposizione quale il gruppo che rappresento, debba venire, soprattutto a Bologna, in questa città - sia consentito ricordarlo - che ha una sua storia, e non credo abbia inteso rinnegarla una volta per tutte il 27 Giugno, debbano venire anche idee in positivo, sul futuro.&lt;br /&gt;Vogliamo dimostrare la volontà, forse la velleità, non certamente di rovesciare i ruoli fra noi e la maggioranza, ma pure di indicare a questo Consiglio delle priorità.&lt;br /&gt;Indicare, direi di più, un'idea di città, quello che manca nel programma politico, non solo nel bilancio della Giunta.&lt;br /&gt;Una mancanza evidente fino ad oggi, e che questa sessione di bilancio temo confermerà.&lt;br /&gt;Aspetteremo con senso di attesa l'intervento del Sindaco, con rispetto, ma finora questo è il nostro giudizio.&lt;br /&gt;Un'idea di città, signori consiglieri, che non può che partire da un punto: i cittadini di Bologna e dei Comuni della Provincia, della più vasta città Metropolitana, questa è mia ferma convinzione, sono fieri di vivere in questa realtà, vogliono preservarla e innovarla.&lt;br /&gt;Un motivo c'è: il governo e le culture che hanno partecipato storicamente al governo della città, forse persino oggi, forse persino il governo odierno, hanno goduto di una positiva "rendita di posizione", che proprio riposa su quella maggiore, relativamente maggiore, fiducia e certamente assai maggiore rapporto storico consolidato tra le politiche amministrative e l'assetto sociale.&lt;br /&gt;Certamente a questo ha contribuito in maniera decisiva la sinistra, migliaia e migliaia, di uomini e di donne che hanno garantito un lungo percorso di solidarietà e di libertà.&lt;br /&gt;Questo percorso era ed è chiamato a rinnovarsi.&lt;br /&gt;Non l'avrà fatto certamente in maniera sufficiente, ma oggi è in grado di presentare un conto ancora a quest'amministrazione, di sfidarla sul terreno del rinnovamento.&lt;br /&gt;Viviamo al centro di una regione che, tutta, deve interrogarsi sul ruolo di Bologna.&lt;br /&gt;Lo dico anche al consigliere Garagnani, che senz'altro mi ascolterà nella sala vicina, perché ne conosco l'assiduità di presenza, una assiduità che si sposa per altro ad alcuni chiodi fissi che gli sono propri. Così è certamente per l'insistenza nel pretendere il ricambio dei dirigenti delle aziende sanitarie e in secondo luogo, con bizzarra gerarchia di priorità, dei vertici politici ed amministrativi della nostra Regione.&lt;br /&gt;Ebbene, vorrei ricordargli che noi viviamo al centro di una regione tra le più avanzate e civili d'Europa, dove la ricchezza si unisce alla virtù, a un'esausta volontà di fare insieme agli altri. Per questo Bologna è una città, che avendo nella Regione un preciso ruolo di punto di riferimento vuole progetti, sindaco Guazzaloca.&lt;br /&gt;Se fosse presente glielo direi a gran voce, a gran voce: vuole progetti.&lt;br /&gt;Siamo convinti che Bologna, la sua realtà metropolitana, può continuare a crescere.&lt;br /&gt;È questo il nostro obiettivo: ridare speranza alla nostra città, il pensiero di un futuro giovane, più positivo, non solo assillato dall'angoscia delle campagne di stampa sul degrado, sulla ristrettezza delle possibilità, su un futuro che è per forza incertezza, insicurezza, paura.&lt;br /&gt;No, è possibile interpretare diversamente questa città, noi vogliamo farlo, voi avete il dovere, come amministratori di farlo.&lt;br /&gt;Per questo noi abbiamo affermato e per primi ci siamo preoccupati di indicare alcune scelte concrete.&lt;br /&gt;Inizio dal tema della sicurezza. Ecco un esempio di una pagina di programma dove non si può tacere, perché non siamo certo di fronte alla Bibbia, e nella "previsionale programmatica" poco e male si scrive.&lt;br /&gt;Noi siamo per affermare un valore concreto della sicurezza, personale ma anche culturale, sociale, ambientale.&lt;br /&gt;È possibile reprimere la criminalità e rispondere positivamente all'incontro con altre culture.&lt;br /&gt;Abbiamo cercato di dimostrare come, con quali scelte, partecipando, con tutta evidenza senza ambascie, al dibattito che ci ha appena visto protagonisti in questo Consiglio comunale.&lt;br /&gt;È possibile rispondere all'inadeguatezza delle garanzie sociali, al rischio di emarginazione che tanti avvertono di fronte ai grandi cambiamenti della società.&lt;br /&gt;Bologna è considerata una città per tutti, può diventare anche una città di tutti, ecco il tema della sussidiarietà, dove ognuno si senta libero e insieme responsabile, proprietario, non ho paura di dirlo al consigliere Garagnani, si senta proprietario della sua città. Desideriamo per questo una città che ha cura di sé e dei suoi cittadini, nella trasparenza e con regole leggibili, non&lt;br /&gt;nell'assenza dei dibattiti consiliari, nei bilanci larghi, nelle consulenze a latere, nel disprezzo di quanto è stato fatto e dell'apparato tecnico di questo Comune, che lo ha garantito e che tuttora lo garantisce.&lt;br /&gt;Vogliamo che le decisioni più importanti per ridare fiducia e speranza di crescita a Bologna, siano adottate nel dialogo con i cittadini, che vogliono essere protagonisti attivi.&lt;br /&gt;Sono lieto dello "sportello informativo" che recentemente è stato inaugurato dalla Giunta.&lt;br /&gt;Sarei stato tentato, ma forse sarebbe stata da parte mia una reazione un po', come dire, "sopra le righe", di recarmici, per poter incontrare i nostri massimi amministratori, cosa quasi sempre impossibile in Consiglio.&lt;br /&gt;Ma sono lieto che i cittadini vogliano partecipare, mi auguro che sia una scelta che duri nel tempo, perché il problema della visibilità delle scelte politiche è essenziale a Bologna in questa fase.&lt;br /&gt;Ciò che chiamiamo concertazione, che ci è stato rimproverato in questo Consiglio comunale, vogliamo rimanga proprio la medesima cosa, non superabile con rapporti discrezionali con questo o quell'interlocutore sociale.&lt;br /&gt;Per riprendere con vigore la scelta di far crescere Bologna occorre partecipazione, ma anche concertazione.&lt;br /&gt;Non si può essere lieti delle divisioni sindacali, non si può imputarle alla politica, bisogna vedere che cosa fare per superarle, signori assessori.&lt;br /&gt;Che cosa fare, ad esempio al "tavolo del patto per il lavoro", dove va impostata rapidamente una via di sviluppo per questa città a cui chiamare in una concertazione attiva le parti sociali, non ritraendosi dalle crisi industriali presenti, non giocandovi alcun ruolo come è avvenuto anche recentemente per la Cevolani.&lt;br /&gt;Per fortuna, che altre sedi istituzionali hanno giocato ben altra partita, ad esempio la nostra Regione.&lt;br /&gt;Al fondo delle nostre proposte c'è in sostanza un'idea, colleghi, che vorremmo sviluppare anche assieme a voi tutti, un'idea diversa di questa città, da quella che si intravede nella vostra nuova amministrazione.&lt;br /&gt;Vorrei tratteggiarne brevemente alcuni punti, ma già credo nei principi che ho evocato è stato possibile scorgerne qualche tratto.&lt;br /&gt;In primo luogo lo sviluppo di Bologna Comune non può più essere pensato senza pensare definitivamente all'area vasta.&lt;br /&gt;Non era possibile fare la città metropolitana, mancava una legge, oggi la legge c'è.&lt;br /&gt;Animo! Non credo si debba aver paura di Castelmaggiore o di San Lazzaro di Savena: animo!&lt;br /&gt;È compito innanzitutto di questo Comune essere protagonista nella formazione della città metropolitana.&lt;br /&gt;Questa sì è una vecchia e buona cosa Bolognese, una virtù antica di una città dove la storia è stata segnata sempre da un rapporto fecondo tra città e campagna, ce l'ha insegnato in tanti libri Renato Zangheri, e se pensiamo anche alle nostre storie familiari, ne ritroviamo traccia, colleghi consiglieri.&lt;br /&gt;Oggi se si vuole pensare ad uno sviluppo sostenibile e di qualità, oggi che i flussi di lavoro e di persone sono più intrecciati che mai, raggiungere un nuovo equilibrio da Comune capoluogo e Comuni della provincia è più che mai necessario.&lt;br /&gt;Il secondo punto di priorità programmatico deriva immediatamente all'avvertenza sulla necessità di tornare a un'idea di crescita di questa città, di crescita qualitativa ma anche quantitativa.&lt;br /&gt;Vogliamo immaginare e sostenere una prospettiva che qualcuno ha definito neoindustriale.&lt;br /&gt;Perché l'industria, quella manifatturiera, che resta e resterà centrale a Bologna, anche se con relativamente meno occupazione, da sola non è sufficiente a riprodurre la quantità di offerta di lavoro crescente che determinava a metà degli anni 70.&lt;br /&gt;Il medesimo ruolo della manifattura è pensabile possa svolgersi solo allargando la prospettiva, anche a nuove industrie che siano oltre l'industria.&lt;br /&gt;Nuove materialità che siano oltre la materialità.&lt;br /&gt;E' il tema del distretto multimediale, che abbiamo posto e che è stato prima irriso, con imperdonabile leggerezza dall'Assessore Monaco, poi sono lieto, ha avuto una più attenta considerazione, per lo meno dei documenti già prodotti, poi riaffrontato dall'assessore Raisi, che incalzerei con ancora più forza.&lt;br /&gt;Il tema cioè di aree attrezzata su cui concentrare le produzioni immateriali e le attività variamente produttive ad esse connesse.&lt;br /&gt;Ma c'è ben di più dietro a questa proposta, una proposta che è bene non mettere aprioristicamente in discussione, ma sulla quale ragionare attentamente per evitare altri scivoloni e, finalmente portarla a realizzazione.&lt;br /&gt;Rimane un fatto: mentre la Regione definisce una nuova legge che si da l'obbiettivo di evitare chiusure industriali a sostenere nuovi progetti imprenditoriali, nel discorso programmatico, come nella relazione che oggi è stata ripresentata e che andrà in votazione, non ce n'è traccia di un'idea di futuro legata alle produzioni materiali e immateriali.&lt;br /&gt;È strano.&lt;br /&gt;Vedete, io ho già fatto un "piccolo numero" citando un documento ufficiale dell'ufficio stampa e del Sindaco, su Bologna 2000, ma è curioso come leggendo qua e là si incontrino altri documenti che riproporrebbero la voglia di compiere altre piccole provocazioni.&lt;br /&gt;Si trovano " incidenti di percorso letterari" che io penso positivi.&lt;br /&gt;Ho comprato ieri, senza alcun intenzione maligna, "Telema", una delle riviste più note di scienza della comunicazione e di studi sulla città multimediale, e vi ho trovato a pagina 51 un intervento, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ricchissimo ed approfondissimo, del sindaco Guazzaloca, esattamente su questi temi.&lt;br /&gt;Il Sindaco si spinge fino a dare mandato alla sua Giunta, di risolvere entro un anno tutti i&lt;br /&gt;principali punti che per lo sviluppo del programma "Bologna Digitale" erano sul tappeto e dei&lt;br /&gt;quali non abbiamo visto alcuna citazione nella dichiarazione programmatica di inizio di questo&lt;br /&gt;mandato e tanto meno nei documenti allegati a questo bilancio.&lt;br /&gt;Sarà merito degli uffici, sarà l'egemonia di alcuni uffici, ma ancora una volta, devo dire, restiamo&lt;br /&gt;in un'ambiguità che può essere anche fonte di qualche ironia.&lt;br /&gt;10 non vi leggerò il saggio, ma ne ripropongo la lettura all'autore, il Sindaco, per il quale invece dovrebbe essere fonte di consapevolezza dei propri limiti e di volontà di utilizzare in ogni sede, magari, spererei anche in quelle istituzionali, la forza amministrativa e politica che questo Comune gli ha consegnato,non solo sulle riviste.&lt;br /&gt;Intendo per Comune anche il patrimonio intellettuale, lo voglio dire ancora una volta, di questo Consiglio comunale.&lt;br /&gt;Si rischia altrimenti di essere creduti coloro che si fanno le penne del pavone con il lavoro altrui, senza poi nemmeno ricordarsi di quali impegni sottoscrivono sulle riviste internazionali e suoi documenti che consegnano al pubblico dominio.&lt;br /&gt;Vorrei concludere su questo punto: c'è una sfida sul futuro che è di fronte a noi, sulla quale le amministrazioni locali sono chiamate ad intervenire, una sfida che non parla a tutti indistintamente, non parla a tutti i cittadini in maniera uguale, parla innanzitutto ai nostri giovani. A quei giovani che hanno bisogno di un impegno grande, integrato, di una forza mirata delle amministrazioni pubbliche e di tutta la realtà del privato, del privato sociale, che garantisca una sinergia finalmente efficace tra scuola, formazione, cultura, università e nuove forme di lavoro. A quei giovani che altrimenti dovranno rassegnarsi a vivere in una città che vedrà, anche nella nostra realtà, segmentarsi le esperienze e le speranze, vedrà la divisione fra le generazioni e non il concorso in una produzione più ricca che gli è possibile e gli è connaturata. Consideriamo il far sì che questo comune parli ai giovani innanzitutto come un nostro compito, e vedrà assessore Galletti, che ad essi si rivolge anche una parte importante del materiale che sottoporremo alla discussione e al voto di questa sessione sul bilancio.&lt;br /&gt;Sia consentita infine una considerazione politica.&lt;br /&gt;Non è qui il momento né la sede di parlare dei recenti esiti elettorali.&lt;br /&gt;Io per primo non sono assolutamente per enfatizzarne il significato.&lt;br /&gt;Credo che sia utile richiamarli soltanto per un dato, che essi, mi riferisco in particolare al voto sul Collegio 12, un ci consegnano, su cui rifletterei senza alcuna sicumera.&lt;br /&gt;Si è evidenziata la fragilità di chi aveva puntato su un indistinto allargamento dell'esperienza di liste civiche.&lt;br /&gt;Chi le considerava come un cavallo di Troia valido in qualche modo "a prescindere", come avrebbe detto Totò, per affermare il centro destra.&lt;br /&gt;Una lettura più attenta oggi costringe ad allargare il ragionamento.&lt;br /&gt;È più costretto chi è di centro destra, chi siede sui banchi che mi stanno di fronte.&lt;br /&gt;Probabilmente ne deriverà anche una valutazione sull'esperienza della Giunta e sull'esperienza politica che ha portato il signor Sindaco a essere il primo cittadino di Bologna, che è sì, inserita in una temperie culturale che vede il progressivo riarticolarsi delle identità, degli schieramenti politici ed una difficoltà forte ad affermare le ragioni della politica, più proprie della politica di progetto, ma forse anche va inquadrata più attentamente nella sua specificità ed anche nelle sue caratteristiche di singolarità.&lt;br /&gt;Forse le ambizioni, vorrei chiederlo a Lei un giorno signor Sindaco, erano anche più modeste, erano legate a cogliere l'occasione grande di una città aperta a nuove proposte e delle nostre grandi difficoltà.&lt;br /&gt;Consumatasi oggi la possibilità di allargamento del modello, però signor Sindaco, è proprio davanti a lei, che è stato, inevitabilmente direi, più prudente e timoroso sull'avventura dell'allargamento delle liste civiche, che resta però aperta tutta intera, e io gliela pongo con forza, la questione di quali basi politiche abbia l'attuale maggioranza che governa il Comune di Bologna.&lt;br /&gt;Non è semplicemente una Giunta del Polo, bene, e non eredita, quindi, nell'interezza la globalità, l'integrità, la complessità il portato del Polo - che noi rigetteremmo certamente con grande forza - ma pure ha le caratteristiche di un identità e di una proposta programmatica coese e coerenti. Non è dato l'allargamento delle liste civiche, e d'altra parte non si tratta di un'esperienza specifica e autonoma in sé di lista civica, questo non è, vista la stretta alleanza con FI ed AN. Cosa resta allora? Qual è la base politica e programmatica di questa maggioranza? Questo, è credo, il grande problema e credo che sia la radice inespressa, ma che va espressa, di quella fragilità programmatica che è possibile leggere ad ogni passo della vita di questo Consiglio comunale che oggi alla presentazione del bilancio mi sembra del tutto evidente e del tutto chiara.&lt;br /&gt;Quando ho parlato di un "bilancio largo", vi ho fatto sufficiente riferimento. Sono passati 4 mesi e mezzo di lavoro reale, possiamo produrre un giudizio. Fra gli "stop and go", fra le incertezze di fondo e quelle di merito e di quotidianità, il giudizio non può essere positivo. Noi non voteremo quindi questo bilancio che è lo specchio di queste modalità di governo.&lt;br /&gt;Una sfida concettuale interessante ci era stata rivolta in una dichiarazione di alcuni saggi che l'attorniano signor Sindaco, io almeno l'avevo intesa così, "cambiare nella continuità" era stato detto.&lt;br /&gt;Mi era parso utile raccoglierla in alcune sedi congressuali, salvo poi vedermi smentito dal sindaco Guazzaloca, che ha indicato non appartenergli, se ho ben compreso. Mi era invece sembrata una frase felice, che potesse essere una sfida da raccogliere, utile anche per noi.&lt;br /&gt;Ho visto che era invece una frase troppo impegnativa che ella ha già rigettato. Ecco allora, cambiare è difficile signor Sindaco, anche per lei che non ha ancora scelto bene su quale terreno farlo ed essere in continuità è molto, molto, molto difficile a Bologna. Essere in grado di garantire la continuità positiva di Bologna, è forse al di là delle possibili fatiche della sua esperienza.&lt;br /&gt;Ecco, allora, io credo che la città sia più interpellata che nel passato da un bilancio come questo, e da una dialettica politica anche difficile, con tante assenze, anche oggi, in una sessione così importante e di così scarso impegno propositivo della maggioranza, mi sia consentito di dire. No, non mi rivolgo all'assessore Galletti che ha assolto con diligenza il suo ruolo, ma mi rivolgo alla compagine di Giunta e di maggioranza nella sua globalità e per le motivazioni generali che prima ho richiamato.&lt;br /&gt;Ecco allora che la città è interpellata ad avere una maggiore attenzione e partecipazione perché del tutto non chiarito è l'indirizzo che voi proponete. Noi cercheremo, anche fuori di qui, di alimentare la discussione e di parteciparvi come rappresentanti, tutti assieme, lo dico ai colleghi degli altri gruppi di minoranza, in primo luogo a quei colleghi dei gruppi di centro sinistra che veramente io credo sentano tutti quanti la consapevolezza di rappresentare ognuno sia gli elettori che gli hanno dato un voto specifico, ma anche qualcosa in più.&lt;br /&gt;Certo un senso del limite ci è necessario per capire che oltre a questo limite è possibile andare, siamo fortemente consci di questo limite, abbiamo perso un'importante battaglia elettorale. Però anche questo senso del limite oggi può essere trasformato in forza se diventa senso dell'importanza di andare oltre noi, oltre anche le nostre esperienze consiliari, verso le forme di coordinamento stabile sempre più incisivo che siano all'altezza delle interrogazioni sul futuro che le ambiguità di governo consegnano a tutta la città.&lt;br /&gt;Vogliamo essere all'altezza di dirci rappresentanti, noi del centro sinistra, parte integrante dell'anima più rigorosamente democratica di questa città.&lt;br /&gt;Un coordinamento stabile dei nostri gruppi consiliari aperto al contributo che già viene dato ogni volta da Rifondazione, aperto soprattutto ad un dialogo forte con i cittadini, un coordinamento che avrà più tappe, che io certo non posso qui ipotizzare, ma che può partire subito con un agire comune che già è nella pratica e al quale dare maggiore evidenza.&lt;br /&gt;Concludendo quindi signor Sindaco, daremo un voto negativo, motivato da ferme valutazioni, con una volontà di giudizio serena come ogni volta abbiamo dimostrato, ed anche con la volontà di dare con strumenti diversi la medesima battaglia politica che ci ha impegnati in questi mesi.&lt;br /&gt;Siamo solo all'inizio di un percorso che non sarà più lungo, di quello del mandato elettorale, io mi auguro, ma non voglio ipotizzare come più corto.&lt;br /&gt;Gli elettori hanno dato a Lei un mandato e a noi un altro mandato.&lt;br /&gt;Noi saremo rispettosi della dialettica fra maggioranza ed opposizione, senza turbarla surrettiziamente.&lt;br /&gt;Non è questo il nostro compito.&lt;br /&gt;Il nostro compito è quello di fare con dignità e limpidezza, "senza sconti", un'opposizione ferma, coerente e costruttiva a questa Giunta, per il bene comune della città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicembre 1999&lt;br /&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;"Futuro presente"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Ordine del giorno per invitare la Giunta a realizzare un pacchetto di interventi rivolti alle nuove generazioni presentato dal consigliere Ferrari in data 20.12.1999&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"II Consiglio Comunale di Bologna,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;visto che nel budget 2000 alla voce "ammortamenti", sono indicati accantonamenti da beni mobili ed immobili per 4.300 milioni;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;considerata l'incongruenza della legislazione che obbliga i Comuni a questi ammortamenti;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;valutato positivamente il fatto che il Parlamento, approvando la Finanziaria, 2000, ha cancellato questo obbligo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;visto che è perciò possibile utilizzare per il bilancio 2000 l'accantonamento previsto di 4,3 mld;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;consapevole dalla priorità rappresentata dall'assicurare alle nuove generazioni ampie possibilità di affermazione, per garantire il ricambio delle funzioni civili e lavorative nella città ed il conseguente suo pieno sviluppo,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;invita la Giunta&lt;br /&gt;a realizzare, utilizzando i 4,3 mld previsti come accantonamento, un pacchetto coordinato di interventi che miri a incrementare sensibilmente le opportunità di crescita, educazione, libera espressione, formazione, lavoro delle nuove generazioni, il "futuro presente" della città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli interventi devono riguardare impegni che qui riportiamo in titoli e proposte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UNA SCUOLA DI QUALITÀ&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bologna è chiamata a confermare e a qualificare la propria ricca esperienza nella scuola, nella formazione, nell'educazione.&lt;br /&gt;La riforma assicura più autonomia alle scuole e una loro maggiore possibilità di dialogo con la città.&lt;br /&gt;L'autonomia dei singoli Istituti ha bisogno di scuole di dimensioni adeguate e con ricche dotazioni strumentali e didattiche.&lt;br /&gt;È necessario che il Comune di Bologna, insieme alla Provincia e d'intesa con la Regione Emilia-Romagna si doti di un accordo di programma con le scuole&lt;br /&gt;bolognesi al cui centro sia la qualità della formazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quattro le scelte di indirizzo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) nei servizi educativi si devono attivare maggiori possibilità, non a scapito dell'offerta direttamente gestita dal Comune, ma per garantire alle famiglie libertà di scelta e alle bambine e ai bambini uguale e controllata qualità dell'offerta;&lt;br /&gt;b) le aree e le strutture scolastiche devono avere una manutenzione migliore, garantita da un piano costante di interventi;&lt;br /&gt;c) i percorsi formativi devono integrarsi con l'offerta educativa e culturale della città, a partire dall'utilizzo del pieno orario di apertura degli Istituti scolastici, facendo così dei Piani dell'Offerta Formativa delle scuole un asse centrale delle politiche culturali generali, oltreché giovanili, dell'Ente Locale. Per lo stesso motivo occorre aumentare l'espansione, con la diffusione soprattutto verso i giovani studenti della scuola secondaria, dei servizi educativi territoriali (ludoteche, punti lettura, centri di psicomotricità) e delle aule didattiche decentrate e dei laboratori (musei, luoghi di cultura della città, luoghi di ricerca e di lavoro). In questo modo il processo di apprendimento si giova dell'incontro con saperi che nascono nei luoghi della ricerca, del lavoro, della creazione artistica e culturale, della conservazione della memoria, d) Contribuire a mettere in contatto le scuole e il lavoro.&lt;br /&gt;Bologna deve essere una città in cui tutti i suoi giovani, alla maggiore età, abbiano un titolo formativo per entrare nel mercato del lavoro.&lt;br /&gt;Occorre investire nella formazione tecnico-culturale successiva al diploma, che rappresenta la nuova frontiera dell'intervento comunale.&lt;br /&gt;Per raggiungere questo fine va garantita piena funzionalità alla Fondazione Aldini-Valeriani, voluta dal Comune e dalle forze imprenditoriali della città. La fondazione Aldini, con gli Istituti, e strumenti quali Libra, deve diventare il perno attorno al quale collegare politiche rivolte alle Istituzioni per la ricerca, pubbliche e private, all'Università, e alle imprese affinché oltre alla promozione della cultura tecnica, il Comune contribuisca decisivamente a formare nuove leve di imprenditori, dirigenti e lavoratori, per il rinnovamento dell'Industria a Bologna. Con lo stesso fine, ma rivolta al terzo settore dell'economia, si propone di realizzare una nuova "Fondazione Sirani", per formare personale capace di impiantare e dirigere forme di imprenditoria sociale nel campo dei servizi alle persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GIOVANI E STUDENTI, UNIVERSITÀ E CULTURA A BOLOGNA: UN DIRITTO, UNA RISORSA ECONOMICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Comune deve contribuire a costruire un circuito virtuoso che offra ampie occasioni di confronto e di proposte operative, così come per le realtà scolastiche cittadine, ai centri di ricerca universitari, alle associazioni ed ai centri culturali vicini ai giovani (teatro, musica, animazione culturale), con un impegno particolare del Comune di Bologna a contribuire all'apertura delle biblioteche universitarie ai cittadini bolognesi, attraverso una integrazione del protocollo esistente fra Università e Comune che preveda reciproci adempimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché la città sia capitale europea della cultura anche dopo il 2000, occorre impegnarsi per realizzare i punti richiamati nell'ordine del giorno n. 285 del 17 dicembre '99, ed ancora perché Bologna diventi:&lt;br /&gt;- Città dove le istituzioni stabili promuovono le "officine" giovanili.&lt;br /&gt;- Città con una programmazione degli spazi per ogni attività culturale, che verifichi le funzionalità consolidate e le possibilità di apertura alle nuove produzioni.&lt;br /&gt;- Città ponte che costruisce dialogo e relazioni con altre puntando anche ad esportare in Italia e nel mondo eventi, produzioni culturali e capacità di servizio innovative.&lt;br /&gt;- Città che realizza il Distretto dell'industria multimediale nelle aree già individuate, con la collaborazione tra città e Università, come luogo in cui conviveranno produzione, divulgazione e fruizione di cultura, spettacolo, scienza e tecnologia per attrarre investimenti dalle imprese che operano in questo campo e valorizzare le attività delle associazioni che si sono sviluppati in questi anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE NUOVE TECNOLOGIE, BOLOGNA DIGITALE, IPERBOLE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La città va dotata di un "piano regolatore telematico". La cablatura per le reti informatiche deve disporre di strumenti che favoriscano le opportunità di competizione e di progettazione innovativa da parte dei vari attori interessati. Il piano deve essere uno strumento agile, garantire che la diffusione dei sistemi telematici avvenga in sicurezza e regolarità e deve inoltre predisporre un modello secondo il quale la diffusione dei mezzi informatici vada a vantaggio dello 
